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Rush - Vapor Trails
10/10/2015
( 3354 letture )
Trent'anni di attività, sedici album all'attivo con conseguente naturale calo di idee, una lunga pausa luttuosa: esponiamo subito tutte le scuse possibili per quello che da molti fan è considerato il peggiore disco dei Rush e dedichiamoci subito ad una analisi più seria del contenuto.
Vapor Trails, come detto, esce dopo la più lunga pausa mai avuta in casa Rush, sei anni che Neil Peart dedica a riprendersi dalle tragedie famigliari che lo hanno colpito. Naturalmente l'attesa dei fan è spasmodica, ci si immagina di certo una nuova svolta nel sound e chissà quali meravigliosi momenti. A ben vedere è probabile che il rigetto ottenuto dall'album derivi in larga parte da tutte quelle aspettative, mentre un giudizio oggettivo non può che essere più moderato.

Prima di tutto diciamo una cosa: se Vapor Trails fosse un album strumentale, sarebbe apprezzato molto di più, perché quando i Rush sbagliano, lo fanno sulle linee vocali. Le notissime e indiscutibili abilità strumentali del trio infatti introducono sempre piccoli e sorprendenti particolari che indicano propriamente il concetto di "ricerca sonora". Su questo aspetto non si può dire che la band sia venuta meno alle aspettative: il cambio di sound di Vapor Trails è netto rispetto all'indeciso Test For Echo e ai suoi predecessori. La chitarra torna protagonista assoluta, il sound è spesso e cupo, lasciando pochi spazi a melodie più serene. Cosa non ha funzionato allora?
In primo luogo il nuovo sound, per quanto diverso dal passato, proprio per il suo essere così monolitico è poco vario al proprio interno; le linee vocali inoltre sono spesso piuttosto deboli, si ricordano con difficoltà e alla lunga risultano ripetitive.
Tutto ciò naturalmente si collega male con i quasi settanta minuti di durata del disco e lo rende forse il più difficile da assimilare di tutta la discografia della band. Se valga la pena di assimilarlo è la domanda a cui cercheremo di rispondere ora analizzando singolarmente le tracce: una volta scorporate dal blocco alcune riservano sorprese e influenze inaspettate.
One Little Victory parte durissima con un riff che sa quasi di black'n'roll e procede sprezzante tra chitarre ululanti per cinque minuti: Rush incattiviti e spacconi come non si erano mai sentiti. La successiva Ceiling Unlimited è secondo il sottoscritto la traccia più bella di tutto il disco, nonché una delle più emozionanti degli ultimi vent'anni: il riff portante assolutamente esaltante, nella migliore tradizione Rush, si accompagna a uno dei pochi ritornelli davvero compiuti di tutto l'album e fa di nuovo battere il cuore di un fan. Ghost Rider si ricollega al lungo viaggio in moto compiuto da Neil Peart durante la lunga pausa dalla band per riprendersi dalla morte della figlia e della moglie, raccontato nel libro autobiografico avente lo stesso nome. La canzone, così come il suo testo, ha un andamento particolare, cupo ma allo stesso tempo venato di speranza. Peaceable Kingdom e The Stars Look Down proseguono sulla scia di chitarre possenti ma non lasciano il segno, mentre l'intricata struttura ritmica di How It Is, le sezioni arpeggiate e il suo chorus solare le conferiscono una marcia in più. La title-track si attesta su buoni livelli, ma purtroppo a questo punto ad un ascolto continuativo l'attenzione è già calata e pesa la mancanza di varietà. E così si rischia di perdersi l'inizio Tool-iano di Secret Touch (Schism era uscita solo l'anno prima) e la rocciosa ed emozionante Earthshine. Piacevole ma senza sorprese è Sweet Miracle, mentre il trio finale risulta un po' sottotono e ormai decisamente di troppo nello svolgimento del disco. Curiosa la scelta di aggiungere un ultimo capitolo alla "Trilogy Of Fear" iniziata nel 1981 con Witch Hunt: per quanto musicalmente interessante, il "sequel" non regge il confronto con le tre canzoni precedenti.

Possiamo dire che ogni canzone dei Rush, anche quelle meno riuscite, ha un suo perché, una scintilla che le dà significato; tuttavia in Vapor Trails si susseguono per un tempo eccessivo canzoni che più che una scintilla non riescono a mostrare. Tre o quattro delle più anonime in meno e il voto potrebbe alzarsi di parecchio, anche considerando l'ottima versione remixata del 2013 che riveste in modo decisamente più brillante i pezzi. In ogni caso, il primato assoluto dei Rush, tra alti e bassi, è quello di non aver mai composto un disco che fosse sinceramente e palesemente brutto. Un paio piuttosto anonimi che non vengono ricordati spesso sì, ma davvero brutti e da cestinare mai.
E in quarant'anni di carriera, scusate se è poco.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
86.92 su 27 voti [ VOTA]
Argo
Domenica 23 Maggio 2021, 17.18.49
20
Ho iniziato ad ascoltare i Rush molto tardi nella mia oltre trentennale carriera da amante della musica rock/metal, per l'esattezza solo 5 anni fa. Questa band mi è comunque entrata subito nel cuore, al pari dei miei amati Maiden che li tengo come punto fermo e riferimento perpetuo. Mi ero però fermato con convinzione a Moving Pictures, apprezzatto abbastanza Signals, G.U.P. e P.W. (ma comunque perplesso per il cambio radicale di sonorità) e arrivato ad H.Y.F. mi sono fermato del tutto. In questi ultimi due mesi invece ho cominciato un tour de force proprio da H.Y.F. in poi, e si sa che con le seconde possibilità tutto può cambiare. Tutto questo preambolo per dire che trovo questo cd molto meglio di come mi era rimasto impresso anni fa. Certo, non siamo per niente ai livelli anni 70, ma col senno di poi si può capire molto bene questo trio di geni. Grandi Rush, vi amerò sempre.
thrasher
Martedì 16 Aprile 2019, 17.33.46
19
Riascoltato di recente e lo trovo un ottimo album.... Che dire rush una garanzia
thrasher
Sabato 29 Dicembre 2018, 8.46.20
18
Luka ti do ragione purtroppo in questo sito la maggior parte degli utenti è ancora ferma ad overkill master of... E compagnia bella, apprezzare certi capolavori lo fa chi capisce qualcosa di musica e non è ferma ai soliti strarimacinati power chords
Luka
Venerdì 28 Dicembre 2018, 23.58.39
17
Non sono toppo d’accordo con la recensione, senza voler discutere i gustii personali , a mio parere questo è l’ L timo grande album dei Rush, grande perché qui in l terzetto canadese non si limita a confezionare buona e ben suonata musica ma a livello creativo offre nuovi spunti percorrendo sentieri musicali differenti ed alternativi. L’ unico rammarico è che i Rush non abbiano prodotto almeno un altro album in questa ,a mio parere, stimolante direzione sonora
ELIO MARRACINY
Giovedì 24 Maggio 2018, 22.43.52
16
ALBUM IMMENSO!
Max
Mercoledì 12 Ottobre 2016, 12.16.44
15
Sentito ieri sera in cuffia, versione remastered, che dire..Rush. Earthshine è qualcosa di indescrivibile, solo il trio canadese poteva scriverla!!!
ELIO MARRACINY
Sabato 24 Settembre 2016, 23.59.16
14
ALBUM DELLA MADONNA, LA RISTAMPA DEL 2013 RENDE GIUSTIZIA AD UN CAPOLAVORO ASSOLUTO, IL VOTO FA SORRIDERE, NESSUNO PIù MA GIà ALLORA ERA PIù IN GRADO DI SCRIVERE E SUONARE UN ALBUM COME QUESTO
Max
Martedì 3 Maggio 2016, 11.09.34
13
Suono sporco, ritorno a sonorità quasi diementicate .. uno stacco netto dai precedenti /(se si esclude Counterparts) ..forse un po' troppo lungo (un paio di brani debolucci in meno e forse era meglio), la resurrezione della band sull'orlo dello scioglimento dopo quanto di terribile successo a Peart.. Probabilmente per quanto sopra è stato accolto in maniera diversa dai fan...penso tra i più eterogenei nel panorama musicale complessivo visto quanto il trio ha proposto e propone da oltre 40 anni!!
Rob Fleming
Sabato 6 Febbraio 2016, 21.11.25
12
Ecco un cd che riconcilia con il rock duro. Mi piace tutto l'album ed in particolare Secret Touch che una volta ascoltata mi fatto esclamare: "Sono i Cynic con la voce di Geddy!".
Zess
Martedì 13 Ottobre 2015, 15.29.55
11
Il loro peggior disco, l'unico passo falso che hanno fatto.
evilelvis
Martedì 13 Ottobre 2015, 1.43.19
10
Boh...per me bello,punto!musicalmente si ricollega,anzi,sembra una continuazione del disco solista di Geddy(lo chiamo per nome perchè ci"conosciamo"bene),che è un altro bel album. Favolosi RUSH! like a ghost rideeer...
metalraw
Lunedì 12 Ottobre 2015, 12.30.29
9
dice bene Luca sul fattore melodie vocali. Album meno incisivo dei Rush, pur rimanendo ottimale sotto tanti aspetti.
Voivod
Lunedì 12 Ottobre 2015, 12.28.27
8
Tra tutti gli album dei Rush è quello che mi piace meno...ma è sempre un signor album!
alifac
Lunedì 12 Ottobre 2015, 9.16.38
7
La versione remixata migliora il suono e rende l'album, a mio avviso buono, più godibile. Earthshine la mia favorita...
galilee
Domenica 11 Ottobre 2015, 17.51.55
6
Questo è stato il mio primo disco dei Rush. Ai tempi lo trovai un po ostico e si le linee vocali non sono proprio il top a mio vedere. Comunque un buon disco.
Screamforme77
Domenica 11 Ottobre 2015, 17.14.13
5
Io sinceramente faccio molta fatica a comprendere che Vapor Trails concorre per lo scettro del più brutto o meno bello album dei Rush, l'ho saputo solo leggendo la recensione di Presto. Io l'ho sempre adorato. Se devo fare una personale classifica delle fasi temporali della lunga discografia dei Rush, al primo posto ci metto quella che va da 2112 a Moving Pictures mentre al secondo c'è quella che va da Counterparts fino allo splendido Clockwork Angels e di questa Vapor Trails è proprio uno dei miei preferiti. Lo trovo potente come piace a me e sognante con pezzi come One Little Victory, Ghost Rider, The Stars Look Down e il trittico Vapor Trail(la mia preferita) Secret Touch e Ethershine che ne sono dei veri e propri punti di forza. Io personalmente se devo classificare un album meno bello della loro discografia, è un conflitto tra Presto e Hold Your Fire anche se quest'ultimo devo ammettere che l'ho ascoltato poco e non me lo ricordo proprio perché non mi aveva attratto.
Metal4ever
Domenica 11 Ottobre 2015, 14.01.50
4
E' vero, è poco vario e non ha linee vocali memorabili, ma spezzando una lancia a favore di questo disco, dico che è veramente cazzuto e con un sound bello potente e oscuro che apprezzo molto. Sarà che la veste "hard" dei Rush la trovo maledettamente trascinante, sarà che adoro Lifeson quando sporca un po' i suoi riffs, ma devo dire che questo è un signor album, anche se è al di sotto di molti altri lavori. "One Little Victory" supera tutte, ma "Ghost Rider" e "Earthshine" non sono molto da meno. Grandissimi Rush!!
mic
Domenica 11 Ottobre 2015, 13.57.23
3
a me è sempre piaciuto un bel po'
therox68
Sabato 10 Ottobre 2015, 12.39.22
2
Io di questo disco, da grandissimo fan dei canadesi che ha passato tre anni nei primissimi anni '90 ad ascoltare solo loro e a suonare in una band di cover amatoriale nello stesso periodo, non so che dire se non che forse è l'unico loro album che si possa definire "brutto" al contrario di quello che dice il recensore e cioè che i canadesi non hanno "mai composto un disco che fosse sinceramente e palesemente brutto". In questo caso credo che ci siano riusciti e mi "costa" moltissimo doverlo dire. Non è una critica al recensore il cui lavoro rispetto moltissimo solo una mia sensazione che ho sempre provato nei confronti di questo disco.
Testamatta ride
Sabato 10 Ottobre 2015, 9.27.51
1
Recensione giusta. Mi è piaciuto il rispetto e il pudore con il quale sono state mosse le critiche all'album, e peraltro mi son sembrate molto lucide e messe a fuoco. Al di là del suo valore, come ho già avuto modo di dire commentando la recensione di Presto, per me sarebbe comunque sufficiente l'intro di One little victory a giustificarne l'acquisto. Peart, mio Dio che maestro! Lo scorso anno ho letto "Il viaggiatore fantasma", non è di facile lettura, a tratti può risultare lento e di un dolore troppo personale che si ha quasi paura ad immedesimarcisi a pieno, ma alla fine ne varrà la pena e forse indirettamente darà anche nuova luce a Vapor Trails.
INFORMAZIONI
2002
Anthem Records / Atlantic Records
Prog Rock
Tracklist
1. One Little Victory
2. Ceiling Unlimited
3. Ghost Rider
4. Peaceable Kingdom
5. The Stars Look Down
6. How It Is
7. Vapor Trail
8. Secret Touch
9. Earthshine
10. Sweet Miracle
11. Nocturne
12. Freeze (Part IV Of Fear)
13. Out Of The Cradle
Line Up
Geddy Lee (Voce, Basso)
Alex Lifeson (Chitarra)
Neil Peart (Batteria)
 
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