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Sadist - Hyaena
15/10/2015
( 4682 letture )
Il ritorno sulle scene dei Sadist, dopo cinque anni di assenza, con questo Hyaena evoca quale sogno dimenticato un spettro che, lungamente, nel nostro immaginario comune rimane ad appannaggio di un’esperienza infantile: la iena.
Ciò che conosciamo, o meglio ciò che crediamo di conoscere, ci rende meno interessati all’approccio accademico, non può rivelarci sorprese –pensiamo. Se ciò che appare fosse unicamente ciò che appare, perché averne paura?
Diffusi in Africa e in Asia, questi mammiferi, erroneamente accomunati ai canidi, sono stati creduti per lungo tempo unicamente degli animali saprofagi. Tuttavia le iene sono anche animali cacciatori, soprattutto la specie maculata. Vivono in branchi, basati su una struttura matriarcale, e fin dall’antichità sono oggetto di leggende e miti. Le genti Tabwa, un gruppo etnico che vive sulle sponde sud-occidentali del lago Tanganyika, nella parte orientale della Repubblica del Congo, narrano come la iena sia l’animale che ha portato per primo il sole affinché riscaldasse la fredda terra mentre, al contrario, nella parte occidentale dell’Africa si descrive l’animale come simbolo d’immoralità, di lascività e lussuria, del capovolgimento dei tratti abituali dell’essere umano, sia da un punto di vista prettamente comportamentale che sessuale. In Tanzania, ad esempio, si crede che le streghe usino le iene come cavalcature. Nella regione di Mtwara, si narra che se un bambino viene alla luce di notte mentre una iena ulula, egli crescerà e diverrà un ladro. Nel Kaguru e nel Kujamaat, inoltre, si crede che siano animali ermafroditi. Esistono leggende, riguardanti la tribù Bouda, che narrano di come i membri della suddetta siano capaci di trasformarsi in iene. Anche nella letteratura del Medio Oriente e nel folclore di questi paesi, le iene sono spesso dipinte come simboli di tradimento e stupidità. Infatti molti raccontano che le iene sono la fisica incarnazione dei jinns, un’entità soprannaturale della religione preislamica, intermedia fra mondo angelico e umano, che ha perlopiù carattere maligno. Ancora, Al-Doumairy (1204-1283), nel suo Hawayan Al-Koubra del 1406, descrive le iene come creature con tratti vampireschi, animali che attaccano gli uomini di notte e succhiano loro il sangue dal collo. I Greci, similmente, credevano che i corpi dei lupi mannari, se non venivano distrutti alla morte, avrebbero infestato i campi di battaglia come vampiri dalla forma di iene, bevendo il sangue dei soldati morenti. In Afghanistan, India e nella Palestina, invece, pur essendo temute, erano anche sinonimo di amore e fertilità e, similmente a quanto si crede in Tanzania, pure i Baluci, popolo di origine iranica e abitanti della regione del Belucistan, tramandano la lezione delle iene quali cavalcature di streghe o stregoni. Infine, l’animale è citato spesso nella Bibbia.

Il quartetto genovese riprende queste tradizioni e leggende, consegnando all’ascoltatore l’immagine di un animale, attraverso il continuo fluire incessante della musica, dai tratti ben definiti e delineati. E il viaggio al quale l’ascoltatore è costretto lo porta a esplorare i più profondi recessi della propria mente finendo per trovare, in questo sunto di tecniche di caccia, comportamenti, gerarchie e movimenti che si mischiano ad antiche leggende di cui pochi conoscono l’esistenza, se stesso perso in un caleidoscopio di armonie, suoni e ululati capaci di ribaltare fargli provare un delicato ma fermo brivido lungo la schiena.
The Lonely Mountain, il pezzo di apertura, è un esempio della maestria tecnico/compositiva del florido intelletto del gruppo italiano. Alla potenza della chitarra di Talamanca va ad aggiungersi lo squisito gusto estetico e il prezioso lavoro di cesello del basso di Marchini. Alla stupenda violenza del cantato di Trevor va a miscelarsi, in un ordito semplicemente magnifico, un preziosismo tecnico e melodico che, specialmente in un finale dalle influenze jazz/fusion, avvolge come tra trame di tenera grigiodorata seta l’ascoltatore, cullandolo e trascinandolo in un mondo di sogni lontani.
Al prog più puro si mischia, come sempre, un death metal d’ispirazione elevata. Ma ecco d’un tratto comparire, come evocate da nebbie lontane e sconosciute, le sottili trame e atmosfere delle tastiere. Avvolgenti e lontane, esotiche e al tempo stesso conosciute come se le ripescassimo da lontane camere nella nostra mente, inquietanti come il lento sibilo del vento in una nera notte di primavera che nasconda ai nostri occhi i suoi astri, si schiudono nell’eco di un sussurro. The Devil Riding the Evil Steed è partorito da tutti questi elementi che, mischiandosi in un unico insieme, ci consegnano un affresco inquietante e sinistro.
Il pezzo più significativo dell’intero lavoro è però, a mio avviso, la strumentale Gadawan Kura. Tra le pieghe jazz e fusion del pezzo la nostra mente è intrappolata nelle seducenti e intricate ragnatele del sogno, infrangendo quei legacci di realtà tangibile che ci intrappolano ai terreni e ripetitivi schemi del giorno. È il lento fluire del soffio della notte, del tacito anelito e del fermo passo del sogno che nei miagolii soffocati del basso di Marchini, nelle dolci atmosfere delle tastiere, s’impossessa dell’ascoltatore rassicurandolo come una madre amorevole e cullandolo dolcemente.

Hyaena, dunque, è un lavoro completo e maturo; i Sadist consegnano all’ascoltatore un piccolo capolavoro da gustare avidamente e con sete insaziabile negli anni a venire.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
83.88 su 26 voti [ VOTA]
Ma dai
Sabato 20 Giugno 2020, 22.54.00
17
Il cantante di Tribe non è che fosse chissà che talento. Dai.
Zak74
Giovedì 18 Ottobre 2018, 20.23.37
16
I problemi deo sadist sono 2. Il primo è il cantante. Quello di tribe era di un altro pianeta. Il secondo è appunto tribe perché continuano a cercare di rifare quell'album senza successo
Aceshigh
Lunedì 15 Ottobre 2018, 20.42.03
15
Ottimo album! Grandi musicisti e uno stile ben distinto e riconoscibile. Forse preferisco di un soffio il precedente Season in Silence, ma comunque siamo lì: livello molto alto. Mie top songs Bouki, Scavenger And Thief e lo splendido strumentale Gadawan Kura. Voto 83 ... e ora aspetto con ansia il nuovo lavoro!
aCTING UT
Venerdì 8 Aprile 2016, 15.50.15
14
Album spettacolare, ottimo ritorno, le partiture di basso sono eccezionali
MetalFlaz
Martedì 29 Marzo 2016, 16.21.07
13
sentito alcuni pezzi dal vivo Sabato scorso al Midian, hanno veramente un bel tiro.. ovviamente CD acquistato eh eh
TheGodfather
Sabato 21 Novembre 2015, 0.42.09
12
Fantastico... non una nota di troppo o fuori posto. Maligno e sofisticato al tempo stesso. Era tempo che non producevano nulla di questo livello. Chiaramente non è un lavoro che si assimili con 2 ascolti, per cui dovrò approfondire nei prossimi giorni, ma per ora l'unico appunto che mi sento di muovere è ai testi, che a tratti sembrano scritti con il traduttore di google. Ma per il resto siamo su livelli altissimi. Chiaro, non è Tribe, ma probabilmente è il loro lavoro migliore tra quelli realizzati dopo quell'immortale capolavoro. 80-85... ancora qualche ascolto e deciderò.
AL
Giovedì 22 Ottobre 2015, 14.16.10
11
Finalmente un gran bel disco. Dai tempi di Tribe non sentivo i Sadist che piacciono a me. E’ vero come scrive qualcuno che manca la hit, il pezzo che spacca veramente ma questo disco mi piace un botto. Sono i Sadist al 100%. Le varie influenze tribali, jazz e altro non sono mai di disturbo ma completano perfettamente i vari pezzi. Le mie preferite Scavenger and Thief e Bouki ma comunque tutte le canzoni sono di buon livello. Ora li aspetto live al più presto. Confermo il voto del recensore. 85
Riccardo
Mercoledì 21 Ottobre 2015, 9.54.33
10
Aspettero' di ricevere il CD perche' diffido ancora dei preascolti su youtube et similia. Ma non vedo l'ora di darvi il mio parere su un gruppo che adoro.
andy usurper
Lunedì 19 Ottobre 2015, 18.36.03
9
Onestamente che abbia lo stesso voto del capolavoro stellare Tribe mi fa assolutamente dissentire,Tribe era tutta un altra storia ,concepito 20 anni fa e suona come scritto e suonato ieri!A mio avviso l'album capolavoro in assoluto e con la line 'up più azzeccata della loro storia!Detto questo,,il nuovo è ben suonato,arrangiato,preferirei una altra voce,ma pazienza,io li ho sempre amati sin dagli esordi,aimè molto lontani,però con Trevor alla voce secondo me c'hanno perso,con Zanna era diverso,lui era scream acido e assolutamente azzeccato alla proposta,e mi sembra che continuino nella spasmodica ricerca di quel feeling che non tornerà più,cmq sempre lode a questa band che ho sempre amato,ma negli ultimi anni non mi sta dando quello che io vorrei da loro,voto max tirato un 8 ,che cmq non è assolutamente male,manca però la passione,il feeling che c'era 20 anni fa......Manca la botta,non mordono!Apprezzo da sempre le loro aperture prog,ma manca assolutamente la botta!
the philosopher
Sabato 17 Ottobre 2015, 15.14.34
8
L'album è ben suonato e le influenze prog sono davvero apprezzabili (in alcuni momenti si aprono degli squarci progressive di rimando ai migliori Yes). Ciononostante trovo le tracks di poco mordente ma, sopratutto, il vocalist fuoriposto (parere personale). In tutta onestà prospetterei una crescita del gruppo se sostituisse il cantante con qualcuno dotato di un bagaglio di scale tonali che impreziosisca il lavoro degli altri 3. Nel complesso un buon album, per me non oltre il 75.
freedom
Venerdì 16 Ottobre 2015, 20.35.38
7
Ma chi è il demente che ha votato 55??
AL
Venerdì 16 Ottobre 2015, 15.06.01
6
bella recensione! non vedo l'ora di prendere il disco e di sentirli dal vivo
Macca
Giovedì 15 Ottobre 2015, 22.18.50
5
Grande Francisarbiter bella rece...e da genovese nonché tifoso rossoblu ti stimo per aver scritto "quartetto genoano" seppur involontariamente Sembra un gran disco, provvederò all'ascolto quanto prima, ma i Sadist sono più di una garanzia.
MetalFlaz
Giovedì 15 Ottobre 2015, 22.05.41
4
Oooooooh finalmente! Appena posso lo compro, meglio ancora se ad un loro concerto eh eh
Er Trucido
Giovedì 15 Ottobre 2015, 17.53.31
3
Ho sistemato io, siccome la penso come Matteo il buon Francesco pagherà dazio
Francisarbiter
Giovedì 15 Ottobre 2015, 17.52.33
2
@Matteo Ops! Un simpatico refuso che mi è sfuggito nel ricontrollare la recensione! Scusate
Matteo
Giovedì 15 Ottobre 2015, 17.50.58
1
Vabbè che Trevor è genoano però definire i sadist come "quartetto genoano" non si può sentire. Ok la smetto Forza Samp e grandissimi i miei concittadini Sadist!
INFORMAZIONI
2015
Scarlet Records
Prog Death
Tracklist
1. The Lonely Mountain
2. Pachycrocuta
3. Bouki
4. The Devil Riding the Evil Steed
5. Scavenger and Thief
6. Gadawan Kura
7. Eternal Enemies
8. African Devourers
9. Scratching Rocks
10. Genital Mask
Line Up
Trevor Nadir (Voce)
Tommy Talamanca (Chitarra, Tastiere)
Andy Marchini (Basso)
Alessio Spallarossa (Batteria)

Musicisti ospiti:
Jean N’Diaye (Percussioni)
 
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