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Arkona - Vo Slavu Velikim!
17/10/2015
( 1071 letture )
Se dovessimo stilare una lista dei gruppi fondamentali del folk e pagan metal, gli Arkona non ne rimarrebbero certamente fuori. La band di Mosca, fondata da Masha "Scream" Arkhipova e Alexander "Warlock" Korolyov nell'ormai lontano 2002, è innegabilmente uno dei capisaldi del genere. Gli Arkona sono infatti un perfetto esempio di quello che una buona band folk metal dovrebbe essere: legata alle tradizioni della propria terra sia musicalmente che a livello di testi e tematiche, dotata di un chiaro marchio di fabbrica che permetta agli ascoltatori di riconoscerla tra tanti, attenta alla qualità musicale sia degli aspetti folk, che di quelli metal.

Vo Slavu Velikim! è il terzo album della band, uscito nel 2005 a solo un anno di distanza dai primi lavori Vozrozhdeniye e Lepta. L'album mostra una certa evoluzione rispetto ai due precedenti, con lo stile musicale della band che acquista definitivamente forma. In particolare, con Vo Slavu Velikim! entrano in scena nel sound degli Arkona gli strumenti folk (flauti, cornamuse, violino, fisarmonica e scacciapensieri), che si ritagliano uno spazio consistente nell'economia dei brani, pur essendo suonati in questo caso da guest musicians e non ancora da membri stabili della band.

L'album si apre con Kolomyika, pezzo lento ed evocativo eseguito dalle cornamuse, che fungono da sottofondo alla voce solenne di Masha. Il primo brano vero e proprio è la trascinante danza Skvoz' Tuman Vekov (Attraverso le nebbie del tempo), danza sincopata dal testo mistico ed oscuro. Da subito Masha dà prova della sua versatilità come cantante, alternando un ritornello folkloristico cantato in pulito, al suo caratteristico scream roco. Il contributo di stili e strumenti folk è massiccio, con flauto e scacciapensieri sempre in primo piano. La successiva Rus' Iznachal'naya (Rus la primordiale) è introdotta da una solenne voce parlata ed inizia in modo cupo e violento, con blastbeat, scream e riff black-oriented. La musica si alleggerisce solo per il ritornello, caratterizzato da un ritmo più heavy e da cori dal mood quasi religioso, aggettivo piuttosto azzeccato se si considera che i membri della band fanno parte di un movimento neopagano, e che i testi di tutti i loro dischi sono dedicati alle loro figure sacre ed alla loro mitologia. A seguire, Vo Slavu Velikim! (Per la gloria dei grandi!), pezzo più lento e complesso che però non risulta tra i pezzi migliori del disco e passa abbastanza inosservato -soprattutto al confronto con Skvoz' Tuman Vekov-, mentre Po Syroi Zemle (Sulla terra umida) è invece più veloce e violento, lasciando parecchio spazio a flauto e cornamusa. Al contrario, la seguente Tuman Jarom (Nebbia lungo la scarpata) è una traccia completamente acustica, con un coro di voci femminili spontaneo ed ispirato, accompagnate da scacciapensieri e ipnotiche percussioni. Segue Zov Bitvy (Chiamata alla battaglia), che è nuovamente veloce e violenta, e lascia parecchio spazio alle chitarre, in grado di sbizzarrirsi in svariati assoli, ma rappresenta singolarmente forse il punto più debole del disco: il ritornello è trascinante, ma le strofe troppo dispersive e ricche di variazioni per risultare davvero coinvolgenti. Vedy Proshlogo (Conoscenza del passato), cantato da Masha soprattutto in scream, è arricchito da profondi cori maschili che accompagnano la musica per tutta la durata del brano, e nel complesso risulta essere di gran lunga la traccia più vicina al symphonic black. Velikden' (Grande giorno) è un breve intermezzo strumentale che introduce Gnev Vremen (Rabbia dei tempi), pezzo introspettivo dal ritmo medio-lento e cadenzato. Na Svarogovoi Doroge (Sul sentiero di Svarog) è un altro brano solenne e mistico, che si velocizza e lascia spazio ad una danza folk verso la fine, pur senza spezzare il mood ultraterreno che lo caratterizza. Dopo Vyidi, Vyidi Ivanku... (Vieni fuori, Ivanko... ), altro intermezzo strumentale, è tempo per Vosstanie Roda (L'ascesa di Rod), track epica e lenta, forse la più vicina all'heavy tra quelli contenuti nel disco. Infine, la produzione si chiude con Sila Slavnyh (Potere dei gloriosi), che mantiene il mood del precedente, ma torna in territori più vicini al black.

Concludendo, Vo slavu velikim! rappresenta l'inizio, e non l'apice, della carriera degli Arkona, ma può vantare una qualità certamente elevata, che lo rende un album che ogni appassionato di folk metal dovrebbe decisamente avere nella propria collezione.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
75.4 su 5 voti [ VOTA]
Cerberus
Domenica 18 Ottobre 2015, 14.49.23
3
"rappresenta l'inizio, e non l'apice, della carriera degli Arkona": io penso esattamente il contrario. L'inizio è quello dei primi 2 album, qui c'è il salto di qualità con l'introduzione di veri strumenti folk; sarebbe stato bello se il recensore avesse specificato quali, dato che di flauti e cornamuse ce ne sono un'infinità di tipi. Per i miei gusti è questo l'apice degli Arkona, dopo vedo solo un lento calo di qualità (salvando in parte Slovo).
Baron The Red
Domenica 18 Ottobre 2015, 12.00.18
2
Loro mi piacciono molto...ma questo mi manca....dovro' rimediare
Ulvez
Sabato 17 Ottobre 2015, 11.19.36
1
mi sono accostato di recente a questo genere, ma il disco in questione è probabilmente uno dei miei preferiti.
INFORMAZIONI
2005
Sound Age Productions
Folk
Tracklist
1. Intro (Kolymiyka)
2. Skvoz Tuman Vekov
3. Rus Iznachalnaya
4. Vo Slavu Velikim!
5. Po Syroi Zemle
6. Tuman Yarom
7. Zov Bitvy
8. Vedy Proshlovo
9. Velikden
10. Gnev Vremen
11. Na Svarogovoi Doroge (On a Svarog's Road)
12. Vyidi, Vyidi Ivanku…
13. Vosstaniye Roda
14. Sila Slavnykh
Line Up
Masha "Scream" (Voce, Cori, Tamburello)
Serguei "Lazar" (Chitarra)
Ruslan "Kniaz" (Basso)
Vlad "Artist" (Sintetizzatore, Batteria)

Musicisti ospiti:
Aleksey "Nightbird" (Voce)
Ilya "Wolfenhirt" Gura (Voce, Cori)
Andrey Karasev (Violino)
Igor "Hurry" (Fisarmonica)
Vladimir Cerepovsky (Altri strumenti folk)
 
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