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Perihelion - Zeng
18/10/2015
( 881 letture )
Nati nel 2012, i Perihelion ritornano sulla scena musicale, in questa ultima metà del 2015 dalle lontane terre dell'Est Europa (esattamente dall'Ungheria), freschi di contratto discografico con la Apathia Records, per ridipingere un nuovo spaccato della propria cultura folkloristica.

I primi echi e le prime rimembranze delle chitarre tracciano le linee guida del cammino intrapreso dalla band; il lato meno sfregiato del black metal viene stravolto e riletto in chiave avantgarde e post metal, con un sound più acceso e sicuramente meno tetro del solito, arricchito anche da influenze folk che danno la sensazione di respirare a pieni polmoni la fredda aria dell'Est Europa.
Seppure non ci si trovi davanti a un'assoluta novità stilistica, il sostegno delle linee vocali pulite e squillanti del front man e il solo utilizzo della madre lingua sono ulteriori elementi che conferiscono fascino e una certa aria di mistero a quest'opera.
Zeng è un lavoro che si lascia assimilare con molta facilità: i suoni avvolgenti e ridondanti delle chitarre accompagnano l'ascoltatore per tutta la durata dell'album, talvolta abbandonando la strada maestra verso digressioni nelle quali emerge un suono più ricercato e atmosferico, con le chitarre sempre assolute protagoniste della scena.
L'alternanza fra fasi più concitate, con uno stile che rasenta un certo coefficiente di "epicità" (come nella traccia seguente l'intro Vég se hozza el, in cui è la batteria a emergere e suonare la carica) e momenti più distensivi, in cui il riverbero degli strumenti colora l'aria di un'atmosfera più spensierata e sognante come in Uzott, riescono a tenere vivo l'interesse, che altrimenti sarebbe rapidamente scemato in caso di riff ripetuti fino allo sfinimento.
Nonostante questo, nell'album non sono assenti evidenti lacune; a una spiccata propensione verso l'alternanza ritmica non si contrappone una varietà stilistica che sia degna di nota. Su ben otto tracce non c'è un singolo brano che riesca a spiccare dal coacervo musicale in cui si scontrano questo stile d'avanguardia e la cultura ungherese. In poche parole ci troviamo davanti a un album in cui i pezzi stanno tutti sullo stesso piano orizzontale, senza venire a smuovere in modo decisivo e unilaterale i ben saldi equilibri di Zeng.
A queste lacune però la band ha saputo, in parte, rimediare con la creazione di atmosfere che riescono a trasmettere sensazioni positive e, allo stesso tempo, melanconiche.

Dai primi ascolti si mettono in evidenza queste criticità, ma di certo sarebbe increscioso portare al patibolo una band che, con grande capacità, ci mette del proprio per cercare qualcosa di nuovo e che vuole divulgare con vigore la propria tradizione musicale.
L'album ha sicuramente delle forti potenzialità che, se sviluppate ragionevolmente, possono portare alla luce qualcosa di molto interessante e prolifico.
In conclusione e nonostante le criticità evidenziate, Zeng è un buon passo in avanti a confronto con la prima pubblicazione dello scorso anno ma, allo stesso tempo, la seconda tela esposta dalla band mostra punti vuoti che necessariamente dovranno essere riempiti con nuovi elementi, in modo da spingere ancora in là la curiosità degli ascoltatori, senza abbandonare la propria tradizione folkloristica che fieramente i Perihelion portano con sé.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2015
Apathia Records
Avantgarde
Tracklist
1. Tundoklés
2. Vég se Hozza El
3. Felemészt a Tér
4. Végtelen Kék
5. Egrengeto
6. Uzott
7. Hajad szel
8. Széthullo Szìnek
Line Up
Gyula Vasvari (Chitarra, Voce)
Krisztian Szabados (Chitarra)
Balazs Hubicska (Basso)
Barna Katonka (Batteria)
 
RECENSIONI
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