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Gnaw Their Tongues - Abyss Of Longing Throats
18/10/2015
( 1186 letture )
Mories De Jong non conosce sosta: che sia una raffinata rappresentazione della bellezza per chitarre riverberate e sintetizzatori eterei, una riflessione sul sacro alimentata da furiose percussioni meccaniche, una contemplazione del cosmo che lentamente da oggettiva svicola in una nuda soggettività, il polistrumentista dei Paesi Bassi sembra non voler mai smettere di registrare.

In questo turbine di frenetica attività, solo un progetto era rimasto nell'ombra, inattivo.
Gnaw Their Tongues, forse la sua incarnazione più celebre, amata, riuscita se consideriamo che, sovente, gli altri progetti del vulcanico Mories, con l'unica eccezione di Seirom, sembrano una rivisitazione del caotico magma sonoro di cui GTT si nutre dalla sua nascita. Aderlating -per citare un esempio- sottrae la componente black metal tradizionale, sublimandola e trasfigurandola in un contesto rumorista/industriale, ma ricostruisce ambientazioni malate e claustrofobiche tipiche, ed oramai associate per automatismo mentale, ai pezzi meno strutturati di Gnaw Their Tongues. Si potrebbe addirittura confondere le due entità, soprattutto se ascoltate a breve distanza una dall'altra.
La stasi è comprensibile: la zona creativa associata alla violenza iconografica e sonora di cui Mories si fa alfiere non permette una esistenza alquanto rilassata. Si immagina che, evocate le energie brutalmente negative, sia arduo staccarsene. Si comportano come un simbionte, un essere che prende possesso del suo ospite, indirizzandolo verso i loro interessi, le loro paranoie. Meglio lasciarle nell'inconscio, talvolta. Con Abyss Of Longing Throats, Mories prova a connettersi con questi spettri crudeli, ricavando da questo dialogo un disco a due facce.
La prima guarda negli occhi il neofita, che avendo letto ed associato il nome ad una figura precisa, tuttavia difettando della conoscenza o dell'esperienza, si lascia travolgere dai quaranta minuti abbondanti dell'album, scoprendo un musicista al suo picco per quanto riguarda la consapevolezza compositiva. L'olandese, infatti, non commette nessun errore né negli arrangiamenti, né nella prestazione agli strumenti e nemmeno -frangente ad alto rischio- nella gestione dell'attenzione.
Ogni pezzo ha poliritmie, incroci inaspettati tra la linea ritmica e melodica, laceranti divagazioni atonali, esplosioni e detonazioni di rumore bianco che impercettibilmente mutano in bizzarre e minacciose schegge orchestrali. È francamente sorprendente quanto accada in un singolo minuto e la cura nel non abbandonare mai la visione d'insieme per rincorrere controproducenti perfezionismi particolari.
La seconda faccia è quella meno clemente. Chi tra voi lettori abbia sperimentato un periodo di ascolti che abbiano al centro l'opera di Mories, non resterà particolarmente colpito. Le folli rincorse di violini, viole, violoncelli sintetici? Già sentiti. Le percussioni tra il tribale, l'ossessivo, il disturbante? Dagli esordi, marchio di fabbrica. Lo scream incomprensibile, impiegato più come strumento aggiuntivo che come voce canonica? Come sopra.
Solo la crescente enfasi sulle progressioni armoniche affidate ai sintetizzatori rappresenta una piacevole novità, in guisa tale da completare la metamorfosi di queste ultime, da complemento ad una sintassi cervellotica a parte integrante ed indivisibile dalla totalità del materiale proposto.

Mories, quindi, è maturato ancora, ma non si è evoluto, non ha portato al parossismo un discorso concettuale che avrebbe richiesto un passo ulteriore. I sette episodi di Abyss Of Longing Throats scuotono, penetrano, minacciano. Tuttavia, dopo una manciata di ascolti, pungono meno delle aspettative. In determinati passaggi (The Holy Body) appare, a sorpresa, qualche timido sbadiglio o dubbio sulla necessità di torturare i padiglioni auricolari oltre i cinque minuti con riff amorfi a cui l'aiuto di leitmotiv wagneriani non basta per salvarli da un oblio rapido e... indolore.
Dov'è la sfacciataggine cocciuta con cui Gnaw Their Tongues annichiliva chiunque si avvicinasse alle pulsazioni immonde dei cori angelici de L'Arrive De La Terne Mort Triomphante? Rispetto a quel monolite nero ed estraneo, in questa sede siamo giunti all'apposto, ad un controllo ferreo che impedisce alla forza dirompente delle anime abiette che popolano il platter di eruttare, ululando selvaggiamente per raggiungere quel traguardo che l'ascolto del presente oggetto di recensione dovrebbe suggerire, ossia una destabilizzante catarsi.
In aggiunta, il maggiore ordine a cui sono soggette le composizioni riduce la perversione usualmente apportata dai contributi di matrice industriale, collocando Abyss Of Longing Throats in un canone, categorizzazione indiretta da cui Mories era riuscito, con grandissimo merito, a sfuggire lungo la sua carriera.
Si badi, non che l'ultimo di casa GTT sia superfluo, tutt'altro. Ampliando la prospettiva l'album non demerita se svincolato da ciò che è venuto prima e da ciò che sta accadendo in contemporanea nella vita artistica dell'instancabile “tulipano”, che, si ribadisce, non ha sbagliato nulla, tranne la riproposizione di concatenazioni musicali per lui trasformatesi in cliché alquanto pericolosi, se dovessero -come si immagina- persistere.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
45.5 su 2 voti [ VOTA]
MrFreddy
Lunedì 19 Ottobre 2015, 0.20.56
1
Bellissima recensione per un disco ed un progetto musicale sicuramente molto difficili da descrivere o analizzare. A piccole dosi, amo il completo delirio che trasuda da queste composizioni, e questo disco in particolare appartiene a quelli che mi piacciono di più targati Gnaw Their Tongues, ovvero quelli con un po' più di attenzione alla canzone e alle strutture (sempre molto alla larga, naturalmente, ma trovo molto più facile orientarmi qui che ad esempio in An Epiphanic Vomiting of Blood). Nel complesso, sempre unico, ma diciamo che continuerò a preferire in questa nicchia acts un po' più "canzonosi" come gli ormai tristemente sciolti The Axis of Perdition.
INFORMAZIONI
2015
Crucial Blast Records
Black
Tracklist
1. Lick The Poison From The Cave Walls
2. Through Flesh
3. Abyss Of Longing Throats
4. From The Black Mouth Of Spite
5. The Holy Body
6. And They Will Be Cast Upon Utter Darkness
7. Up Into The Heavens Down Into The Circles Of Hell
Line Up
Mories (Voce, tutti gli strumenti, programmazione)
 
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