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Nick Cave And The Bad Seeds - Murder Ballads
( 5313 letture )
Il fascino provocato da oscure figure omicide (in particolare quelle seriali) sull'animo artistico, è decisamente elevato. Il ruolo che Nick Cave gli offre è addirittura di primo piano, di cantastorie in prima persona, quasi a far trasparire/sparire il senso della morale e ad imporre una fortissima presenza della non-morale. Il delitto come forma estrema di piacere, un "essere vittima" che offre la propria fine terrena al piacere stesso dell'assassino. Ma Murder Ballads è molto di più. E' un trattato di psicologia tagliente e perversa, nella quale l'anima malinconica e gotica di Leonard Cohen si muove a piacimento e senza timori. Ed è un omaggio al genio di John Keats (1795-1821), delicato poeta romantico legato al concetto della morte della bellezza The beauty must die. Murder Ballads: la decadenza, il dolore che si tramuta in note, sette assassini, tre assassine e una cifra innumerevole di vittime. Come non ricordare le povere Elisa Day (interpretata da un'inedita Kylie Minogue nella splendida e coinvolgente Where The Wild Roses Grow) e la povera Mary Bellows (ammanettata al letto con un proiettile piantato in testa)? Ma, di contro, come scordarsi dei svariati e indifferenti carnefici? Una su tutti, l'adolescente Lottie “My name is Loretta but I prefer Lottie” nella corrosiva The Curse Of The Millhaven, che spezza venti piccole anime, dando fuoco ad un povero quartiere. Una malinconica riflessione delle proprie paure, analizzate senza medicina e messe davanti ad uno specchio senza troppe domande/risposte. Da questo lato oscuro e sconosciuto partono le storie incrociate dei maledetti personaggi di Murder Ballads: ecco la tetra danza di Song For Joy “do you reckon me a friend? The sun to me is dark, and silent as the moon. Do you, sir, have a room? Are you beckoning me in?”, l'evocativa Henry Lee, in cui una straordinaria PJ Harvey da voce all'amante fin troppo delusa in un duetto da brividi con lo stesso Cave “get down, get down, little Henry Lee, and stay all night with me, you won't find a girl in this damn world, that will compare with me, and the wind did howl and the wind did blow...”, lo straziante pianto di Anita Lane nell'incredibile The Kindness of Stranger ”they found Mary Bellows cuffed to the bed, with a rag in her mouth and a bullet in her head, O poor Mary Bellows”, la lunghissima O’Malley's Bar, odorante di nefandezze estreme, omicidi e crimini efferati, la già citata Where The Wild Rose Grow, dove la dolcezza della vittima “they call me The Wild Rose, but my name was Elisa Day” si scontra con il pensiero nichilista, filosofico e poetico dell’assassino “and I kissed her goodbye, said, All beauty must die, And lent down and planted a rose between her teeth”, e il riflesso etereo di Death is not the End (cover di Bob Dylan), il riassunto dei pensieri noir di Cave, alla quale prendono parte PJ Harvey, Kylie Minogue, Shane MacGowan (folle leader dei Pogues), Anita Lane, il grande Blixa Bargel (leggi anche Einstürzende Neubauten) e Thomas Wydler. Non so se si tratta dell'opera migliore del poeta Nick Cave (come si fa a scegliere fra No More Shall We Part, The Boatman's Call, l’ultimo Abattoir Blues/The Lyre Of Orpheus, Henry's Dream e The Good Son?) ma di certo possiamo dire che si tratta del viaggio più malinconico, cupo e affascinante di uno dei più grandi artisti degli ultimi anni.


VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
52.80 su 42 voti [ VOTA]
Stagger Lee
Martedì 7 Novembre 2017, 2.07.49
8
Visto questa sera a Milano. Live per l'undicesima volta. È un fantasma...è un dio....è un uomo...è un guru....siamo microscopici ingranaggi nel suo piano catastrofico!
Rob Fleming
Lunedì 1 Febbraio 2016, 11.08.43
7
Non lo ritengo il capolavoro che molti descrivono. Però l'album è bello e i duetti con Kylie Minogue e PJ Harvey sono da applausi. 78
freedom
Venerdì 17 Luglio 2015, 1.15.41
6
Non sapevo ci fosse questa recensione sul sito...grandi! E grande Cave, sempre piaciuto. Mi unisco ad Angelo riguardo alla triste notizia della morte del figlio di Nick, spero riesca a superare questa tragedia al meglio.
Angelo
Giovedì 16 Luglio 2015, 19.37.21
5
Due giorni fa è morto accidentalmente Arthur, figlio quindicenne di Nick Cave. Voglio esprimere la mia tristezza per questa tragedia. Forza Nick!!! tutto il tuo pubblico si stringe intorno a te e alla tua famiglia.
Angelo
Sabato 20 Giugno 2015, 20.27.18
4
Album favoloso anche se non il migliore! ho visto 10 concerti di Nick Cave, artista grandioso. Sono contento che ci si interessi di lui anche su questo sito specializzato in musica metal.
ValeSteele
Sabato 23 Settembre 2006, 19.40.48
3
1 album semplicemente meraviglioso!Sono d'accordo con Vincenzo anche se nn è 1album metal merita di essere ascoltato!!
Vincenzo
Venerdì 22 Settembre 2006, 11.54.35
2
Come già ho avuto modo di dire a Francesco, mi piace il fatto che vi occupiate di artisti anche non metal e Nick Cave E' un grande artista. Saluti.
Francesco Gallina
Venerdì 22 Settembre 2006, 8.09.17
1
Nick Cave è un grande.
INFORMAZIONI
1996
Mute Records
Rock
Tracklist
1. Song For Joy
2. Stagger Lee
3. Henry Lee
4. Lovely Creature
5. Where the Wild Roses Grow
6. The Curse of Millhaven
7. The Kindness of Strangers
8. Crow Jane
9. O'Malley's Bar
10. Death is not the End (Bob Dylan cover)
Line Up
Nick Cave: vocal, piano
Mick Harvey: guitars
Blixa Bargeld: guitars
Thomas Wydler: percussion
Conway Savage: piano
Martin P.Casey: bass
Jim Sclavunos: drums
 
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