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Gotto Esplosivo - Di Fuoco e di Rabbia
29/10/2015
( 1905 letture )
Eclettici, moderni ed italianissimi, i Gotto Esplosivo sono una band nata nel 2007 a San Giovanni Bianco nel bergamasco con il nome John Doe; escludendo il primo album con quel moniker intitolato Sin Symphony, il quartetto arriva oggi con l'effettivo secondo album Di Fuoco e di Rabbia, a quattro anni di distanza dal precedente ed apprezzato L'Oro del Diavolo del 2011.
Inquadrare la miscela musicale proposta dai Gotto Esplosivo non è cosa semplice: non possono essere semplicemente definiti hard rock, riduttivo anche hard n' heavy o alternative, essendo influenzati da vari generi che esulano dal panorama delle chitarre elettriche; d'altro canto, non potremmo aspettarci nulla di meno da una formazione che, in maniera azzeccata, ha adottato il nome che definisce la bevanda alcolica migliore dell’universo, come narrato in Guida Galattica Per Autostoppisti: "Quando si beve un Gotto Esplosivo Pangalattico si ha l'impressione che il cervello venga spappolato da una fetta di limone legata intorno a un grosso mattone d'oro."

L'apertura IntroVerso già ci lascia spiazzati, una canzone dai toni medioevali, con chitarra acustica, voci e rumore di fuochi in sottofondo, che apre alla prima vera traccia Largo Al Re, medioevale solo nel tema, ma con potenti riff e ricchi intermezzi elettronici, che sembrano presi in prestito dai The Prodigy, che ci lasciano più incuriositi di prima. Neanche 3 secondi di intermezzo e ci troviamo tra gli anni 70 ed 80 con Ora et labora e a raggiungere parentesi nu metal con Versus Me, dall'enigmatica linea vocale. Quello che riusciamo a comprendere è che, più che lo strumentale in sé, i testi sono i veri protagonisti dell’album. Attraverso metafore e termini desueti o aulici, si palesa in realtà la visione del mondo odierno della band, per lo più critica verso la società ed il potere, ma indissolubilmente legata all’amore per la musica, come ci racconta la ballata gitana Il Primo Passo; detto così potrebbe sembrare che siano i soliti argomenti tipici del mondo rock, ma difficilmente si sono sentiti temi affrontati ed esposti in questo modo, che non li rende rock nel genere, quanto piuttosto nell’animo.
Morirò, forse la mia preferita dell’album, rende heavy lo stile canzone d'autore, strizzando l'occhio ai cantautori del passato e dimostra come anche le nuove leve abbiano un'emotività che sa come coinvolgere, senza risultare datata nell’approccio; merita il repeat immediato una volta finita la traklist per intero. Nervi Saldi, con il suo testo geniale quanto esilarante; Scegliere, dai riff metal racchiusi da un intro/outro che sembra uscito da una discoteca; o ancora Recidivi, dai cori catchy e l'assolo di synth da sballo, sono un chiaro esempio di come lo stile del quartetto sia oggi una misurata mescolanza di melodia e rabbia, raggiungendo una composizione più matura e studiata, che riesce ad esprimere chiaramente le intime inquietudini, senza il bisogno di spingere sulla pesantezza del sound dall'inizio alla fine. Arriviamo alla dodicesima ed ultima traccia Al Diavolo, dai toni metallici e dalle atmosfere antiche o mediorientali, per concludere in bellezza un album che non possiamo che promuovere; l'unico punto debole potrebbe essere l'eccessiva eterogeneità tra i brani, anche se, tutto sommato la linearità non è realmente compromessa, dato lo stile originale che dà ragione d'essere ad ogni variazione. Inutile dire che potrebbe essere un punto di forza secondo alcuni, non c'è possibilità di annoiarsi tanto facilmente.

Il fatto che questi quattro amici si ritrovino dopo otto anni, nella stessa sgangherata sala prove, a comporre, sperimentare, provando, cancellando e riprovando nei ritagli di tempo tra vita e lavoro, per portare alla luce un prodotto che risuoni il più intrigante possibile per loro stessi in primis, piuttosto che per un pubblico che li ha apprezzati con una proposta più classica e diretta nel passato, è la prova di cosa significhi fare musica per passione; il rock come sfogo dalla vita moderna, luogo dove riporre ciò che si ha dentro più per necessità che per brama di successo. E' per questo che Di Fuoco e di Rabbia merita almeno un ascolto in toto; potrebbe non piacere il genere proposto, la voce, i synth, la copertina brutalmente stilizzata (che a me piace e sembra abbastanza appropriata a tanta esplosività), ma avreste ascoltato qualcosa di sincero, che suona decisamente diverso da tutta la musica di plastica che sentiamo oggi, talvolta anche nel panorama rock e metal, purtroppo.
Siamo curiosi di sentire se, e come, l'esplorazione di questi ragazzi arriverà a toccare nuovi "reami", sperando non ci vogliano altri quattro anni per sentire qualcosa di nuovo; chissà se il futuro non riservi loro qualche sorpresa discografica, glielo auguriamo di certo.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
85.16 su 6 voti [ VOTA]
galilee
Domenica 15 Novembre 2015, 13.06.52
3
Bravi...
Beta
Venerdì 30 Ottobre 2015, 10.58.39
2
Viene voglia di ascoltarlo e magari lo farò. Live sono una bomba, beccati come supporter ai Folkstone e devo dire che, oltre ad essere simpaticissimi, sanno anche fare live coinvolgenti e suonano davvero molto bene.
Giovanni Neve
Venerdì 30 Ottobre 2015, 7.58.20
1
Una precisazione liguistica: nella Guida la parola gotto è evidentemente mutuata e adattata dal veneto, per cui il "gotto" (o "goto") è il bicchiere di vino.
INFORMAZIONI
2015
Autoprodotto
Electro-Rock
Tracklist
1. IntroVerso
2. Largo al Re
3. Ora Et Labora
4. Versus Me
5. Il Primo Passo
6. Catrame
7. Morirò
8. Nervi Saldi
9. Mondo Bipolare
10. Scegliere
11. Recidivi
12. Al Diavolo
Line Up
Anto (Voce, Sintetizzatore)
Lasku (Chitarra, Voce)
Matt (Basso, Cori)
Nic (Batteria, Cori)
 
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