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Whitesnake - Come an' Get It
31/10/2015
( 2039 letture )
Quarto album da studio della saga del Serpente Bianco. Disco d’oro in Gran Bretagna, e un nume tutelare come Martin Birch dietro la consolle a dettare tempi e produzione, lui che poi diventerà il sesto Iron Maiden di lì a poco, ma che aveva già prestato servizio a gruppi “senza speranza” quali Deep Purple, Wishbone Ash, Fleetwood Mac, Rainbow, Blue Öyster Cult, Black Sabbath, oltre che allo stesso Coverdale nei suoi primi album come leader della band del super rettile. Dopo il capitolo registrato dal vivo titolato Live... in the Heart of the City, i Whitesnake mettono il becco nuovamente in sala d’incisione per cercare di bissare i trionfi di Lovehunter e Ready an' Willing che avevano valso loro il trono indiscusso di sovrani del blues-rock. La line-up a sei elementi sforna questo Come an' Get It, che esce nell'aprile del 1981, dopo essersi sepolta negli Startling Studios, in Inghilterra, dal luglio 1980 al gennaio 1981. La critica non accenna a trionfalismi appena il disco viene presentato ancora caldo di stampa, anzi, scattano sin da subito accuse sulla copertina: nella bocca del serpente imprigionato in una mela di cristallo, vi è una lingua che non rassomiglia a quella di un ofide classico, ma ricorda l’organo riproduttivo femminile in bella mostra. Insomma, per quei tempi una sorta di scandalo, ma che ebbe l’effetto (certamente studiato ad arte) di creare un volano ingente di pubblicità gratuita all' ellepì; cosa non si fa per suscitare clamore, curiosità e vendite, in maniera astuta. Ma il vinile, della durata di quasi 41 minuti, era forte a livello musicale e non risentì di nessun contraccolpo negativo, anzi filò dritto verso le vette delle chart britanniche. Dieci song ben impostate, strutturate con sonorità scoppiettanti, oggi certamente un po’ datate, con un David Coverdale particolarmente in forma e capace di comandare tutte le operazioni vocali con grande padronanza, scrivendo parecchi pezzi in combutta con i due guitar man Micky Moody e Bernie Marsden, solo Wine, Women an' Song vede la firma dell’intera band che all’epoca aveva dietro i tamburi, nientepopodimeno che il mitologico Ian Paice e ai tasti d’avorio l’eroico e compianto Jon Lord (mi rifiuto di citare il loro passato, chi non li conosce si dia immediatamente al latino-americano da balera, senza rammarichi). Il sestetto appare sereno e stabile, ancora distante dalle diatribe che provocheranno fratture insanabili e l’allontanamento dei due chitarristi dopo la pubblicazione della susseguente release. Un discone questo, senza ombra di dubbio con tante atmosfere da pollice alto e un sound con matrici convincenti e pezzi decisamente trascinanti. Inutile dopo 34 anni analizzare tutte le tracce nello specifico, ma vale la pena citare le coordinate principali di questo vieni e prendilo, o vista la cover meglio dire, “prendila”. La titletrack apre il sipario con sensualità e il basso recalcitrante di Murray segue i gorgheggi sexy di Mr. Coverdale, il quale disegna un ritornello attrattivo prima di lasciare la scena ad un bel solo della chitarra, Hot Stuff è una bella stangata esplicita, con stacchi violenti e un Jon Lord che tratteggia con le sue tastiere e spara un solismo prodigioso. Se Don't Break My Heart Again ricorda molto i Deep Purple con le nerborute corde vocali del frontman in virile evidenza, ottimo il solismo delle due sei corde, Lonely Days, Lonely Nights e Girl sono tracce di puro blues energizzato e pungente con chorus azzeccatissimi, Wine, Women an' Song è capolavoro puro, punzonato da un honky tonky piano e ritmi blues di impatto sbrecciante, con Coverdale a fare il mago creando incantesimi: una party song a dir poco celestiale. La bomba a grappolo di Child of Babylon che ancora oggi scatena air guitar e batterie immaginarie, Would I Lie to You e Hit an' Run, quest’ultima parecchio zeppeliniana, sono magnifici up tempo con musicisti sopraffini nel pieno stile Whitesnake, la finale Till the Day I Die si esibisce come una ballad posseduta in lungo e in largo dalle tonalità melliflue e aspre del singer, con tanto di tessuto strumentale di casato a tre palle auree. Insomma questo disco del ‘81 risulta ancor oggi un ottimo prodotto, uno di quei fraseggi della saga del serpente bianco da avere a tutti i costi. La band è sugli scudi, in grande spolvero, e sfoggia perle a piè sospinto, Coverdale ammaestra e spiana ogni cosa, aggiungendo pagliuzze celestiali, e tutte le song ivi contenute hanno tiro e anima, nessun filler, nessuna menata. Insomma Come an' Get It, ancora oggi si fa ascoltare che è un piacere e a tratti fa sobbalzare dal godimento. La Emi rimasterizzerà la release nel 2007, aggiungendo alla scaletta originale ben sei bonus track, un motivo in più, per chi se lo fosse perso, di dargli una bella ascoltata. Classe trasfusa tramite il veleno dell'infido serpente bianco.


VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
86.9 su 10 voti [ VOTA]
DP
Lunedì 16 Luglio 2018, 12.55.04
14
“ E’ di gran lunga il nostro disco migliore in termini di songwriting, performance individuali e di gruppo. E’ il nostro Sgt. Pepper ” dichiaro' il frontman a riguardo pochi anni fa' , in riferimento al classico Beatles per eccellenza dal momento che il disco fu' registrato propio negli studi di Ringo Star .
DP
Martedì 30 Agosto 2016, 17.05.43
13
B.B. King disse " Solo due bianchi possono suonare il blues, Eric Clapton e quel tipo dei Whitesnake " riferito a Marsden che con Moody formarono le migliori 12 corde che Coverdale abbia mai avuto .
DP
Lunedì 7 Marzo 2016, 21.21.52
12
Love Hunter getta le basi per i successivi album in studio , il magistrale In The Heart Of The City non l ' ho menzionato volutamente in quanto essendo un live compositivamente non apporta nulla di nuovo . Come An Get It e' la piena maturita' della band ( per Coverdale rimane ad oggi il migliore disco dei Whitesnake di sempre ) e obbiettivamente Rob non vedo un calo fisiologico che invece si verifico' inevitabilmente con il successivo "Saints & Sinners " il quale rimanendo comunque un ottimo album rock fu' portato a compimento con mille difficolta' e conflitti interni adempiendo agli obblighi contrattuali con la prospettiva che subito dopo la registrazione Paice e Marsden ( per loro scelta ) avrebbero abbandonato la band .
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 17.36.29
11
Dopo due album come quelli che l'hanno preceduto e un disco dal vivo dello spessore di "Live...in the heaart..." era quasi fisiologico un calo di tensione. Ce ne fossero, soprattutto al giorno d'oggi, di cali di tensione simili... Don't break my heart again, con un Jon Lord regale come non mai, e Child of Babylon i capolavori, Gli altri brani, tutti più o meno incentrati su tematiche pruriginose, sono eccellenti pezzi di rock/hardrock come non se ne ascolta più da un pezzo.
DP
Sabato 2 Gennaio 2016, 15.29.27
10
con Ready An Willing , Come An Get It e Saint & Sinner ritengo completata la triologia storica dei Whitesnake , dei veri e unici Whitesnake . Tre albun che hanno fatto la loro storia e di tutti gli appassionati . Un triennio ( dal 79 all ' 82 ) irripetibile per DC & co. dove troviamo una band assolutamente al top con insigni musicisti e un magistrale Coverdale in ottima forma nel pieno della sua maturita' artistica e vocale e che riescono a sfornare brani come Hot Stuff ( incalzante adrenalina pura , grande ritmica di Paice e un Jon Lord strepitoso)....Dont Break My Heart Again ( fu il singolo scelto , brano orecchiabile e accattivante dallo splendido ritornello )....Lonely Days, Lonely Night ( blues magistrale dove il basso di Murray fa' da padrone)...Wine, Woman e Song ( che dire...basterebbe solo l 'intro di piano e voce )....Hit An Run ( sincopato messo in risalto dal bel guitar solo di Moody eseguito con lo slide ) . Senza nulla togliere agli altri brani tutto il disco e' un grandioso insieme di puro rock and roll con profonde venature blues . Che le sue magiche e lussuriose note siano con voi .
Radamanthis
Giovedì 5 Novembre 2015, 14.09.20
9
Ho l'Mc originale dell'epoca, il nastro non è più perfetto come prima ma rende ancora...disco molto bello e ascoltato a nastro più volte un pò di anni fa! Voto 87
roberto
Lunedì 2 Novembre 2015, 22.21.57
8
Bello, Ready and willing e Lovehunter sono però un gradino sopra, parlando solo dei vecchi Whitesnake pre-cotonatura. Sarei curioso di leggere una vostra recensione sul controverso "Scivolio della lingua" (Coverdale sempre a senso unico come testi..)con un Steve Vai decisamente poco al servizio della band
Galilee
Lunedì 2 Novembre 2015, 17.14.51
7
Gran disco, anche se Lovehunter è sempre un gradino sopra tutto.
Painkiller
Lunedì 2 Novembre 2015, 10.44.26
6
Coverdale, Moody, Mardsen, Murray. Se Coverdale è mastermind epunta di diamante, gli altri sono tre registi da paura. La migliore formazione deigli 'SNAKES, autrice di capolavori a ripetizione. 1987 e Slip of the tongue, indiscussi successi commerciali, li hanno portati su lidi differenti e nelle arene, ma la vera nature del serpente vien fuori negli album precedenti. Maestri del rock-blues. Fatico a scegliere tra questo disco, Lovehunter, ready an' willing etc...e a pensarci bene non voglio scegliere. Mi piace poi che David abbia ricominciato a inserire il blues nelle composizioni recenti, alla fine, nonostante il successo planetario di 1987 e SOTT preferisco gli Whitesnake blueasy di recente matrice.
edward 64
Domenica 1 Novembre 2015, 16.43.58
5
Bellissimo album... insieme a slide it in e il 1 live , in the heart of the city , per me i veri Whitesnake . Blues e hard rock in un cocktail micidiale !
Zess
Domenica 1 Novembre 2015, 15.36.40
4
Bellissimo.
aquarius27
Domenica 1 Novembre 2015, 14.02.15
3
Aspetto con ansia la recensione di "Slide" che è il mio preferito del gruppo.... Sul disco in questione nulla da aggiungere, ha detto tutto il recensore!!
LORIN
Domenica 1 Novembre 2015, 8.18.02
2
Questo è un disco ancora oggi rimasto inarrivabile, unico per bellezza, potenza, creatività. Tranquillamente e senza possibilità di smentita tra i migliori dischi mai incisi in questo genere di musica.
Testamatta ride
Sabato 31 Ottobre 2015, 13.04.06
1
Concordo in pieno. Riascoltarlo oggi è ancora un piacere e confermo anche i sobbalzi dalla sedia!
INFORMAZIONI
1981
Liberty Records
Hard Rock
Tracklist
1. Come an' Get It
2. Hot Stuff
3. Don't Break My Heart Again
4. Lonely Days, Lonely Nights
5. Wine, Women an' Song
6. Child of Babylon
7. Would I Lie to You
8. Girl
9. Hit an' Run
10. Till the Day I Die
Line Up
David Coverdale (Voce)
Micky Moody (Chitarra)
Bernie Marsden (Chitarra)
Jon Lord (Tastiera)
Neil Murray (Basso)
Ian Paice (Batteria)
 
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