Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Dark Tranquillity
Moment
Demo

Veritas
Threads of Fatality
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

30/11/20
VEIL OF SECRETS
Dead Poetry

30/11/20
GOLGATA
Tempel

30/11/20
COLOSSUS OF DESTINY
Last Call

04/12/20
HYRGAL
Fin de Règne

04/12/20
SIX FOOT SIX
End of All

04/12/20
MAGIC DANCE
Remnants

04/12/20
TAU CROSS
Messengers Of Deception

04/12/20
NIGHTRAGE
Demo 2000

04/12/20
FOREIGN
The Symphony of the Wandering Jew Part II

04/12/20
SERPENTS OATH
Nihil

CONCERTI

28/11/20
RHAPSODY OF FIRE (POSTICIPATO)
LEGEND CLUB - MILANO

28/11/20
BELPHEGOR + GUESTS
BLACK WINTER FEST - MILANO

29/11/20
ORPHANED LAND
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

29/11/20
MARDUK (RIMANDATO)
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

30/11/20
MARDUK (RIMANDATO)
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

01/12/20
ORPHANED LAND
LEGEND CLUB - MILANO

02/12/20
ORPHANED LAND
TRAFFIC CLUB - ROMA

03/12/20
ROSS THE BOSS + GUESTS (CANCELLATO!)
LEGEND CLUB - MILANO

03/12/20
NAPALM DEATH
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

04/12/20
NAPALM DEATH
TRAFFIC CLUB - ROMA

Morbid Evils - In Hate With The Burning World
13/11/2015
( 993 letture )
Si, può, fareeeee!!!….

Risuonava così, nella biblioteca-laboratorio di famiglia, il celebre grido di Gene Wilder che ha reso immortale Frankenstein Junior, la pellicola a cui deve la meritata fama planetaria quel maestro di parodie che risponde al nome di Mel Brooks. Qualcosa di simile dev’essere riecheggiato, a migliaia di chilometri di distanza dal castello transilvano custodito dal fedele Igor (anzi, “no, si pronuncia Aigor” ), nell’antica capitale della Finlandia, Turku.
Qui, all’intersezione delle correnti tra Golfo di Botnia e Golfo di Finlandia, un quartetto di ragazzi capitanati dal frontman Keijo Niinimaa (nome tutt’altro che trascurabile per chi sia avvezzo alle frequentazioni grindcore, leggere alla voce Rotten Sound per credere) si è cimentato in un esperimento di ibridazione tra sludge e doom con la speranza di dar vita a una creatura dotata dei tratti migliori degli elementi originari. Beninteso, non che il doom sia per sua natura estraneo a quelle atmosfere malate che sono il distillato più classico dello sludge, anzi, esattamente al contrario, è stata una delle componenti che ha contribuito alla nascita del nuovo genere nei primi anni ‘90 e bastano nomi come Black Sabbath e Saint Vitus per dare un’idea chiara di quali ingredienti siano finiti nel calderone primigenio insieme alle suggestioni hardcore, punk, stoner e southern rock.
Ma, come nel film l’errata scelta di un cervello ab-norme provoca conseguenze nefaste sull’esito del progetto originario, così tra le sette note le nobili intenzioni degli apprendisti stregoni finiscono per naufragare non troppo gloriosamente nel mare magno dell’anonimato. Non che, peraltro, l’impresa fosse di per sé delle più semplici, tenuto conto che maneggiare da un lato la fangosità dello sludge senza la dovuta cura e dall’altro la maestosità del doom con sole pennellate superficiali conduce pressoché inesorabilmente a un fallimento annunciato, ma anche concedendo ai Morbid Evils il massimo dell’indulgenza e tutte le attenuanti generiche per trovarci in presenza di un’opera prima, il risultato è comunque largamente deficitario. A nuocere gravemente all’esito finale è innanzitutto una sconfortante carenza di personalità, che si palesa da subito nel ricorso asettico ai cliché del genere, unita a una “monocordità” che produce una prematurissima sensazione di sazietà già al primo ascolto. Con queste premesse, In Hate With The Burning World è un platter che scivola in una pericolosa via di mezzo tra noia e stanchezza, tenendosi immediatamente alla larga non solo dall’indimenticabilità, ma anche da un più modesto approdo appena accettabile.
Uniformità e ripetitività sono le tarme che corrodono irrimediabilmente l’intera tracklist (l’opener Cruel e la successiva Crippled scorrono via del tutto inerti, fallendo nell’intento di generare quelle sensazioni di claustrofobia e straniamento che sono il “minimo sindacale” per una sludge band), unitamente a una sezione ritmica tutt’altro che trascendentale, che finisce per inserire nell’impianto riverberi industrial quasi involontari e discretamente fuori contesto. Sull’altro piatto della bilancia, dunque tra gli elementi meglio assemblati, è peraltro giusto collocare la resa vocale di Niinimaa che, anche lontano dall’universo grind dove brilla per potenza d’impatto core sulle corte distanze, si disimpegna più che dignitosamente in prove dal minutaggio superiore, con uno scream rallentato che inacidisce sabbiosamente la base cantilenante dei pezzi (in questo, In Hate è forse la prova più convincente).
Detto di un prescindibile filler come South of Hell, che tenta con scarso successo di aggiungere al menu suggestioni death su una base cadenzata, qualche flebile segnale di risveglio qualitativo si può cogliere in Pollute dove, dopo l’ennesimo stanco avvio, si introducono timidamente e quasi di soppiatto elementi in rarefazione, che riescono finalmente a regalare sussulti emotivi. Il percorso virtuoso intrapreso approda infine all’unica, vera traccia in grado di dare un senso all’esperimento, Burning World, percorsa da fremiti psichedelici innestati alla perfezione sul solito monolite all’apparenza impenetrabile ma ora se non altro finalmente illuminato da una luce sinistra. Minimalismo drone che attraversa atmosfere in cui la densità assume risvolti quasi fisici, esattamente questo sarebbe potuto essere uno dei risultati ideali dell’incontro tra sludge e doom, peccato che la scintilla cominci a scoccare solo al trentaquattresimo minuto e si spenga inesorabilmente dieci minuti dopo, al calare del sipario sull’intero album.

Piatto, spento, per larghi tratti semplicemente inanimato, coperto per la maggior parte della durata da una patina di mediocrità, In Hate With The Burning World è un album che difficilmente lascerà tracce nelle discografie finanche dei più accaniti pasdaran dello sludge. Con queste premesse, l’avventura di Keijo Niinimaa nei Morbid Evils rischia di essere solo poco più di un b-project di un artista che ha stabilito altrove la sua terra musicale d’elezione.



VOTO RECENSORE
54
VOTO LETTORI
37 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2015
Svart Records
Sludge
Tracklist
1. Cruel
2. Crippled
3. In Hate
4. South of Hell
5. Pollute
6. Burning World
Line Up
Keijo Niinimaa (Voce, chitarre)
Jan Trygg (Chitarre)
Tero Nordlund (Basso)
Timo Niskala (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]