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Scorpions - Pure Instinct
21/11/2015
( 2591 letture )
Metà anni ’90: per gli Scorpions è un periodo di profonda incertezza. Può sembrare strano, per una band già allora così solida e longeva, ma se si ripensa alla loro carriera, le cose diventano più chiare. Riavvolgiamo il filo della loro storia: hard rock band di seminale importanza già negli anni ’70, sia per le intrinseche doti artistiche, sia per essere stati una delle primissime band ad interrompere l’egemonia anglo-americana nell’hard rock, i nostri hanno prodotto una serie di dischi assolutamente imprescindibili fra cui spiccano In Trance e Virgin Killer, oltre ad aver mostrato al mondo il talento cristallino di Michael Schenker e di Uli Jon Roth. Non erano però ancora riusciti a sfondare completamente presso il grande pubblico di massa, ma si trattava solo di tempo: precisi e organizzati come solo i tedeschi sanno essere quando si pongono un obiettivo, i nostri diventano nei primi anni ’80 una fenomenale “macchina da rock”, e con album quali Blackout o Love At First Sting riescono nell’intento di far cantare milioni di persone, e di portarli negli stadi a godere di quel rito liberatorio che solo il concerto dal vivo può offrire. Il monumentale live World Wide Live del 1985 è il coronamento di questo percorso netto; in quel momento gli Scorpions sono in cima al mondo. Seguono alcuni anni di relativa flessione, sia artistica sia di vendite, ma quando sembra che già si stiano aprendo le porte del declino, ecco che esce l’album Crazy World, e soprattutto, la bellissima Wind of Change diventa la colonna sonora della “rivoluzione del 1989”, della caduta del Muro di Berlino, e si trasforma in uno dei brani simbolo dell’intero Ventesimo Secolo.
A questo punto, i nostri sono logicamente convinti di essere definitivamente padroni del proprio destino e di poter pubblicare qualunque cosa avendo comunque il supporto del pubblico; così, nel 1992, decidono di riconquistare i vecchi fan dei ’70 e primi ’80 con un disco, Face the Heat, che riprende l’arrembante hard rock degli esordi e dei primi dischi. Ma ecco, inaspettata, la doccia fredda: il pubblico di massa, quello cresciuto con i dischi degli ’80 e quello che li ha scoperti con la massiccia rotazione di Wind of Change su MTV rimane interdetto e scioccato; i vecchi fans, invece, che li hanno ormai inquadrati come “band da ballate da classifica”, rimangono indifferenti. Morale: flop di vendite (ingiustificato, in quanto il disco in sé è validissimo) e profonda incertezza su come proseguire. Continuare sulla strada del recupero della vecchia anima hard rock? Ritornare alle ballad? Puntare diretti al pop da classifica? La decisione è difficilissima e, proprio per questo, i nostri decidono… di non decidere!

Pure Instinct, a dispetto del nome che porta, è un disco assolutamente studiato e deciso a tavolino: gli Scorpions scelgono di giocare entrambe le partite. Vi sono infatti potenti pezzi hard rock, forse fra i più energici da loro mai scritti; ma, contemporaneamente, riecco le grandi ballate in grado di far cantare arene sterminate e di restare in rotazione sulle radio per mesi interi. Per non farsi mancare nulla, ecco presenti anche alcuni mid-tempo dal potentissimo richiamo radiofonico, ancor più enfatizzato da un uso delle tastiere e una cura nel sound mai così ricercato e perfetto nella carriera del quintetto teutonico. Descritto così, sembrerebbe quindi che si tratti di un album freddo e impersonale, talmente studiato a tavolino da risultare assolutamente privo di emozioni e, invece, si tratta di uno dei dischi forse in assoluto più riusciti dell’intera loro discografia.
Il perché è presto detto: non bisogna dimenticarsi che gli Scorpions possiedono al loro interno una coppia di fuoriclasse assoluti, in grado di dare in ogni momento una marcia in più ai loro brani, e a renderli superiori a quelli di quasi tutti i concorrenti. Sto parlando ovviamente di Rudolf Schenker -semplicemente il miglior chitarrista ritmico della storia del rock insieme a Malcolm Young degli AC/DC- e di Klaus Meine, una delle voci più belle che il rock ricordi, tanto a suo agio nelle romantiche ballate quanto nei brani più taglienti ed aggressivi: un timbro che è il principale marchio di fabbrica dei tedeschi, e ciò che tutti gli altri gli invidiano da 35 anni a questa parte. I due sono anche i mastermind compositivi del gruppo e tirano decisamente le redini dell’album indirizzandolo verso una multiformità espressiva, che delinea le differenti personalità e cifre stilistiche del combo.
Come si diceva, questo album vive su tre ben distinte linee di sviluppo, che continuano ad alternarsi nel corso dell’ascolto: troviamo vigorosi e potenti pezzi rock quali l’ottima opener Wild Child, l'energica Stone in My Shoe e Time Will Call Your Name. La seconda linea espressiva consiste in mid-tempo come la splendida But the Best Of You, Soul Behind the Face o Where the River Flows, caratterizzati da linee melodiche riuscitissime e da un potenziale radiofonico pressoché perfetto. Dulcis in fundo, i bellissimi lenti quali il mega-singolo You And I o When You Came Into My Life, che dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, che un pezzo come Wind of Change non è uscito per caso, o per un colpo di fortuna e che la band è in grado di ripetere l’exploit quando e come vuole.

Davvero un bel disco quindi questo Pure Instinct. Purtroppo, il successo di pubblico non fu pari ai meriti intrinseci dell’album e anche alle aspettative della band. Da lì iniziarono quindi una serie di arditi esperimenti discografici, nei quali il gruppo, cercando di riconquistare le masse, finì per rischiare di perdere la propria identità, prima che una provvidenziale sterzata a metà degli anni 2000 li riportasse sulla retta via, sia come vendite sia, soprattutto, artisticamente parlando. Pure Instinct resta un ottimo esempio di rock composto e realizzato da grandi maestri; non sarà il disco fondamentale della loro carriera, e non sarà di certo un disco che ha cambiato la storia della musica, ma trovatene altri che suonano così dopo trent’anni di vita sui palchi in giro per il mondo e poi ne riparliamo.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
66.75 su 16 voti [ VOTA]
Paolo Coscio
Domenica 9 Giugno 2019, 15.23.35
13
Pure instinct è un album eccezionale come Savage Amusement e Love at first sting... comunque gli Scorpions sono il massimo, non c'è confronto con nessuno!!!!!!!!!!! qualunque cosa facciano è una figata!
Diego75
Sabato 29 Settembre 2018, 13.44.18
12
Album molto radiofonico....ma di ottima caratura....anche questa versione degli scorpions mi piace....questo dimostra che essere anche radiofonici non significa fare brutte cose...voto81
Andy
Mercoledì 23 Agosto 2017, 23.13.50
11
il peggiore periodo e' stato quello di eye to eye!!!....questo pure instinct alla fin dei conti e' un album abbastanza carino...forse un po troppo commerciale ma al suo interno c'erano ottimi pezzi...no bad!
iommi
Giovedì 26 Gennaio 2017, 12.04.05
10
Io non sono d'accordo con chi considers questo periodo il peggiore. Anzi penso che si trattasse di un momento di ritorno qualitativo notevole dopo savage amusement e crazy world. Quelli si che erano album scarsi con solo qualche riuscita ballata (wind of change,send me an angel) che comunque sono denote state belle in qualinque momento della loro discografia. Face the heat e pure istinct sono ottimi entrambi ed é un vero peccato che lo scarso successo abbia messo insicurezza al gruppo. Penso che dopo questi due album per trovarne un altro al lo stesso livello si é dovuto aspettare Humanity. Per me dopo love at first Sting ci son questi 3. Degli altri (savage amusement,crazy World,eye to eye,umbreakble e return to forever) 5 ne verrebbero bene 2 mettendo insieme le migliori canzoni
zenaide
Sabato 29 Ottobre 2016, 22.16.12
9
Sono andato a vederli al palavobis MI pure instinct tour 1996.Stratosferici. Does anyone know la mia preferita dell'album, anche se gli scorpions con Uli Roth rimangono impareggiabili
Kaarlo
Venerdì 16 Settembre 2016, 16.15.32
8
Non fosse stato un disco degli Scorpions sarebbe stato un discreto disco. Ma essendo un disco degli Scorpions più di 50 non merita
El Gringo
Mercoledì 14 Settembre 2016, 20.56.08
7
Confermo, anche per me questa e' fase più bassa mai raggiunta dagli Scorpions dopo Eye to Eye, l'ultimo lo salvo dandogli la sufficienza.un voto in più addirittura di Humanity, ridicolo. A parte che Humanity e' un piccolo capolavoro che dovrebbe avere almeno 85, ma 75 a Pure Instict e' pura eresia! 50 e sono già di manica larga.
InvictuSteele
Martedì 24 Novembre 2015, 13.26.41
6
Cosa mi tocca senitre... Face The Heat album mediocre con solo un paio di canzoni buone? Face The Heat è un disco da 85, una bomba, potentissimo, in grado di rivaleggiare con i classici della band. Questo Pure Insitnct è un album leggero, con troppe ballad, belle e ispirate sicuramente ma sono troppe davvero per un disco hard rock. Non è possibile mettere in scaletta 4 brani potenti su 11 e le restanti sono ballate. Dopo Eye To Eye (che era osceno, voto 45) questo è il peggiore insieme all'ultimo Return to Forever. Voto 60.
mic
Martedì 24 Novembre 2015, 12.28.50
5
Nella sua semplicità a me questo disco piace. Capisco il punto di vista del recensore.
Painkiller
Lunedì 23 Novembre 2015, 15.20.13
4
Secondo me gli Scorpions hanno dovuto affrontare una crisi creative,dovuta al fatto che i fasti degli anni '80 furono addirittura superati dal successo di crazy world. Ripartire, dopo tale bomba mediatica (muro di Berlino, concerti con artisti pop di fama mondiale, wind of change che girava in radio più di ogni altra canzone a quei tempi) era difficile e gface the heat secondo me conteneva giusto un paio di ottime canzoni e basta. Questo pure instinct non fece eccezione, con le citate wild child e you and I con un minimo di appeal, ma col resto dei pezzi assolutamente anonimi e dimenticabili. Un disco davvero mediocre, giudizio e voto incomprensibili.
aquarius27
Domenica 22 Novembre 2015, 14.58.02
3
Se escludiamo Eye to Eye è il peggior disco degli Scorpions, che non merita un 75, ovvero 9 voti in meno di un CAPOLAVORO come Taken By Force!!
Maurizio
Domenica 22 Novembre 2015, 11.31.37
2
secondo me voto esagerato, disco discreto e super melodico, si salvano you and i e wild child, il resto non regge. Per me massimo 65
Hellion
Sabato 21 Novembre 2015, 13.03.58
1
Scoperti nel 1982 con "I nastri di Tokyo". È proprio vero che nel 1984/5 erano in cima al mondo.
INFORMAZIONI
1996
EastWest Records
Hard Rock
Tracklist
1. Wild Child
2. But the Best For You
3. Does Anyone Know
4. Stone In My Shoe
5. Soul Behind the Face
6. Oh Girl (I Wanna Be With You)
7. When You Came Into My Life
8. Where the River Flows
9. Time Will Call Your Name
10. You And I
11. Are You the One?
12. She's Knocking at My Door (Bonus Track)
Line Up
Klaus Meine (Voce)
Rudolf Schenker (Chitarra)
Matthias Jabs (Chitarra)
Ralph Rieckermann (Basso)
Curt Cress (Batteria)
 
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