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Lord Belial - Nocturnal Beast
21/11/2015
( 1394 letture )
A dieci anni esatti dalla sua pubblicazione, è tempo di soffiare la polvere -o meglio, spazzare via la coltre di neve- da un classico dei Lord Belial, il full-length con cui i demoni svedesi giungono alla pubblicazione che porta il numero del diavolo. Quale migliore titolo di Nocturnal Beast per celebrare questo traguardo? Quarantacinque minuti scarsi di black melodico, articolati in nove tracce racchiuse tra le epiche marce di introduzione e conclusione, brani in cui vengono invocati rispettivamente Belial stesso e la Morte, entità che vanno ad affiancarsi alla schiera di creature demoniache di cui Dark e compagni hanno cantato nel corso degli anni.
Come i titoli e le liriche dei brani lasciano intuire, a due lustri dal debutto Kiss the Goat e dopo le controversie legate alla pubblicazione di Purify Sweden la vena antireligiosa della band non è stata minimamente intaccata né affievolita dallo scorrere del tempo:

Our legion is growing by thousand souls and thousand more
Each soul taken joins our infernal legion
Behold the mighty legion of fallen warriors
Blood is running along the ground


Allo stesso modo, la caratteristica componente melodica che in più occasioni ha portato il quartetto ad essere considerato tra coloro che più hanno sentito l’influenza dei Dissection è ancora parte del trademark dei fratelli Backelin e risulta notevolmente ampliata in questo platter rispetto al predecessore Angelgrinder. Fin dalle prime battute si percepisce infatti come, nonostente il lavoro sia caratterizzato da un ritmo più blando rispetto ai predecessori, questo non difetti di incisività ed emerga la presenza nei brani di un’ossimorica ossatura portante, una spina dorsale caratteristica fatta di arpeggi di chitarra, strumento protagonista di tutte le composizioni grazie ai mai banali episodi solisti come in Succubi Infernal, Desolate Passage o Indoctrination of Human Sorrow. Il vibrare delle corde sa tanto creare passaggi toccanti per la bellezza dei fraseggi in clean quanto ricreare atmosfere sulfuree e dai toni soprannaturali (Demonic Possession, Fleshbound, Spiritual Damnation) specie in veste distorta, strutturando drappeggi di note che scivolano in cascate di riverberi. Se da un lato sono presenti gli echi malinconici che a tratti sembrano provenire da una radura nebbiosa (vedasi Desolate Passage, che riporta ai tempi di Forlorn in Silence) guidano l’ascoltatore a perdersi nel regno delle ombre evocate dal quartetto, il compito di bilanciare l’ariosità della sezione melodica viene assolto con successo da un comparto ritmico molto solido costituito dalla batteria di Sin e dal basso, costantemente distorto, di Bloodlord. In un momento storico in cui il trigger su tutti i fusti è diventato un elemento quasi imprescindibile ed il quattro corde sembra relegato in spazi sempre più angusti (toccando l’estremo in un celebre remake pubblicato nello stesso anno di Nocturnal Beast), i Lord Belial optano invece per andare in controtendenza, riuscendo ad imbastire una monolitica sezione ritmica e a valorizzare il ruolo degli strumenti che ne fanno parte, merito anche della supervisione di Andy LaRocque in fase di produzione.
Il risultato finale è un azzeccato equilibrio tra la dimensione tetra, enfatizzata dalle arcigne vocals di Dark e le rasoiate di chitarra, la solidità delle ritmiche granitiche e l’atmosfera caliginosa evocata dagli arpeggi della sei corde; nonostante le velocità si attestino soprattutto su mid-tempos i brani riescono a risultare coinvolgenti e dosano sapientemente ingredienti quali tremolo-picking e blast-beat, senza voler ostentare a tutti i costi un’aura di ferocia che già era stata ampiamente sviluppata in Enter the Moonlight Gate.
Tuttavia, per quanto sia particolare la costruzione dei brani ed il sound dei fratelli Backelin, va riconosciuto come questo disco nel corso dell’ascolto tenda a difettare dell’effetto sorpresa e -specie nei pressi della metà del running time- finisca per assestarsi su un’omogeneità di fondo che, per quanto risulti piacevole all’ascolto, alla lunga sfocia in soluzioni prevedibili che rischiano di far finire alcuni brani nel dimenticatoio (Insufferable Ritual, Monarchy of Death).

In definitiva Nocturnal Beast è un lavoro che, pur non brillando per eccezionalità della proposta o grande innovazione, ricorda una vecchia amante destinata a rimanere impressa nella memoria per la sua piacevolezza e particolarità, in grado di strappare un nostalgico sorriso quando se ne rievoca il ricordo; le scelte mai banali eppure semplici in fase di arrangiamento, la cura nei suoni e la declinazione compositiva personale degli svedesi concorrono a rendere il sesto sigillo in casa Backelin un album riuscito e gradevole, che non mancherà di soddisfare gli ascoltatori più nostalgici ed amanti della melodia.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Max
Lunedì 23 Novembre 2015, 12.05.01
3
Tralasciando kkk666... Disco veramente valido, non a livello di "Enter"... però uno dei migliori se si guarda alla seconda metà di carriera...
kkk666
Sabato 21 Novembre 2015, 17.21.59
2
che gruppo da sfigati
Baron The Red
Sabato 21 Novembre 2015, 13.02.41
1
Questo non lo conosco...con loro mi sono fermato al secondo....Per me i primi due sono imbattibili anche se sono più legato a Kiss the goat...poi li ho persi di vista...ma se mi capita daro' un ascolto...penso lo meritino solo per la carriera.
INFORMAZIONI
2005
Regain Records
Black
Tracklist
1. Invocation of the 68th Demon
2. Succubi Infernal
3. Demonic Possession
4. Desolate Passage
5. Nocturnus
6. Insufferable Rituals
7. Monarchy of Death
8. Fleshbound
9. Spiritual Damnation
10. Indoctrination of Human Sorrow
11. Deathmarch
Line Up
Dark (Voce, Chitarre)
Hjalmar Nielsen (Chitarre)
Bloodlord (Basso)
Sin (Batteria)
 
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