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Stone Cold Dead - Lava Flows
22/11/2015
( 789 letture )
Direttamente dalla terra ellenica, fanno ufficialmente il loro debutto discografico gli Stone Cold Dead, i quali vantano fra le loro file, alla voce e alla chitarra, Gorge Bokos, noto per aver suonato dal 2006 al 2011 nei connazionali Rotting Christ . Questa prima uscita ufficiale prende il nome di Lava Flows e la casa discografica che ha puntato su questo nuovo progetto è la Volcanic Music.

Difficile dare un esatta collocazione alla proposta musicale di questo trio ateniese; l’architettura musicale si fonda sulle tipiche sonorità groove, con i loro ritmi solidi e trascinanti, ma la band riesce a complicare questo iniziale disegno sperimentando approcci differenti.
Questa kermesse sperimentale si compone di suoni artificiali e siderurgici, le chitarre hanno uno stampo molto industriale(non nel senso del genere musicale in sé) e i riff si presentano spigolosi.
L’approccio iniziale non è dei migliori, si percepisce sin da subito di essersi imbattuti in un coacervo sonoro difficile da digerire e da comprendere a fondo con gli ascolti preliminari. Successivamente, entrati un po’ di più in questo mondo fatto di intrecci pericolosi e particolarmente atipici, si riesce ad apprezzare, con il susseguirsi degli ascolti, questa proposta musicale che ha sicuramente dell’innovativo.
Centrale è il ruolo del basso (e del contrabbasso) di Charis Pazaruolas che si dimostra essere l’assoluto protagonista di Lava Flow, avendo molta libertà di movimento all’interno delle diverse tracce. Basso e contrabbasso tanto amplificano la portata del suono sulle note chiave, ponendo un forte accento e conferendo solidità a suono e tanto riesce a emergere con dimestichezza nei diversi intermezzi strumentali, con cervellotiche intersezioni che bene si legano alle maglie dei brani.
Inoltre sono diverse le influenze che si possono trovare in Lava Flows; oltre al groove, in diverse circostanze, la band arricchisce i propri pezzi con rapide sfuriate thrash, che perdono tuttavia un po’ di mordente per i loro suoni artificiali, digressioni nel death di stampo progressivo con le sue dissonanze, controtempi e abbiamo inoltre in diverse introduzioni suoni dalle venature tribali (come in The Black Snake dove ancora una volta è il basso a strappare le redini della scena).
Così tanta eterogeneità però non è supportata bene dalla centralità del groove, in quanto la combinazione di riff granitici ripetuti allo sfinimento e pezzi che di media superano i cinque minuti, fa perdere la concentrazione nel momento in cui queste peculiarità emergono, in quanto si rimane storditi dal muro sonoro costruito dalla band.
Sempre in termini di minutaggio rimangono molte perplessità sulla lunghezza del disco (quasi un’ora), non tanto per la durata, quanto per le soluzioni stilistiche della band che presentano qualche lacuna creativa, cadendo spesso nella ripetizione e così rendendo il prodotto finale indigesto e difficile da consumare.
Con Lava Flows si fa molta fatica ad arrivare sino in fondo con un singolo ascolto e, aggiungendo le difficoltà di assimilazione, sono più gli interrogativi che le risposte una volta arrivati al punto di fare le dovute conclusioni finali.
Immergendoci di più in profondità, vale la pena comunque citare qualche pezzo interessante, sebbene non ci siano una o più tracce in grado di ribaltare le sorti di questo album; sicuramente la titletrack e Hubrism sono le tracce che presentano più dinamicità e maggiori sconvolgimenti al fronte; la prima si distingue per una composizione che ricorda molta il groove in salsa southern che abbiamo saputo apprezzare con gruppi come Lazarus A.D e i Down , inoltre l’intro di contraddistingue per quelle peculiarità tribali citate in precedenza. La seconda traccia, la band è riuscita a creare un atmosfera dai tratti struggenti, imperversata da sfuriate in cui i blast-beat e i graffianti riff di chitarra governano indisturbati.
Anche Cyclone Speaking e Deconstructing the architect sono buoni pezzi, i quali portano influenze che si trovano si concentrano di più su uno stile rock abbastanza classico.

Arrivati alla conclusione di questo cammino faticoso, e talvolta asfissiante, Lava Flows è troppo ambizioso per le orecchie di un ascoltatore medio. Giunti alle battute finali, si rimane ancora parecchio interdetti davanti a questa opera; un lavoro tanto sovraccarico di complesse impalcature e concetti, tanto ripetitivo e caotico.
Se vogliamo parlare in termini scolastici, la band va “rinviata con riserva a settembre” ovvero, bisognerà attendere un nuovo lavoro per capire dove effettivamente il gruppo vorrà andare a parare e, al momento, la strada imboccata non sembra pienamente quella corretta.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
46 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2015
Volcanic Music
Groove
Tracklist
1. Climbing the Cave
2. Cyclone Speaking
3. Lava Flows
4. Death Drive
5. The Black Snake
6. Hubrism
7. Deconstructing the Architect
8. Umbilical Cord
9. …And the Tree Becomes a Sphere
Line Up
George Bokos (Voce, Chitarra)
Charis Pazaruolas (Basso, Contrabbasso)
Yannis Stavropoulos (Batteria nelle tracce 1,2 e 3)
Dimitrios Dorian (Batteria nelle tracce 4,5 e 6)
George Kollias (Batteria nelle tracce 7,8 e 9)
 
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