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Evil Whiplash - Beyond Dimensions
01/12/2015
( 942 letture )
Il thrash metal è uno di quei generi che non ci si stancherebbe mai di sentire, anche perchè sempre in grado di proporre band più o meno valide che diversificano la proposta, contaminando le composizioni a seconda del background musicale e del contesto sociale in cui vivono. In contemporanea il Sud America è una di quelle realtà musicali in cui la passione è talmente radicata a livello cerebrale nelle masse da sfidare apertamente un dio assoluto come Il Calcio per numero di spettatori ai rispettivi eventi, dai piccoli eventi underground fino ai mega concerti in modalità fiume umano. Si parte sempre dal gradino più basso, da una cantina marcia e puzzolente e da un riff banale ma carico di significato, e si arriva, se tutto va bene e la fortuna influisce pesantemente, a traguardi importanti sorretti da una fan-zone che nel mondo non ha eguali. I colombiani Evil Whiplash appartengono a quella categoria di band che vorrebbero ma non possono, non solo per la quantità di band che vivono e prosperano continuamente in Sud America ma anche e soprattutto perchè dediti a un thrash oltranzista ma melodico, spruzzato di heavy maideniano prima maniera, quindi una combo che più anacronista non si può. I fratelli Ruiz, supportati da subito da Jhon Jairo Talaga al basso, sono in attività dal 2004 e giungono con questo Beyond Dimensions al loro secondo album, senza dimenticare oltre al lavoro precedente ormai di un lustro fa anche un iniziale demo e uno split e un EP successivi; i ragazzi di Popayán ce la mettono davvero tutta per risultare convincenti sotto ogni punto di vista, musicale e attitudinale, ma hanno un difetto sensibile non indifferente, che se in alcuni frangenti è un pregio nel loro caso è un’arma a doppio taglio: cinque uscite ufficiali con cinque cantanti-chitarristi diversi in undici anni (un record di ingaggi ed esoneri che a momenti nemmeno Zamparini al Palermo), decisione che può fornire linfa creativa alla band in continuazione ma che purtroppo non la fa crescere in armoniosa unità, lasciando per di più in balia della sorte una posizione delicata come la voce. Sia ben chiaro, Killer Thrasher ha una timbrica abrasiva degna del nostro miglior Flegias di casa Necrodeath o di un primordiale Schmier dei teutonici Destruction, e per di più svolge il compito chitarristico in modo ordinato e preciso, ma forse proprio la mancanza di una seconda “testa chitarristica pensante” e di una linea vocale un attimo più studiata vanno a indebolire pesantemente canzoni già di per sè derivative e incatenate a riff triti e ritriti carichi di assoli tanto lunghi quanto inutili e abusati in ogni dove e quando.

Il risultato di tutto questo è un platter di nove canzoni che lasciano il tempo che trovano: non brutte o composte a caso, ci mancherebbe, ma semplicemente sentite già ovunque e da chiunque e quindi alla lunga noiose e innocue. Grida strazianti, ululati di lupi in lontananza e roghi incandescenti fanno da breve intro all’opener Flight Of Satan Whores, thrash heavy con voce lacerante dall’esecuzione molto semplice e scontata, fatta di poche note che nell’idea della band dovrebbero distinguere il sound dalle intricate trame del metal moderno ma che invece sortiscono un effetto semicompassionevole, così come la successiva e insipida Break Those Chains, davvero acerba e stucchevole. Più convincente, almeno all’inizio, Moon Shadows, con un attacco rubato un po’ agli Slayer e un po’ ai Motorhead che fa ben sperare per il prosieguo dell’ascolto ma che ben presto si perde in fraseggi heavy standard e per di più ripetuti all’infinito, quasi a dare l’idea che non si sappia dove voler andare a parare. Lo sconforto regna sovrano finora e non contenti di ciò che ci hanno proposto finora gli Evil Whiplash ci sparano pure 8:34 minuti di suite imperiale denominata I Still Remember, un guazzabuglio medievale di luoghi comuni farcito poco dopo metà song anche con un basso in solitaria che più fuori luogo di così si muore. Ammetto candidamente che dopo pochi ascolti dell’album lo skip è come ossigeno su Marte, praticamente indispensabile: le varie Possessed (intro meravigliosa ma brano caotico e inconcludente), In The Name Of The Ancient Empire (ennesimo pastrocchio pieno di banalità), Blood Rivers (molto Mercyful Fate style e quindi salvata in corner), Reincarnation (affidabile come il Titanic) e la conclusiva Ultimate Void Of Chaos (mid tempo con cori semiparlati e soffocati quindi praticamente incomprensibili) non riescono minimamente a risollevare le sorti di un progetto che non riesce proprio a decollare sotto nessun aspetto.

La produzione è amatoriale, con molti suoni sbilanciati e fischi improvvisi soprattutto in chiusura di assoli, quindi un mixaggio decisamente poco curato e approssimativo che se possibile affossa ancora di più la già traballante barca di questo Beyond Dimensions. La strada per uscire dall’underground più oscuro è davvero ancora molto lunga, è come se i colombiani avessero iniziato solo ora il loro percorso musicale tanto è scolastico il songwriting, e invece si parla di una band in giro da più di dieci anni e quindi la faccenda si fa preoccupante. É auspicabile che la band inizi a pensare come band e come tale rimanga, senza ulteriori cambi di line up, che non peschi da più generi solo per colpire l’ascoltatore perchè l’effetto ottenuto è alquanto fastidioso, ma che piuttosto si concentri su un solo genere e apra la mente a livello compositivo, non si può vivere per sempre nel 1981 e non uscire più da quell’anno.



VOTO RECENSORE
48
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2015
IBDC Records
Thrash
Tracklist
1. Flight Of Satans Whores
2. Break Those Chains
3. Moon Shadows
4. I Still Remember
5. Possessed
6. In The Name Of The Ancient Empire
7. Blood Rivers
8. Reincarnation
9. Ultimate Void Of Chaos
Line Up
Killer Thrasher (Voce, Chitarra)
Rubén “Evil Dozer” Ruiz (Chitarra)
Jhon Jairo Talaga (Basso)
Jùlian “Metal “ Ruiz (Batteria, Cori)
 
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