Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Amorphis
Queen of Time
Demo

Below a Silent Sky
A View from Afar
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

25/05/18
SKYBORNE REVERIES
Winter Lights

25/05/18
SCIENCE OF DISORDER
Private Hell

25/05/18
SPACE ELEVATOR
Space Elevator II

25/05/18
MICAWBER
Beyond The Reach Of Flame

25/05/18
FILII NIGRANTIUM INFERNALIUM
Hóstia

25/05/18
BLEEDING THROUGH
Love Will Kill All

25/05/18
DJEVELKULT
Når Avgrunnen Åpnes

25/05/18
FORGED IN BLOOD
Forged in Blood

25/05/18
LIV SIN
Inverted - EP

25/05/18
ABHOR
Occulta ReligiO

CONCERTI

24/05/18
CIRCUS MAXIMUS + ANGEL MARTYR + NEW HORIZONS (ANNULLATO!)
EVOL - ROMA

24/05/18
ALKYMENIA
CLUB HOUSE 22 - AULLA (MC)

25/05/18
CIRCUS MAXIMUS + ANGEL MARTYR + NEW HORIZONS (ANNULLATO!)
CIRCOLO COLONY - BRESCIA

25/05/18
MORTIIS + GUESTS
OFFICINE SONORE - VERCELLI

25/05/18
ALKYMENIA + ANCIENT DOME + RAWFOIL
COMUNITA' GIOVANILE - BUSTO ARSIZIO (VA)

25/05/18
METAL QUEEN FESTIVAL (day 1)
SALONE POLIVALENTE - STRAMBINO (TO)

25/05/18
CORAM LETHE + SYMBIOTIC + CELEPHAIS
EXENZIA - PRATO

25/05/18
THE CRUEL INTENTIONS + SPEED STROKE + LETHAL IDOLS
GRIND HOUSE CLUB - PADOVA

26/05/18
CIRCUS MAXIMUS + ANGEL MARTYR (ANNULLATO!)
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

26/05/18
MILADY METAL FEST
ARCI TOM - MANTOVA

Kamelot - Eternity
05/12/2015
( 1239 letture )
Parlare di Eternity, primo album dei Kamelot, non è facilissimo. La band in questo disco è profondamente diversa rispetto a quella che tutti conoscono e non è un caso se lo stesso Thomas Youngblood, leader ed unico membro fondatore da sempre, ha più di una volta dichiarato che il vero inizio dei Kamelot è rappresentato da quel fantastico album che è The Fourth Legacy del 1999. E’ vero che lo stile che tutti conoscono e che ha reso grande e famosa la band inizia dal quarto capitolo della loro discografia ma è altresì vero che tale dichiarazione è molto fuorviante e non rende giustizia ad un lavoro come Eternity, che considerare brutto sarebbe un errore.
Il disco paga di fatto un budget limitato quindi registrazione, mixaggio e produzione non sono all’altezza dei lavori che verranno, come è normale in qualsiasi band al debutto. I Kamelot dovranno ancora maturare, acquisire personalità e carattere e manca Roy Khan dietro al microfono, che i più attenti sanno bene entrerà nella band nel 1998 per registrare il mediocre Siege Perilous.

Al microfono troviamo Mark Vanderbilt, singer dotato di una voce totalmente differente da quello che sentiremo poi nei Kamelot, uno stile ed un timbro che ricorda più il compianto Midnight dei Crimson Glory o un Geoff Tate meno tecnico e personale, ma comunque in grado di attirare l’attenzione e risultare tutt’altro che banale o scarso.
Le tastiere sono presenti, suonate da David Pavlicko ma sono lontane dalle orchestrazioni e dalle atmosfere che caratterizzano il sound degli ultimi dischi e che comunque sono stati importanti per la band anche prima dell’ingresso di Oliver Palotai. Alla sezione ritmica troviamo Ricard Warner alla batteria, autore di un lavoro senza infamia e senza lode, mentre al basso troviamo già Glenn Barry, che sarà uno dei membri più longevi nella band, restando fino al 2010.
Mai i brani? Le composizioni sono di buon livello, lontane dal power metal darkeggiante e teatrale, più vicine all’heavy classico, posseggono comunque ottime idee e dimostrano come Thomas Youngblood abbia sempre avuto un gran talento: molti dei brani con arrangiamenti diversi ed il cantato di Khan, o più recentemente di Kaverik non avrebbero affatto sfigurato nel recente repertorio, un esempio su tutti il brano Call of the Sea. L’iniziale Black Tower spiazza per l’interpretazione vocale di Vanderbilt, fin troppo sguaiata e lamentosa, ma il brano possiede tutto il carattere delle composizioni dei Kamelot. Proud Nomad si regge su spunti decisamente interessanti, soprattutto per il guitar work, ma tutto il disco è molto incentrato sul riffing di chitarra, ed anche in fase solista Youngblood dimostra già le sue buone doti. Grande lavoro di chitarra, soprattutto nella parte centrale, anche per la successiva Red Sands, a cui però manca un buon ritornello ed una linea melodica più curata. One of the Hunted come altri brani paga l’interpretazione troppo sentita e sofferta della strofa, ma il coro è azzeccato ed anche questo brano cantato da Roy Khan non avrebbe sfigurato su un album come Black Halo o Epica. Fire Within è una traccia di heavy classico che in più punti mi ha ricordato Children of the Damned degli Iron Maiden, ma l’ombra della vergine di ferro è presente comunque in più punti, come nell’insipida Warbird e nella conclusiva The Gleeman. Abbiamo spazio anche per una ballad, What About Me, discreta e piacevole senza particolari picchi di interesse, ma tutto sommato scorrevole, nella quale l’interpretazione di Vanderbilt trova meglio la propria collocazione.

Tirando le somme Eternity è un disco più che sufficiente, con tutti gli ingredienti che andranno a comporre il tipico sound dei Kamelot, manca l’esperienza e un talento come Roy Khan ma a posteriori è facile affermare che la classe c’era già. Va anche considerata la data di uscita: siamo nel 1995 e per una band americana proporre un genere come quello dei Kamelot significava essere totalmente esclusi dal mercato, soprattutto se si trattava di band esordienti; in Europa le cose andavano molto meglio ed infatti la band trovò supporto nella mitica Noise, casa tedesca che all’epoca godeva del monopolio del power (primi Helloween, Running Wild, Rage, Gamma Ray, etc.).
All’epoca il disco fu accolto tiepidamente e la cosa non stupisce, ma ricordo benissimo la copertina del disco e la facile reperibilità nei vari negozi di dischi specializzati di metal, a conferma che un certo interesse intorno al nome Kamelot iniziava a muoversi, anche se, per dei veri capolavori, bisognerà aspettare ancora qualche anno.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
70 su 4 voti [ VOTA]
AlinoSky
Sabato 5 Maggio 2018, 2.13.43
7
Non avevo mai ascoltato i primi kamelot e sto ascoltando per la prima volta questo album, sono alla traccia 8 e devo dire che è un gran bel disco.
Steelminded
Sabato 18 Novembre 2017, 23.06.34
6
Sembra di sentire i primi Queensryche__minchia il cantante è un clone di Goeff Tate... ahah
d.r.i.
Venerdì 11 Dicembre 2015, 14.12.43
5
Diciamo che sono in linea con la rece e tutti i commenti. Bellino ma poteva dare di più
metalHeart
Venerdì 11 Dicembre 2015, 9.19.25
4
altra recensione INDISPENSABILE di un gruppo IMPRESCINDIBILE, tra l'altro anche con un gran bel disco, noto... MERITEVOLE di essere "rispolverato" per la grande importanza che immagino abbia avuto nella storia della musica, no?
Galilee
Lunedì 7 Dicembre 2015, 10.24.03
3
Ce l'ho anch'io, e tra l'altro dei kamelot ho poco altro. In ogni caso per i tempi non era un brutto disco. Voce un pò troppo stereotipata, ma meglio di tante altre. le canzoni nel complesso non sono male, e qualcuna è davvero bellina. Concordo abbastanza col recensore. Come voto direi 70..
Painkiller
Domenica 6 Dicembre 2015, 0.04.54
2
Anche io concordo con Refuge, è un buon album con tanti spunti ma ancora incompiuto, sebbene se avesse avuto Khan al microfono forse avrebbe maggiore appeal. Call of the sea cantata da Khan nel primo live fa effettivamente un altro effetto.
Metal4ever
Sabato 5 Dicembre 2015, 18.03.54
1
Sono d'accordissimo con il recensore. Disco non memorabile, ma con qualche brano più che decente! Riascoltandolo mi sono anche ricordato della voce di Vanderbilt, che non la trovo affatto male e che in effetti ricorda moltissimo quella di Tate, anche un pochino quella di Gildenlow, per me. Bravissimo in ogni caso Youngblood, che già si faceva notare per la sua bravura.
INFORMAZIONI
1995
Noise Records
Heavy
Tracklist
1. Eternity
2. Black Tower
3. Call of the Sea
4. Proud Nomad
5. Red Sands
6. One of the Hunted
7. Fire Within
8. Warbird
9. What About Me
10. Etude Jongleur
11. The Gleeman
Line Up
Mark Vanderbilt (Voce)
Thomas Youngblood (Chitarra)
David Pavlicko (Tastiera)
Glenn Barry (Basso)
Ricard Warner (Batteria)
 
RECENSIONI
73
69
78
74
75
75
79
83
85
78
68
65
65
ARTICOLI
25/10/2016
Live Report
KAMELOT + AEVERIUM + WITHEM
Phenomenon, Fontaneto d’Agogna (NO), 19/10/2016
01/11/2015
Intervista
KAMELOT
La parola a Oliver Palotai
13/10/2015
Live Report
KAMELOT + GUS G.
Live Club, Trezzo sull'Adda (MI), 08/10/2015
17/11/2012
Live Report
KAMELOT + XANDRIA ed altri
Estragon, Bologna, 13/11/2012
19/07/2007
Intervista
KAMELOT
Parla Roy Khan
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]