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Danzig - Skeletons
17/12/2015
( 4076 letture )
Per Glenn Danzig, l’idea di comporre un disco di cover non è sicuramente recente. Sin dal 1979, quindi in pieno periodo Misfits, il buon Anzalone del New Jersey si è dimostrato incline alla riproposizioni di classici che lo hanno ispirato da giovane, con un sound impregnato dalle sue caratteristiche che lo hanno reso celebre. Nel 2011, come specificato in un’intervista, è arrivato a mettere insieme sette cover, tra cui quella dei The Young Rascals, qui presente, ed ha anche comunicato la sua intenzione di rilasciare un EP. Ora, nel momento in cui tutti i suoi fan lo stanno attendendo per una nuova pubblicazione della sua band solista, a seguire quel Deth Red Sabaoth del 2010, ci sbatte addosso Skeletons, la maledetta raccolta che gironzola nella sua testa da più di trent’anni. Cosa possiamo dunque attenderci, dal carismatico ex-frontman dei Misfits, se non un bel mucchio di classici storici della sua giovinezza incensati dalla voce baritona e dal suo caratteristico modo di cantare? Niente di più e niente di meno che un discreto disco, buono per confermarci l’ottima forma di un frontman che alla soglia dei sessant’anni non sembra voler rallentare la propria corsa discografica.

L’atmosfera cupa e punkeggiante che richiama distintamente i primi lavori dei Danzig, oltre ad una buona parte dei Misfits, si ripresenta sin dalla prima cover, la Devil’s Angels di Davie Allan & the Arrows. Il sound delle chitarre è saturo, cupo e pur mantenendo un incedere allegro nella sua cadenza, offre una sonorità quantomai oleosa e compatta; la voce di Glenn Danzig è sempre la stessa, senza grosse modifiche sostanziali apportate dall’età che avanza, regalandoci anche un paio di acuti dei suoi e urlando ad alta voce il suo ritorno nel mercato discografico. Con Paul Wibier ci si sposta più su lidi blues, dove la voce al limite della stonatura del frontman caratterizza il brano con un discreto successo. Ma è nel rock n’ roll e nella sua esacerbazione più pesante formata dall’accoppiata Elvis Presley e Black Sabbath che il nostro Danzig offre il meglio di sé. La cover di N.I.B. è sicuramente uno dei pezzi forti del lotto, complice anche una prestazione trascinante di Johnny Kelly alla batteria de di Tommy Victor agli strumenti a corde. L’atmosfera ovattata che viene concessa da una produzione fumosa è ben riscontrabile nella cadenzata Lord of the Thighs degli Aerosmith, anche qui riproposta in modo piuttosto personale, senza infamia e senza lode. La seconda parte del disco si concentra maggiormente sul periodo anni sessanta, con The Troggs, The Young Rascals e The Everly Brothers, tutti quanti infettati dal germe Danzig che sporca la produzione old-school delle registrazioni originali su nastro. Da segnalare anche la cover degli ZZ Top, su cui spicca sempre un bravissimo Johnny Kelly, carico di groove e graziato da un sound particolare e piacevole da ascoltare. Certo, il disco in questione non è nulla di memorabile, ma una volta che si è giunti al termine della registrazione, ci appare piuttosto evidente di come Glenn Danzig sia riuscito a togliersi gli scheletri dall’armadio.

In conclusione, non c’è molto altro da aggiungere su Skeletons. Se siete appassionati dei Danzig e del suo carismatico frontman, allora è un disco che vi soddisferà e girerà per un bel po’ di giorni nei vostri lettori. Infatti, la voce di Glenn Danzig è sempre la solita, magnetica e suadente, con quel rance-vocale tenorile che richiama stili disparati in un connubio che o si ama, o si odia. Il disco in questione è anche consigliato a tutti coloro che apprezzano le band qui coverizzate: di sicuro i brani non vengono snaturati eccessivamente, ma suonano esattamente come se fossero stati composti da Danzig stesso. Se invece la trovate una semplice giustificazione commerciale per far parlare di sé e per guadagnare facile, potete passare oltre ed attendere che il buon cantante del New Jersey si dia da fare a comporre qualche altro pezzo con la farina del suo sacco. Che potrebbe essere tutt’altro che vuoto.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
67.71 su 7 voti [ VOTA]
hattori hanzo
Sabato 29 Agosto 2020, 21.15.29
8
I WAS BOOOOORN MEAN............
Screwface
Mercoledì 8 Aprile 2020, 12.54.51
7
Disco penalizzato da una produzione meno che amatoriale. La seconda traccia o "Rough Boy" in questo senso sono imbarazzanti. Ci si salva su quelle un po' più punk (Devils Angels, Action Woman). Occasione persa.
InvictuSteele
Mercoledì 10 Agosto 2016, 15.16.59
6
Disco da bocciare, già gli album-cover non mi dicono nulla ma qui la produzione è semplicemente orrenda. Appena mezz'ora per un compitino fatto velocemente e senza professionalità. Voto 50
Metallycra
Venerdì 18 Dicembre 2015, 17.48.16
5
cera, cera....ma si è sciolta!
Ennio
Venerdì 18 Dicembre 2015, 2.02.16
4
Ma!!?? avevo sentito cera anche la cover de "Lo Scheletrazzo de Ponte Strunz"!!! NDO'STA??
freedom
Giovedì 17 Dicembre 2015, 20.50.56
3
La classe non è acqua ragazzi. Gran bel disco, le mie orecchie godono nel sentire chitarroni sporchi e l'inconfondibile voce del grande Danzig. Molto bello. Mi piace anche la produzione.
Metal Shock
Giovedì 17 Dicembre 2015, 16.48.32
2
I primi quattro album di Danzig sono veramente grandi, specie i primi due; poi si e` perso tra sperimentazioni e album abbastanza sotto tono. Questo disco di cover non modifica il suo recente passato, non e` niente di eccezzionale. Viste le prestazioni dal vivo potrebbe anche ritirarsi e magari darsi ai fumetti
danny boy
Giovedì 17 Dicembre 2015, 14.43.43
1
che faccia un ultimo tour di reunion con i Misfits. Ci ubriachiamo, ci divertiamo e poi tutti a casa.
INFORMAZIONI
2015
Evilive
Heavy
Tracklist
1. Devil’s Angels
2. Satan
3. Let Yourself Go
4. N.I.B.
5. Lord of the Thighs
6. Action Woman
7. Rough Boy
8. With a Girl Like You
9. Find Somebody
10. Crying in the Rain
Line Up
Glenn Danzig (Voce, Pianoforte, Chitarra, Basso, Batteria)
Tommy Victor (Chitarra, Basso)
Johnny Kelly (Batteria)
 
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