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Blood Red Saints - Speedway
20/12/2015
( 865 letture )
Nuova band in casa Frontiers Records, etichetta da sempre molto attenta ed attiva in campo hard rock: questa volta è toccato ai britannici Blood Red Saints finire sotto il loro vigile sguardo e noi, a nostra volta molto attenti alle nuove proposte, ci siamo subito fiondati sul primo album di questa formazione, ansiosi di capire cosa abbia convinto l’etichetta a metterla sotto contratto. Il quartetto è stato formato a fine 2014 dal singer Pete Godfrey, il quale, stanco di partecipare solamente a progetti, si è deciso in prima persona a formare una band degna di tal nome. Il suo primo compagno di avventure è stato il bassista Rob Naylor, già in azione con gli Angels or Kings, poi si sono aggiunti anche il chitarrista Lee Revill (Gary Hughes) ed il batterista Pete Newdeck (Eden’s Curse). Il genere proposto si inserisce nel filone AOR/Hard rock di matrice britannica e, se non si ripropone di ridefinire i canoni della musica moderna, ciò nondimeno intende regalare tre quarti d’ora di buona musica.

Le danze sono aperte da Kickin’ Up Dust, onesto brano hard rock che si basa sull’estro delle chitarre e sulle qualità vocali del buon Godfrey; come detto, niente di trascendentale, ma la canzone funziona, diverte e coinvolge. I nostri non amano fossilizzarsi troppo sul solo hard rock o sul solo AOR, anzi intendono sapientemente dosare melodia ed energia nel corso dell’albu, che contiene ben dodici tracce: Mercy, ad esempio, pur presentando un bel riff muscolare di chitarra all’inizio, evolve presto in un brano più tipicamente AOR, impreziosito dalle tastiere del guest Harry Hess, già all’opera con gli Harem Scarem. Indubbiamente uno dei vertici del disco, provare per credere! L’AOR la fa di nuovo da padrone in Best of Me, brano atmosferico dove il cantante ruba la scena ai compagni di band; non è al livello di Mercy, ma si fa comunque apprezzare. Anche Dangerous, a dispetto di una buona linea vocale, convince complessivamente meno di quanto ascoltato in precedenze, forse perché un po’ troppo prevedibile…ma per fortuna arriva l’emozionante Love Set Me Up Again a rinfrancarci: melodia a galloni, feeling e bei passaggi strumentali rendono questo brano una piccola perla all’interno di Speedway. Betetr Day conferma la “ripresa” della band dopo un paio di brani non all’altezza, benché le tastiere appaiano a tratti un filo troppo invadenti, ma arriva poi un’altra canzone non indimenticabile, che risponde al nome di The Best Thing: il pianoforte regala sempre emozioni, ma la canzone non decolla mai quanto potrebbe ed è un peccato. Il resto dell’album non presenta particolari sorprese: come detto, i nostri alternano porzioni musicali maggiormente spinte ed altre più melodiche, con una prevalenze netta delle seconde nella metà conclusiva di Speedway; non mancano comunque i brani molto ben congegnati, come ad esempio Feels a Lot Like Love o la conclusiva Faith.

A conti fatti, Speedway appare per alcuni versi come un’occasione mancata: con un po’ di sforzi in più, avrebbe potuto essere davvero una piccola perla di AOR, dal momento che le qualità compositive e strumentali ci sono e qui e là i nostri regalano bran davvero coinvolgenti. Sfortunatamente, Speedway ha un po’ troppe flessioni che gli impediscono di decollare davvero. Magari, chissà, un paio di tracce in meno avrebbero giovato alla qualità media complessiva. Resta in ogni caso un onesto lavoro di buon rock melodico, che piacerà agli amanti del genere. Per il futuro, però, ci aspettiamo dai Blood Red Saints qualcosa di meglio.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
62.5 su 2 voti [ VOTA]
andy usurper
Domenica 20 Dicembre 2015, 19.10.02
2
Anche per me un gran bel disco,con eccellenti song in puro aor british style,melodia accattivante per una bella sorpresa,per me voto 75 almeno in quanto la maggior parte dei pezzi è bellissimo!Produzione eccellente e mix perfetto,non dimentichiamolo.......
Nico
Domenica 20 Dicembre 2015, 13.27.04
1
Credo meriti un voto più alto. Il disco è ottimo anche se, come giustamente sottolineato nella recensione, cala vistosamente verso la fine per qualche pezzo troppo zuccheroso. 7/8 canzoni di livello eccelso sono più di un'indizio sulle grosse potenzialità di questa band. Eccellente anche produzione e mix affidati al batterista Pete Newdeck. Per me voto 75 😃
INFORMAZIONI
2015
Frontiers Records
AOR
Tracklist
1. Kickin' Up Dust
2. Mercy
3. Best Of Me
4. Dangerous
5. Love Set Me Up Again
6. Better Days
7. The Best Thing
8. Unbreakable
9. Wrapped Up In These Arms
10. CGRNR
11. Feels A Lot Like Love
12. Faith
Line Up
Pete Godfrey (Voce)
Lee Revill (Chitarra)
Rob Naylor (Basso)
Pete Newdeck (Batteria)

Musicisti Ospiti
Harry Hess (Tastiere)
 
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