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Shining (Swe) - III - Angst - Självdestruktivitetens Emissarie
26/12/2015
( 1684 letture )
Il terzo capitolo della saga di Niklas Kvarforth e soci si attesta ancor’oggi come un elemento solido e, in parte, cruciale nella discografia degli svedesi. Se, infatti, da un lato III - Angst - Självdestruktivitetens emissarie appare come un chiaro sviluppo e passo avanti rispetto alle prime due release (nonostante sia passato non più di un anno dal precedente Livets ändhållplats), dall’altro, esso sembra consolidare quelle basi necessarie per la futura plasmazione, dovuta analisi e precisa creazione dei successivi capolavori IV - The Eerie Cold e V - Halmstad (Niklas angående Niklas), con i quali condivide l’incipit numerico nel titolo, sorta di marchio di fabbrica della band che è continuato, nonostante le dichiarazioni opposte e contrarie susseguitesi negli anni, fino al recente IX - Everyone, Everything, Everywhere Ends.

Composto, come da tradizione, di sei tracce (di cui una, come prevedibile, strumentale, in questo caso dal titolo Till minne av Daghen), già da un primo ascolto è chiaro come l’atmosfera di III - Angst - Självdestruktivitetens emissarie sia nuovamente opprimente e ossessiva, funerea e corrotta, dolorosa e sofferente. Quell’oscurità, quelle sbarre presenti già nello scarno artwork di copertina non sono altro che presagio e anticipazione di quanto gli svedesi abbiano portato questa volta sulla scena, confermandosi una di quelle band che, nonostante gli anni Novanta siano da poco finiti, possano ancora fare più di una volta l’occhiolino a lavori à la Burzum senza strafare e che si possano, per la loro natura, solo amare o odiare, senza compromessi, giudizi intermedi o vie di mezzo.
Dal punto di vista strumentale, la produzione, la cui qualità si mantiene molto alta lungo tutta la sua durata, presenta chitarre precise sia nel riffing, che rimandano spesso ai lidi norvegesi (Svart industriell olycka), che nelle parti soliste, chirurgiche e lancinanti nei loro interventi, in grado di ricordare a tratti i Katatonia che furono. Alla batteria, gli interventi del celebre e ubiquo session man Hellhammer si mantengono davvero precisi, anche se non particolarmente complessi o ricchi in tecnicismi (ma mai risparmiandosi, come in Submit to Self-Destruction, dai toni quasi thrash), supportando alla perfezione la voce del frontman Niklas Kvarforth, la cui disperazione e cupezza crescono lungo l’album, rigurgitando ossessioni e dolorosi testi, gelo e distruzione, malattia e corruzione, fino a giungere alla conclusiva, annientante, vuota Fields of Faceless. Una nota di merito va anche al bassista Phil A. Cirone, in grado di aggiungere sempre quel tocco plumbeo e tenebroso in più, quando necessario, andando a togliere ogni residua speranza, ogni fioco filo di luce ancora rimasto vivo nella mente dell’ascoltatore, fin dall’iniziale Mörda dig själv....

Per concludere, un disco certamente meritevole di più di un ascolto che, pur non rientrando forse nella top 3 delle produzioni fondamentali targate Shining, ricopre certamente un’importanza quasi cruciale nella discografia degli scandinavi, ponendo solide fondamenta per il successo che l’allora quartetto si stava rapidamente apprestando a raggiungere. Una buona e interessante produzione, affilata da quel rasoio di misantropia ed eco suicidi che mai sono venuti a mancare, come da copione, nell’intelaiatura delle opere della peculiare creatura di Kvarforth.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
96 su 3 voti [ VOTA]
Er Trucido
Lunedì 28 Dicembre 2015, 21.47.08
3
75 banale mediocrità? Quindi i dischi buoni sono dall'85 in su, buono a sapersi
kroky78
Lunedì 28 Dicembre 2015, 20.37.50
2
"e che si possano, per la loro natura, solo amare o odiare, senza compromessi, giudizi intermedi o vie di mezzo". Ed infatti, in calce alla recensione campeggia un bel 75, il classico voto della media o appena un po' di più! Coerenza, merce rara.... Per me questo capitolo è l' ultimo della grande trilogia Shining, tre dischi uno più bello e deprimente dell' altro. La sola Fields of Faceless vale il prezzo di un album che si merita almeno 10 punti in più della banale mediocrità assegnatagli...
Doomale
Domenica 27 Dicembre 2015, 15.09.36
1
Preferisco i due successivi ma tutto sommato non e" male ed e' permeato di un sound molto oscuro e plumbeo. Voto giusto
INFORMAZIONI
2002
Avantgarde Music
Black
Tracklist
1. Mörda dig själv...
2. Svart industriell olycka
3. Självdestruktivitetens emissarie
4. Submit to Self-Destruction
5. Till minne av Daghen
6. Fields of Faceless
Line Up
Niklas Kvarforth (Voce, Chitarra)
Inisis (Chitarra)
Phil A. Cirone (Basso, Tastiera)
Hellhammer (Batteria)
 
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