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Pendragon - The Masquerade Overture
02/01/2016
( 2929 letture )
Tutto ciò che è profondo ama mascherarsi; le cose più profonde odiano l'immagine e la similitudine (Friedrich Wilhelm Nietzsche)

Figli della morte apparente del progressive che tra gli anni '60/'70 arricchì la conoscenza musicale di una moltitudine di persone e tra i gruppi di riferimento della nuova ondata "new prog" che prese coraggio agli inizi degli anni '80, i Pendragon consolidarono la propria posizione privilegiata cavalcando l'onda del tempo anche nel decennio successivo fabbricando dischi di buona qualità come The World e The Window of Life, ma soprattutto The Masquerade Overture (quinto lavoro della band inglese), cercando anche di sopravvivere con fatica alle nuove mode dettate dal dio danaro.
Stavolta i Pendragon si sono superati davvero e lo hanno fatto con un monumento musicale che enfatizza non solo l'introspezione dei testi ma anche delle composizioni, nelle quali chitarre e tastiere giocano un ruolo dominante, riprendendo anche il filone lasciato in eredità dai Genesis e dai Pink Floyd senza creare scandalo.
Correre pur restando fermi, ecco cosa può capitare di provare durante l'ascolto di The Masquerade Overture. Il viaggio dello spirito e la cura allo stress in un mondo che compie due rotazioni in ventiquattro ore sono le prerogative del sound Pendragon.

La continua lotta tra bene e male è alla base di questo album che, anche se in maniera non così evidente, può essere definito concept. Il sognatore "mascherato" di questo capitolo, Nick Barrett, nonché voce (non proprio tra le più belle del panorama) e chitarra (tra le migliori del panorama), ci lascia fare un tuffo nel suo animo e nel suo amore per la "serenissima", Venezia, la città immortale ripresa nell'artwork e nel suo significato più nascosto.
Si parte con la maestosità dell'intro corale che riprende il titolo del disco ed il suo stentato italiano che si comprende a malapena. Dopo è tutta meraviglia. As Good as Gold, brano che diventerà presto un cavallo di battaglia del gruppo nelle esibizioni dal vivo, è pregiato quanto l'oro se non di più; un pezzo che parte titubante per poi esaltarsi ed esaltarci in ogni aspetto con un ritornello sentito ma sereno ed incredibilmente magico. Potremmo già fermarci nell'ascolto ed essere soddisfatti, ma la bellezza ha mostrato solo un lato del suo aspetto. Paintbox è una ballad deliziosa dalla morbidezza esecutiva che incanta. Tutti i musicisti si esprimono al meglio, ma è Barrett che prende per mano i nostri istinti più nascosti guidandoci in paradisi lontani, alimentando le nostre speranze di vita.
La band iniziò a farsi conoscere aprendo i concerti ai ben più quotati Marillion capitanati dal carismatico Fish e le influenze subite sono limpide anche in questo lavoro. Dopo la breve ma non trascurabile The Pursuit of Excellence, spazio e tempo si dilatano quasi restando sospesi in una dimensione ignota dove il calore della pace riscalda ogni cosa. Le incisioni si fanno più complesse ma i toni restano tranquilli. Arrivano le perle di The Masquerade Overture: Guardian of My Soul con un saltellante Clive Nolan che apre a quello che è forse il brano più psicopatico dell'album, in cui si susseguono interrogativi e la tecnica inizia a farsi largo con orgoglio tra frasi orientali, arpeggi sognanti e tappeti ritmici curati nei dettagli. Con The Shadow le parole diventano sussurri in una sfera impenetrabile di dialoghi sinceri tra chitarre e tastiere. The Master of Illusion sembra risvegliarci da un meraviglioso sogno, ma solo per una metà. L'altra è come una brezza che accarezza dolcemente, un soffio "gilmouriano" che torna a sollevare i nostri piedi da terra ed al quale non possiamo resistere. Il tempo vola come le nostre anime.

I Pendragon hanno fatto centro e lo hanno fatto con classe, con un album maturo nei contenuti e nella tecnica mai fine a sé stessa. The Masquerade Overture è un disco che rispecchia la fragilità dell'uomo con un significato che si apre a mille interpretazioni. Per meglio descrivere questo disco, può prendersi in prestito una citazione di Edgar Allan Poe:

la bellezza di qualsiasi tipo, nel suo sviluppo supremo, eccita sempre l'anima sensibile fino alle lacrime.

Da avere, assolutamente.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
87.33 su 3 voti [ VOTA]
JC
Domenica 12 Agosto 2018, 21.45.59
14
Capolavoro assoluto. Disco semplicemente meraviglioso... prima o poi lo comprerò anche in versione vinile solo per godermi la bellissima copertina in formato grande.
fasanez
Domenica 12 Agosto 2018, 21.17.06
13
Capolavoro dei pendragon, musicisti dal gusto e tocco sopraffino. Forse non ha i picchi di window of life, ma nel complesso è l'apice della loro discografia.
progster78
Martedì 31 Luglio 2018, 8.38.44
12
Il capolavoro assoluto dei Pendragon,ogni singolo brano e' perfetto.Nolan come al solito e' sublime!Dopo oltre vent'anni dalla sua uscita lo ascolto ancora molto volentieri!
ayreon
Giovedì 7 Gennaio 2016, 17.19.36
11
tornando ai pendragon,il loro ritorno nel nuovo secolo con "pure " e "passion" ha qualcosa di straordinariamente originale, sono riusciti a rinnovarsi senza svendersi, li consiglio entrambi assieme agli ultimi dvd live,tra i brani che più mi piacciono c'è "freak show",parlando di clive nolan invece oltre agli arena consiglio un concept chiamato "she" che fa parte di Caamora,un project a cui hanno aderito john jowitt (iq),e l'ex singer dei pallas ,meglio in dvd
Hard`n`Heavy
Giovedì 7 Gennaio 2016, 16.57.41
10
x ayreon ti STRA-QUOTISSIMO, Subterranea (1997) IQ, The Visitor (1998) ARENA sono due MASTERPIECE, ma ne hanno fatti anche degli altri: Songs from the Lion's Cage (1995) ARENA, Ever (1993) IQ, The Wake (1985) IQ, Dark Matter (2004) IQ, Nomzamo (1987) IQ, tutti appartenenti alla categoria MUST HAVE.
andy usurper
Giovedì 7 Gennaio 2016, 16.37.02
9
Non ultimo The Unquiet Sky degli Arena ,nuovo album bellissimo!
andy usurper
Giovedì 7 Gennaio 2016, 16.27.06
8
Concordo in pieno Ayreon,IQ ed Arena sono quanto di meglio il new prog anni '90 abbia tirato fuori a livello mondiale,gli Arena poi li adoro alla follia,i primi 3 dischi sono dei capolavori del genere!
ayreon
Giovedì 7 Gennaio 2016, 14.02.15
7
e mettiamoci pure "subterranea" degli iq assieme a "the visitor" degli arena,tiriamo un po' l'acqua al mulino di queste bands tanto bistrattate dagli snob del prog
Andrew Lloyd
Mercoledì 6 Gennaio 2016, 13.02.01
6
Grande disco, grandi Pendragon. Uno dei migliori lavori del Neo prog della seconda metà degli Anni Novanta...
ayreon
Lunedì 4 Gennaio 2016, 17.47.28
5
e la coppia Barrett-Nolan è una delle migliori del genere new prog
andy usurper
Lunedì 4 Gennaio 2016, 17.20.25
4
Non ci sono altre parole,se non dire che è un Capolavoro Assoluto di new Prog!
ayreon
Domenica 3 Gennaio 2016, 8.41.02
3
seguo i pendragon da "the jewel",questo era il disco che doveva spingerli verso un pubblico più vasto,purtroppo cosi' non è stato,rimane comunque un capolavoro a cui però preferisco "the world","window of life" e "out of this world", il voto ci sta tutto ,e "paintbox" da sola vale l'acquisto cosi' come la versione a due dischi.li vidi in tour per promuoverlo a milano,eravamo in pochi malgrado le fanzine all'epoca fecero molta pubblicità all'evento
Hard`n`Heavy
Sabato 2 Gennaio 2016, 15.14.14
2
i PENDRAGON hanno fatto (4 album) supremi & MASTERPIECE assoluti del genere neo-prog: ''The World 1991'' - ''The Window of Life 1993'' - ''The Masquerade Overture 1996'' - ''Not of this World 2001'' MUST HAVE.
Ivo
Sabato 2 Gennaio 2016, 10.33.51
1
Ottima recensione per un disco davvero di classe.
INFORMAZIONI
1996
Toff Records
Prog Rock
Tracklist
1. The Masquerade Overture
2. As Good As Gold
3. Paintbox
4. The Pursuit of Excellence
5. Guardian of My Soul
6. The Shadow
7. Masters of Illusion
Line Up
Nick Barrett (Voce, Chitarra)
Clive Nolan (Tastiere)
Peter Gee (Basso)
Fudge Smith (Batteria)
 
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