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Gorgoroth - Destroyer, or About How to Philosophize with the Hammer
02/01/2016
( 2814 letture )
Un album quanto mai peculiare e sfaccettato, Destroyer, or About How to Philosophize with the Hammer: prima produzione dei norvegesi sotto Nuclear Blast, vede il titolo liberamente ispirarsi ad un’opera di Friedrich Nietzsche, quel Crepuscolo degli idoli o, meglio ancora, quel Götzen-Dämmerung, oder, Wie man mit dem Hammer philosophirt che riaffiorerà tra le righe, dopo pochi anni, anche in Twilight of the Idols - In Conspiracy with Satan. Ma -e dal punto di vista di quest’analisi, soprattutto-, è anche la line-up a rivelarsi alquanto insolita e non convenzionale: ognuno degli otto brani di questo disco, registrati tra 1994 e 1998, conta infatti una line-up diversa, con un totale di ben quattro diversi artisti alla voce con, come unico punto fisso e di riferimento, proprio quel Infernus che ancora oggi vediamo nelle fila di quanto rimane del combo scandinavo. Un cambiamento palpabile che, come si potrà notare già dai primi ascolti a questa release, non riguarda tuttavia solamente gli artisti che ruotano attorno al monicker Gorgoroth, chiaramente allontanatosi dal coeso nucleo dell’era Pest per aprirsi verso quel nuovo Gaahl che, forse non a caso, è presente dietro al microfono proprio nell’opening track Destroyer. La sensazione di un cambiamento di rotta la si ha anche prestando attenzione alla diversità tra le singole tracce, che non si limita a mantenersi solo sui canoni di produzione, registrazione o qualità generale, ma anche nello stile, che gradualmente si apre a nuove sperimentazioni (chiaramente, secondo i canoni di fine anni Novanta), supportate e promosse proprio dalla graduale entrata in scena di nuovi collaboratori che si riconfermarono, continuando così la loro più o meno lunga avventura con la band di Bergen, già nel successivo Incipit Satan.
Un’analisi track-by-track di una release come questa sarebbe dunque quanto mai insensata, visto che più che un lavoro originale solido e compatto, Destroyer, or About How to Philosophize with the Hammer appare come una raccolta pubblicata in fretta (mettendo assieme alcuni materiali registrati anni prima, certo vivacizzati da alcuni più freschi e recenti e dalla cover Slottet i Det Fjerne estratta dal celebre Transilvanian Hunger dei conterranei Darkthrone) e come dimostra la durata totale, più vicina a quella di un EP, che di un full-lenght.

Tirando le somme di questo Destroyer, or About How to Philosophize with the Hammer, fin dai primi ascolti si potrà capire come questo album, pur non brillando né nella discografia dei norvegesi né all’interno della storia di un genere, il black metal, che alla Norvegia e agli stessi Gorgoroth deve molto, è stato passaggio necessario. Lontano anni luce dal predecessore Under the Sign of Hell (a detta di parte degli estimatori del combo nordico, l’ultima produzione degna di nota), probabilmente un po’ troppo affrettato nella pubblicazione a causa della pressione della nuova casa discografica (con cui i rapporti rimasero sempre abbastanza controversi), questa produzione si attesta su un livello modesto per la sua poca fluidità e, a tratti, coesione, ma sicuramente marca un momento di svolta all’interno della pluridecennale carriera dei norvegesi, unendone due aspetti differenti, quel vecchio e quel -oramai relativamente- nuovo che, distanza di quasi 18 anni, ancora sanno far discutere.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
96.46 su 15 voti [ VOTA]
kroky78
Domenica 3 Gennaio 2016, 12.22.21
4
Sicuramente un album di transizione, però io qualche punticino in più glielo darei, diciamo sette e mezzo, anche considerando che avete dato 70 anche a quella sòla di Quantos Possunt vattelapesca... The Virginborn bellissima!
enry
Sabato 2 Gennaio 2016, 15.32.00
3
Disco 'solo' buono, dei primi 5 quello che mi piace di meno, ultra grezzo ma vengono a mancare quelle diaboliche linee 'melodiche' dei precedenti lavori, anche Incipit Satan mi piace di più...70 anche per me.
Luca
Sabato 2 Gennaio 2016, 15.05.01
2
I primi tre inarrivabili... questo non male, poi purtroppo il nulla
Doomale
Sabato 2 Gennaio 2016, 13.27.46
1
Secondo me non ai livelli dei primi tre...ma quelli son capolavori...Comunque un album marcissimo e grezzo come pochi...molto oscuro...la Title track e' una bomba....Rimane il fatto che della prima parte di carriera dei Gorgoroth e' quello che ascolto meno. Anche per me 70
INFORMAZIONI
1998
Nuclear Blast Records
Black
Tracklist
1. Destroyer
2. Open the Gates
3. The Devil, the Sinner and His Journey
4. Om Kristen og Jødisk Tru
5. På Slagmark Langt Mot Nord
6. Blodoffer
7. The Virginborn
8. Slottet i Det Fjerne
Line Up
Infernus (Voce su tracce 6, 8, Chitarra su tracce 2-7, Basso, su tracce 1,3,5,6, Batteria su tracce 5,6)
Gaahl (Voce su traccia 1)
Pest (Voce su tracce 2, 4, 5, 7)
T-Reaper (Voce su traccia 3)
Tormentor (Chitarra su tracce 1,2, 4-8, tutti gli strumenti su traccia 8)
Ares (Basso su tracce 2,4,7)
Frost (Batteria su traccia 3)
Vrolok (Batteria su tracce 2,4,7)

Musicisti Ospiti:
Daimonion (Tastiera su traccia 3)
 
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