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Firespawn - Shadows Realm
04/01/2016
( 1610 letture )
I Firespawn sono la recente creatura di Stoccolma nata dall'unione di alcuni personaggi di notevole caratura nella scena death metal svedese: in primis L.G. Petrov, storico frontman degli Entombed, assieme al suo chitarrista Victor Brandt, a seguire Fredrick Folkare degli altrettanto noti Unleashed e di recente anche chitarrista dei Necrophobic, dai quali vediamo la partecipazione anche del bassista Alex Friberg. A tutti questi, aggiungiamo un batterista di radice più estrema, Matte Modin che ha a lungo militato nei Dark Funeral.

Ma attenzione, questo Shadow Realm non è un album "swedish old school death metal" come ci si potrebbe aspettare; rispetto alle radici hardcore del death metal degli Entombed, a quelle più pesanti di scuola Unleashed o rispetto ancora al taglio black-oriented degli ultimi Necrophobic, qui abbiamo a che fare con una creatura musicale che guarda principalmente altrove, direi anche legittimamente, data l'idea di side-project di questi Firespawn. Non che non si senta la matrice svedese, anzi, molti ingredienti si riconoscono ancora e la timbrica delle chitarre è più vicina a quella della tradizione di Stoccolma, sebbene snaturata negli anni rispetto all'originale, ma perlomeno l'idea di suono corposo e ronzante aleggia ancora. Tuttavia si riconoscono più che altro influenze musicali provenienti, forse, da oltreoceano, dato che si sente l'intenzione di suonare un tipo di death metal più veloce, brutale, in generale meno lineare di quello delle band di partenza, studiando anche espedienti strumentali più tecnici che non sono proprio da cercare nella tradizione nazionale. Se vogliamo, sembrerebbero un po' le scelte fatte dai Bloodbath nel periodo di Unblessing The Purity, dove si è tentato un approccio vocale più gutturale, uno stile chitarristico più complesso, più cambi di tempo e un uso massiccio di blast beat. Si sente anche un po' il taglio degli ultimi Hypocrisy, che hanno anch'essi strizzato l'occhio ad alcune sonorità più moderne del metal estremo, ma tutto senza l'atmosfera ariosa delle melodie del gruppo di Ludvika.

Il primo pezzo è The Emperor, peraltro da non molto estratto come singolo e presentato con video ad hoc, vale a dire le classiche 5 o 6 inquadrature sui musicisti che suonano nell'oscurità, illuminati a malapena, su sfondo nero. Considerazioni grafiche a parte, questo pezzo mi ha rimandato alla mente i Malevolent Creation e quello specifico stile di death metal statunitense, con riff scarsamente melodici, ma piuttosto impegnativi, con qualche scala lanciata nelle conclusioni delle misure e solismi frequenti tra una strofa e l'altra (cosa che diventa ancora più accentuata su Spirit of the Black Tide per esempio). Nel frattempo, la batteria varia costantemente tra blast, d-beat o tempi più cadenzati, giocando su accelerazioni e stacchi più tipicamente US-death metal. Anche la voce di Petrov, diventata negli anni più cavernosa in timbrica ma complessivamente meno graffiante, sembra immediatamente indirizzata verso un growl più truce di quello solitamente sfoderato. Altra storia vale invece per l'altro singolo, Lucifer Has Spoken, una mid-tempo scarsamente riuscita che spinge invece su un incedere solenne e un'atmosfera da Behemoth nei loro pezzi lenti, vale a dire un death generalmente melodico, con ritmiche decisamente ampie, soprattutto se confrontate con il resto del disco. La parte centrale del disco riporta la carreggiata sulla linea degli ultimi Entombed con All Hail, dall'incedere cadenzato e atto all'headbanging, con tanto di chorus piuttosto scontato ma efficace, mentre Ruination ricorda anche più direttamente la matrice old school, sebbene con l'aggiunta di sofismi solistici e blast beat che, come ho già detto, rappresentano la contaminazione più sensibile sul disco. Ma in realtà questi Firespawn si spingono ancora più in là rispetto a quella che credevo essere la loro zona di conforto, tanto che quando parte Necromance credereste di stare ascoltando Spheres of Madness dei Decapitated (la somiglianza è davvero troppa per essere casuale…). Sul finale, si prosegue ancora su questa linea, con momenti più o meno esaltanti e riusciti (si veda Infernal Eternal), e altri che non mi hanno convinto nel tentativo di coniugare stili così diversi come quello classico e quello più moderno, almeno in questa accezione piuttosto generica.

In conclusione, qua abbiamo un album un po' indeciso, che ci presenta un death metal sospeso a metà tra tecnica e stile relativamente odierni, e il know-how di chi ha vissuto la vecchia scuola. Abbiamo tanti riff riusciti, e pezzi carichi di tiro e aggressività, ma più di una volta ho sentito che queste contaminazioni più moderne risultavano quasi innaturali su uno scheletro ancora così tradizionale. Quel tipico stile svedese di comporre, oppure la voce di Petrov, così riconoscibile, stridono con questo tentativo di approcciare la brutalità in quel senso odierno che nemmeno tanto entusiasma. Sebbene si riesca ad intendere che l'idea generale sia sinceramente appassionata e che voglia essere un vero tentativo di vivere una nuova esperienza nel genere estremo, non posso dire davvero altrettanto sulla musica, che francamente non sembra né carne né pesce: buone idee, altre poco azzeccate, e in generale un grosso sentore di generico, con qualche sporadico caso di eccellenza e anche numerosi casi di completo anonimato. Comunque sia, il disco merita una sufficienza piena per la ricchezza chitarristica e la struttura sempre intrigante dei pezzi, dato che dopotutto, quello che ha inficiato il mio personale giudizio è stato questo eccessivo contrasto tra vecchio e nuovo che finisce per riciclare gli stessi cliché.



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
83.25 su 8 voti [ VOTA]
lisablack
Venerdì 1 Settembre 2017, 12.27.00
10
Anche a me piace molto The Reprobate, lo ritengo migliore di questo..che già mi piaceva. Se parliamo di recensioni, allora manca anche quella dei Sinister.. Ottimo pure quello! Quest'anno in campo death ce n'è per tutti!
Doom
Venerdì 1 Settembre 2017, 11.59.24
9
A quando la recensione dell'ultima bomba "The Reprobate"...per me uno degli album dell'anno in campo "classico" assume ad altri. Questo mi piace abbastanza, pero' trovo che l'ultimo sia due gradini più in alto. Un killer album insomma.. Questo invece il 62 mi sembra un po' severo. Grandi
lux chaos
Martedì 22 Agosto 2017, 22.33.26
8
Sarei molto curioso di sapere cosa pensate del nuovo disco The Reprobate!!!
Mulo
Giovedì 27 Aprile 2017, 20.17.01
7
bello bello altrochè!Gran mazzata!Il buon vecchio Petrov ruggisce che è un piacere!! Grande prova anche di Modin (velocissimo).Promosi!
Galilee
Venerdì 1 Aprile 2016, 9.38.02
6
Tra l'altro si parla di un Petrov meno graffiante, quando il cambio di timbrica è voluto, visto che con gli Entombed AD canta sempre col suo classico stile. Si citano Entombed, Hipocrisy, e Behemothma secondo me l'influenza principale qua sono i Deicide ed un certo Death americano. Comunque ribadisco, buon lavoro, inatteso.
Galilee
Giovedì 31 Marzo 2016, 17.41.23
5
Mi hanno regalato questo dischetto, davvero fico. un 75/80 ci sta tutto. In disaccordo con la recensione. Il disco è tutt'altro che indeciso. sa dove colpire e va dritto al punto.
lisablack
Sabato 26 Marzo 2016, 12.04.07
4
Non sono d'accordo nemmeno io, album notevole, voto troppo basso.
Anders
Giovedì 7 Gennaio 2016, 22.01.47
3
Disco di spessore.
ilfrancese899
Giovedì 7 Gennaio 2016, 18.43.51
2
x niente d'accordo. Disco bomba !!
ilfrancese899
Giovedì 7 Gennaio 2016, 18.43.50
1
x niente d'accordo. Disco bomba !!
INFORMAZIONI
2015
Century Media
Death
Tracklist
1. The Emperor
2. Imperial Burning
3. Lucifer Has Spoken
4. Spirit Of The Black Tide
5. Contemplate Death
6. All Hail
7. Ruination
8. Necromance
9. Shadow Realms
10. Ginnunga
11. Infernal Eternal
Line Up
LG Petrov (Voce)
Victor Brandt (Chitarra)
Fredrik Folkare (Chitarra)
Alex Impaler (Basso)
Matte Modin (Batteria)
 
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