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Diaframma - Siberia
06/01/2016
( 2743 letture )
Nel gennaio del 2012 la versione italiana della rivista Rolling Stone elaborò, in occasione del centesimo numero, la classifica dei migliori cento dischi italiani di tutti i tempi.
Il risultato fu, come la maggior parte delle classifiche, discutibile e/o opinabile, ma nella Top Ten, situato al settimo posto, si trovava un disco particolare, molte volte dimenticato: Siberia dei Diaframma.
Sicuramente quando nel 1984 Siberia fu pubblicato, nessuno (men che meno Federico Fiumani) si sarebbe aspettato una cosa del genere, nonostante gli ottimi riscontri della stampa specializzata e la loro leadership nella scena new wave fiorentina che pareva il centro di quella cultura rock italiana.

Nati nel 1980 dalle ceneri dei C.F.S. per volere di Federico Fiumani e dei fratelli Gianni e Leandro Cicchi (rispettivamente batteria e basso), i Diaframma si fecero portavoce del movimento new wave con i primi singoli Pioggia/Illusione Ottica, Corto Circuito e Altrove con Nicola Vannini alla voce, pubblicati con diverse etichette del sottobosco italiano. La svolta vera e propria ci sarà nel 1984, con l'ingresso di Miro Sassolini alla voce (cantante più espressivo di Vannini) e l'accordo con la I.R.A. Records di Alberto Pirelli, che seguiva anche i Litfiba, l'altro gruppo di punta di Firenze assieme ai Neon, i quali per certi versi erano visti un po' come gli antagonisti dei Diaframma. L'accordo sarà battezzato dalla raccolta Catalogue Issue che nelle intenzioni dell'etichetta doveva rappresentare il meglio di questa nuova musica italiana.
Tutto questo porterà infine alla realizzazione di Siberia, esordio sulla lunga distanza del quartetto meno nervoso dei precedenti singoli, che però mostra una scrittura già matura come arrangiamenti e testi, nonostante l'influenza dei Joy Division sia facilmente udibile.

Oltre il muro solo ghiaccio e silenzio

È difficile trovare un disco con un titolo tanto azzeccato, in grado di rispecchiare l'essenza della musica all'interno del lavoro. Siberia rappresenta tutta quella scala di grigi che nell'immaginario comune formava l'Europa dell'Est, il freddo e la malinconia che si provano a guardare i paesaggi desolati.
Le otto tracce che lo compongono sono sorrette dal lavoro costante e quasi meccanico di batteria e basso, quest'ultimo protagonista ancora di più della chitarra di Fiumani che per la maggior parte del tempo gioca a nascondersi disegnando ipnotiche melodie lontane, lasciando la ribalta a Leandro Cicchi. Il tutto, assieme alle ritmiche costanti ed ossessive, rende Siberia ancora più chiuso ed oscuro, lasciando filtrare poca luce come il sax nella titletrack o la tastiera nell'incalzante Neogrigio. Anche il pezzo più famoso, Amsterdam, risulta qui più dark rispetto alla versione che sarà realizzata nel 1985 con i Litfiba, i quali porteranno quella dose di eclettismo che qui è presente solo in minima parte. Questi Diaframma sono invece intransigenti, chiusi in loro stessi e nel loro mondo. Gli stessi testi scritti da Fiumani ne sono una dimostrazione, pervasi da simbolismo ed interpretati magnificamente dal timbro austero, impostato e quasi teatrale di Miro Sassolini, che più che cantare dà voce al disagio interiore che il gruppo vuole trasmettere, facendo trasparire malinconia, rassegnazione e talvolta rabbia.

Fuori da questa stanza
il mio tempo muore
lasciando tracce di sangue
sopra le mie mani

La mia parte di strada
porta a qualcosa di triste
ad altre stanze deserte
e la noia di un giorno
è la noia di sempre

La mia sola alleata
che mi ha seguito ovunque
e che mi rende più forte
del mio stesso male

Fra i minuti scanditi
dai colpi di una telescrivente
qualcuno scrive la mia storia
prima che finisca


In quel clima florido per il genere, con appassionati e stampa di settore che stravedevano per quella scena, il disco non potè che essere un successo al pari di Desaparecido uscito pochi mesi dopo e che rappresentava l'altra faccia della new wave italiana. Questo dualismo (solo formale) verrà poi sfruttato, come detto in precedenza, in occasione dell'EP Amsterdam con i due gruppi ad eseguire una stupenda versione riarrangiata del brano presente nel lato A. L'altro lato era poi completato da due brani inediti dei Diaframma, Elena e Ultimo Boulevard, i quali mostravano già un gruppo rivolto ad un futuro meno dark e che potete trovare nelle numerose ristampe di Siberia.
Dopodiché i fratelli Cicchi lasciarono la band, ponendo fine alla formazione originale dei Diaframma e venendo sostituiti da Leandro Braccini e Alessandro Raimondi. Ed è forse questa la grande differenza che segnerà inevitabilmente il futuro di Litfiba ed i Diaframma: i primi per diversi anni sono stati un gruppo, mentre i secondi sono la trasposizione delle idee di Federico Fiumani, con i tutti i pro ed i contro che questo comporta.

Vivendo per qualcuno
io morirò per me stesso.


Siberia non è sicuramente un disco per tutti e non si presta ad ascolti frammentati: va assimilato tutto insieme, deve entrare dentro ed associarsi a determinati sentimenti e situazioni per essere apprezzato. È un blocco emotivo unico, da ascoltare quando finisce qualcosa di importante, sia essa una relazione o un semplice legame con qualcuno o qualcosa. Invernale, malinconico, apparentemente semplice ma in grado di nascondere grandi complessità, come la nebbia che nasconde un paesaggio di montagna.
Questo è Siberia.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
91.9 su 10 voti [ VOTA]
Area
Lunedì 29 Ottobre 2018, 12.44.54
13
Scusate nel post precedente ho dimenticato di scrivere causa la fretta che il Rock Progressivo Italiano e la New Wave Italiana a livello "ideologico" avevano molti elementi in comune.
Area
Lunedì 29 Ottobre 2018, 12.43.03
12
Non sono un fan della new wave Italiana, più che altro lo sono dei Litfiba sia del periodo anni 80 che di quello successivo fino almeno almeno al 1997, ma in qualsiasi caso sarebbe stato bello che questo genere avesse avuto la stessa fama del Pop Progressivo Italiano, con cui almeno a livello ideologico (la scelta di cantare in Italiano e le influenze Inglesi mescolate alle nostre Mediterranee), purtroppo salvo rare eccezzioni in questo caso é mancato il supporto totale della Major... il comune denominatore per quasi tutte le band New Wave Italiane era la IRA Records oltre che la provenienza comune (Firenze e la Toscana, in alcuni casi l'Emilia-Romagna) per molti di loro. Considero quella scena come la progenitrice dell'Alternative Rock Italiano degli anni 90.
lucignolo
Giovedì 26 Luglio 2018, 20.22.14
11
Lambruscore mito e leggenda del forum,col tempo ho imparato che non è il genere che conta....ma la musica fatta bene.Ti potrei raccontare di questi album,Husker du Warehouse: Songs & Stories,Iron Maiden Iron Maiden,joi division black sabbath,judas priest,pink floyd e poi eagles,motorhead...e anche questo Siberia.voto 100,senza ricchi premi e cotillions,semplicemente,nel suo piccolo, un grande album. ciao
Giaxomo
Lunedì 26 Giugno 2017, 15.27.08
10
Troppi ricordi (tutto sommati recenti, 2013-2014) legati ai miei primi approcci alla lingua russa..per il resto nulla da dire, capolavoro totale. Top 3 italiana di sempre. 95
Area
Lunedì 26 Giugno 2017, 15.21.51
9
Inutile dire che li conobbi attraverso il LItfiba e comunque abbastanza tardi grazie alla canzone Amsterdam (fatta proprio con i Litfiba)... sono molto amici ancora oggi. In realtà li rispetto ma non mi hanno mai fatto impazzire. Questo disco me l'ha fatto ascoltare uno più grande di me che possiede il Vinile comprato all'epoca... diversi pezzi sono belli e sinceramente mi spiace che non abbiano la stessa fama dei loro amici.
God of Emptiness
Martedì 26 Aprile 2016, 21.20.09
8
Album incredibile!!! 90 pieno
LAMBRUSCORE
Venerdì 29 Gennaio 2016, 18.43.36
7
del genere, pardon...
LAMBRUSCORE
Venerdì 29 Gennaio 2016, 18.42.34
6
Non sono mai stato troppo amante de genere, comunque preferisco questo disco ai Joy Division.
Zess
Domenica 10 Gennaio 2016, 18.20.53
5
Capolavoro, stop.
Vitadathrasher
Venerdì 8 Gennaio 2016, 9.43.31
4
Ottimo lavoro, bellissime le ritmiche......i lLitfiba erano più caserecci, loro più particolari per fare breccia nella scena italiana.
Red Rainbow
Venerdì 8 Gennaio 2016, 1.02.44
3
Assolutamente niente da aggiungere (e tutto da condividere) rispetto alle parole di Diego, disco che ha segnato probabilmente la punta più avanzata dell' internazionalizzazione della musica italiana negli anni 80. Avendo fatto parte, all'epoca, di quella schiera di "appassionati che stravedevano per quella scena", confermo ciò che ho scritto in sede di commento a Desaparecido, una larga fetta di noi era convinta che il futuro (per qualità, strutture e possibili sviluppi) fosse dei Diaframma più che dei Litfiba, ma forse, senza che noi ce ne accorgessimo, the times they were a changing (senza per questo disprezzare la coeva proposta di Pelù & co., sia chiaro). Un piccolo OT per segnalare la cover della title track confezionata dai Marlene Kuntz qualche anno fa, da brividi
Voivod
Giovedì 7 Gennaio 2016, 10.12.47
2
Album fantastico, tra i migliori mai partoriti dalla scena rock italiana! Tra l'altro la recensione (ottima!) arriva in un momento topico: i Diaframma sono in tour e ripropongono l'album per intero!
simo
Mercoledì 6 Gennaio 2016, 21.59.14
1
Non pensavo che "Siberia" venisse mai recensito su questo sito, per questo avrete per sempre la mia stima più totale anche se da domani iniziaste a recensire l'ultimo album di Claudio Baglioni. Per quanto riguarda Siberia é un disco che al primo ascolto può lasciare indifferenti ma una volta sviscerato per bene(con attenzione particolareai testi )si rivelerà un capolavoro senza tempo
INFORMAZIONI
1984
I.R.A. Records
Post Punk
Tracklist
1. Siberia
2. Neogrigio
3. Impronte
4. Amsterdam
5. Delorenzo
6. Memoria
7. Specchi d'Acqua
8. Desiderio del Nulla
Line Up
Miro Sassolini (Voce)
Federico Fiumani (Chitarra)
Leandro Cicchi (Basso)
Gianni Cicchi (Batteria)
 
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