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E-Force - Demonikhol
06/01/2016
( 939 letture )
Il 2015 che si è appena chiuso alle nostre spalle ha visto il ritorno, tra gli altri, degli E-Force di Eric Forrest grazie alla pubblicazione del nuovo disco Demonikhol, oltre a svariate date in giro lungo l’intera nostra penisola, senza deludere nessuna zona in particolare. Sono trascorse poche decine di mensilità da quando l’ex bassista di casa Voivod ha dato alle stampe l’ultimo The Curse, un lavoro solido e con alcuni piacevoli rimandi alla famigerata band canadese, seppur un po’ troppo prolisso nella sua interezza. Come se avesse letto la nostra recensione, Eric si è concentrato sui difetti del lavoro precedente e li ha ovviati, accorciando decisamente la lunghezza dei brani e mantenendo sempre la formula degli undici brani, con una riduzione complessiva di un buon quarto d’ora, che in un disco di base thrash classico rende innegabilmente più fruibile il risultato finale. Per questo disco, allo storico batterista Krof, si affianca il solo Eric Forrest con la consueta formula voce e basso, a cui aggiunge la stesura e la registrazione delle linee ritmiche di chitarra elettrica. Per i solismi, invece, i canadesi si sono concentrati su alcune "ospitate" d’eccellenza, tra cui spicca il nostro grande Antonello Giliberto, in un risultato che, almeno sulla carta, dovrebbe ottenere quel quid in più a livello di personalità solista, rispetto ai dischi precedenti. Bando alle ciance, andiamo a scoprire com’è questa quarta fatica targata E-Force.

Il disco si apre con l’intro Apéro che sfocia immediatamente in Grievance, uno dei pezzi migliori del lotto che trasmette quel caro e vecchio retrogusto alla Voivod, grazie ad una prestazione eccellente del chitarrista Vincent Agar, capace di richiamare con stile e senza eccessi il mai troppo compianto Piggy. Doubled Edged Sword porta il discorso su canoni più classicheggianti, dove la chitarra di Tomas Skorepa va quasi su lidi più rock n’ roll nel solismo, sfruttando effettistica e whammy bar, mentre gli effetti speciali inseriti in post produzione, rendono il brano una vera e propria bomba. Il riff principale è semplice e trascinante quanto basta per accompagnare alla grande la voce raschiante di Eric Forrest, mentre Krof si mette in mostra e pesta come un forsennato sulle pelli (l’intro di Invasion ne é un ottimo esempio). La potente Debauchery ci regala headbang a manetta, con un riff cadenzato e "sporcato" il giusto da una produzione certosina, che bilancia ogni strumento in un’amalgama d’impatto; validissimo anche il refrain, che si predispone come cavallo di battaglia in sede live. I toni si abbassano nella sesta traccia del disco, quella The Day After che parte con un arpeggio oscuro ed impregnato di riverbero. La voce di Eric Forrest è graffiante, ma delicata, regalandoci un nuovo lato del suo modo di cantare che, a dirla tutta, rende davvero bene e lo eleva ulteriormente nella sua valutazione complessiva. Più che un brano vero e proprio, The Day After può essere inteso come un intermezzo posto esattamente a metà dell’album, in grado di catalizzare lo spazio tra Debauchery e la successiva mazzata Ultimatum che, con il lavoro alla sei corde di Dan Baune, esplora lidi un po’ più heavy/power nei solismi. La palma di brano con più tecnicismi chitarristici è di Insidious, dove il nostro Antonello Giliberto mette in mostra tutta la sua classe sulla sei corde, con rapidissime pennate alternate in un furibondo shred da cascata di mascella. La tripletta di chiusura, composta dalla title-track, State of Delusion e Last Call (con quest’ultima che compie una virata inaspettata sull’industrial e ha più come fine un lungo outro da godersi sullo stereo) conferma quanto di buono sentito in precedenza, consegnandoci una band che è un po’ più versatile rispetto alla precedente uscita e che, soprattutto, ha sfoltito la maggior parte delle sezioni inutili rendendo i brani più immediati e semplici da ascoltare, con buona soddisfazione da parte della longevità di riproduzione.

In conclusione, quando parliamo degli E-Force di Demonikhol, stiamo parlando di un gruppo che ha raggiunto una qualità compositiva di tutto rispetto ed ha intrapreso una strada ben precisa, tanto da potersi permettere un certo ricambio dietro la sei corde con elementi solisti particolareggiati e dai differenti stile. Nel fare un diretto paragone con il precedente The Curse, Demonikhol suona meglio, è più assimilabile e, soprattutto, scivola via che è un piacere, come uno schiacciasassi lanciato a tutta velocità su una teglia imburrata. Ogni piccolo difetto sulla longevità dell’album precedente, viene limato e sistemato in questa nuova produzione che, oltre a suonare fresca e piacevole, si mantiene su un livello di maturità davvero eccezionale. Sentendo questo disco, non si può che confermare un giudizio più che positivo e, allo stesso tempo, comprendere appieno quale sia il motivo per cui gli E-Force siano considerati una vera e propria bomba in sede live dalla stragrande maggioranza degli ascoltatori di musica metal.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Antonello Giliberto
Sabato 7 Gennaio 2017, 2.57.41
4
Leggo ora dopo un anno...grazie!
Doomale
Domenica 5 Giugno 2016, 16.15.22
3
Non mi sorprende trovare sotto questa bella recensione due commenti se non del recensore e di uno degli ottimi ospiti dell'album..d'altronde Eric ha suonato nei Voivod altra band abbastanza snobbata se non da pochi aficionados e rivalutata solo nell'ultimo lustro. Cmq tornando all'album..direi molto buono, a me Eric e' sempre piaciuto nel suo stile. Reminiscenze Voivodiane periodo Negatron - Phobos nelle prime tracce, poi a mio modo di vedere a meta' esce fuori anche l'influenza di una ritmica molto Celtic Frostiana - Hellameriana ovviamente in chiave moderna. Quindi meglio di cosi che dire. Il lavoro degli ospiti tra cui spicca Antonello Gilberto e' un bel valore aggiunto. 7,5 anche per me😉
Monky
Giovedì 7 Gennaio 2016, 14.29.54
2
Grazie a te, Antonello per aver letto! Rock On!
Antonello Giliberto
Giovedì 7 Gennaio 2016, 14.05.21
1
Grazie ragazzi! mi fa molto piacere che abbiate apprezzato il disco e la mia prestazione! Rock on!!!
INFORMAZIONI
2015
Mausoleum Records
Thrash
Tracklist
1. Apéro
2. Grievance
3. Double Edged Sword
4. Invasion
5. Debauchery
6. The Day After
7. Ultimatum
8. Insidious
9. Demonikhol
10. State of Delusion
11. Last Call
Line Up
Eric Forrest (Voce, Basso, Chitarra)
Krof (Batteria)

MUSICISTI OSPITI

Vincent Agar (Chitarra in traccia 2)
Tomas Skorepa (Chitarra in traccia 3)
Antonello Giliberto (Chitarra in tracce 4, 8 e 10)
Rob Urbinati (Chitarra in traccia 5)
Dan Baune (Chitarra in traccia 7)
 
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