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Porn - Wine, Women and Song...
09/01/2016
( 1297 letture )
Ora.
Se non dovesse bastare la maligna copertina, meravigliosamente rappresentata dal demoniaco Amorino dormiente di Caravaggio, esemplificativa di ciò che di cui si andrà a godere, musicalmente (e non!) parlando; se non dovesse stuzzicarvi la formazione dietro a questo gioiello sludge, composta da titani come Dale Crover (cavernicolo pestatore di pelli, proveniente dai mai troppo osannati Melvins) e Tim Moss, più Billy Anderson - polistrumentista e produttore aureo di moltissime realtà oscure, Sleep, Neurosis e Orange Goblin tra gli altri... lasciate allora che sia la cruda musica a parlare.
Succulento, bomba posta in apertura, è già un capolavoro in cui affogare stonati e confusi Rifacimento oscuro della One of These Days di pinkfloydiana memoria, l'opener di questo Wine, Women and Song... è un deflagrante inno infernale che non fa prigionieri: il basso è distorto oltre ogni misura, le ritmiche si succedono lente ed incessanti, progredendo come una supernova fangosa destinata ad esplodere. Neanche il tempo di alzare il volume che già si viene spazzati via dal riff schiacciasassi di Mastodon Entree, più canonica nel suo incedere ma altrettanto pericolosa: vocals luciferine e chitarre roboanti caratterizzano infatti il pezzo così come l'album, supportate a dovere dal tentacolare stile batteristico del già citato Crover.
È una discesa a senso unico, un biglietto sola andata per i meandri della psiche e dell'universo; il trio statunitense affresca i solchi di questo lavoro con maestria e spietata perizia tecnica, opportunamente dilatata in un calderone di magma e pedali fuzz. Nato come un piacevole diversivo dalle band madri, il progetto Porn (in precedenza The Men of Porn) è finito con l'assumere forme sempre più definite ed efficaci: la chimica creatasi fra i tre californiani, infatti, è cosa rara in un side-project di questo tipo.
Non si dà vita a tracce psichedeliche come The Five Books of Aeneas, canzone più lunga del disco, solo con buone intenzioni e quintali di tetraidrocannabinolo. Dietro c'è la volontà ferrea di dare un suono al Male, quella di creare un porto attraente dove trovare ristoro dagli eventi a doppia lama della vita che ogni giorno ci consuma impietosa. Ed è proprio con questa suite sludge, divisa in cinque movimenti, che il power-trio statunitense ribadisce i concetti del suo credo, contornando il tutto da continue lotte interne tra riff e cambi di tempo, nervosi pattern di batteria e telluriche scosse di basso; difficile uscirne vivi od invariati nello stato d'animo, garantito.
Last Song, Glory Will be Mine, Morning Star Rising... non sono solo titoli che vanno a completare l'esigua tracklist del full-lenght prodotto da Anderson, ma vere e proprie storie modellate dalle sapienti menti dei Nostri; bastano pochi ascolti per accorgersi inequivocabilmente dell'imponenza artistica sprigionata da queste canzoni.
I Porn sono come quell'amico che, dopo settimane di mal di stomaco e bestemmie contro il cielo, chiami per condividere assieme - in sacro silenzio alcolico - il tuo secolare mal di vivere. Non pretendono di insegnare, non si illudono di farti cambiare la via: ne tracciano una maggiormente sporca e maledetta, sicuri che sarà quella in cui ti troverai irrimediabilmente più a tuo agio.
Tutto questo in meno di un'ora in musica, con pochi mezzi ed ancor meno guadagni e/o notorietà.
E' quindi quasi un dovere etico, oltre l'istinto e l'edonismo, quello che porta a voler diffondere il verbo di una band come questa, così maledettamente sincera e reale; sicuri, ogni volta di più, di incontrare persone vere, magari un po' segnate dagli eventi, con le quali fare a pezzi il Creato e rilassarsi poi in quel famoso porto sensuale sopracitato, meta ideale di ogni bastardo figlio della vita e della morte che la insegue.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
90 su 1 voti [ VOTA]
MiltonKeef
Giovedì 14 Gennaio 2016, 19.07.08
3
@Dany71: that's the spirit!
Dany71
Giovedì 14 Gennaio 2016, 17.07.28
2
Ascoltandolo con metà cervello sul disco e l'altra metà pensando a quanto schifo fa il genere umano rende ancora meglio. Grandi. Anche per me 90.
brainfucker
Mercoledì 13 Gennaio 2016, 9.54.05
1
discone fatto da persone con un curriculum della madonna. per me è un 90
INFORMAZIONI
2004
Small Tow Records
Sludge
Tracklist
1. Succulento
2. Mastodon Entree
3. Glory Will Be Mine
4. Morning Star Rising
5. The Five Books of Aeneas
6. Last Song
Line Up
Tim Moss (Chitarra, Effetti, Voce)
Billy Anderson (Basso, Pianoforte, Organo, Cori)
Dale Crover (Batteria)
 
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