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Brocas Helm - Black Death
20/01/2016
( 1208 letture )
Chi si ricorda dei Brocas Helm? Pochi appassionati, probabilmente. Quartetto californiano nato nei primi anni 80 a San Francisco, in quella Bay Area che allora era in pieno fermento per la nascita di un certo genere musicale noto poi come thrash metal, non hanno avuto molta fortuna fra case discografiche e problemi di vario genere. Eppure, esattamente come l'elmo (custodito nella Torre di Londra) da cui hanno tratto il nome, hanno mostrato durezza e caparbietà, producendo due lavori negli anni 80 e continuando, seppur ad intermittenza, l'attività fino ai giorni nostri. Nel 2009, come “sommo” riconoscimento, due loro brani sono stati inclusi nel celebre videogame Brutal Legend, che ha introdotto molti videogiocatori alla conoscenza di chicche del passato e grandi classici (sono uno di loro).

Quest'oggi ci occupiamo di quello che è verosimilmente il loro miglior lavoro, Black Death: uscito nel 1988, non dispone certamente di quella che può definirsi una produzione cristallina, ma i suoi brani, ammantati di un heavy/thrash in stile Metal Church, hanno comunque un fascino intrigante. La prima traccia, che è anche la title-track dell'album, evidenzia già alla perfezione quanto appena detto: gli strumenti non sono certo facili da udire, la batteria è troppo alta e le chitarre sono spesso soffocate, ma quando emergono sono un piacere da sentire; il frontman, Bobbie Wright, è abile tanto sulle parti più graffianti quanto acute ed è un peccato non poterlo sentire con una produzione degna di tal nome. In Hell's Whip, ad esempio, traccia vagamente alla Mercyful Fate, la sua voce si sente a stento ed è seppellita dagli strumenti; per quanto le chitarre sua e dell'axeman Tom “T-Bone” Behney siano splendide, i suoni impastati potrebbero disturbare più di un ascoltatore. I brani, peraltro, sono validi e piacevoli: Satan's Prophets è una splendida cavalcata al limite fra gli Iron Maiden ed i primissimi gruppi thrash e non mancherà di scatenare negli ascoltatori un sano istinto di darsi ad un headbanging sfrenato. Come da tradizione di quegli anni ruggenti non manca qualche momento più melodico, al pari di passaggi più oscuri: ecco dunque la dolce Prophet's Scream, nuovamente penalizzata dalla produzione, che ci accompagna verso la conclusione dell'album. Qui, la band piazza il brano più lungo, Fall of the Courtain, uno dei pezzi da novanta di questo Black Death.

A questo album, essenzialmente, manca una sola cosa: come detto e ridetto, la produzione è davvero di scarsa qualità ed inficia la resa di quello che, altrimenti, potrebbe essere un lavoro splendido. Resta una chiccca da riscoprire, ricca di momenti memorabili, assoli splendidi e brani incalzanti, ma ci sentiamo di fare un appello, se possibile: label metal, offriteci una versione decente di questo sottovalutato lavoro! I Brocas Helm e noi tutti vi ringrazieremo commossi.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
80 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
1988
Gargoyle Records
Heavy
Tracklist
1. Black Death Overture
2. Black Death
3. Prepare for Battle
4. Hell's Whip
5. Satan's Prophets
6. Fly Hight
7. Prophets Scream
8. The Chemist
9. Fall of the Curtain
Line Up
Bobbie Wright (Voce, Chitarra)
Tom “T-Bone” Behney (Chitarra)
Jim Schumacher (Basso)
Jack Hays (Batteria)
 
RECENSIONI
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