Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Esoteric
A Pyrrhic Existence
Demo

Prysma
Closer To Utopia
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

07/12/19
CARONTE
Wolves of Thelema

11/12/19
THE RIVER
Vessels into White Tides

12/12/19
ALASTOR
Šumava

13/12/19
MONO
Exit In Darkness

13/12/19
VOLTUMNA
Ciclope

13/12/19
SATYRICON
Rebel Extravaganza (rimasterizzato)

13/12/19
MOSAIC
Secret Ambrosian Fire

13/12/19
COMANDO PRAETORIO
Ignee Sacertà Ctonie

13/12/19
GLI ATROCI
Metal Pussy

13/12/19
STONE SOUR
Hello, You Bastards

CONCERTI

07/12/19
AGENT STEEL + CRISALIDE + INNERLOAD
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

07/12/19
NAZARETH
LEGEND CLUB - MILANO

07/12/19
KADINJA + GUESTS
LA TENDA - MODENA

07/12/19
SCALA MERCALLI
BANDIT BIKERS PUB - PARMA

07/12/19
JUGGERNAUT + SUDOKU KILLER
NUOVO CINEMA PALAZZO - ROMA

07/12/19
ESSENZA + GUESTS
GALTOR CAFFE' - MORROVALLE (MC)

07/12/19
ANTIDEMON + GUESTS
CASTELLO INCANTATO - SCIACCA (AG)

07/12/19
WRETCHED CONCEPTION FEST
STELLA NERA - MODENA

07/12/19
JUMPSCARE + ASPHALTATOR
EQUINOX PUB - VEROLI (FR)

07/12/19
NATIONAL SUICIDE + GUESTS
GRIND HOUSE CLUB - PADOVA

Stone Temple Pilots - Tiny Music... from the Vatican Gift Shop
23/01/2016
( 2312 letture )
3 dicembre 2015: Scott Weiland, cantante storico degli Stone Temple Pilots e poi dei Velvet Revolver, viene trovato morto sul suo tourbus. A stroncarlo, troppo giovane per lasciarci, è stata la maledizione che ha accompagnato tutta la sua vita come un'ombra, portandogliela infine via: la dipendenza dalla droga, piaga che peraltro ci ha strappato molti talenti musicali forse irripetibili, nel corso degli anni. Non si è mai davvero liberato, Scott, dei suoi demoni, che hanno cominciato a tormentarlo già tempo fa, neppure trentenne. All'epoca, quando la band di San Diego con cui è divenuto grande era all'apice della propria fama, reduce da due lavori grunge forse un po' derivativi, ma ciò nondimeno splendidi, il cantante ebbe i primi di molti problemi: nel 1995 fu infatti arrestato per possesso di droga, un triste presagio di quel che sarebbe avvenuto esattamente venti anni dopo. In prigione, molto probabilmente stimolato da tale esperienza, Weiland iniziò a comporre canzoni, alcune delle quali avrebbero poi fatto parte del terzo, particolarissimo lavoro del gruppo, intitolato Tiny Music...Songs from the Vatican Gift Shop. Al tempo stesso, durante il periodo di detenzione del loro cantante, i compagni di band misero su un side-project, i Talk Show per il quale scrissero diversi brani parallelamente a quelli composti perla band madre.

Il risultato di questo particolare processo di composizione, come detto, fu un lavoro molto particolare, che divise nettamente la critica musicale fra chi lo riteneva un lavoro innovativo e chi lo bollava come un flop annacquato, ma che ebbe comunque un buon successo commerciale. Le critiche, in particolare, furono rivolte al nuovo stile della band che, lungi dal mantenersi su coordinate tipicamente grunge, andò a ripescare sonorità degli anni 60/70. Benché, molto probabilmente, i lavori precedenti siano migliori, Tiny Music va comunque a nostro giudizio ampiamente rivalutato e rappresenta effettivamente, per alcuni versi, il lavoro più personale pubblicato dagli Stone Temple Pilots. Se Pop's Suicide presenta ancora qualche linea vocale riconducibile al grunge, oltre ad un bel riff settantiano, Tumble in the Rough mostra chiaramente influenze non tanto anni 90, quanto, appunto, di qualche decennio prima. Tanto i Beatles quanto il classic rock sembrano aver influito nella composizione di questo album, fino al ritornello orecchiabile ed alle linee vocali scanzonate di Big Bang Baby, vagamente Rolling Stones. Pur non essendo quest'ultimo un brano memorabile, sarebbe tuttavia facile bollare il brano ed anche l'intero lavoro come spompato e fiacco, rimpiangendo i bei tempi andati: Tiny Music offre infatti numerosi motivi per essere ascoltato e molti di essi risiedono proprio nell'ammorbidimento delle sonorità, che non hanno certamente portato ad un grave calo qualitativo la proposta musicale di Weiland e dei DeLeo. Lady Picture Show, ad esempio, è un brano che i Beatles avrebbero apprezzato non poco, ma che noi per primi apprezziamo: le chitarre interagiscono a meraviglia con le linee vocali corali e perfino qualche coretto qua e là, pur azzardato, non stona e ci riporta ai bei tempi del vecchio rock. And So I Know è un brano ancor più delicato, lasciato di fatto alla voce di Weiland, più dolce e malinconica che mai, come la risentiremo un paio di anni dopo nel suo bellissimo lavoro solista 12 Bar Blues. Quasi a fare da contraltare, Trippin' on a Hole in a Paper Heart riparte con le chitarre a tutto volume e ci offre un ritornello vagamente alla Soundgarden; soddisfatti? Anche il brano successivo fa per voi allora, perché dietro una strofa scanzonata e tranquilla si cela un bel ritornello rabbioso, scritto apposta per i fan di vecchia data della band. Ci avviciniamo alla fine ed il livello qualitativo medio dell'album non ha la minima intenzione di calare: Adhesive è un brano semplicemente magnifico, Ride the Cliché possiede un refrain che invoglia al canto (e ciò costituisce tutto tranne che un problema) e Seven Caged Tears, pur restando meno impressa, chiude a dovere questi quaranta minuti di musica.

Come detto, non siamo alle prese con il miglior lavoro degli Stone Temple Pilots: i primi due album restano intangibili nella loro grandezza e, a differenza di Tiny Music, hanno effettivamente contribuito allo sviluppo del genere ivi intrapreso. Questo terzo lavoro, al contrario, pur essendo molto particolare e per certi versi anche originale, difficilmente può aggiungere qualcosa al classic rock rispetto a quanto era già stato detto anni ed anni prima. Tuttavia, si tratta di un lavoro che non va assolutamente sottovalutato, ricco di brani pregevoli e dove i musicisti non hanno mai suonato meglio. I protagonisti del lavoro sono indubbiamente due, da questo punto di vista: Dean DeLeo, sottovalutato chitarrista, si destreggia agilmente fra riff ed assolo, confermandosi un po' come il "leader nascosto" della band; naturalmente, il secondo non può che essere Scott Weiland, il cui stile su questo lavoro si discosta maggiormente, rispetto ai primi lavori, da quella di Eddie Vedder. Ascoltare la sua voce regala ancora oggi grandi emozioni ed il rimpianto per la sua perdita aumenta, così come per quella dei suoi molti colleghi che sono venuti a mancare fra la fine del 2015 e l'inizio di questo 2016.
Se non altro, lassù adesso hanno una pletora di geni con cui godersi al meglio l'eternità.

Dedicata a Scott Weiland (1967-2015)



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
82.42 su 7 voti [ VOTA]
Lucajelson
Domenica 3 Novembre 2019, 15.47.46
6
Miglior disco della band assieme a Purple. Molto più raffinati di tanti altri gruppi grunge, genere al quale hanno ammiccato solo in Core, erano a loro agio anche con sonorità bossa nova e jazz, cosa che né Nirvana, né AIC, né Soundgarden, né tantomeno Pearl Jam (forse la band che mi è sempre piaciuta di meno del quartetto) erano e sono stati in grado di fare. Uno dei migliori dischi degli anni 90 a mani bassissime, a mio avviso...
Patton76
Sabato 5 Gennaio 2019, 23.18.49
5
Disco coraggioso e molto raffinato, bang bang baby ed adhesive rimangono i loro due capolavori assoluti. Non ebbe successo perché in quell’anno il grunge iniziava a non andare più di moda, ma in Tiny music per me si consacrarono in una grande band capace di suonare anche cose che non c’entravano niente col grunge. Voto 95
Voivod
Martedì 26 Gennaio 2016, 9.57.41
4
Anche a me all'epoca piacque poco se paragonato ai 2 precedenti...ma saranno 15 anni che non lo ascolto!
Kappa
Domenica 24 Gennaio 2016, 9.14.21
3
In realtà il lavoro successivo è una chicca che può compeere tranquillamente con i primi 2 album. "N.4" è un grandissimo album pieno di ottime canzoni e con un ritorno a sonorità grunge. In quel lavoro ci sono tra le migliori canzoni degli STP, e forse direi che solo questo Tiny Music rappresenta qualcosa di non proprio alla loro altezza, perchè sia quello dopo e in parte "Shangri la dee da" non sono affatto da prendere sottogamba...
P2K!
Domenica 24 Gennaio 2016, 9.08.50
2
Questo disco quando uscì fu una GRANDE delusione. Mancavano la pezza e la rabbia dei primi due album (soprattutto del primo). A parte una manciata di episodi non mi ha mai lasciato molto... certo il peggio doveva ancora arrivare (Shangri La Dee Da)
Bloody Karma
Sabato 23 Gennaio 2016, 12.36.10
1
Album piuttosto diverso da i due precedenti, ma da me comunque molto amato. Mi ha sempre colpito proprio l'eterogeneità dei vari brani, che spaziano tra momenti beatlesiani (Lady Picture Show), pop rock (Big Bang Baby) e brani più grunge (Trippin'...). Dopo questo lavoro francamente li ho accannati, ma forse avevano già imboccato ocn questo lavoro la loro china discendente...
INFORMAZIONI
1996
Atlantic Records
Alternative Rock
Tracklist
1. Press Play
2. Pop's Love Suicide
3. Tumble in the Rough
4. Big Bang Baby
5. Lady Picture Show
6. And So I Know
7. Trippin' on a Hole in a Paper Heart
8. Art School Girl
9. Adhesive
10. Ride the Cliché
11. Daisy
12. Seven Caged Tigers
Line Up
Scott Weiland (Voce)
Dean DeLeo (Chitarra, Tastiera, Cori)
Robert DeLeo (Basso, Percussioni, Cori)
Eric Kretz (Batteria, Percussioni)
 
RECENSIONI
84
85
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]