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Primal Fear - Rulebreaker
26/01/2016
( 4035 letture )
Il primo mese del 2016 ci sta già portando delle succose novità in ambito musicale, come i nuovi album di Axel Rudi Pell, Rhapsody of Fire e Avantasia in ambito heavy/power, Megadeth ed Exumer nel thrash, Prong nell’alternative, Abbath in campo black metal ed ancora Dream Theater per quanto riguarda il prog. Tornando all’heavy/power, un nome di spicco, ma che per un motivo o per l’altro non ha mai raggiunto un livello di qualità tale da poter essere annoverato tra i migliori del settore, è quello dei Primal Fear. I tedeschi, guidati come sempre dalla coppia d’assi Ralf Scheepers e Mat Sinner, pubblicano in questo primo mese dell’anno il loro undicesimo album in studio, intitolato Rulebreaker ed arrivato sul mercato a due anni di distanza dal precedente Delivering the Black. La formazione è completata dai tre chitarristi Tom Naumann, Alex Beyrodt e Magnus Karlsson, col primo tornato alla base in pianta stabile solo da pochi mesi, dopo aver lasciato il gruppo nel 2007, e da una new entry alla batteria, ovvero il nostrano Francesco Jovino, tedesco d’adozione dato che ha pubblicato ben sei album negli U.D.O. tra il 2005 ed il 2015. Il sound, come presumibile, non è cambiato affatto, sempre a metà tra l’heavy metal ed il power, con alcuni spunti speed a rinvangare il passato e altri vicini al thrash, ma - come vedremo - non così efficaci. Una copertina di un certo impatto, ma non propriamente bella a vedersi, conclude le nostre doverose premesse riguardo Rulebreaker. Andiamo invece ora a scoprirne più da vicino i contenuti.

Il disco si compone di undici tracce, la maggior parte delle quali forgiate nel rovente metallo di priestiana memoria, costituito da una speciale lega di riff taglienti e linee vocali acute ed altrettanto contundenti. La band è in forma, impossibile negarlo, ma più che mai votata alla riproposizione dei propri stilemi ormai straconosciuti e che quindi poco spazio lasciano all’immaginazione. Le prime cinque tracce, che costituiscono i primi venti minuti del disco, sono cinque bordate metalliche capaci di metterci fin da subito con le spalle al muro. I Primal Fear non la mandano certo a dire, sono consapevoli della propria forza e in tutto e per tutto a loro agio con brani di questo tipo, che sono da sempre il loro vero marchio di fabbrica. In questo contesto è esemplare, fin dal titolo, In Metal We Trust, il pezzo tra tutti più orientato allo speed metal, mentre la titletrack ci cattura prediligendo un approccio meno veloce dal punto di vista ritmico, ma non per questo meno diretto o potente. Del trittico iniziale spicca invece maggiormente la traccia d’apertura, assolutamente ineccepibile e più che mai coinvolgente. Superati i primi venti minuti, incappiamo in quello che è un brano dalle atmosfere completamente differenti. We Walk Without Fear, questo il titolo, ci spiazza nella sua parte iniziale grazie ad un incipit sinfonico dalle tinte horror, ma quando le tre asce partono all’attacco torniamo subito coi piedi per terra. La voce di Scheepers ci fa poi capire di trovarci di fronte ad una semi-ballad, un po’ atipica nella sua forma, ma molto sentita dal punto di vista emozionale, senza per questo disdegnare le tipiche sfuriate metalliche cui eravamo abituati. Si ritorna quindi nei pezzi seguenti alla formula più classica, con canzoni brevi e dirette che puntano dritte al sodo. Fa eccezione la sola The Sky Is Burning, questa volta una ballad in tutto e per tutto, apprezzabile, ma certo non indimenticabile. Bisogna però ammettere che coi tanti pezzi tritaossa proposti dalla band tedesca, quando s’incappa in brani più leggeri, oltretutto ben eseguiti, non può che far piacere. Della seconda metà del disco il miglior estratto è comunque At War with the World, mentre The Devil in Me e Constant Heart sono le classiche canzoni che nulla aggiungono e nulla tolgono al computo finale, delle quali ci si dimenticherà presto. Non rientra tra le più riuscite neppure la conclusiva Raving Mad, nella quale si fanno strada echi addirittura dei Metallica, specialmente per quanto riguarda certi punti del cantato.

Insomma, ancora una volta i Primal Fear dimostrano di esserci e di non aver perso di vista il loro obiettivo principale, ovvero immettere sul mercato sempre l’album che i loro fan si aspettano di trovare. Non aspettatevi perciò da loro grandi cose, ma nemmeno pensate che vi potranno deludere. La formazione guidata da Ralf Scheepers è senza dubbio una delle più affidabili al giorno d’oggi, non sbaglia un colpo e dispone di una sicurezza derivata dall’aver ormai ben consolidato negli anni la propria proposta. Il risvolto della medaglia ci fa capire però che sarà difficile, se non impossibile, trovare mai il loro nome di fianco alle vere leggende dell’heavy metal. Ciò è anche causato, ovviamente, dal fatto che i Primal Fear appartengono ad un periodo successivo a quello delle band da cui è fortemente influenzata, ma resta il fatto che ancora oggi, dopo tanti anni e tanti dischi realizzati, è ancora difficile riuscire ad associare alla band tedesca concetti come originalità e personalità, senza nulla togliere alle qualità individuali dei musicisti coinvolti. Ma è questo ciò che sono i Primal Fear, e che lo vogliamo o no, questo è ciò che da loro tutti noi ci aspettiamo.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
82.09 su 21 voti [ VOTA]
Sandro70
Domenica 1 Gennaio 2017, 0.12.32
20
Pensavo non avessero più nulla da dire invece hanno sfornato il loro miglior album. Ralf Scheepers al top della forma. Potente e fiero. Voto 90.
Little
Domenica 24 Luglio 2016, 23.54.57
19
Visti dal vivo a Budapest lo scorso febbraio. Spaccano alla grande e Ralph è una perla rara al giorno d'oggi. Voce sontuosa! Disco con buoni picchi e qualche basso. Ci può forse stare un 75 per l'ottima title track e come diceva la recensione le prime 4 tracce che entrano a far parte dei classici della band.
Philosopher3185
Domenica 7 Febbraio 2016, 11.01.45
18
Lo sto ascoltando adesso..avevo gia' avuto modo di ascoltare qualcosa di questa band in passato,mi pare il primo album,e non li trovai affatto male. Ascoltando questo disco,ci sento un sound ottimo,e un Ralf Scheepers in ottima forma.Quello che non mi convince sono alcuni riff che trovo poco fantasiosi..per il resto mi sembra un gradevole album ma niente di piu'..il bello è,che su una nota rivista,questo disco viene descritto come un degno erede di screaming for vengeance e defenders of the faith! questo mi sembra esagerato oltre ogni limite!
Mic
Giovedì 4 Febbraio 2016, 19.07.39
17
vi dirò, mi è arrivato insieme al nuovo Megadeth da due giorni. Al rpimo impotto mi ha gasato quasi di più questo. Però in genere gli album dei Primal Fear mi fannoi questo effetto immediato e dopo un po' mi stancano, mentre i Megadeth nel lungo periodo continuano a rilasciare qualcosa dai loro dischi, anche da quelli più criticati. Il 70 del recensore a mio avviso è il voto giusto.
DORIAN GRAY
Lunedì 1 Febbraio 2016, 17.49.49
16
Magnus Karlsson dove opera fà sempre capolavori
Metal Shock
Lunedì 1 Febbraio 2016, 8.03.28
15
@Mario capisco e parzialmente condivido il tuo ragionamento, ma quando dici che i musicisti sono bravi ma non si applicano a trovare qualcosa di piu` originale mi chedo due cose: primo, anche se sono ottimi strumentisti, non e` detto che abbiano grandi capacita` di scrittura e di realizzare qualcosa che vada al di la` di quello che incidono come Primal Fear (prova ne sia che Sinner nelle sue altre bands non scrive niente di cosi` originale); secondo magari a loro neanche interessa fare qualcosa di diverso e gli piace la musica che propongono. Spetta poi al pubblico decretare o meno il successo di una band. Quante volte in passato, ma ancora oggi, ci sono band che hanno proposte originali ma non vengono apprezzate dal pubblico? Proprio ieri c`era un commento sui Mind Funk che fecero uno dei migliori ed originali album degli anni 90, e chi li segui`? Nessuno, mentre altre band non originali magari hanno venduto milioni di copie. Purtroppo il pubblico tante volte non guarda l`originalita` della proposta e questo ` un male, ma anche un bene, per me, perche` altrimenti non esisterebbero band come i Primal Fear, che anche se mestieranti fanno buoni album, non capolavori, ma che comunque mi fanno scapocciare per un`oretta senza tanti problemi
mario
Domenica 31 Gennaio 2016, 19.16.54
14
Ho ascoltato l'album e letto la recensione e ho letto gli interventi di @ ilfrancese, e @ Metal Shock, credo che riguarda un problema che apre alcuni interrogativi importanti, per cui alla fine credo che la soluzione forse sta nel mezzo, non mi focalizzo tanto sul voto, l'alum infatti è ben fatto, ben suonato , ben cantato ed ha il suo tiro, ma mi focalizzerei invece sulle domande che penso ci poniamo tutti, ad es. se i Primal Fear hanno bravi strumentisti e un cantante che sa il fatto suo e di tutto rispetto, perchè se hanno capacità da vendere sprecano tempo a scopiazzare altri gruppi?, voglio dire influssi e influenze,li hanno tutti, il problema è lo scopiazzo forte, che si abbina anche all'altro fattore la capacià o potenziale, mi ricordo alle superiori il professore di fisica diceva ai colloqui a mio padre che avevo potenziale in frazione di 3/3 e che davo pigramente solo 1/3, cioè ero bravo ma non mi applicavo, e aveva ragione il professore, e cosi' è per i casi come questo, ed è per questo che mi sono arrabiato con il buon Mustaine l'avre altissimo potenziale e grandi capacità e non sfruttarle, perche?, ma è anche vero ciò che dice il francese, non dovremmo sentirli? ne vederli nei live?.M certo che no, se piacciono la gente va a vederli. IL mezzo è il buon senso che dobbiamo avere noi ma anche loro, io ad es. mi stuferei ad andare a vedere live gruppi che scopiazzano troppo e non si impegnano a spremere le meningi e a lavorare sodo per personalizzarsi, e cosi' dovrebbe essere per i gruppi , ma non si stufano con lo scopiazzo?. Influenze si sono normali, ma molti esagerano troppo forse non credete?. La verità probabilmente con insita soluzione è nel mezzo senza estremizzare, si può trovare equilibrio senza estremizzare le parti.
tpr
Domenica 31 Gennaio 2016, 19.03.31
13
penso che il disco non dica nulla di nuovo , ma sia oltremodo gradevole. il vero problema oggi , per riprendere metalshock@ è quello di capire quali sono i criteri per giudicare e dare un voto: sono i miti del passato dove , difronte al foglio bianco del rock, ogni incisione ( o quasi ) era e rimarrà un capolavoro? è l'attualità del panorama rock , in sé condannato ad una continua autoriproduzione ? è la tecnica? è il gusto soggettivo del "mi piace"? un mix? con diversi criteri sempre avremo non opinioni diverse , ma opinioni inconciliabili che poi generano i 1600 numeri di TBOS.
ilfrancese899
Domenica 31 Gennaio 2016, 18.26.30
12
@Metal shock : le opinioni x fortuna alle volte risultano differenti atte ad apportarci un margine di apertura mentale. Perdere il mio tempo era inteso che con tutta la magnifica musica che c è in giro preferisco ascoltare altro che una band che pur non proponendo nulla di nuovo ( e qui niente di grave) lo fa con mestieranti , ottimi, ma senza anima. Il mio spossante disagio si tramuta in rammarico viste le potenzialità di alcuni degli elementi dei PF, rammarico x la zuppa cotta e ricotta ed anche per le grandi lodi tessute su altri portali web ( metallized ha +o- un giudizio come avrei espresso io ) . x concludere, è ovvio che tutto è già stato scritto e pure meglio, ma fa piacere ascoltare una nuova release di band mitiche che hai citato, ad esempio ultimo Maiden ottimo x me, ultimo Slayer ottimo , ultimo Judas buono , ultimo Blind non comprensibile x me, ultimo Avantasia ottimo .........ecc ecc
Metal Shock
Venerdì 29 Gennaio 2016, 8.00.55
11
@Ilfrancese899: se leggi questo commento volevo solo puntualizzare due cose. Primo, senza discutere le opinioni personali, ascoltare musica non e` mai una perdita di tempo, a meno che non si tratti di vera porcheria. Secondo, seguendo il tuo ragionamento, perche` oggi dovtemm ascoltare il 90% delle band che ci sono in circolazione, tanto hanno dato gia` tutti il meglio. Perche` dare un`ascolto all`ultimo degli Iron, o Judas, o Blind Guardian, o Slayer o qualsiasi band con piu` di una decina di anni sulle spalle, tanto hanno gia` fatto il meglio che potevano. Se poi queste sono pisciate di canzoni, lo sono anche il 90% delle canzoni power-heavy in circolazione. Ma ovviamente, i gusti sono personali
MetalxSempre
Venerdì 29 Gennaio 2016, 3.02.25
10
Per me è ok. Anzi è super ok. Molto meglio di delivering the black. Le prime 6 sono di una figata mostruosa, ovviamente dipende dai gusti ma a me loro sono sempre piaciuti e se fanno album così strafighi, continueranno a piacermi. Sono decisamente vivi.
ilfrancese899
Giovedì 28 Gennaio 2016, 22.55.59
9
se dovessi perdere il mio tempo ad ascoltare band come i Primal Fear allora preferirei e lo faccio, ascoltare la magnifica voce di Ralph su Headin' For Tomorrow, Sign No More & Insanity & Genius. Quella era musica mica queste pisciate di canzoncine. Mi spiace molto per Ralph , uno dei migliori che ha perso tutto non passando il provino nei Judas al posto di Rob Halford, quando scelsero il buon Ripper Owens.
InvictuSteele
Giovedì 28 Gennaio 2016, 17.32.12
8
I soliti buoni Primal Fear, non saranno dei fuoriclasse, non hanno idee brillanti che gli permettono di sfornare capolavori, ma pestano duro con ogni album. E' ovvio, se si cerca il genio, questa band non può accontentare, ma fa il suo dovere con onestà e coerenza. Questo disco è nella loro media.
Metal Shock
Giovedì 28 Gennaio 2016, 16.19.18
7
Evitabili per chi non gli piace, per me sono ancora una delle migliori band power heavy metal della scena mondiale. Senza contare che Scheepers e` uno dei migliori cantanti del mondo
AL
Giovedì 28 Gennaio 2016, 14.36.52
6
onesti e sinceri. purtroppo ormai anche evitabili
Punto Omega
Giovedì 28 Gennaio 2016, 11.31.49
5
Sono derivativi? Verissimo. Apporteranno mai qualche novità all'interno della scena heavy/power? Probabilmente no. Suonano musica di qualità? Indubbiamente sì. Questa breve premessa per dire che se dovessimo valutarli per originalità, dovremmo stroncarli senza pietà. Però i Primal Fear sanno scrivere canzoni estremamente trascinanti e gradevoli che oggettivamente non possono non piacere agli appassionati heavy/power. Infine questo Rulebreaker è uno dei lavori più belli che abbiano mai fatto e solo per questo l'ascolto è d'obbligo. Non un capolavoro, ma un disco con cui trascorrere ore e ore senza annoiarsi -85
ilfrancese899
Mercoledì 27 Gennaio 2016, 18.47.17
4
i Primal Fear sono purtroppo una band di serie B . Girateci intorno ma la loro musica è piacevole e trovo che flight 666 abbia colto nel segno. Super Ralph , buonissimi gregari ma idee zero con canzoni da sempre appena sufficienti . La classe sta altrove!
andreastark
Mercoledì 27 Gennaio 2016, 10.03.49
3
Bah, non capisco il 70...questo disco merita oggettivamente di più
Radamanthis
Martedì 26 Gennaio 2016, 22.02.32
2
Ovviamente devo ascoltarlo ed averlo al più presto!!! provvederò e poi commenterò il disco. Detto ciò sono più che certo che il mio giudizio avrà come valutazione numerica un 75 almeno! Massima garanzia!
Doomale
Martedì 26 Gennaio 2016, 18.59.08
1
Questo devo ascoltarlo...ma qui e li ne ho sentito dire abbastanza bene...
INFORMAZIONI
2016
Frontiers Music
Heavy/Power
Tracklist
1. Angels of Mercy
2. The End Is Near
3. Bullets & Tears
4. Rulebreaker
5. In Metal We Trust
6. We Walk Without Fear
7. At War with the World
8. The Devil in Me
9. Constant Heart
10. The Sky Is Burning
11. Raving Mad
Line Up
Ralf Scheepers (Voce)
Tom Naumann (Chitarra)
Alex Beyrodt (Chitarra)
Magnus Karlsson (Chitarra, Tastiere)
Mat Sinner (Basso, Voce)
Francesco Jovino (Batteria)
 
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