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The Veer Union - Decade
27/01/2016
( 1142 letture )
Fuori da tutte le discussioni, da tutti i cattivi pensieri, da tutti gli esperti del settore che sputano sentenze contro questo e quell’altro, fuori dagli stucchevoli commenti che riguardano uno stucchevole album, c’è un mondo di gente. In questo mondo di gente ci sono ragazzi che si sentono parte di un mondo più grande di loro: la musica. E lo senti nelle loro note, intrecciate da buoni mestieranti. lo leggi nelle loro descrizioni, anche se non ti interessano molto. Loro sono lì e fare il loro mestiere bene è la loro missione. I The Veer Union fanno parte di questa categoria e a quattro anni dal loro ultimo album in studio danno alle stampe Decade, l’album oggetto della recensione di oggi. Interessante scoprire come nell’album in questione siano alternati brani scritti appositamente con altri composti dieci anni fa sistemati per l’occasione, da qui il titolo dell’album.
Meno di quaranta minuti di musica sono qui distribuiti in dieci brani dalla lunghezza simile; quello che sta dentro questi dieci brani è un alternative metal in cui appaiono lampanti due influenze: Gli Alter Bridge per quanto riguarda il lato chitarristico e gli Avenged Sevenfold dal punto di vista vocale, nonostante ciò i nostri ragazzi riescono ad amalgamare bene entrambe le influenze applicando alle trame vocali e al semplice lavoro chitarristico un substrato elettronico fatto dai sintetizzatori ma vediamo bene il disco.

L’album si apre con Defying Gravity, andando dritti al sodo appare lampante come sia stato fatto dalla band un mezzo miracolo oltre ad una mossa azzeccatissima. Mettere al primo posto un brano di tale levatura fa partire l’ascolto del disco nel migliore dei modi: ottime tracce vocali e ritornello che ti rimane in testa senza soluzione di continuità, non a caso la band ha anche deciso di farci un video. Si procede con Watch You Lose che in più rispetto al primo brano ha un ottimo riff ma pecca nel ritornello che ha poco mordente nonostante l’ottimo lavoro fatto sui cori. Dopo un brano senza particolare risalto arriviamo all’altro pezzo da 90 del disco: la power ballad I Said dal gusto elettronico e l’atmosfera solenne in cui il compito più importante è assegnato alle voci che si incastrano in maniera perfetta sopra un raffinatissimo tappeto sintetizzato, molto significativo è l’uso della distorsione solamente sui sintetizzatori e mai sulle chitarre. Chapeau. Make Believe invece gioca molto sull’abilità e la varietà del batterista e lascia spazio al primo solo di chitarra sul finale. Dopo un paio di brani molto convincenti veniamo catapultati in The Unwanted: ultimo brano degno di nota dell’album che mischia ritmi consoni per band come Enter Shikari ad un ritornello che definire bello è un eufemismo, dopo questo brano gli ultimi due passano serenamente in secondo piano, volendo chiudere col dolce.

I The Veer Union si dimostrano dei perfetti professionisti in questo album, curatissimo soprattutto in fase di produzione, ciò serve a rendere il suono limpido e chiaro. Imbattersi in un album del genere è sicuramente un’esperienza bella perché ti fa capire che al mondo c’è ancora gente che crede in quello che fa e ci mette passione; non stiamo parlando assolutamente nè di geni nè di miracoli ma fa piacere lo stesso. Qua e là si avverte il bisogno di dare minutaggio ad un album che senza i filler sarebbe stato un ep pazzescamente bello. In questo risiede il difetto del disco, trovare soluzioni sonore alternative e convincenti in ogni brano non lasciandosi vincere dalla stanchezza che tutti i mestieranti hanno nel portare a termine il proprio prodotto, sia esso una casa, una trascrizione o un album. Nonostante ciò non mancano i momenti in cui questo album vi fa sobbalzare dalla sedia per via delle sue bellissime armonie vocali che non si improvvisano dall’oggi al domani, ci vuole pensiero e mano e lavoro e lavoro e noi che ascoltiamo le voci. Tutto con noi e per noi, come un tavolo o una poltrona intessuti con musica di buona fattura.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
SOM
Giovedì 28 Gennaio 2016, 16.32.47
4
Soliti voti alti a band inutili....
ThreePieces
Mercoledì 27 Gennaio 2016, 22.45.17
3
Si sono sempre mantenuti su buoni standard
luca
Mercoledì 27 Gennaio 2016, 16.55.19
2
@ThreePieces
luca
Mercoledì 27 Gennaio 2016, 16.51.13
1
interessante questa band non la conoscevo per quanto riguarda gli altri album dei The Veer Union cosa ne pensi?
INFORMAZIONI
2016
Pavement Entertainment Records
Alternative Metal
Tracklist
1. Defying Gravity
2. Watch You Lose
3. You Can't Have It All
4. I Said
5. Make Believe
6. We All Will
7. I Don't Care
8. The Unwanted
9. Heart Attack
10. The Underrate
Line Up
Crispin Earl (Voce)
Dan Sittler (Chitarra, Cori)
Ryan Ramsdell (Chitarra)
Amal Wijayanayake (Basso)
Tyler Reimer (Batteria)
 
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