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Serenity - Codex Atlanticus
29/01/2016
( 1982 letture )
Sono trascorsi pochissimi mesi dall'uscita del disco del side project di Georg Neuhauser e circa tre anni dall'ultimo lavoro (War Ages), ma i Serenity non perdono altro tempo e ritornano con il proprio quinto album, Codex Atlanticus. Con quest'ultima fatica la band austriaca continua ancora a calarci in ambientazioni storiche: il concept che lega le varie tracce dell'album si basa infatti sulla vita del poliedrico Leonardo Da Vinci, divisa tra arte e scienza, e la misteriosa, quanto intrigante, società segreta degli Illuminati. Ora però è tempo di scendere nei dettagli.

Codex Atlanticus viene aperto dall'omonima intro, la quale ha il compito di immergerci in un'atmosfera densa di solennità: il crescendo della primissima traccia ci proietta nella successiva Follow Me, brano che sintetizza il sound del gruppo austriaco.
I Serenity infatti si destreggiano ancora una volta con un power sinfonico alla Kamelot: la band capitanata da Georg Neuhauser non si fa mancare un riffing accattivante e coinvolgente (Sprouts Of Terror o Fate Of Light per citare alcune canzoni tra le più aggressive) e immancabili momenti di solismo ben posizionati e realizzati con perizia. L'andatura della sei corde viene sorretta da qualche cavalcata della batteria e dalla ritmica aggressiva mantenuta dal nostrano Fabio D'Amore, il quale nonostante la ricchezza del sound riesce a emergere con un suono intenso (Reason).
Tuttavia parte portante delle sonorità targate Serenity sono le orchestrazioni che -con qualche coro disseminato qua e là- inspessiscono i vari brani con trame magniloquenti, ma vengono sapientemente intervallate con momenti più introspettivi ed evocativi, Iniquity in questo senso è una delle tracce meglio riuscite: impossibile sfuggire dal ritornello dall'incedere epico e decisamente cantabile.
Mentre la dolce e struggente ballad My Final Chapter posta efficacemente a metà dell'album spezzandone l'andatura rapida, ci immerge in una melodia dal sapore scozzese e sognante, potrebbe essere la perfetta colonna sonora per Braveheart nei suoi momenti più romantici; con Caught In A Myth invece emerge completamente l'influenza dei Kamelot (chi ha detto The Haunting?) non solo nell'atmosfera generale, ma anche in alcune soluzioni melodiche.
Neuhauser da parte sua prende totalmente le redini del microfono, dato che Clémentine Delauney, la controparte femminile che aveva duettato con il cantante austriaco, ha infatti abbandonato il gruppo, lasciando completo spazio al cantato melodioso di Georg.

Per concludere, Codex Atlanticus è un album scorrevole e piacevole, le tracce si susseguono tra momenti più intensi ed energici ed altri più suggestivi. Un disco che vede la band cimentarsi in un power symphonic avvincente e coinvolgente, tuttavia spesso prevedibile e derivativo; nonostante ciò il sound si rivela d'impatto ed è stato valorizzato da un'ottima produzione, decisamente moderna, la quale è riuscita ad evidenziarne la natura solenne e cinematografica.
I Serenity quindi si mantengono sulla stessa linea della precedente uscita senza dare troppi scossoni alle sonorità proposte, perciò Codex Atlanticus è sicuramente un album rivolto ai fan della band e a chi non ne ha mai abbastanza di power dai tratti sinfonici ed epici ormai più che famigliari. Insomma un album che non va a scuotere i canoni del genere.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
82.92 su 13 voti [ VOTA]
Franco 73
Lunedì 1 Febbraio 2016, 20.53.00
4
Nulla di nuovo......ma ottimamente suonato....75 ci sta tutto
Tarcisio Bertone
Lunedì 1 Febbraio 2016, 18.58.18
3
Sto disco non serve..
Le Marquis de Fremont
Lunedì 1 Febbraio 2016, 14.13.33
2
Beh, visto che il cantante somiglia a Tony Kakko, non so se definirlo un Sonata Arctica + orchestra. I pezzi sono veramente banali e easy listening. Da sottolineare la professionalità e precisione del suono e la bellissima copertina. Il resto, di questi tempi, Sonata Arctica con orchestra o senza orchestra, da sempre il solito risultato: scarso. Sorry. Au revoir.
ocram
Venerdì 29 Gennaio 2016, 10.47.49
1
Album carino ma nulla di più, secondo me hanno perso gran parte della loro magia rispetto a War of Ages, che reputo il capolavoro dei Serenity. Interessante l'uso della voce di Fabio D'Amore (e secondo me era doveroso inserirlo nella recensione) che a tratti mi ha ricordato Tobias Sammet, provate ad ascoltarlo nel singolo Spirit in The Flesh...In sostanza album carico di fascino ma ricco di soluzioni scontate e poco originali. Voto 70
INFORMAZIONI
2016
Napalm Records
Power/Symphonic
Tracklist
1. Codex Atlanticus
2. Follow Me
3. Sprouts Of Terror
4. Iniquity
5. Reason
6. My Final Chapter
7. Caught In A Myth
8. Fate Of Light
9. The Perfect Woman
10. Spirit In The Flesh
11. The Order
Line Up
Georg Neuhauser (Voce)
Cris Hermsdörfer (Chitarra)
Fabio D'Amore (Basso)
Andreas Schipflinger (Batteria)
 
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