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Obscura - Akróasis
03/02/2016
( 6785 letture )
C'era tanta attesa per questo disco, in quanto gli Obscura sono stati uno dei gruppi appartenenti alla falange tecnica del metal estremo tra i più influenti degli ultimi anni.
Con Cosmogenesis vi fu il battesimo al grande pubblico, con il successivo Omnivium un definitivo plebiscito degli appassionati di genere e non solo al quale poche volte abbiamo assistito nella storia recente.

Diverse cose sono cambiate, la spina dorsale composta dal chitarrista Christian Muenzner e dal batterista Hanness Grossman, per divergenze creative e per dedicarsi alla carriera solista e l’ambizioso progetto Alkaloid, ha lasciato il giocattolino Obscura nelle mani di Steffen Kummerer che ha dovuto così rimescolare le carte e trovare nuovi compagni di viaggio. Superate le dovute premesse visti gli accadimenti degli ultimi 5 anni, è anche importante sottolineare il tema trattato dalla band, in un sostanziale continuità con le pubblicazioni passate.

Akróasis è una parola greca che sta a indicare l’ascolto, non in una concezione prettamente materiale e meccanica, ma in una dimensione che assume un fascino tutto filosofico. Banalmente, si può' parlare di un "ascolto dell'anima". Il significato si connette anche a un'idea critica, indicando la mancanza nell'individuo di attenzione all'ascolto, concentrandosi solo sulla percezione visiva e tattile, ma ancora più centrale è il senso attribuito alla parola in questione, con il tema dell’universo e della creazione, da sempre perno del songwriting di Steffen Kummerer. Infatti, con questa parola permette di collegarci con il tema delle armonie platoniche; la teoria che i pianeti, con le loro rotazioni e rivoluzioni, in perfetto equilibrio, riproducano vere e proprie armonie e ottave. Quindi siamo davanti a qualcosa di davvero particolare, un tema complesso, non facilmente percettibile e dai risvolti astrali e impalpabili; aggiungendo poi un songwriting dal quale traspare poco, criptico e simbolista, le complicazioni irrimediabilmente aumentano. Akróasis, rafforzato da un concept così affascinante e velato da una trama di mistero, porta con se conferme e sorprese. Nonostante un cambio di formazione che si è portato via con se 3/4 dei componenti della band, il ferro del marchio Obscura è ancora incandescente; composizioni complesse, dotate di un cinico raziocinio, con le chitarre che si infervorano nella ricerca di soluzioni vincenti e il basso ad accompagnare, ben visibile sulle retrovie, che,si lascia andare disegnando splendenti costellazioni lungo il pentagramma, spesso ritagliandosi anche uno spazio tutto per se in diversi intermezzi, nei quali le sue linee sono morbide e fluide.

E fin qui, tutto nella norma; nel complesso Sermon of the Sevens Suns può essere considerata un’ottima summa delle esperienze passate della band; una voce che ci trasmette una sensazione di lontananza apre le danze immergendoci nell'ormai solito tema a tinte universali; il pezzo prosegue con un bel riff tagliente e la trascinanti note del basso, in tutta la loro bellezza, ci permettono di conoscere meglio Linus Klausenitzer. Le melodie, ricordano molto quelle delle produzioni passate, tuttavia con l'aumento degli ascolti si nota brillare in esse una nuova luce.
Di fatto, arrivati alla titletrack, la svolta; in Akróasis cominciano ad affiorare melodie che difficilmente si sono affrontate nelle colossali opere previe della band. Un arpeggio dalle note delicate, sonorità più armoniose che si susseguono per tutta la durata della canzone e un assolo dalle istanze più avvolgenti di quelle a cui siamo stati abituati. La tecnica, spesso espediente fin troppo zelante, comincia a perdere progressivamente la sua centralità, spodestata dal fiorire di scelte più naturali che ci permettono di insinuarci nell'animo più intimo dei componenti della band; ed è proprio qui che il concept conosce la sua più autentica attuazione. Lo si riconosce in Ode of the Sun, una canzone che si apre un riff granitico, abbastanza classico, ma con un ritornello che rimane facilmente impresso nella mente, nel quale l'uso del vocoder da al suono una dimensione più profonda, con la batteria in sottofondo a dettare ritmiche dalle venature trionfalistiche.
E lo stesso accade successivamente: intermezzi arpeggiati, note acustiche e delicate, ma soprattutto naturali ed autentiche, melodie molto orecchiabili (come in Fractal Dimension) iniziano così a sorprendere l'ascoltatore dando l'idea di trovarsi a un'opera più sentita di quelle passate, più libera da quelle strutture complesse e inflessibili costruite dagli Obscura nel tempo. Attenzione però, non ci troviamo davanti a un sorprendente e complessivo ribaltamento di fronte; la celebrazione della rapidità e della velocità, l'eclettico dinamismo, gli insostenibili ribaltamenti di fronte e i muri pentatonici sono ancora vivi e manderanno ancora una volta in visibilio gli appassionati e stordiranno i neofiti. Akróasis infatti ci da la sensazione che le certezze sin qui accumulate si stanno progressivamente sgretolando e le numerose novità ne sono un forte sentore, ma quello che più ci permette di capire questa sensazione è proprio la traccia finale Welteseele: un vero e proprio gioiellino che porta alla conclusione di questo viaggio faticoso a dalle mille trame, un'opera dalla durata di 15 minuti in cui prendono piede grandiose orchestrazioni che si mescolano in un tutt'uno con le sonorità death degli Obscura. Una vera e propria celebrazione armonica in pompa magna, in grado di trasmettere sensazioni contrastanti e un senso di rottura di qualsiasi equilibrio e schema logico. Un album così incentrato sull'ascolto, nonostante le tematiche e nonostante le difficoltà di genere, scorre con una semplicità sorprendente. Sebbene con le varietà stilistiche ci si possa sbizzarrire, il gruppo è riuscito ad adoperare soluzioni che rimangono facilmente impresse, aiutando così l'ascolto che risulta essere più facilmente sostenibile rispetto ai lavori previ.
Quello che è certo, fra armonie platoniche e testi poco accessibili, è che anche con Akróasis, il monicker abbia raggiunto una certa maturità artistica. La spavalderia di Cosmogenesis i colossali arabeschi di Omnivium lasciano spazio a qualcosa di più sentito, ma ancora in divenire.

Gli Obscura, anche questa volta, sono riusciti a superarsi ridicolizzando eventuali timori iniziali legati al cambiamento radicale di formazione. Non sappiamo cosa ci aspetterà il futuro, se Akróasis è solo un episodio o la band evolverà ancora di più il suo suono, slegandosi totalmente dalle ferree braccia del technical death metal, lasciandosi portare in quelle più flessibili del prog. Non sappiamo ancora quali saranno le uscite di questo 2016, ma pare che gli Obscura, in quanto a primati, abbiano già messo una seria ipoteca.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
89.89 su 46 voti [ VOTA]
Simone
Venerdì 11 Maggio 2018, 23.04.35
33
L'album preferito della mia band preferita
duke
Mercoledì 28 Marzo 2018, 22.46.15
32
disco pazzesco....estremo e super-tecnico....
Mulo
Giovedì 3 Novembre 2016, 21.36.45
31
Gran disco anche questo, stupendo veramente... L'unico che non mi piace è Retribution.....
Ihsahn
Mercoledì 14 Settembre 2016, 14.10.19
30
Ma che è sta porcheria?
Falkenbach
Domenica 10 Aprile 2016, 11.45.58
29
Lo sto assimilando con calma. Sicuramente un grande disco molto curato, ottimamente suonato e con la qualità sempre fissa su livelli alti, dato che i pezzi mi sembrano davvero ispirati e hanno un tiro micidiale. Forse nella mia top 10 metal dell'anno.
Vizioassurdo
Martedì 16 Febbraio 2016, 11.45.50
28
Sono d'accordo con chi dice che è il loro migliore: ho adorato e fatte mie le prove precedenti, ma qui siamo, secondo i miei gusti, all'eccellenza. Ma quanto è malata la campana in ode to the Sun??
Vittorio
Martedì 16 Febbraio 2016, 11.03.41
27
Molto bello, ma meno vocalizzi filtrati, per quello bastano i Cynic.
Monky
Giovedì 11 Febbraio 2016, 15.14.29
26
Finalmente posso commentare, dopo aver ascoltato ripetutamente il vinilone! Disco meraviglioso...personalmente lo sto già reputando il migliore dei loro, superiore anche a Cosmogenesis. Lo dicevo, sin da quando son stati annunciati, che Fountainhead e Lanser sarebbero stati dei rimpiazzi capaci di superare i precedenti e non sono stato smentito. Ottimo anche il lavoro di Linus, tutt'altro che facile.
Punto Omega
Mercoledì 10 Febbraio 2016, 18.25.16
25
Gran bell'album. Volendo fare un paragone con gli Alkaloid, direi che Kummerer esce vincitore nel confronto con Muenzner e Grossman.
Danimanzo
Martedì 9 Febbraio 2016, 15.29.17
24
Non è questa la sede per parlarne, ma vorrei veder recensito anche l'ultimo disco dei Thulcandra "Ascension Lost", forse il primo disco dove la personalità della band secondaria di Kummerer viene finalmente fuori.
BlackAlbum90
Martedì 9 Febbraio 2016, 13.01.42
23
Per me è un altro disco suonato ad alti livelli, con il pregio di averci dato un piccolo taglio coi tecnicismi eccessivi per adottare uno stile più concreto. Lo stile musicale non si discosta da quanto fatto in precedenza, nonostante Weltseele riserva sicuramente delle sorprese, inusuali per la band ma comunque coraggiose e convincenti. Non mi aspettavo un risultato del genere dopo il cambio di 3/4 della lineup. Felice di essere stato smentito.
Mirko
Lunedì 8 Febbraio 2016, 22.47.35
22
Concordo pienamente con Jack Rancid. Secondo me, gran parte dei meriti di questo disco sono da attribuire a Fountainhead. Sono curioso di vedere cosa tireranno fuori prossimamente, dato che a quanto pare Kummerer fa il padre e padrone, ma non è la sola mente dietro il sound degli Obscura, anzi...ma nel frattempo mi godo questa gemma che già si candida fra le uscite dell'anno.
Jack Rancid
Sabato 6 Febbraio 2016, 18.29.05
21
c.v.d. Si sente un sacco la presenza di Geldschlager (aka Fountainhead) sulle parti di chitarra, sia solista che ritmica. Quando annunciarono che ci sarebbe stato lui a registrare fui praticamente certo che ne sarebbe uscito qualcosa di diverso dal solito, ma diverso in meglio. Peccato lo abbiano silurato a fine produzione...Il personaggio ha una mano allucinante, tra poco (si spera) dovrebbe anche uscire il suo nuovo album solista, dateci un'occhiata quando sarà il momento. Non che voglia fare marchette, però se il musicista merita...
Metal4ever
Sabato 6 Febbraio 2016, 15.31.11
20
Che dire... Violenza, melodia e aperture sinfoniche, il tutto unito in modo impeccabile. Non lo so ancora, ma potrebbe essere il loro disco più bello.
Anders
Sabato 6 Febbraio 2016, 13.28.49
19
Sebastian Lanser è un batterista straordinario dal tocco più leggero e articolato di Grossman. Non per niente è in forza ai grandissimi Panzerballett!
fragolino79
Sabato 6 Febbraio 2016, 0.18.07
18
Quest'album ha un tiro pazzesco. Muenzner e Grossmann restino pure dove sono.
Steelminded
Venerdì 5 Febbraio 2016, 20.25.29
17
Bravo Sicktadone. Era facile farsi prendere dal pregiudizio che non si potesse far meglio dei due precedenti, e invece l'hai evitato ala grande con un 90 coraggioso. E' davvero un bell'album, come gli Obscura ci hanno abituato con la differenza che per 3/4 si tratta di un'altra band. Comunque il disco suona diverso, sono perfettamente d'accordo con il recensore. Mi sembra che abbiano rallentato in termini di ostentazione tecnica e velocità e aumentato in feeling. Scelta saggia. Acquisto necessario! Evviva!
mario
Venerdì 5 Febbraio 2016, 18.37.26
16
ok, grazie@ Nicolò,ora non ho tempo, ma un ascolto in streaming glielo darò, la recensione, voto e commenti sembrano invitanti.
Sicktadone
Venerdì 5 Febbraio 2016, 18.30.06
15
Ascolta l'album in streaming, se ti piace compralo! Ne vale veramente la pena. Poi leggendo i vari commenti qui sotto mi sembrano tutti positivi.
mario
Venerdì 5 Febbraio 2016, 18.05.42
14
Qualcuno mi sa dire se in bellezza supera l'album di quel geniastro compositore polistrumentale di Vortighern del 2015 dei Lychgate a nome An Antitode for The Glass Pill.Se si, un pensierino anche se più in la soldini permettendo un pensierino potrei farcelo vista recensione e voto.
Radamanthis
Venerdì 5 Febbraio 2016, 10.56.55
13
Si Punto Omega, te lo consiglio!!! Sto disco spacca di brutto!!!! \m/
Punto Omega
Giovedì 4 Febbraio 2016, 17.06.25
12
Mi sa che devo ascoltarmelo per bene.
xXx
Giovedì 4 Febbraio 2016, 13.38.28
11
ascoltato e devo ammettere che mi è piaciuto molto. tecnico al punto giusto, potente e veloce. mi piace. quotone al recensore. voto 92
Danimanzo
Giovedì 4 Febbraio 2016, 12.16.06
10
No, non volevo assolutamente dire che non sia valida. L'ho trovata meno tecnica come da loro precedenti standard. Ma proprio per questo, come te, l'ho trovata maggiormente coesa con il resto degli altri strumenti.
Sicktadone
Giovedì 4 Febbraio 2016, 12.06.40
9
Io non l'ho trovato calato sinceramente, ho avuto l'impressione che abbiano preferito concentrarsi su altri elementi.
Danimanzo
Giovedì 4 Febbraio 2016, 11.18.37
8
L'ho acquistato praticamente a scatola chiusa e sono già 3 giorni che lo ascolto ininterrottamente. Non so se sia il loro miglior disco in studio, ma di certo è il più riuscito. Il lavoro solistico è calato in complessità dopo la dipartita di C. Muenzner ed i richiami ai Death del compianto Chuck sono fin troppi, ma il lavoro svolto è comunque egregio. Basso e batteria superlativi. Kummerer in stato di grazia. Brani meravigliosi e sound coeso e compatto. Voto 85 pieno.
Tbc
Giovedì 4 Febbraio 2016, 8.37.22
7
@Malleus: Purtroppo la parabola di cui parli è una croce che prima o poi (e si spera sempre il più tardi possibile) capita di portare a tutte le band di un certo spessore. Se pensi ai gruppi con le discografie più eccelse, come Enslaved, Kayo Dot o Solefald, vedrai che nel mezzo troverai qualcosa di inevitabilmente sottotono rispetto al resto. Nel caso specifico, la trilogia del capolavoro è un tòpos del filone metal piuttosto ricorrente, perciò condivido le tue stesse paure...
Malleus
Mercoledì 3 Febbraio 2016, 23.49.41
6
Sì comunque ci tengo a precisare che: buona per questo, bello, bellissimo, però ho sempre il timore che col prossimo album possano paccare, in parte si sono già adagiati in un misto di soluzioni già adottate nei dei due dischi precedenti, il risultato è vincente, ma spero che il prossimo lavoro non li trasformi in una parodia di loro stessi..
Sicktadone
Mercoledì 3 Febbraio 2016, 23.09.51
5
Idem Malleus, sono stato piacevolmente sorpreso.
Tbc
Mercoledì 3 Febbraio 2016, 22.53.21
4
Meglio non aver fretta di ascoltarlo in streaming... Aspetterò una decina di ore per comprarlo in vinile domani stesso...
Malleus
Mercoledì 3 Febbraio 2016, 22.44.54
3
Ragazzi, per assimilarlo ci vogliono vari ascolti, ma è un disco che da veramente tanto, voto giustissimo. Ed io ero il primo a non avere più grandi speranze dopo tutti i cambi di line-up..
Mulo
Mercoledì 3 Febbraio 2016, 22.13.54
2
I primi 2 sono bellissimi,questo l'ho ascoltato un po' alla veloce e mi sembra parecchio meno belli degli illustri predecessori.... Comunque mi prendo qualche settimana x ascoltarlo bene e poi darò un giudizio definitivo.
Radamanthis
Mercoledì 3 Febbraio 2016, 22.01.08
1
L'ho ascoltato più volte proprio qui su metallized e devo dire che è un disco spettacolare! E' da un giorno che lo ascolto a nastro continuo! Degnissimo succerssore di quel capolavoro a nome Omnivium del 2011. Diedi 90 a quel disco, dò un 90 a questo. Band mostruosa, feroce e tecnica, fredda come il ghiaccio ma allo stesso tempo calda come il fuoco! Voto 90. ottimo!
INFORMAZIONI
2016
Relapse Records
Prog Death
Tracklist
1. Sermon of the Seven Sun
2. The Monist
3. Akróasis
4. Ten Sephirot
5. Ode to the Sun
6. Fractal Dimension
7. Perpetual Infinity
8. Weltseele
Line Up
Steffen Kummerer (Voce, Chitarra)
Tom Geldschlager (Chitarra)
Linus Klausenitzer (Basso)
Sebastian Lanser (Batteria)
 
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