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T. Rex - Zinc Alloy and the Hidden Riders of Tomorrow
04/02/2016
( 1887 letture )
Ecco il nono capitolo vinilico-discografico dei britannici T. Rex, capeggiati con furore dall'indimenticato ed istrionico Marc Bolan. Viene pubblicato nel 1974, ad esser precisi il 1° febbraio, e possiede due titoli, quello ufficiale riportato qui sopra e quello alternative denominato Zinc Alloy and the Hidden Riders of Tomorrow – A Creamed Cage in August. Inutile fare la cronistoria della band e di Bolan, vano citare cose conosciutissime come i particolari arrangiamenti costituiti da chitarra folk e da bonghi che talvolta includevano anche alcuni strumenti giocattolo, superfluo dire che il monicker originale era quello di Tyrannosaurus Rex, oppure delle simpatie guadagnate nei club underground, o ancora dell’amicizia con DJ John Peel e di Tony Visconti, che è stato il produttore del gruppo fino a questo disco.

Bisogna però citare un’ineluttabile e cristallina realtà: nel 1974 incomincia il reale declino dei T. Rex: il platter, infatti, viene accolto con freddezza e indifferenza dai fans, il progetto non decolla per nulla e si rivela un vero insuccesso a fronte di 14 pezzi, per oltre 46 minuti di musica, che strizzano fortemente l’occhietto al pop. A causa del fallimento di Zinc Alloy and the Hidden Riders of Tomorrow, il produttore della band Tony Visconti viene licenziato da Marc Bolan, mentre è già stato avviato il processo di disgregazione della formazione storica della band (il primo a lasciare il gruppo sarà il batterista Bill Legend). Anche dal punto di vista personale le situazioni non girano a mille, con la fine del matrimonio del frontman ed una nuova relazione imbastita con la cantante soul statunitense Gloria Jones, che entrerà a far parte della line-up del gruppo come tastierista e voce secondaria; risulterà spesso una figura snaturante e ingombrante per lo sviluppo dei pezzi. I solchi vengono impressi su nastro presso i Musicland Studios di Monaco di Baviera, con Bolan apripista per tanti artisti inglesi che poi decideranno di registrare in quella location. L’album viene inciso nella seconda metà del 1973, tutte le canzoni vedono come autore il singer-compositore, una copertina non felicissima e abbastanza inquietante, e una popolarità che stava scemando a causa di due fattori tipici di Bolan: il suo costante desiderio di penetrare il mercato statunitense (una vera e propria ossessione la sua) e il desiderio di espandere il suono dei T. Rex su nuove frontiere musicali con tanto di nuovi effetti per chitarra, cambi di accordi, arrangiamenti d'archi e altri trucchetti da studio, a discapito dell’immediatezza rock. Bolan, d’altro canto, ascoltava parecchio soul statunitense e R&B, influenzato dalla sua nuova fiamma Gloria Jones. Al netto di tutto però va detto che questi nuovi suoni, in retrospettiva, sono stati pubblicati un anno e mezzo prima del pionieristico Young Americans del compianto David Bowie, spesso accreditato dalla critica come il passaggio più importante tra un sound britannico e un incrocio glam rock con rifrazioni poppeggianti.
Le canzoni qui contenute riflettono uno stato d'animo dark di Marc Bolan, con riflessioni interiori e incertezze profonde mica tanto latenti, che sgorgano in varie composizioni. Sin dalla traccia primaria Venus Loon i richiami al soul e al pop sono evidentissimi, una ricerca del anthem e del successo quasi spasmodici, lo stesso si può dire per Sound Pit dove, però, un’anima hard a guisa di chitarra si percepisce, anche se sommersa a fontana da coretti e vocalizzi “neri”. Explosive Mouth gode di “effettistica spaziale” e amenità tribali con un bel solo guitar sul finale, Galaxy sembra una cover di Brian Ferry, chorus ugualissimo a una celebre hit del ex dandy; Change non lascia il segno nonostante parti di basso magnifiche e una chitarra pimpante soprattutto in solismo, Nameless Wildness è rock reggae infestato di cori soul. Teenage Dream appare la canzone con più minutaggio (5:45) rispetto a pezzi molto brevi, e si dimostra riuscita, grazie a tanti archi, melodie rockabilly e arie pop dal retrogusto amarognolo: pare di ascoltare la colonna sonora di Grease. Liquid Gang è la parafrasi di 20th Century Boy, brandello hard molto simile al celeberrimo successo di Bolan, ma sono insopportabili i vocalizzi sguaiati della Jones che uccidono il brano senza tralasciare la banda del paese che interviene sul finale, sinceramente tutto molto discutibile. Per Carsmile Smith & the Old One vale il discorso fatto prima, il rock duro non è presente mentre Grease impera, eccellente il lungo solo della sei corde che, per scansioni, note e distorsione, ricorda la magica Parsifal dei Pooh, You've Got to Jive to Stay Alive – Spanish Midnight è schizofrenica nel suo incedere, poi si fonde con una semiballad molto neniosa; Interstellar Soul sprizza di “swinging London sound”, Painless Persuasion v. the Meathawk Immaculate (che titolo) sa molto di America con quel honky tonky piano e il cantato ipnotico sottolineato da cori immancabili. The Avengers (Superbad) è funky con una chitarra piccante e un basso che trattoreggia per quel periodo, chiude il tutto The Leopards Featuring Gardenia and the Mighty Slug, traccia soffusa con molto cantato-parlato e gli immancabili interventi delle backing vocals che abbracciano quell’epoca storica.

L’album originariamente confezionato in LP apribile su tre facciate fece un clamoroso flop, e registrò una flessione significativa della band, lo stesso singolo Teenage Dream non sfondò e si piazzò soltanto al numero 13 nelle classifiche del Regno Unito. Il disco è stato poi ristampato e ripubblicato nel 1983 in formato doppio vinile e conta tante altre riedizioni in CD con tracce aggiuntive negli anni duemila. Ultima curiosità, Bolan aveva deciso di cambiare il nome della band in Zinc Alloy mantenendo il titolo che appariva però troppo simile a Ziggy Stardust and Spiders from Mars di David Bowie (1972), così la casa discografica, dopo molte discussioni, scese ad un compromesso, promosse il titolo ma volle fortemente che il nome T. Rex apparisse in copertina.



VOTO RECENSORE
67
VOTO LETTORI
55 su 3 voti [ VOTA]
Elluis
Mercoledì 2 Marzo 2016, 13.07.43
3
@blackinmind ma no è Simon Le Bon con la parrucca tuttariccia !
Galilee
Giovedì 4 Febbraio 2016, 18.41.36
2
Sembra interessante....lo ascolterò.
blackinmind
Giovedì 4 Febbraio 2016, 14.03.59
1
Scamarcio in copertina non si può guardare.
INFORMAZIONI
1974
EMI Records
Rock
Tracklist
1. Venus Loon
2. Sound Pit
3. Explosive Mouth
4. Galaxy
5. Change
6. Nameless Wildness
7. Teenage Dream
8. Liquid Gang
9. Carsmile Smith & the Old One
10. You've Got to Jive to Stay Alive – Spanish Midnight
11. Interstellar Soul
12. Painless Persuasion v. the Meathawk Immaculate
13. The Avengers (Superbad)
14. The Leopards Featuring Gardenia and the Mighty Slug
Line Up
Marc Bolan (Voce, Chitarra)
Gloria Jones (Tastiere, Cori)
Steve Currie (Basso)
Davy Lutton (Batteria)
Mickey Finn (Percussioni)
 
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