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Roger Waters - The Pros and Cons of Hitch Hiking
06/02/2016
( 5118 letture )
1978: Roger Waters durante una seduta di prove con i suoi allora colleghi fece ascoltare due cassette contenenti registrazioni di pezzi, demo e abbozzi che sarebbero stati la base su cui impostare il successivo album dei Pink Floyd. La band scelse la seconda cassetta.
E questo fu l'inizio della genesi di The Wall, uno dei massimi capolavori della band britannica e pietra miliare della musica rock; un vero must per chiunque si ritenga un appassionato di musica.

Tuttavia, nonostante questo curioso aneddoto, che fine fece l'altra cassetta? Semplicissimo, divenne la base per il secondo album solista di Roger Waters, datato 1984, dal titolo The Pros and the Cons of Hitchiking.
L'album, concepito nello stesso anno di The Wall è, come il suo gemello, un concept album, e la storia racconta di un uomo che sogna di commettere adulterio con due autostoppiste, tra le 4:30 e le 5:11 di una comune notte. Dopo questo incontro, l'uomo intraprenderà un viaggio inconscio alla ricerca della risoluzione dei propri problemi coniugali, che culmineranno con l'abbandono della moglie e dei figli. Tuttavia, sempre sognando, il protagonista avrà modo di sfogarsi con un camionista e, aiutato da una cameriera, ritroverà il proprio equilibrio e la propria calma facendo chiarezza sui suoi problemi. La storia si conclude con il risveglio dell'uomo, che ormai rassicurato, si sveglia e osserva la moglie dormire.

Il disco all'epoca ebbe un'accoglienza funesta, dettata da due fattori: innanzitutto, l'album fu criticato per la schiettezza e l'ironia con cui tratta temi come l'adulterio, la promiscuità sessuale e i problemi coniugali. In secondo luogo Waters fu pesantemente bocciato e criticato perché troppo vicino alle sonorità, atmosfere ed impegno tematico di The Wall. In altre parole, fu accusato di immobilismo compositivo e scarsa ispirazione, visti i richiami evidenti alla musica dei Pink Floyd. Inoltre, sempre in ambito musicale, vi furono molte critiche rivolte a Eric Clapton, per via della durezza insolita dei lick blues che esegue negli assoli.

Ora però veniamo al disco. Inizio col dire che, vista la complessità tematica del platter, esso va ascoltato rigorosamente dall'inizio alla fine, senza eccezioni. Cercherò quindi di mettere in mostra le caratteristiche che rendono questo disco degno di una sana rispolverata.
Roger Waters, compositore di tutti i pezzi del lotto, in questo disco si occupa anche delle parti di basso, chitarra (per lo più acustica) e della voce. Il bassista inglese, durante la performance, alterna parti vocali a tratti carezzevoli, cullanti e rassicuranti, come nella traccia iniziale, in cui sembra quasi narrare ciò che sta avvenendo o addirittura descrivere i pensieri del protagonista dell'intera storia. In altri momenti però la voce di Waters è più declamatoria, sarcastica e riesce a scuotere l'ascoltatore con picchi d'intensità notevoli, che richiamano alcune linee vocali di pinkfloydiana memoria. Allo stesso modo, il musicista scrive linee di basso proprio come stesse cantando, a volte con note sottili, appena udibili, poste giusto ad accarezzare l'orecchio dell'ascoltatore, mentre in altri momenti imperversa a sostenere la potenza della musica.
In seconda battuta troviamo il grande Eric Clapton, artefice ancora una volta di una performance stellare, all'epoca ingiustamente sottovalutata. Il chitarrista delizia l'ascoltatore per tutto il platter, con incursioni soliste di matrice blues di ottima fattura e di gran classe, raggiungendo il suo apice nella blueseggiante Sexual Revolution, vera gemma dell'album.
Allo stesso tempo il sassofono di David Sanborn e il pianoforte di Michael Kamen svolgono un lavoro funzionale nell'accompagnamento generale della musica, il primo con momenti solisti fulminei, il secondo creando tappeti atmosferici e accompagnamenti sempre al servizio delle canzoni, quasi come un rinforzo agli stati d'animo che la voce di Waters vuole trasmettere. In ultimo, citerei anche la performance di Andy Newmar dietro le pelli, che fa della sua linearità e della semplicità della sezione ritmica un altro punto di forza, snellendo così un disco già di per sé pregno di concetti e passaggi che necessitano di molteplici ascolti per poter essere compresi nella loro perfezione.

Concludendo quindi direi che ci troviamo di fronte all'ennesimo ottimo lavoro di Roger Waters, artista che con il suo illustre passato prima e con la propria carriera solista poi, si è sempre mantenuto su livelli qualitativi altissimi, scrivendo pagine importanti per la storia della musica.
Dopo un attento ascolto, ancora oggi trovo immotivate le critiche rivolte al disco al momento della sua uscita. Soprattutto quelle rivolte a Clapton, accusato di aver inserito inserti troppo "duri" rispetto alle sonorità di David Gilmour. Credo che si debba invece valorizzare il lavoro di "Slowhand" dal momento che, conservando il suo stile dall'inizio alla fine del platter, ha aggiunto soltanto valore alla geniale opera di Waters.
Probabilmente, l'unica pecca del disco, è proprio quella di richiamare in certi tratti linee vocali e atmosfere vicinissime all'illustre passato del bassista britannico. Tuttavia, se consideriamo che gran parte del disco era già stato ideato in contemporanea a The Wall, risulta chiara la motivazione della somiglianza di The Pros and the Cons of HitchHicking con il suo gemello floydiano.
Ora, per alcuni potrà essere un difetto, ma credo sia impossibile abbandonare del tutto le sonorità che hanno reso celebre un artista, soprattutto se è un personaggio come Waters, con un passato noto e a tratti ingombrante.

Insomma, se avete amato i Pink Floyd, troverete nel secondo album solista di Roger Waters una grande conferma. Se invece non avete mai voluto approfondire il resto della sua carriera post-Pink Floyd, questo potrebbe essere un buon punto di partenza.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
89.71 su 7 voti [ VOTA]
Giovanni
Mercoledì 12 Agosto 2020, 22.25.42
14
Semplicemente un capolavoro. Come del resto The wall
ElPibeDeOro
Martedì 9 Febbraio 2016, 22.29.05
13
Criticare Clapton perché si voleva suonasse come Gilmour (trattandosi di un disco di un "Pink Floyd") è roba da ottusi. Per me due immensi chitarristi, non c'è bisogno di fare paragoni...
Arrraya
Martedì 9 Febbraio 2016, 22.07.07
12
Roger Waters, uno con le palle quadrate, quelle che mancano a certi pseudo artisti in giro in questi anni.
Macca
Lunedì 8 Febbraio 2016, 22.34.06
11
Comprato qualche mese fa (a 4.90), proprio perchè incuriosito dalle stroncature lette quà e là: personalmente non mi unisco nè alle grida di giubilo nè a quelle di sdegno, si sente che il sound è del periodo "The Wall" seppur non sfiorando quella qualità neanche di striscio. Tuttavia contiene buoni brani, e un 70 lo merita tutto anche considerando la nutrita schiera di illustri ospiti. Concept un pochino bislacco, non mi ha mai convinto...
hard`N`heavy
Lunedì 8 Febbraio 2016, 13.04.55
10
x "Papi"
Masterburner
Lunedì 8 Febbraio 2016, 12.17.50
9
Amused to Death contiene almeno un paio di capolavori epocali (per me), cosa che manca a questo disco.
papi
Lunedì 8 Febbraio 2016, 12.12.59
8
@ hard n' heavy, per quanto mi rigurda amused to death è appena superiore a questo un po' in ogni aspetto: nei testi, nella scelta dei musicisti coinvolti e nelle atmosfere che Waters crea con la sua musica. Insomma,te lo consiglio, è un lavoro che merita la tua attenzione e ti ripagherà del tempo speso nell'ascolto.
Masterburner
Lunedì 8 Febbraio 2016, 9.39.26
7
Riascoltato... musicalmente e come plot credo non sia il migliore prodotto da Roger, in effetti è un pò debole. La cosa migliore del disco credo sia proprio la chitarra di Clapton, grande classe ad ogni nota... mi fa strano che sia stato criticato proprio il suo contributo! Io gli darei un 70. Sicuramente i Pink Floyd hanno fatto bene a scegliere l'altra cassetta!
Masterburner
Domenica 7 Febbraio 2016, 15.10.30
6
Lo devo riascoltare
Rob Fleming
Sabato 6 Febbraio 2016, 18.25.05
5
Come è stato detto, i Pink Floyd scelsero "The Wall" e RW per il suo esordio solista rispolverò questa storia. Comunque bella. E Clapton è sempre Clapton anche in contesti non suoi. 80
lux chaos
Sabato 6 Febbraio 2016, 16.49.29
4
Bello, classe a palate, grandi momenti di musica
Metal4ever
Sabato 6 Febbraio 2016, 16.10.21
3
Non sapevo che era stato così criticato, anch'io penso che sia un gran album; la collaborazione tra Waters e Clapton qui assume tinte leggendarie e difficilmente due immensi talenti come loro sfornano brutti dischi.
hard`N`heavy
Sabato 6 Febbraio 2016, 13.10.37
2
x "Papi" che ne pensi di Amused to Death? mi manca, il tuo collega "Axoras" ne parla alla grande.
hard`N`heavy
Sabato 6 Febbraio 2016, 12.59.51
1
''The Pros and Cons of Hitch Hiking'' un album di classe, anche per me prende un 85 su 100 meritato, GRANDISSIMO & IMMENSO Roger Waters
INFORMAZIONI
1984
Columbia
Prog Rock
Tracklist
1. 4:30 AM (Apparently They Were Travelling Abroad)
2. 4:33 AM (Running Shoes)
3. 4:37 AM (Arabs with Knives and West German Skies)
4. 4:39 AM (For the First Time Today, Part 2)
5. 4:41 AM (Sexual Revolution)
6. 4:47 AM (The Remains of Our Love)
7. 4:50 AM (Go Fishing)
8. 4:56 AM (For The First Time Today, Part 1)
9. 4:58 AM (Dunroamin, Duncarin, Dunlivin)
10. 5:01 AM (The Pros and the Cons of Hitch Hicking, Part 10)
11. 5:06 AM (Every Stranger's Eyes)
12. 5:11 AM (The Moment of Clarity)
Line Up
Roger Waters (Voce, Basso, Chitarra)
Eric Clapton (Chitarra, Backing Vocals)
Andy Bown (Chitarra 12 corde, Organo Hammond)
Michael Kamen (Pianoforte)
David Sanborn (Sassofono)
Raphael Ravenscroft (Corni)
Kevin Flanagan (Corni)
Vic Sullivan (Corni)
Andy Newmark (Batteria, Percussioni)
 
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