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Anathema - The Silent Enigma
06/02/2016
( 4748 letture )
Vi sono album che condividono la nostra grammatica interiore, che comprendiamo interamente e con immediatezza perché la loro sintassi ci è consustanziale e il vocabolario madrelingua.
E’ esattamente ciò che è accaduto tra me e questo The Silent Enigma, capolavoro assoluto dei britannici Anathema, che mi accingo a recensire alla distanza di ventun anni dalla sua pubblicazione. Una posizione privilegiata che mi permette di valutare l’opera anche in una prospettiva più ampia, diacronica.
Tuttavia, se è vero che gli Anathema (assieme ai compatrioti My Dying Bride e Paradise Lost), hanno forgiato proprio in quella manciata di anni il gothic doom metal, conferendogli quei tratti originali che diverranno canonici e facendolo ad un livello qualitativo così elevato che in seguito difficilmente verrà eguagliato, è altrettanto innegabile che la bellezza smisurata di The Silent Enigma resta immutata nel trascorrere del tempo ed in esso si cristallizza. Creatura senza età, esso attraversa con il suo sferzare implacabile l’animo dell’ascoltatore di ieri come di oggi, che ne resta avvinto e trafitto.
The Silent Enigma è un album che necessita di un’assimilazione lenta, invero l’unica capace di rendere onore allo spessore emotivo, alla densità sonora che lo sostanzia. In esso è già possibile cogliere una prima evoluzione del linguaggio musicale della band: su un plumbeo gothic doom vanno ad innestarsi fraseggi progressive e passaggi lisergici, spesso strumentali, preludio di quella sperimentazione più marcata di atmosfere e suoni pinkfloydiani di matrice Seventies che i nostri condurranno per un periodo, continuando poi ad evolversi fino ad allontanarsi definitivamente dal sound delle origini.
Ci si immerge così in un flusso sonoro che pur mantenendo l’andamento cupo, ossessivo del doom e la sua carica di disperante desolazione, presenta una notevole e raffinata varietà di soluzioni formali, che ne diversificano grandemente i paesaggi emotivi e lo avvicinano anche alle suggestioni del gothic metal senza che si esaurisca in esse.
La complessità del songwriting è sempre mirata, un arco teso ad esprimere l’essenziale, vale a dire il senso di un’ineludibile caduta negli abissi del più irredimibile dolore esistenziale. Nessun orpello barocco, nessun artificio fine a sé stesso, solo il potente estro creativo che accomuna i fratelli Canavagh, entrambi alle versatili, sublimi chitarre, con uno dei due, Vincent, che sostituisce anche l’appena fuoriuscito Darren J. White alle vocals, alternando efficacemente vari registri di cantato: da quello pulito al growl ad una sorta di scream molto personale fino ad un recitativo molto suggestivo. Essenziale il contributo di Duncan Patterson che sostiene i brani con l’ispirato pulsare del suo basso: non dimentichiamo che lunga sarà l’onda del suo estro creativo giacché, dopo aver abbandonato la band d’origine, fonderà una creatura musicale di crepuscolare bellezza che prenderà il nome di Antimatter. La batteria ha meno slanci creativi degli altri strumenti, ma il suo incedere rigoroso e mesto segna con maestria il ritmo di questa tormentosa discesa agli Inferi.
La materia sonora, dicevamo, è proteiforme, ma sempre declina un unico tema, la disperazione, in innumerevoli maniere: si trascorre da momenti di rabbia caratterizzati da un impeto quasi death alla descrizione di paesaggi maestosi, imponenti nella loro desolazione; ci si sottomette all’alienante angoscia di certi passaggi che giungono ad aprirsi su intermezzi intimisti, rarefatti, finanche malinconici.
Il 1995 è un anno di grandissima fioritura per il movimento gothic doom inglese: i Paradise Lost pubblicano l’immenso Draconian Times, i My Dying Bride il terrifico The Angel and the Dark River e naturalmente i nostri il loro “silente enigma”. Non sono una complottista, ma la materia di queste tre opere è troppo simile, pur con le ovvie declinazioni personali, per non far sorgere in me alcuni rilevanti interrogativi. Da dove si origina questa profondità scabra e disperante, quali congiunture storiche ed individuali hanno prodotto questa cognizione così complessa, acuta e decadente del dolore? È fuor di dubbio che gli Anathema, come pure le altre band menzionate, abbiano attinto per la loro ispirazione dalla tradizione romantica inglese e da quella atra e feroce del teatro elisabettiano, di Marlowe ancor prima che di Shakespeare. Ma a questi rimandi letterari deve aver corrisposto anche una propensione personale, un’intima fedeltà alle più oscure e dissonanti lande dell’animo umano, nonché la presenza di un coevo clima storico che ha enfatizzato questa naturale tendenza. Una prodigiosa combinazione di concause ha generato un’opera di somma importanza per la storia non solo del metal ma della musica contemporanea in generale, capace di esprimere con furente assolutezza l’estremo grido dell’uomo di fronte al suo destino di dolore e di morte.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
97.25 su 54 voti [ VOTA]
Philosopher3185
Mercoledì 15 Gennaio 2020, 21.21.43
35
Non è proprio il mio genere ma devo ammettere che è impossibile rimanere indefferenti dinnanzi ad un album come questo..credo che sia davvero un capolavoro.
g
Sabato 14 Gennaio 2017, 17.53.40
34
g
Aske
Lunedì 15 Febbraio 2016, 13.39.44
33
Recensirete mai Distant Satellites?
Zess
Sabato 13 Febbraio 2016, 0.32.16
32
Capolavoro.
Fabio78
Mercoledì 10 Febbraio 2016, 23.11.11
31
Potevate dare il 100 visto che con turn loose the swans è il miglior disco doom metal della storia..
lisablack
Martedì 9 Febbraio 2016, 22.48.12
30
Capolavoro immenso comprato appena uscito, ho apprezzato molto anche Pentecoste 3. Shroud of frost la mia preferita, da pelle d'oca. Voto 95!
sandoom
Martedì 9 Febbraio 2016, 22.35.59
29
buon album, subito dopo hanno fatto cose migliori
hard`N`heavy
Martedì 9 Febbraio 2016, 16.20.46
28
un DISCO stratosferico con una copertina BELLISSIMA, poi la musica contenuta è semplicemente MAGNIFICA. VOTO: 95/100 capolavoro punto e basta!!!!
Lizard
Martedì 9 Febbraio 2016, 14.15.43
27
@And I Lust: se vuoi ti indico i paragrafi, ma se rileggi con calma sono certo che saprai individuarla da solo.
gianmarco
Martedì 9 Febbraio 2016, 13.30.47
26
sentito tutto voto 9 . Gran Discone .
And I Lust...
Martedì 9 Febbraio 2016, 13.30.11
25
e la recensione del contenuto musicale dov'è?
gianmarco
Martedì 9 Febbraio 2016, 12.33.30
24
ops non l'avevo visto .
gianmarco
Martedì 9 Febbraio 2016, 12.32.59
23
manca pentecost 2 .
gianmarco
Martedì 9 Febbraio 2016, 12.32.37
22
sentito adesso su youtube , bello mi ricorda il gotico ottocentesco .
.:alekos:.
Lunedì 8 Febbraio 2016, 12.28.30
21
Uno dei veri capolavori partoriti dal doom inglese negli anni '90. Dopo TSE gli Anathema sono giustamente cambiati, ma mi piace constare come il seme di questa malinconia, se non proprio a questi livelli di disperazione, alberga in tutti i dischi della band, come vera matrice del song-writing dei Cavanagh, e, per correttezza, anche del transfuga Patterson, come dimostrato dagli Antimatter prima e dagli Alternative 4 poi... Semplicemente unici.
Andrea
Lunedì 8 Febbraio 2016, 11.36.19
20
Un album che non so perchè, lego indissolubilmente al film Dracula di Bram Stoker del 1992.
Andrea
Lunedì 8 Febbraio 2016, 11.34.03
19
La disperazione fatta musica.
Half Ano
Domenica 7 Febbraio 2016, 22.25.39
18
Questo per me non è gothic non è doom non è niente...è Musica che viene dall'Anima. È pura Arte ed Emozione messa in note. È un Capolavoro trasversale di Musica in sé e per sè. Voto 95.
Rob Fleming
Domenica 7 Febbraio 2016, 14.09.20
17
Estromesso colui che probabilmente frenava la genialità del gruppo, adesso gli Anathema sono nelle mani di Vincent, il quale si rivela anche un buon cantante. Con Paradise Lost e My Dying Bride con quest'album gli Anathema diventano i padroni incontrastati del gothic/doom di metà anni '90. Restless oblivion è un gioiello nero; in ...Alone Rebecca Wilson, già ospite in Serenades, incastona una melodia che fa rabbrividire; A dying wish e Black Orchid cristallizzano gli stilemi del genere. E il bello deve ancora venire. 85
crisformetal
Domenica 7 Febbraio 2016, 13.15.33
16
nulla e' lasciato al caso,dal titolo alla stupenda copertina del disco che richiamano le atmosfere dell'album...immenso periodo d'oro la meta' degli anni 90....
-Nemesis Divina-
Sabato 6 Febbraio 2016, 21.25.19
15
Personalmente in questo disco di gothic, a parte la traccia n.3, non ci trovo nulla.. c'è molta atmosfera.. ha più senso parlare di atmospheric doom metal, secondo me.
Mickey
Sabato 6 Febbraio 2016, 20.36.16
14
Disco a cui sono legato emotivamente, A Dying Wish in particolare è l'apoteosi.
Vitadathrasher
Sabato 6 Febbraio 2016, 20.22.14
13
Perchè il gotico non è romantico?!
Rvix Herr
Sabato 6 Febbraio 2016, 20.14.54
12
@Vitadathrasher, questo è un sound pienamente romantico, di gotico in questo disco non c'è nulla.
enry
Sabato 6 Febbraio 2016, 14.46.54
11
Il mio preferito della band, un capolavoro di quelli veri almeno per me. Preso appena uscito e preso anche la ristampa rimasterizzata. Una atmosfera magica e oscura, per quanto mi riguarda il loro capolavoro insieme ad A4...90 pieno.
InvictuSteele
Sabato 6 Febbraio 2016, 14.43.35
10
Mammia mia che disco! Il mio preferito degli Anathema, a mio avviso il loro capolavoro. Dopo di questo hanno intrapreso una strada che a me non è mai piaciuta molto, troppo leggeri, pur riconoscendone la classe immensa. Ma qui, per me, si fermano gli Anathema
ayreon
Sabato 6 Febbraio 2016, 14.31.02
9
il mio preferito è eternity,poi diciamo che li ho sempre trovati troppo soporferi e leggeri
Sorath
Sabato 6 Febbraio 2016, 14.25.15
8
album superlativo
Doomale
Sabato 6 Febbraio 2016, 13.00.47
7
Proprio l'altro giorno mi chiedevo come mai mancasse la rece di questo capolavoro...non dico altro. Il mio preferito 90 tondo tondo
Steelminded
Sabato 6 Febbraio 2016, 12.59.01
6
Per me che ascoltavo questi dischi alla loro uscita, ma ovviamente non solo per questo motivo, questo, Draconian Times, The Angel and the Dark River, Irreligious e Wildhoney hanno un sapore tutto tutto magico... Evviva!
entropy
Sabato 6 Febbraio 2016, 12.45.24
5
album mitico. Forse oggi preferisco più i quattro dischi dopo, un pò più accessibili. Però questo è un vero capolavoro di gothic metal così come veniva inteso nella prima parte degli anni novanta. Voto 98
Vitadathrasher
Sabato 6 Febbraio 2016, 12.08.31
4
Il migliore della band. Uno dei pochi album che riesce ad esprimere in pieno, il concetto di sound gotico.
BlackSoul
Sabato 6 Febbraio 2016, 11.29.53
3
Menomale che poi si sono evoluti... Un genere che non digerisco.
Steelminded
Sabato 6 Febbraio 2016, 11.23.49
2
Fantastico... a bleak garden to cry... when my inamorato dies... storia e leggenda! Evviva!
-Nemesis Divina-
Sabato 6 Febbraio 2016, 11.10.09
1
Un album magnifico, mi ha emozionato come pochi. Necessita di vari e attenti ascolti, ma alla fine ti rapisce totalmente. Il capolavoro Doom degli Anathema.
INFORMAZIONI
1995
Peaceville Records
Gothic / Doom
Tracklist
1. Restless Oblivion
2. Shroud of Frost
3. ...Alone
4. Sunset of Age
5. Nocturnal Emission
6. Cerulean Twilight
7. The Silent Enigma
8. A Dying Wish
9. Black Orchid
Line Up
Vincent Cavanagh (Voce, Chitarra)
Daniel Cavanagh (Chitarra)
Duncan Patterson (Basso)
John Douglas (Batteria, Percussioni)
Rebecca Wilson (Voce nella traccia 3)
 
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