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Opera IX - Back to Sepulcro
11/02/2016
( 1385 letture )
A distanza di tre anni dal controverso Strix - Maledictae in Aeternum, gli Opera IX tornano a calcare le scene con Back to Sepulcro. La release, uscita per la Duskstone e registrata tra gennaio e febbraio 2015, viene presentata dall'inossidabile mastermind Ossian come un "ritorno, senza compromessi, alla vera essenza esoterica dei primi anni" e dunque al sound delle origini sotto il segno di quel “matrimonio tra arte e religione” che è proprio la cifra stilistica che ha sempre contraddistinto la band e nel cui solco, nonostante alcune lievi variazioni sul tema, si sono sempre coerentemente mossi nel corso della loro ricca discografia. Ed è proprio ad essa che gli Opera IX attingono a piene mani con questo Back to Sepulcro, creatura ibrida a metà strada tra il best of e l'EP, nel quale il combo si misura con l’ambizioso compito di risuonare quattro brani, tratti rispettivamente da ognuno dei primi quattro dischi, facendoli seguire da i due inediti (Consacration e The Cross) i quali costituiscono una piccola anticipazione di quanto la band nostrana ci proporrà nel prossimo lavoro.

La rivisitazione e il riarrangiamento delle composizioni sono affidati ad una line-up rinnovata per l'ennesima volta nella storia della creatura di Ossian: se alle tastiere si conferma Alexandros, che era già stato presente come session nel precedente full-length, al basso fa il suo ingresso Scùrs (già attivo con i Mortuary Drape), mentre alle pelli troviamo M:A Fog, che aveva già militato in Black Flame e Janvs. La novità tuttavia maggiormente significativa della release, a 13 anni dalla dipartita di Cadaveria, è quella di avvalersi nuovamente di una voce femminile, nella persona della giovane ed esordiente Abigail Dianara, la “witch” officiante l’oscuro rituale che prende forma lungo Back to Sepulcro.

Le note iniziali del sinistro accordo di Sepulcro ci trasportano indietro di vent'anni, a quella rivelazione nella scena del black metal underground italico quale fu il seminale The Call of the Woods, disco d’esordio della band. La rivisitazione conserva l'aura ancestrale del brano e ne potenzia l’impatto atmosferico soprattutto ad opera del tappeto sinfonico steso sapientemente dalle tastiere di Alexandros, all’insegna di quella malvagità perversa ispirata alla stregoneria ed ai culti primigeni cui il sound degli Opera IX si fa portatore, attingendo a piene mani dall’occult rock. Segue la potente The Oak -prima traccia di Sacro Culto- che si presenta come una delle reinterpretazioni più convincenti del disco, risultando impreziosita dalle orchestrazioni maggiormente magniloquenti e solenni, se poste a confronto con la sua prima versione. Per quanto riguarda invece Act 1: the First Seal, opening track di uno dei migliori dischi della band, The Black Opera: Symphoniae Mysteriorum In Laudem Tenebrarum, la prova non risulta superata a pieni voti a causa delle clean vocals di Abigail, la cui performance risulta poco incisiva ed espressiva. Tale pecca è tuttavia bilanciata dalla componente strumentale: grazie ad un comparto ritmico più robusto ed alle tastiere, preminenti in misura maggiore rispetto all’originale, il brano acquisisce un nuovo lustro. Maleventum -titletrack del primo disco senza Cadaveria- chiude infine in bellezza la rievocazione del passato. Certamente, la presenza di un brano tratto da un lavoro che segna una parziale frattura nella discografia della band potrebbe dare adito a qualche perplessità, tuttavia tale scelta è presto giustificata dal fatto che si tratta di uno dei pezzi più amati dai fans, in particolar modo in sede live. Inoltre, la composizione è incredibilmente valorizzata dallo screaming di Abigail, che non fa rimpiangere la pur notevole prestazione che il precedente vocalist Madras aveva saputo offrire.
Veniamo ora al primo inedito, Consacration: ritmiche incalzanti e serrate, furiosi blast beats ed un refrain trascinante e facilmente memorizzabile lasciano intuire l’intenzione di porsi ben lontani dai mid tempos e dall’atmosfera asfissiante di Strix. I nostri, come si intuisce anche dalla suggestiva outro sinfonica The Cross, sembrano essere infatti indirizzati a rievocare proprio il sound dei primi lavori, The Black Opera in primis, sebbene arricchiti da una maggiore aggressività.

La registrazione -realizzata in parte negli Occultum Studios di Ossian e in parte negli Authoma Studios di Federico Pennazzato- è sufficientemente pulita, sebbene non eccelsa e totalmente equilibrata. Si nota difatti una certa predominanza del comparto ritmico e sinfonico a discapito del suono della chitarra, che risulta non sempre essere ben definito e delle voci, che faticano spesse volte ad emergere appieno.

Pur non essendo scevro dalle pecche evidenziate, Back to Sepulcro è un lavoro che evidenzia come la band con questa nuova line-up sia in gran forma, proponendo da un lato un cospicuo resoconto della storia degli Opera IX, dall’altro un assaggio del nuovo materiale, nonostante sia ovviamente ancora troppo limitato per farsi un’idea precisa sulla qualità della prossima release. Per tali ragioni, esso è adatto tanto ai neofiti che non conoscono l’oscura discografia della band, quanto ai fan di lungo corso che non ne resteranno sicuramente delusi, data la qualità della reinterpretazione dei brani proposti.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
76 su 3 voti [ VOTA]
Shaytan
Giovedì 11 Febbraio 2016, 18.31.47
2
Grandi Opera IX! Una band da supportare. Sempre.
Doomale
Giovedì 11 Febbraio 2016, 18.25.51
1
L'ho ascoltato troppo poco per dare un giudizio globale...ma mi sembra un operazione ben riuscita. Oltretutto il discorso di tornare ad avvalersi di una witch donerà nuova linfa.
INFORMAZIONI
2015
Duskstone
Black
Tracklist
1. Sepulcro
2. The Oak
3. Act I,The first seal
4. Maleventum
5. Consacration
6. The Cross
Line Up
Abigail Dianaria (Voce)
Ossian (Chitarra)
Scùrs (Basso)
Alexandros (Tastiere)
M:A Fog (Batteria)
 
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