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Circle II Circle - Burden Of Truth
( 4015 letture )
Se c'è una cosa (tra le altre mille) per la quale voglio ringraziare gli dei del metallo, è il fatto che Zachary Stevens non abbia smesso di cantare dopo l'addio ai Savatage. Vederlo tornare nel 2003 sotto il monicker Circle II Circle è stata una vera manna dal cielo per tutti i fan dei 'Tage che ben avevano accolto quel Watching in Silence digerendo di buon grado il forte retrogusto di Edge of Thorns, presi dall'entusiasmo di riabbracciare un vecchio amico. Cambiata in un sol botto l'intera formazione, il buon Zak si è ripresentato l'anno scorso con The Middle of Nowhere, album che pur con qualche rimando ai vecchi tempi si sforzava, riuscendoci in parte, di ammodernare il sound della band mostrando i progressi di Stevens in veste di songwriter.
Fatto tesoro della passata esperienza, il lungocrinito cantante americano torna alla carica con un disco ambizioso, un concept album ispirato alle vicende del famigerato Codice da Vinci, che tra trionfi commerciali ed aspre critiche ha letteralmente spaccato in due pubblico e addetti ai lavori. Tuttavia sarebbe impossibile tracciare un parallelismo con questo nuovo Burden of Truth in quanto il nuovo lavoro dei Circle II Circle possiede le carte in regola per mettere d'accordo tutti. Avendo affinato le proprie capacità di songwriter, Stevens ha dato vita ad un pugno di canzoni decisamente ben riuscite, che proseguono il discorso musicale intrapreso col disco precedente nel contesto di un heavy metal melodico e moderno. Gli undici pezzi che compongono il disco appaiono freschi e piacevoli nelle loro strutture semplici ma non banali, esaltandosi giustamente nell'interpretazione divina di uno Zak in grande forma, che attraverso il suo magnifico timbro vocale riesce a regalare emozioni a profusione. Soprattutto durante i refrain, il nostro vocalist si fa apprezzare quando cambia registro e dona enfasi ed istanti di pura esaltazione, passando da toni più melodici a toni più aspri e viceversa, come ad esempio nella splendida power ballad Sentenced o nell'anthemico mid-tempo di Messiah. E il resto del gruppo? Beh, Zak si è scelto bene i nuovi compagni d'avventura (per chi non lo sapesse i "vecchi" Circle II Circle di Zak Stevens sono diventati in blocco i Pain di Jon Oliva dopo l'uscita di Watching in Silence) autori di una prestazione precisa e compatta, impreziosita dall'ottimo lavoro -soprattutto in fase solistica- dei due chitarristi Evan Cristopher ed Andrew Lee. Ascoltare per credere: se non vi basta l'ottima opener Who Am I to Be per convincervi, date un colpo d'orecchio alle varie Heal You, Evermore o Live as One. Riff ficcanti, ritmiche decise, melodie coinvolgenti e grandi ritornelli intrisi di un feeling epico che fa da filo conduttore per l'intera opera; e c'è anche il consueto pomposo coro polifonico a chiudere la titletrack. Il tutto a far da cornice alla magnifica voce di Zak Stevens. Cosa chiedere di più? A voler essere proprio pignoli un difetto potrebbe essere rintracciabile nel fatto che il concept lirico non viene seguito efficacemente dalla struttura musicale del disco, ma non tutti gli album di questo genere possiedono la forza visuale e comunicativa di un Operation Mindcrime o di uno Streets (giusto per restare in famiglia). Nonostante questa piccolissima pecca mi sento di consigliare questo disco un pò a tutti, dai fan dei Savatage agli appassionati in generale, finanche a chi semplicemente apprezza la buona musica. È un'occasione per conoscere una delle più belle voci dell'heavy metal e non solo. A buon intenditor...



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
68.10 su 64 voti [ VOTA]
master444
Mercoledì 1 Novembre 2006, 15.52.38
4
troppo bello e troppo grandi...
JasonTheReaper
Venerdì 20 Ottobre 2006, 12.06.09
3
Si dai, 3-4 canzoni di ottimo livello anche se c'è qualche canzone che salto volentieri. La title track è molto bella.
Il Mentalista
Venerdì 20 Ottobre 2006, 10.30.09
2
io invece apprezzo la svolta più moderna che zak ha intrapreso sin dal disco precedente, ed è anche maturato come songwriter. Sul primo le canzoni erano scritte in collaborazione con jon oliva e paul o'neill, diciamo che non si poteva sbagliare Ti è piaciuto il nuovo Jon Oliva's Pain?
JasonTheReaper
Venerdì 20 Ottobre 2006, 10.21.32
1
Mi dispiace Giuseppe ma non sono molto in sintonia con quanto hai scritto: buoni chitarristi, voce strepitosa ma songwriting scadente. L'unico dei 3 cd che mi ha colpito è il primo...
INFORMAZIONI
2006
AFM
Heavy
Tracklist
1. Who Am I To Be?
2. A Matter Of Time
3. Heal You
4. Revelations
5. Your Reality
6. Evermore
7. The Black
8. Messiah
9. Sentenced
10. Burden Of Truth
11. Live As One
Line Up
Zak Stevens - vocals
Andy Lee - Lead Guitar
Evan Cristopher - Guitar
Paul Michael Stewart - Bass
Tom Drennan - Drums
 
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