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Saxon - Crusader
13/02/2016
( 3142 letture )
I Saxon sono senza dubbio uno dei nomi storici più famosi del metal anni ’80. Dopo aver contribuito in maniera sostanziale alla nascita ed all’evoluzione dell’heavy metal e regalato al pubblico pezzi di storia come Wheels of Steel, Strong Arm of the Law e Power and the Glory, la band capitanata da Biff Byford ritorna sulle scene nel 1984 con Crusader, sesta fatica studio in soli sei anni dalla nascita della formazione.
Quest’album viene considerato da molti come l’inizio del declino stilistico dei Saxon che li avrebbe portati, in seguito, ad esplorare lidi più melodici e “commerciali”. Infatti, malgrado il titolo e la cruda copertina (raffigurante una scena di guerra tratta dalle crociate), in generale si può notare una tendenza al distaccarsi dai suoni ruvidi che avevano contraddistinto i vecchi capolavori della band, ed un aumento di passaggi più melodici, per quanto il tutto si presenti qui ancora in forma embrionale.

Si può trovare traccia di quanto detto già in alcuni passaggi della titletrack, Crusader, prima vera canzone del plattern, dopo l’intro The Crusader Prelude. Trattasi di un mid tempo introdotto da un arpeggio di chitarra in pulito che sfocia poi in strofe melodiche ed un ritornello corale dal sapore vagamente epico. La seguente A Little Bit of What You Fancy risulta invece quasi in contrapposizione col brano precedente, presentandosi come un hard rock spedito, fatto di riff stridenti ed assoli veloci, fra i quali si fa prepotentemente largo un Biff Byford in forma smagliante e carico di espressività. Nonostante gli accenni più orecchiabili, che iniziano a farsi sempre più frequenti, il pezzo riesce comunque a trasmettere all’ascoltatore la propria anima rock’n’roll. Proseguendo si passa dai virtuosismi NWOBHM della cover degli Sweet, Set Me Free e dai ritmi cadenzati di Just Let Me Rock, che mettono in mostra le vene ancora prettamente heavy dei nostri, per poi giungere a canzoni come Sailing to America o Do It All For You, nelle quali i ritornelli catchy e le melodie morbide, tendenti all’AOR, che tanto hanno fatto storcere il naso ai fan di vecchia data dei Saxon, predominano incontrastate. Sul fronte tecnico invece i nostri rimangono eccelsi: dalla granitica sezione ritmica composta sempre da Steve Dawson al basso e Nigel Glocker dietro le pelli, fino a giungere alle, questa volta un po’ meno ruvide, chitarre del collaudato duo Graham Oliver e Paul Quinn, ed all’ottima e carismatica interpretazione vocale di Byford, tutto è al proprio posto, segno che, malgrado il cambio di toni, i nostri non hanno perso un briciolo di smalto.

Crusader non è quindi certamente l’album migliore dei Saxon ma, anche se non raggiunge le vette d’ispirazione dei suoi illustri predecessori, rimane pur sempre un buon disco, composto da brani che valgono l’ascolto, al di là dei giudizi soggettivi che lo reputano reo di rappresentare il primo passo verso lo snaturamento di una band che ha contribuito così tanto a plasmare l’heavy metal come lo conosciamo tutti oggi.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
80.26 su 15 voti [ VOTA]
Diego75
Domenica 7 Ottobre 2018, 14.15.02
12
A parte la copertina e crusader...un album pieno di ritagli....non mi dice nulla!
oxox
Venerdì 7 Settembre 2018, 9.34.08
11
Fedele alla linea
Fabio Rasta
Giovedì 6 Aprile 2017, 17.21.45
10
Forse x vissuto personale, ma a me questo LP piace parecchio, senz'altro + di Power & The Glory. Ma un motivo certo è che c'è tanto R'n'B a me tanto caro. Questo x me lo salva dalle accuse di snaturamento. I danni arriveranno a caterve dopo....
rik bay area thrash
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 16.36.15
9
Di recente ho acquistato un best of contenente tutto lo scibile possibile dall' 80 all' 89 ( ben 3 cd). Il materiale dei primi 3 album è di qualità nettamente superiore (almeno per me ). Qui siamo più leggeri come suono ( lasciatemi passare questa espressione ). Piacevoli senza dubbio, ma i 'veri' saxon sono altri.
Mic
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 13.57.24
8
Però i sassoni si sono rifatti dagli anni '90 in avanti
Vanni Fucci
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 11.46.28
7
E' qui che i Saxon hanno perso il treno rispetto ai conterranei Maiden secondo me.... il confronto tra la produzione 84-88 delle due band è a dir poco impietoso per i primi, nonostante io ami alla follia la title track di questo album e Innocence non mi dispiaccia per niente.
Mic
Martedì 16 Febbraio 2016, 14.45.12
6
Album deboluccio. Capisco chi lo ha ascoltato appena uscito ma per me che ho conosciuto i Saxon con Unleash The beast questo Crusader appare piuttosto fiacco, mentre i quattro dischi precedenti hanno ancora il loro perché
The Nightcomer
Lunedì 15 Febbraio 2016, 18.43.16
5
Che ricordi con questo disco, fu uno dei primi in assoluto che acquistai, quando ancora mi muovevo alla cieca senza sapere a cosa sarei andato incontro. Credevo sarei andato sul sicuro con un nome come quello dei Saxon, infatti inizialmente il disco mi piacque, ma quando scoprii i precedenti (in particolare Wheels of Steel e Strong Arm of The Law) rividi drasticamente il giudizio, al punto di sbarazzarmi del vinile di Crusader, che non ascolterò credo da quasi 30 anni ormai... Rammento ancora la title track (penso fosse la migliore, a memoria) e qualche altro pezzo, ma sono certo che se oggi riascoltassi il disco sarei meno drastico.
InvictuSteele
Lunedì 15 Febbraio 2016, 18.26.40
4
Uno dei dischi più fiacchi dei Sassoni, soprattutto dopo l'energia dei primi album, eppure è un discreto lavoro, niente di eccezionale ma piuttosto godibile, dove il capolavoro è proprio la tiltetrack. Comunque preferisco questo a tutti gli album degli ultimi venti anni che, seppur abbiano un suono potente e molto metallico, sono un copia incolla continuo con molti riempitivi. Questo Crusader è più genuino. Voto 70
venom
Domenica 14 Febbraio 2016, 20.24.16
3
Tanti ricordi ....crusader da sola e un pezzo d storia del rock, e anche sailing to america o do it all x you sono splendite.ingiustamente criticato all epoca ma i saxon si ripresero la rivincita con degli ottimi riscontri di vendita.
The Reaper
Sabato 13 Febbraio 2016, 14.27.07
2
Solo la title track da sola merita 100. Onestamente il resto non lo ricordo e non è buon segno...
matthew heinz
Sabato 13 Febbraio 2016, 14.06.30
1
è un disco che ha segnato la mia adolescenza, il primo impatto con le superiori, quindi il mio voto è condizionato dai ricordi. Obiettivamente lo metto sotto il poker strong wheels denim power, ma la bellezza della title track è qualcosa di unico. Sound molto americano per le ariose sailing to america e do it all, sound che esploderà poi nel bellissimo e controverso innocence. Per me un 75 in linea con la recensione
INFORMAZIONI
1984
Carrere Records
Heavy
Tracklist
1. The Crusader Prelude
2. Crusader
3. A Little Bit of What You Fancy
4. Sailing to America
5. Set Me Free
6. Just Let Me Rock
7. Bad Boys (Like to Rock’N’Roll)
8. Do It All For You
9. Rock City
10. Run For Your Lives
Line Up
Biff Byford (Voce)
Graham Oliver (Chitarra)
Paul Quinn (Chitarra)
Steve Dawson (Basso)
Nigel Glocker (Batteria)
 
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