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Dream Theater - The Astonishing
16/02/2016
( 15259 letture )
PROLOGO
Il titolo di questa recensione è cristallino: non serviranno molte parole in questo breve preambolo, poiché il gruppo in questione non necessita di alcuna presentazione. Due anni dopo l'omonimo disco del 2013, piacevole ma di certo tutt'altro che sorprendente, sono iniziate a circolare in rete le prime anticipazioni di questo nuovo lavoro. Lentamente sul sito ufficiale del gruppo sono apparsi i primi contenuti che, grazie a delle associazioni d'idee abbastanza spontanee, hanno portato alla previsione di un nuovo concept album. Personaggi e dettagli vari di un'ambientazione ibrida tra futuro distopico e fantasy sono stati progressivamente svelati, uniti a maggiori informazioni sul platter. Dopo una -relativamente- breve attesa abbiamo fra le mani il tredicesimo lavoro dei Dream Theater: The Astonishing è il primo concept dai tempi di Scenes from a Memory e Six Degrees of Inner Turbulence, una rock opera maestosa ed ambiziosa. La portata è immensa e, con tutte le conseguenze che l'ardua decisione può portare, si è scelto di servire 34 canzoni, per un totale di due ore e dieci minuti di musica su doppio disco. Soltanto questo dato ha spaccato immediatamente, dai fan più accaniti ai tutti i delusi degli ultimi anni, il pubblico del gruppo. Il cambio della formula con la quale i maestri del prog metal si sono approcciati a questo nuovo lavoro ha avuto delle ripercussioni pesantissime poiché vengono proposti brani dalla media durata (da considerare molto brevi per gli standard del gruppo) ed in maggiore quantità. Quasi tutti i pezzi sono rigorosamente collegati, come da migliore tradizione delle rock opera: facendo un esempio recente, basti pensare alle scelte strutturali fatte da Arjen Lucassen con The Theory of Everything degli Ayreon. Fatte queste premesse, la conseguenza diretta è che The Astonishing è senza ombra di dubbio un lavoro che va assimilato con dedizione e tutto di seguito, poiché diversamente risulterebbe frammentato e molti pezzi perderebbero di significato. Allo stesso modo, per dare il giusto contesto all'opera è bene seguire l'ascolto, almeno le prime volte, con testi e documentazione dell'ambientazione alla mano. Rimandando i giudizi alle conclusioni, addentriamoci nel primo atto e nel vasto Great Northern Empire of the Americas.

ATTO I
Anno 2285. Un gruppo di droni chiamati NOMACS (Noise Machines) si alza sopra il palazzo dell'imperatore, nel cuore del New Meineland. Queste figure sono il risultato del progresso tecnologico e dell'ambizione umana: attraverso questo progetto infatti gli uomini cercano di creare la musica più vicina alla perfezione, sfruttando mezzi mai avuti prima. Tuttavia, quando l'ambizione oscura il raziocinio del genere umano, viene perso il controllo della situazione ed ogni attenzione viene rivolta ai droni. Dopo lunghissimi anni di ricerca e sviluppo, i NOMACS sono le uniche fonti di intrattenimento rimaste al mondo: attraverso la morte dell'espressione umana, viene generato un vuoto nel quale esiste esclusivamente la musica prodotta da queste macchine. Con il passare del tempo le emozioni generate dall'estro artistico della musica vera, quella suonata dagli esseri umani, vanno a perdersi, lasciando nelle mani dell'impero anche un potente strumento di controllo sulle masse. Il futuro distopico che affligge il popolo viene magistralmente orchestrato in Dystopian Overture. Il meraviglioso brano umentale, come da tradizione lirica, introduce i principali temi dell'opera, che verranno poi ripresi dai personaggi della storia. Dai primi angoscianti momenti che rimandano ai tempi di A Nightmare to Remember, ai funambolici stacchi con più strumenti che ricordano Train of Thought, il brano va a cogliere diverse istantanee della carriera dei Dream Theater. Il filo logico e melodico viene tenuto magistralmente e a primo impatto l'overture colpisce in maniera eccellente, dandoci le migliori speranze per questo disco. Strizzando l'occhio all'ultimo omonimo in termini di sonorità, pianoforte e chitarra elettrica aprono The Gift of Music, pezzo largamente anticipato prima dell'uscita del platter. LaBrie fa da narratore descrivendo la situazione politica dell'impero, su un discreto riff di Petrucci. Ciò che non convince immediatamente è il suono della batteria, un po' compresso e "plastico", insieme al basso di John Myung che sembra rimanere decisamente indietro. Il brano tuttavia risulta complessivamente godibile visti i numerosi cambi di registro e le ascendenze musicali, che portano ad un'ottima sezione con un coro carico di pathos e ad un assolo di chitarra di gran classe. L'inquadratura della scena intanto si sposta a Ravenskill, piccola città lontana dal palazzo dell'imperatore, dove una ritrovata speranza dà vita alla nascita della rivolta contro un impero dittatoriale ed oppressivo. Il primo personaggio a presentarsi è il comandante dei ribelli Arhys, che descrive le difficili condizioni di vita del popolo di Ravenskill e introduce a sua volta suo fratello Gabriel, protagonista della storia, nonché ragazzo prodigio con l'innata capacità di cantare e suonare musica dagli effetti divini. Durante la dolce e acustica The Answer, nella quale colpisce molto lo stato di grazia in cui si presenta LaBrie, Gabriel si chiede quale futuro lo attenda e se effettivamente il suo "dono" possa essere la chiave per un futuro migliore nel quale tutto il suo popolo spera. Il gruppo continua a mostrarsi ispirato e il songwriting rimane a livelli alti con A Better Life, pezzo che si muove cupamente tra stacchi epici e la distorta chitarra di Petrucci che sfocia in un assolo veramente ben costruito. Andando a cercare il pelo nell'uovo, manca un pizzico di ruvidità nel suono della sei corde, lasciando ad esso un'aria un po' troppo artificiale.

Evangeline
You lived a life of misery and pain
Evangeline
I'll never let your memory die in vain
Evangeline
My heavy heart still bleeds
I dedicate my life to set him free
And I will carry on to plant the seeds
I promise in the name of our new son
This battle won't be over until it's won
(A Better Life)


Il testo va a delineare ulteriormente il profilo psicologico di Arhys, determinato e di stampo militare, rivelando anche la triste storia con Evangeline, madre del loro figlio Xander morta poco dopo il parto. Il suo amore per la donna e il forte senso del dovere, sono la ragione di vita dell'uomo che aspira a mantenere la propria promessa verso l'amata, ovvero quella di garantire al figlio una vita migliore. Nell'impero tuttavia le voci corrono veloci e quanto prima giunge a palazzo la notizia di una rivoluzione che lentamente sta prendendo forma. Lord Nefaryus, bel pezzo in cui Rudess trova grande ispirazione ed estro al pianoforte, alternando un'aria da opera teatrale a momenti più cupi, è anche il nome dell'imperatore del Great Northen Empire of the Americas. Volendo vedere se effettivamente i poteri di Gabriel sono una minaccia per il suo regno, il tiranno parte alla volta di Ravenskill con la propria famiglia: l'imperatrice Arabelle, il principe Daryus e la principessa Faythe. L'atmosfera pacata e felice, sulla quale si consuma una dolce chitarra acustica accompagnata da un assolo decisamente morbido, viene disturbata dall'arrivo nella piccola città di Lord Nefaryus, che irrompe nella piazza mentre Gabriel suona la chitarra, considerata una sorta di reliquia, per la folla. A Savior In The Square presenta una sezione ritmica non originalissima ma molto efficiente, che concede un andamento decisamente epico e pomposo al pezzo, dipingendo bene la scena che si intendeva raffigurare. La tensione cresce e Gabriel, su richiesta del tiranno, si appresta a suonare qualcosa che possa mettere in risalto i suoi poteri. Quello che ne viene fuori è un toccante brano che mira a sensibilizzare gli animi di tutti, raggiungendo soprattutto quello della principessa Faythe.

When you're facing the path that divides
Know that I will be there by your side
Find your strength in the sound of my voice
And you'll know
Which choice is right
(When Your Time Has Come)


When Your Time Has Come e Act of Fayhte sono due ballad ampiamente godibili: la prima rimanda ai tempi di Images and Words e la seconda a quella di Scenes From A Memory, presentando prima un'aria più spensierata e poi una più riflessiva ed introspettiva. Sulle note profonde di queste canzoni scocca qualcosa fra Faythe e Gabriel, una sorta di sentimento mosso dalla musica, verso il quale la principessa è da sempre stata portata. La ragazza è infatti in possesso di un lettore musicale, che nel passato è stato un oggetto di uso comune, ma ad oggi risulta tanto obsoleto quanto prezioso, poiché ricco di brani di musica realmente suonata. Lord Nefaryus rimane colpito dall'abilità del ragazzo prodigio, per poi notare però lo sguardo fra lui e la figlia. A quel punto ritorna rapidamente in sé e con Three Days, brano cupo e non particolarmente ispirato (ad esclusione del finale veramente notevole), concede tre giorni di tempo ai cittadini di Ravenskill per sciogliere la milizia dei ribelli e arrendersi. La gelosia per come il popolo adora il proprio prescelto è il movente della decisione del tiranno, che vede in quella cieca fiducia verso il ragazzo prodigio un potenziale pericolo per il proprio ruolo da imperatore. La famiglia reale fa ritorno al palazzo, mentre Gabriel si nasconde e si chiude nelle proprie riflessioni, protetto dagli uomini del fratello Arhys. Dopo un brevissimo intermezzo elettronico, con Brother, Can You Hear Me? i Dream Theater sviluppano uno dei temi principali di The Astonishing. Il leitmotiv scelto non è tra i più belli, ma ha il vantaggio di risultare sufficientemente maestoso per il formato della rock opera e abbastanza facile da essere memorizzato rapidamente. A Life Left Behind ci riporta indietro agli esordi del gruppo, con un pezzo che ha un gran bel tiro nella prima parte e che mette in risalto un buon equilibrio fra gli strumenti, per poi sprecare l'idea iniziale tramutandosi in un pezzo piacevole, ma nulla di più. Il livello sale drasticamente con Ravenskill, pezzo dal sapore etereo e profondo, che esplode in una sezione di gran lirismo con atmosfere tese e cupe, arricchite delle campane che tanto rimandano ai brividi di Finally Free. Faythe torna nel villaggio in incognito per cercare Gabriel, tuttavia vi è molta tensione per quanto accaduto nei giorni precedenti e nessuno la aiuta. Nella piazza trova Xander intento a giocare e gli chiede di portarla dal padre, che la accoglie presso l'accampamento della milizia del villaggio. Il comandante delle guardie si appura delle sue attenzione e la conduce da Gabriel, non senza remore e dubbi, ma fiducioso che i due possano trovare insieme una soluzione. Attraverso la dolce Chosen, che nulla dà e nulla toglie al disco, il ragazzo dai poteri divini prende maggiore coscienza del proprio dono e l'autorevolezza di affrontare il proprio destino. Contemporaneamente, il principe Daryus segue con diffidenza la sorella per controllarla, per poi addentrarsi nell'abitazione di Arhys rapendo il figlio. Al rientro a casa il comandante della milizia viene messo di fronte ad una dura decisione: avrà tempo fino all'alba per decidere se tradire il fratello, consegnandolo nelle mani del figlio di Lord Nefaryus e avere per lui e Xander ogni privilegio che l'impero possa offrire. A Tempting Offer e The X Aspect dipingono bene il quadro attraverso effetti sonori, momenti di suspense e di apprensione per le scelte da compiere: oltre alle scelte melodiche abbastanza azzeccate, la prestazione di LaBrie è da brivido soprattutto sulle tonalità medie, accompagnate da un arrangiamento non stellare ma molto coinvolgente, poiché non si fatica per niente ad addentrarsi nello stato d'animo difficile di Arhys. A New Beginning è il brano più longevo del lotto e quello che più mette in risalto lo stile del gruppo, unendo alcune venature che richiamano i Rush e in alcuni brevi passaggi addirittura i Queen. La prima sezione è ben orchestrata, alternando dei momenti graffianti ad altri quasi neoclassici, per poi far sfociare il tutto in assoli incrociati fra Rudess e Petrucci da brivido, sostenuti da un ottimo giro di basso finale di Myung. Faythe fa ritorno al palazzo per parlare con i propri genitori e, grazie anche all'intervento della madre che ricorda a Lord Nefaryus come lui stesso amasse la musica, riesce a convincere il padre a lasciare una concreta possibilità di dialogo a Gabriel per risolvere la situazione. Il primo disco di The Astonishing va così a chiudersi con The Road to Revolution, brano nel quale ogni personaggio prende voce, come a fare il sunto della situazione. I diversi registri vocali e i temi associati ai differenti protagonisti della storia si alternano rapidamente. Faythe torna a Ravenskill per avvisare Gabriel del consenso del padre ed intanto il tempo della pesantissima decisione imposta da Daryus ad Arhys sta per scadere. Sulle note di una tesissima e maestosa orchestra il sipario cala e si conclude il primo atto.

ATTO II
2285 Entr'acte si appresta a dare nuovamente vita al palco che ospita la rock opera, presentando altri temi e il mood di questo secondo disco: vi è maggiore dinamismo e una vena decisamente più nervosa che ci prepara a una narrazione piena di colpi di scena, tra stacchi e arrangiamenti orchestrali che citano nettamente War Inside My Head. L'ascolto prosegue con Moment of Betrayal, brano che rimane facilmente in testa grazie ad una linea melodica tanto semplice quanto ispirata e che spinge la voce di LaBrie ai propri limiti nel ritornello. Anche in questa canzone vi è un gran equilibrio fra i synth di Rudess, la chitarra -un po' troppo ovattata- di Petrucci e l'ottima sezione ritmica di Mike Mangini che finalmente spicca con un guizzo di creatività. Le trame della storia si infittiscono e prendono una piega decisamente cupa: Faythe e Gabriel organizzano per la sera stessa l'incontro con la famiglia imperiale a Heaven's Cove, un vecchio anfiteatro abbandonato immerso nella natura, che una volta era luogo di musica, teatro e arte. Il prescelto comunica la sua decisione al fratello, percependo nel suo comportamento un nervosismo mai visto prima. A sua volta Aryhs, spinto dall'amore per Evangeline e dalla promessa a lei fatta, cede all'offerta di Daryus, rivelandogli che in quella sera si sarebbe visto con il fratello all'antico anfiteatro. Il comandante dei ribelli di Ravenskill, ancora in lotta con la propria coscienza e non del tutto convinto dalle intenzioni del figlio dell'imperatore, svela una parziale verità omettendo i dettagli sull'incontro con Lord Nefaryus. La narrazione si sospende per un momento con Heaven's Cove, brano che sposta semplicemente l'inquadratura sull'omonimo scenario: la chitarra acustica gioca con i synth strizzando l'occhio alla tradizione prog rock più classica degli anni settanta, miscelandosi poi con degli stacchi distorti e con delle sfuggenti note di pianoforti. Nonostante LaBrie interpreti sempre i personaggi in prima persona -scelta alquanto azzeccata e che offre un gran dinamismo al disco- in questo pezzo e in pochi altri concede la propria voce ad un narratore esterno che si occupa di descrivere l'ambientazione. Begin Again è l'ennesima ballad che riporta in auge i pensieri di Faythe, lasciando l'impressione di qualcosa di già sentito. Il brano, né bello né brutto, ma semplicemente ascoltabile, lascia lo spazio alla successiva ed importantissima The Path That Divides. La notte cala e Arhys attende con ansia l'arrivo di Daryus e Gabriel al luogo prestabilito per l'incontro. All'ultimo tuttavia, il comandante dei ribelli decide di non tradire il fratello e non appena il figlio dell'imperatore giunge all'anfiteatro si accende un'animata discussione che sfocia in un duello. Il brano funziona alla grande, grazie anche alle harsh vocals, agli effetti sonori e ad un riffing accattivante. Tutti questi elementi danno molto dinamismo al pezzo, che è pervaso di un misto di tensione e tragicità degno della narrazione. I due combattenti sono ignari della presenza di Xander, che aveva precedentemente seguito il padre, nascondendosi dietro un albero. Il duello incede con ritmo incalzante, finché Daryus non ha la meglio e toglie la vita ad Arhys sotto gli occhi del giovane ragazzo, che poco dopo esce dall'oscurità lanciandosi sul corpo del padre. La rabbia e la disperazione si ripercuotono nella violenta ed oscura The Walking Shadow, altro brano di snodo del concept, nel quale si miscelano dei synth angoscianti e ritmiche decisamente cupe. Per un attimo il brano si interrompe e si sentono i rumori di alcuni passi e Daryus accecato dalla brama di potere e gloria si appresta a nascondersi convinto che stia per arrivare anche Gabriel. Non appena l'ombra si palesa a portata dell'arma, il figlio dell'imperatore sferra un colpo mortale ad essa, ignaro che non sarebbero stati solo in tre quella sera a Heaven's Cove. A cadere esanime non è il corpo del prescelto, ma quello della sorella, che precedeva di qualche passo il proprio amato. Pochi momenti dopo Gabriel giunge e si accorge della tragedia che si è consumata: Faythe giace in una pozza di sangue e allo stesso modo Arhys è senza vita con il figlio che piange la sua morte. My Last Farewell è un climax ascendente che esprime la rabbia e la disperazione di Gabriel, che sfocia in una sezione molto tecnica con un basso gonfio e distorto e dei funambolici assoli di tastiera e chitarra all'unisono.

Crushing pain and crippling grief
Nothing like I've ever felt
God above and souls beneath
Hear my last farewell
(My Last Farewell)


Qualcosa nell'animo del prescelto si rompe e il suo dono divino diventa punizione: Gabriel copre con le proprie mani le orecchie di Xander e riversa tutta la propria rabbia in un urlo insostenibile dall'udito umano, distruggendo i timpani di Daryus irreversibilmente. Nel finale del brano, quell'urlo graffiante di LaBrie è veramente ben riuscito e lo stacco orchestrale subito a seguire conferisce una chiusura veramente maestosa e tragica al pezzo. Lord Nefaryus ed Arabelle, non molto distanti da quello che dovrebbe essere stato il luogo dell'incontro sentono i rumori e l'urlo, precipitandosi a vedere cosa sia accaduto. Così le lacrime dei due aprono Losing Faythe, ballad estremamente toccante che pecca in un utilizzo eccessivo di alcuni leitmotiv già troppo sentiti. Le parole sono comunque decisamente adatte allo scenario e il modo in cui l'imperatore chiede perdono per il proprio orgoglio, causa scatenante di tutto quello che è accaduto, è molto commovente, grazie soprattutto alla presenza della chitarra acustica di Petrucci. Lord Nefaryus chiede disperatamente a Gabriel di compiere nuovamente un miracolo e di salvare la figlia, che in quei suoi ultimi momenti sorride mentre inizia ad abbandonare inesorabilmente il proprio corpo. Tristemente ogni speranza sembra persa con Whisper on the Wind, poiché la voce di Gabriel sembra essersene andata insieme all'urlo che ha distrutto le proprie corde vocali.

My fragile voice has all but disappeared
I've nothing left to give
The words I wish I'd said
Just whispers on the wind
And now all hope is dead
(Whispers in the Wind)


Il pianoforte di Rudess accompagna egregiamente questo breve intermezzo nel quale tutto sembra finire per il peggio, tuttavia gli eventi della notte hanno svegliato progressivamente tutta Ravenskill che si è radunata a Heaven's Cove. In maniera del tutto inaspettata, durante Hymn of a Thousand Voices tutti i presenti iniziano a cantare, conferendo di nuovo voce a Gabriel, che ritrova nel popolo che rappresenta la propria forza. La ballad, arricchita di un bel violino e di un coro che fa il proprio dovere senza osare eccessivamente, rappresenta il momento in cui Faythe riapre gli occhi e il miracolo si compie. In questi brani conclusivi, The Astonishing va un po' a perdersi, non tanto nella trama che risulta forse un po' buonista e scontata nel finale, ma soprattutto nell'ispirazione musicale. Our New World è un brano privo di ogni forma di brillantezza, prevedibile, allegro e scontato, nel quale viene descritto come tutto finisca nel migliore dei modi: per quanto nessuno potrà far tornare in vita Arhys, Gabriel e Faythe decidono di continuare la loro vita insieme, prendendosi cura di Xander, così che la promessa fatta dal fratello ad Evangeline venga rispettata. La famiglia imperiale si ricongiunge con i due ed il regno ritrova la pace che da tanto era venuta a mancare. Power Down è un breve strumentale elettronico che ci dipinge la definitiva distruzione dei NOMACS, ordinata alle guardie imperiali da parte di Lord Nefaryus, in favore del ritorno dell'arte e della musica. Il secondo atto si appresta a concludersi con Astonishing, pezzo formato da tutti i temi che hanno contraddistinto il concept. La traccia risulta stucchevole ed eccessivamente pomposa, a tratti pacchiana nel continuo accavallarsi di sezioni orchestrali e synth che oscurano praticamente tutto il resto. LaBrie presta la propria voce a quasi tutti i personaggi della storia, un po' come alla chiusura del primo disco, facendo un'ultima panoramica della storia. Ogni forma di repressione e di dittatura cessa, lasciando spazio ad un impero formato sull'arte, lo sviluppo individuale e la libertà. Un coro ampio e maestoso va a chiudere il platter e con queste ultime parole, viene definitivamente calato il sipario.

People, can you hear us?
Peace has been restored
The silence has been broken
Music reigns forever more
We sing a song of freedom
Together we are bound
People, we shall never hold you down
We will build our world on common ground
And we'll live once more
Eternally
In harmony
Our lives will be
Astonishing
Again
(Astonishing)


EPILOGO
Parliamoci in maniera chiara: The Astonishing è un disco lungo, lunghissimo e a tratti prolisso con molti pregi ed altrettanti difetti. La cosa che risalta fin dal primo ascolto è una forte ispirazione e una punta di originalità decisamente marcata rispetto agli ultimi lavori del gruppo. Il platter è sicuramente, quanto di meglio sia stato fatto dal gruppo dai tempi di Black Clouds and Silver Linings ad oggi. La storia del concept, per quanto pecchi in qualche punto di un ritmo narrativo altalenante e di una nota di buonismo finale che ci fa rimpiangere quella meravigliosa tragedia di Scenes From A Memory, risulta funzionale e ben orchestrata. Allo stesso modo, il cambiare formato e tentare un ambizioso concept fatto di tanti brani -relativamente- corti, è stata una scelta che ha portato una bella ventata di aria fresca. Il disco risulta molto impegnativo nell'ascolto e richiede numerose volte per essere assimilato, tuttavia non manca di certo la documentazione adatta per farlo. Sia all'interno della copia fisica, sia sul sito dei Dream Theater vi è molto materiale e un plauso va fatto a tale organizzazione: da un lungo documento con tutta la storia traccia per traccia, alle immagini dei luoghi e dei personaggi. La produzione risulta molto compatta e precisa, a volte vi è un eccesso di cura che produce un suono leggermente artificiale e questo problema affligge prevalentemente gli assoli di Petrucci e la batteria di Mangini. Ad ogni modo si parla di sbavature che non pregiudicano, se non minimamente, l'ascolto. Rudess ci delizia con le solite magie dietro la tastiera, in maniera piacevolmente meno egocentrica, mentre Myung sembra rimanere leggermente indietro senza trovare uno spazio realmente rilevante all'interno del disco. Contro ogni pronostico invece, a risultare la vera star del disco è James LaBrie, che offre una prestazione mastodontica. Nonostante alcune occasioni in cui si percepisce che è a limite del proprio range, il cantante riesce ad interpretare tutte le parti dei personaggi variando registri vocali come se nulla fosse e dando la giusta emotività soprattutto sulle tonalità medie. Ad ogni modo non è tutto oro quello che luccica e la prima cosa che si percepisce alla fine dell'ascolto è la mancanza di qualche perla. Il disco risulta molto omogeneo e costante nella propria andatura e l'assenza di alcuni pezzi da novanta incide pesantemente sulla rendita finale, lasciandoci comunque con la voglia di qualcosa di strabiliante. Allo stesso modo, anche se è una caratteristica dominante delle rock opera, vi è un uso esagerato dei leitmotiv che in certi frangenti iniziano a diventare stucchevoli e ripetitivi. Cambiando il formato con il quale si è voluto dare vita questo album, sono cambiate anche le inclinazioni delle sonorità e vengono a mancare i momenti più metal e graffianti del gruppo, favorendo le linee melodiche, a sfavore di tecnicismi, sperimentazioni e momenti più "coraggiosi". L'eccesso disarmante di ballad causa comunque dei vuoti e, per quanto è da considerare che spesso esse siano espedienti narrativi, è innegabile che alla fine l'attenzione in certi momenti tenda a scemare. Andando a tirare le somme è lapalissiano che ci sarà chi lo odierà o lo amerà per partito preso, considerato il monicker del quale stiamo parlando, ma scendendo in un'ottica più discreta e oggettiva, il giudizio finale non può che essere positivo. The Astonishing è un progetto estremamente ambizioso che non rispetta l'obiettivo di brillare, tuttavia è un disco che ha sicuramente più luci che ombre, capace di poter aggiungere qualcosa in più che mancava alla vasta discografia del gruppo. A distanza di molti anni -trentuno per la precisione- avere ancora qualche tassello da aggiungere non è una cosa da sottovalutare e questa rock opera si trova a fare i conti con i grandi capolavori del passato, il nome in copertina e il proprio formato. Nonostante tutte le considerazioni fatte, su questo teatro rimane un po' di amaro per alcune cose che -anche con poco sforzo- avrebbero potuto migliorare la resa finale. Ad ogni modo, non resta che goderci una rappresentazione valida, con ottimi interpreti, che riesce ad emozionare e, in certi momenti, a coinvolgere come non accadeva da un po' di tempo.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
64.15 su 340 voti [ VOTA]
Rush 1981
Lunedì 11 Marzo 2019, 19.41.05
230
io davvero non riesco a capire chi lo critica... The Astonishing ha composizioni e arrangiamenti geniali... meraviglia di album! Uno dei loro miglior dischi... labrie da brividi per interpretazione!!! Sembra una Favola
df800
Giovedì 7 Marzo 2019, 9.59.03
229
una vomitata pari all omonimo
Riky
Martedì 26 Febbraio 2019, 16.05.50
228
Secondo me se avessero inserito solo la metà delle canzoni sarebbe stato considerato un ottimo concept
Steelminded
Venerdì 1 Febbraio 2019, 0.37.44
227
Grazie lento, in un certo senso me lo aspettavo... questi hanno perso il contatto con la realta...
Lento ma inesorabile
Giovedì 31 Gennaio 2019, 18.32.14
226
@Steelminded Questa catastrofe è opera di Petrucci e di Rudess, che hanno scritto tutta la musica estromettendo Mangini e Myung. I testi (e quindi la storia) sono stati scritti dal chitarrista, mentre la pessima produzione è stata "curata" da Richard Chicky, che ha dato vita a quell'orrore che è il suono di batteria di Mangini (lo stesso del self-titled del 2013).
Steelminded
Giovedì 31 Gennaio 2019, 10.27.10
225
Vorrei veramente sapere chi è il responsabile, insomma il direttore artistico, di quest'opera o se è un disastro collettivo---
Steelminded
Giovedì 31 Gennaio 2019, 0.21.31
224
Hanno detto tutto UpLoad e VASCO ROSSI: una corazzata Potemkin del metal
Pino
Giovedì 3 Gennaio 2019, 13.37.58
223
Recensione perfetta secondo me, mette chiaramente in risalto il bene e il male di questo disco analizzandolo nel dettaglio. Sono d'accordo anche sul voto. Complimenti al recensore
UpLoad
Martedì 25 Dicembre 2018, 23.16.34
222
Incredibile, dopo i Metallica con St.Anger e i pain of salvation con Be, i dream theater son riusciti a sfornare il terzo albumche non riesco ad ascoltare fino alla fine senza rischiare distamparmi contro un palo inmacchinaper un colpo di sonno.....idoli assoluti.
VASCO ROSSI
Giovedì 22 Novembre 2018, 14.30.28
221
ALBUME TROPPO LUNGO, BASTAVA SOLO MEZZO DISCO...E NON TUTTE LE BALLATE UGUALI...PRATICAMENTE QUESTO E THE SPIRIT CARRIES ON ALLUNGATO ALL'INVEROSIMILE...ED UNO SFAM DUE SCASSABALLE...CHE POI ST ALBUM PRENDA DI PIU DI SYSTEMATHIC CHAOS..DAI FA RIDERE...SYSTEMATHIC CHAOS MA SOPRATTUTTO DI TRAIN OF THOUGHT (L APICE APOCALITTICO)CHE RIMANGONO ALBUM DISTRUTTIVI E ASSOLUTI...FORSE TROPPO VIOLENTI PER LE NUOVE ORECCHIE DEI METALLARI METALLICI...PATETICI
Matteo BTBAM Galli
Domenica 11 Novembre 2018, 12.15.15
220
Riascoltato dopo mesi, mi ha lasciato invero un po' freddino. Buon disco nel suo complesso ma forse davvero troppo lungo, da 80 scendo a 70.
Ale
Giovedì 8 Novembre 2018, 15.32.12
219
Per me uno dei dischi più pallosi e noiosi di sempre ... sarà pure un'opera mastodontica ma lo trovo davvero stucchevole
andrea
Sabato 3 Novembre 2018, 19.12.51
218
L'album dei DT che ho ascoltato di più dopo SFAM. Eresia?
vascomistaisulcazzo
Sabato 4 Agosto 2018, 20.23.57
217
Messo sul lettore ed ascoltato un atto ieri e il secondo oggi, devo dire che l'ho sempre ascoltato con piacere nel periodo successivo all'uscita, ho trovato il concerto con esecuzione integrale uno dei più interessanti live dei DT da anni a questa parte e ora a 2 anni e mezzo dalla pubblicazione seppur ascoltandolo di rado per non morire asfissiato lo trovo ancora molto piacevole e senza dubbio il migliore del trittico dei nuovi DT
AndreaMI
Mercoledì 13 Giugno 2018, 17.17.04
216
Ricordo che rimasi zitto dopo il live almeno fino arrivato a casa, quasi un'ora di strada, e anche gli altri occupanti in macchina avevano un misto di sensazioni addosso tra lo stordito e il "non abbiamo capito bene cosa abbiamo Visto", era il mio, il nostro primo Live dei DT, e non avevamo mai visto una esecuzione del genere. Portnoy alla batteria, al contempo macchina e genio creativo, Labrie in stato di grazia, Petrucci stratosferico, non aveva quei quarti di cavallo che ha al posto delle braccia ormai da anni, e Rudess, il nuovo arrivato, tappetate di tastiere, "battaglie" a chi fa più note tra lui e Petrucci. Ma Moore è Moore, probabilmente meno tecnico ed abile di Rudess, ma certamente una vena geniale e "sentimentale" che Rudess si sogna, un po' come Portnoy e Mangini, Mangini sarà anche più tecnico, ma non ha la "fiamma" di Portnoy, innegabile. E questo è il motivo principale per cui WDADU, I&W ed Awake sono da fuori di testa, il mondo della musica, soprattutto con la line up di I&W ed Awake ha conosciuto la Line up delle line up. Un quintetto irripetibile, tra loro c'era una alchimia che solo loro potrebbero raccontarci come si deve. Ma poi Kevin Moore fece la sua scelta e le difficoltà bussarono prepotentemente alle porte dei DT. Poi venne il momento di FII, sapete tutti cosa si diceva di FII, a me è sempre piaciuto, si, ci sono dei riempitivi, ma secondo me la maggior parte dei brani è molto notevole, e devo dire che anche la vena più "MTV" presente in FII non mi fa dire Sono praticamente 20 anni che li ascolto. Ho tutto di loro, così come dei Transatlantic, degli OSI, dei LTE, dei Mullmuzzler ed altro ancora. Non li abbandono perché provo affetto per loro, mi fanno compagnia da 20 anni, fanno parte di me, mi sono dentro, sotto pelle. Ma sono obiettivo dopo SFAM, o dopo SDOIT, la qualità è oggettivamente calata, la presenza di brani che fanno sentire qualcosa è sempre più rara. L'altro giorno ho visto una ragazza su youtube, una reactioner, "recensire" prima the count of tuscany, poi ACOS. Dice: No ragazzi, ripeto, non si può raccontare una gita in campagna con quasi 20 minuti, è palese il fatto che sia volutamente lungo ma non pensato per esserlo, del resto non c'è un argomento che possa essere trattato per 20 minuti, e le parti strumentali, come ho detto prima, sono appositamente lente, ripetute, allungate e rallentate proprio per arrivare a quel minutaggio. Ho visto che sulla loro pagina fb hanno condiviso un post in cui chiedono come vorremmo che fosse il loro nuovo album, più vicino ad I&W ed awake, oppure più tipo TOT, o più concept tipo SFAM e TA... Da una parte sono contento che stiano facendo una sorta di ricerca di mercato, dall'altra mi fa paura perché potrebbe significare 2 cose: -o non sanno più che strada prendere -o la nuova etichetta sta già facendo pressione per evitare un altro flop come TA. Io dico che loro sono i musicisti, noi ci limitiamo ad ascoltare il loro prodotto finito. E' chiaro che se la mia opinione contasse qualcosa gli avrei certamente detto di chiudersi in sala registrazione e di non uscire fin quando non avessero trovato come fare un altro capolavoro. Il che per me vorrebbe dire qualcosa che ricordi WDADU, I&W, Awake, ACOS, FII e SFAM, sopratutto Awake ed I&W. Ma i tempi cambiano, il tempo passa e con esso le persone, inoltre sono dell'idea che, purtroppo, tre quinti dei DT debbano sloggiare: LaBrie, Rudess e Mangini. Petrucci e Myung sono incredibili, anche se devo dire che Petrucci sta invecchiando male, anche a causa di quella sua fissa per il bodybuilding; mentre Myung grazie anche al suo fisico asciutto sembra sempre un 30enne. LaBrie ha annunciato che questo nuovo lavoro che vedrà luce (teoricamente) a febbraio 2019, sarà il suo ultimo album con i DT. Io lo dico da almeno 5 anni che è il caso che o lui molli o lo sostituiscano, ma evidentemente loro non sono di questo avviso, nonostante le performance di LaBrie siano spesso problematiche. E da qui, torniamo a The Astonishin, leggevo nei commenti troppo sussurrato e via discorrendo, concordo, totalmente. Non solo perché The Astonishing non è un album metal e quindi tutto sommato ci sta che non ci siano riff veloci, doppio pedale come se piovesse e quindi ci stanno anche i sussurri quasi femminili di LaBrie. Ma la realtà è che la musica dei DT segue il calare delle capacità canore di LaBrie. The Astonishing è magnificamente performato da LaBrie, proprio perché per tonalità sui cui si basa l'album, lui riesce a starci dietro. Ma è chiaro che per cantare tutti gli album precedenti a The Astonishing, minimo un semitono o un tono lo diminuiscono, minimo... Ragazzi si invecchia e questo The Astonishing ha molto del "crepuscolare". Molti mi dicono che io non sono uno dello zoccolo duro
AndreaMI
Mercoledì 13 Giugno 2018, 17.15.39
215
13/06/2018 Non so dire con esattezza che ascolto sia quello che sto facendo, forse il 15esimo, forse il 20esimo, probabilmente il terzo o quarto con attenzione. Ho deciso di mettermi ad ascoltare The Astonishing perché a breve i DT cominceranno a pensare al nuovo album e cercando su Google the astonishing recensione mi sono trovato a cliaccare questa pagina, dove comunque il commento più recente è già bello datato... Proprio pochi giorni fa Petrucci ha condiviso sui social media un video in cui faceva vedere la nuova location per le registrazioni del nuovo album, un posto in mezzo al verde, che fa molto atmosfera zen devo dire, e forse è proprio quello di cui necissitano...calma. I nostri amici è da tanto che conducono una vita ben più che agiata e per garantirsi ciò ogni 2 anni pubblicano un lavoro nuovo per continuare a permettersi un certo tenore di vita, e questo è oggettivo. Penso di essere stato uno dei primi ad acquistarlo, molto probabilmente anche io mi fiondai al mediaworld per comprarlo, è un male che siano disponibili i loro lavori presso la grossa distribuzione? La risposta, almeno per quanto riguarda me, è si, è un male poter trovare i loro dischi al super mercato. E credo che non sia solo io a pensarlo... Oggi Amazon direi che ha preso il posto di mediaworld e varie messeggerie musicali. Sono i tempi ragazzi, i tempi cambiano le cose, non sempre, ma molto spesso ed in molte occasioni è così. Penso che i DT con WDADU, I&W, Awake, ACOS(la suite), FII(non tutto) e SFAM, abbiano dato il loro meglio, un decennio in cui poi, proprio con SFAM hanno raggiunto popolarità globale. Dopo SFAM, pubblicazioni ogni 2 anni per garantirsi vite agiate. Certo I&W e Awake hanno riscontrato successo, sopratutto in Giappone. Ma è con SFAM che hanno cambiato vita. Ricordo distintamente l'intervista a Portnoy in cui diceva che I&W ha cambiato la vita di loro tutti dal punto di vista della composizione e delle sonorità, che il suo preferito è Awake e che con SFAM hanno raggiunto la tranquillità economica che prima nemmeno si sognavano. Io penso che se sono riusciti a creare album come I&W ed Awake è per un insieme di motivi, erano giovani, scrivevano "di getto", i testi attingevano dal mondo reale, non si autocensuravano, e sopratutto avevano voglia di farcela, come dire che a causa di momenti difficili possono venire fuori anche situazioni positive. I&W, Awake ed ACOS sono da fuori di testa ragazzi. Certo SFAM è un capolavoro e molto di FII è stupendo, poi negli album a seguire ci sono brani qua e la notevoli, ma se penso ai minutaggi di The count of Tuscany, di Illumination Theory, di Stream of consciousness ed altri brani dalla durata importante, mi rendo conto che sono lunghi perché le tanti parti strumentali sono volutamente lunghe e lente proprio per dare lunghezza al brano, quando poi però si va a "filtrarli" per renderli più concreti ed assimilarli, ci si rende conto che i 19 minuti di the count of tuscany potevano essere 12/13. Non si può fare un brano di quasi 20 minuti per raccontare una storia in campagna. Stesso dicasi per stream of consciousness, si sente che la stanno tirando per le lunghe. In ACOS, la cui durata è di 23.06, non si avverte fatica nell'ascolto, il brano è come un tema da 10, inizio, svolgimento e fine. ACOS è lungo, ma è lungo perché ha delle cose da dire, non perché vuole essere lungo per una dimostrazione di non si sa bene cosa poi... Come diceva una cara amica che lavora per una testata musicale, in I&W ed Awake il brano più lungo è Learning to live, . Learning to live unisce splendide sonorità, da Al Di Meola, al jazz, all'hard rock, al metal ed altro ancora, scritta da John Myung, magnificamente pensata, con testi attualissimi e che fanno pensare. The Astonishing è un lavoro di cui non capisco il senso, che bisogno c'è di andare ad attingere da saghe cinematografiche simil Divergent Series? Addirittura ho letto che di The Astonishing hanno fatto un libro. Manca l'edizione per cinema fatta dalla Disney... Con tutto quello di cui si potrebbe parlare attingendo dal mondo reale? Ma forse i nostri amici sono diventati più cauti nel scrivere i testi e negli argomenti da affrontare. Già essendo dei Trumpers (sostenitori di Donald Trump in veste di Pres. Usa) molti hanno preso le distanze da loro, e da ogni parte del mondo, non solo in "casa". Ma la realtà è che di argomenti di cui parlare ce ne sono eccome, se solo non avessero paura di offendere qualcuno o di perdere estimatori... Ma perdere estimatori può essere un bene se sono "estimatori" fin quando fa comodo agli stessi. Io sono uno che fa parte del cosiddetto "zoccolo duro", ho conosciuto i DT nel 98/99, con I&W, dopo poco li vidi all'Idropark di Milano, l'idroscalo per intenderci, per SFAM. Ricordo che
roviston
Sabato 4 Novembre 2017, 11.29.45
214
Certo i D.T hanno vita durissima,se provano a fare qualcosa di diverso vengono travolti da critiche ferocissime,se tornano alla melodia,senza troppi virtuosismi ,pure.Insomma qualsiasi cosa facciano sono mazzate,insulti pesantissimi.Le stroncature spesso arrivano da gente che non li ha mai potuti sopportare,quindi hanno poco senso.Come se mi mettessi a parlare di Al Bano,non potrei che dirne male,quindi lo ignoro.Credo che sia necessario conoscerli,aver seguito con attenzione tutta la carriera per dare un giudizio obbiettivo.Pur non essendo un loro fan incallito,li ho sempre seguiti e devo dire che sono una band di indubbio spessore,musicisti sopraffini di fronte ai quali bisogna togliersi il cappello,certo non sempre colgono nel segno ma qualcosa di buono nei loro album c'è sempre.Userei insomma un pò di cautela prima di definire "merda" "The Ashtonishing".Non è privo di difetti,è lunghissimo ,le melodie sono,a volte, troppo zuccherate,c'è poca grinta ma nel complesso credo di poter dire che si tratta di un buon lavoro.
Undertow
Giovedì 21 Settembre 2017, 18.58.14
213
Ci ho provato in tutti i modi, ma non sono riuscito a finire di ascoltarlo. Quando ho provato a costringermi al tutto-di-un-fiato mi sono addormentato poco prima della fine del primo cd. Allora ho provato la mossa disperata di sentire tracce random in vari momenti della giornata, risultato: mi fanno cagare anche i brani presi singolarmente. Brutto e soporifero. Nell'insieme e nei dettagli. Non mi azzardo nemmeno a dargli un voto perché, di fatto, non l'ho mai davvero ascoltato tutto.
Max1
Venerdì 31 Marzo 2017, 11.40.11
212
Errata corrige: il concerto a cui mi riferivo era dei Fates Warning !!!!!!!!!
Max1
Venerdì 31 Marzo 2017, 11.39.26
211
naoto,hai circostanziato un po' meglio il mio pensiero espresso mesi fa!! Al recente - bellissimo - concerto dei DT uno mi chiedeva sull'ultimo dei DT (che non aveva ancora ascoltato ) e gli dissi: lascia perdere a meno che tu non sia un masochista!!!
Steelminded
Giovedì 30 Marzo 2017, 22.43.27
210
Ha ragione naoto. Se volete sentire cosa volevano fare i DT con 1uesto disco, e non ci sono riusciti, provate a similitude of a dream di neal morse band. Quello si capolavori. Evviva.
naoto
Martedì 28 Marzo 2017, 17.32.46
209
Il disco "peggiore" dei DT. Da fan della prima ora del gruppo posso sostenere che è davvero difficile finirlo per intero. Sembra una roba a metà tra J.C. Superstar e la colonna sonora del Re Leone. Troppo melodico, troppo melenso, troppo acustico, troppo sussurrato, troppo... lungo. Per la prima volta non ho trovato quasi nulla di interessante in un lavoro del gruppo newyorkese. Apprezzabile lo sforzo di produrre qualcosa di diverso, ma la storia in sè è risibile (scopiazzatura da 2112 dei Rush) e lo sforzo per l'ascolto è eccessivo. Voto: 60 P.S.: l'esecuzione dell'album dal vivo rende decisamente meglio ma è stato comunque una lotta serrata contro le melodie strappa-lacrime-palle.
venom
Giovedì 2 Febbraio 2017, 23.56.05
208
Disco stupendo x una band fantastica!li seguo da 1992 e non mi hanno mai deluso.
Daniel
Giovedì 8 Dicembre 2016, 21.17.24
207
Ottimo album, poi adesso che si avvicina il Natale è l'ideale ascoltarlo in famiglia, al cenone e mentre si scartano i regali, occhio che il nonno non si addormenti. Si scherza dai, ma io l'ho trovato a tratti esilarante, come anche leggere certi commenti, quello che è corso da MediaWorld o l'altro che ha una vita sociale intensa che non gli permette di ascoltare l'album, grazie ragazzi. Metallized, se fosse possibile recensire qualche disco dei Big Big Train? Magari l'ultimo. O recuperare qualcosa degli Everon? Grazie
Rush 1981
Mercoledì 23 Novembre 2016, 18.13.35
206
Ottimo album ... 1. Images and words 2.awake 3.scenes from a memory 4.falling into infinity 5. The astonishing ....
Flavio
Lunedì 3 Ottobre 2016, 16.13.13
205
...ed io sto continuando ad amarlo. Emozione. Questo disco mi trasmette emozione. Tutto il resto, sinceramente, non mi interessa.
Rob Fleming
Domenica 25 Settembre 2016, 10.42.03
204
Uff...pant pant...Ce l'ho fatta! Complice un paio di weekend di tranquillità sono riuscito ad ascoltarlo tutto di fila un paio di volte. E' da quando è uscito che ci provavo ascoltando un cd e poi l'altro, ma mai di seguito. A mio avviso è un buon album, in alcuni momenti bello. Quando finisce il cd1 - 80' mica robetta - pensi: "Bello", ma poi ti rendi conto che ce n'è un altro e allora ti coglie lo sconforto. La musica rock, nel senso più amplio possibile, per come intendo io, deve essere fruibile e quindi deve invogliare i ripetuti ascolti. 130 minuti sono una mazzata inammissibile e basta. 75
ELIO MARRACINY
Sabato 24 Settembre 2016, 1.55.30
203
@TERZO MENATI...IO NON SONO TROLL DICO SOLO LA VERITà
Steelminded
Sabato 17 Settembre 2016, 16.38.49
202
Lux Chaos, concordo con ciò che dici, ma direi anche con tranquillità che è il peggiore in assoluto della band...
lux chaos
Sabato 17 Settembre 2016, 15.51.43
201
Comunque, come gia detto da tantissimi sotto di me, il disco è da premiare per il coraggio di proporre due ore di opera in un epoca da musica "fast food" come questa, e per la voglia di proporre (al di là della riuscita) qualcosa di "inedito" per loro. detto questo, valutando la musica, il disco è troppo lento, troppo lungo, prolisso, noioso, moscio, frammentato, manca sicuramente un po di componente metal, ma soprattutto mancano canzoni che ti facciano venire voglia di rimettere su il disco con entusiasmo, soprattutto a causa dell'eccessivo numero di slow songs dove LaBrie è a suo agio, ma il suo timbro starnazzato ormai non colpisce più...non si può denigrare, ma per me è no, lo ritengo il peggiore dell'epoca post portnoy
Nergal
Venerdì 16 Settembre 2016, 18.04.00
200
@Marco Murray sto aspettando ancora cosa mi dici di Him e tutto quello che ti ho citato prima visto che parli male di questo disco.Che poi nn e' un disco male e ne un capolavoro tipo awake intendiamoci...la merda semmai e' altra e alcuni nomi gia te li ho fatti...
Marco Murray
Venerdì 16 Settembre 2016, 16.37.12
199
@lux Ok son d'accordo con te, ma secondo me ci vuole per rendere l'idea di cosa hanno combinato. Fosse durato 92 minuti, direi Astonishing è una cagata pazzesca! Bene, detto questo do la mia votazione e mi dileguo onde non intasare il forum di ulteriori pensieri e opinioni personali nonchè divagamenti 30
lux chaos
Venerdì 16 Settembre 2016, 16.32.26
198
Supremacy è un capolavoro, il precedente e il successivo anche, ma detto questo la merda è altro, al massimo ti può non piacere...posto che a me i DT piaciucchiano, non sono un die hard fan, per nulla, ma la merda è altro
Nergal
Venerdì 16 Settembre 2016, 16.31.14
197
@Marco Murray nn mi hai risposto su Him ecc ? Cmq Elegy Che citi te e' gia nella mia discografia....
Marco Murray
Venerdì 16 Settembre 2016, 16.28.37
196
bah...contento te Parliamo di robe serie piuttosto, sto disco anzi sti dischi dei DT sono una merda. Poche balle Ascoltatevi gli Elegy, ad esempio, Supremacy, poi mi direte
Nergal
Venerdì 16 Settembre 2016, 16.25.34
195
@Marco Murray hahahahaha e che mi dici degli Him,Linkin Parkinson ecc ecc ecc... aggiungo anche poppete degli U2 va.... hahhahahah
Marco Murray
Venerdì 16 Settembre 2016, 16.21.15
194
Nergal e soci, sono metallaro vecchio stampo, i muse mi fanno cagare, quindi prima di sparare a caso, pensaci due volte. Per il resto, fortuna che ci sono tanti gruppi validi che non hanno perso la loro identità. Poi magari fra qualche giorno mi ricrederò, in quel caso scriverò ancora qualcosa
terzo menati
Venerdì 16 Settembre 2016, 16.18.56
193
Elio e' un troll insopportabile con quel suo urlare ma quando invita all'ascolto di clockwork Angel dimostra di avere gusto...e che gusto.
Nergal
Venerdì 16 Settembre 2016, 16.17.27
192
@Marco Murray a te tutto il mondo secondo me ti ha sfranconato i @@ ...fidati! Conosco quelli cm te e poi la bella e' che giudicate un capolavoro e ascoltate magari robetta quali Muse e porcherie varie...misteri della mente umana!!!!
lux chaos
Venerdì 16 Settembre 2016, 16.15.51
191
Invece ti sei perso un fracco di cose interessanti. Ma è più facile dire che solo i primi 3 erano fighi...tant'è, son gusti
Marco Murray
Venerdì 16 Settembre 2016, 16.11.59
190
Dubito che resisterò fino al cantato. Mi hanno gia sfranconato i maroni dopo 4 minuti. Ho smesso di amarli dopo i primi 3. E ho fatto bene!!
Arzachel
Martedì 12 Luglio 2016, 20.08.22
189
Stupendo...ascoltato piu e piu volte ed é sempre un emozione. NN commento certe vostre critiche perchè fate solo ridere
ELIO MARRACINY
Lunedì 4 Luglio 2016, 23.33.42
188
@JOJO QUESTA ROBA QUI È PURA MERDA, I DREAM HANNO DATO L'ADDIO AL MONDO DELLA MUSICA CON WHEN DREAM AND DAY UNITE IL RESTO È SOLO ROBETTA COPIATA DAI RUSH SOLO AGGIUNGENDO QUALCHE SBORONATA DA COMPLESSATI IN PIÙ CONSAPEVOLI DI NON POTERSI AVVICINARE NEANCHE A MILLE KILOMETRI DA GENTE CHE SA SUONARE DAVVERO, ASCOLTATEVI CLOCKWORCK ANGEL, NO QUESTA IMMONDIZIA.
ELIO MARRACINY
Lunedì 4 Luglio 2016, 23.33.41
187
@JOJO QUESTA ROBA QUI È PURA MERDA, I DREAM HANNO DATO L'ADDIO AL MONDO DELLA MUSICA CON WHEN DREAM AND DAY UNITE IL RESTO È SOLO ROBETTA COPIATA DAI RUSH SOLO AGGIUNGENDO QUALCHE SBORONATA DA COMPLESSATI IN PIÙ CONSAPEVOLI DI NON POTERSI AVVICINARE NEANCHE A MILLE KILOMETRI DA GENTE CHE SA SUONARE DAVVERO, ASCOLTATEVI CLOCKWORCK ANGEL, NO QUESTA IMMONDIZIA.
Jojo
Sabato 2 Luglio 2016, 17.34.06
186
@Charleston11 anch' io infatti apprezzo sia ToT che TA, pur non ritenendoli tra i loro lavori migliori. Mi riferivo più che altro a quelli che sono talmente ancorati al passato dei DT, che si accaniscono contro ogni nuova uscita, magari ascoltandola mezza volta e mettendola subito da parte perchè "non sarà mai all' altezza di I&W e SFAM". Poi ci sono quelli sanno solo insultare, perchè evidentemente si divertono a farlo e non hanno il minimo rispetto per una band che ha scritto pagine di storia del Prog. Ma sai com'è, il rispetto è noioso...
ELIO MARRACINY
Martedì 21 Giugno 2016, 17.08.22
185
MA CHE CAZZO è STA MERDA, I BRANI DI S.REMO HANNO MENO ORCHESTRA E SONO PIù INCAZZATI, MA CHE CAZZO COMBINANO STI PAGLIACCI
prog rocco
Domenica 29 Maggio 2016, 9.45.01
184
Il disco non è affatto male, anzi, tuttavia bisogna evidenziare che il "progressive" (metal o rock che sia) è stato relegato in un angolino, a favore di un'impostazione pop rock sinfonica e qualche momento più heavy. Il disco è troppo rilassato e dato in pasto ad ascoltatori sostanzialmente metallari o abituati alle scorribande strumentali. Il tentativo è apprezzabile, ma questo disco personalmente lo considero il meno efficace dell'epoca Mangini. Manca una suite, manca il progmetal vero e la sola A new Beginning e un altro paio di brani non possono compensare a tale mancanza. Stendiamo poi il velo pietoso sul contenuto del concept, adatto neanche a ragazzini ,ma a femminucce con i cuoricini sul diario. Insomma, il disco funziona in parte, ma nella discografia della band non riesco a trovargli una sistemazione.
Charleston11
Mercoledì 25 Maggio 2016, 7.25.47
183
Rispondendo a Jojo (commento 179) il batterista della mia band è fuori per i dream theater, il suo album preferito è train of thought eppure apprezza astonishing e praticamente tutta la loro discografia.
simone rocker
Domenica 8 Maggio 2016, 9.37.05
182
secondo me il miglior lavoro del nuovo ciclo con mangini alla batteria il mio voto è 70 .
Steelminded
Lunedì 25 Aprile 2016, 15.15.36
181
Sì non è un gran bel disco, io me lo sono preso perché comunque una decina abbondante di pezzi mi piaciucchia e comunque ho tutta la discografia.
red
Lunedì 25 Aprile 2016, 12.00.08
180
Io sono un progster, non amo il metal. Frequento questo sito per le recensioni e i commenti sul prog. Quindi Train of tought per me è un brutto lavoro, mentre SFAM è un capolavoro. Il problema è che The Astonishing è orrendo anche dal punto di vista del progster. Mi spiace, non riesco a salvare proprio nulla...
Jojo
Sabato 23 Aprile 2016, 13.56.51
179
Una cosa è certa, per gli amanti di Train of Thought questo disco è un buco nello stomaco...io come in tutti i dischi dei DT ci vedo qualcosa di buono. Non sarà SFAM però non credo proprio che meriti tutte queste critiche. De gustibus ovviamente...
red
Mercoledì 20 Aprile 2016, 15.52.59
178
177 commenti prima del mio.. Sono affezionato ai DT. Nella mia ormai lunghissima carriera di ascoltatore ho avuto un black out di circa dieci anni, per vari motivi. Il primo disco che ho ascoltato dopo questo periodo è stato Liquid Tension Experiment, che mi ha ridato (spero definitivamente) il gusto della vera musica. I DT li ho conosciuti con SFOM, e non è mai bene partire con il capolavoro e proseguire con i lavori inferiori. Ma qualcosa di buono ho trovato in tutti i dischi dei DT, magari solo un brano, ma c'era The Astonishing è invece orrendo. E' come quando ELP hanno pubblicato Love Beach (RIP Keith) Zero idee, melodie meno che banali, assoli più che scolastici. Faccio fatica a credere che sia la stessa band di SFOM (a meno di attribuire a Portnoy meriti che non penso abbia a livello compositivo...) Per me è davvero inascoltabile e dubito che con il proseguire degli ascolti migliori qualcosa (ammesso cha abbia voglia di riascoltare) Meno male che non ho potuto andare al concerto a Milano, soldi (tanti) risparmiati. Siccome ci sono ancora in giro i Rolling Stones è probabile che i DT vadano avanti ancora vent'anni, ma questo disco orripilante mi convince sempre più che l'ispirazione dura massimo dieci anni (se non cinque). Spero di non ricevere troppe critiche dai duri e puri, de gustibus... Ciao
Max
Sabato 16 Aprile 2016, 7.16.32
177
Diciamo che ti sei intenerito!! Io proprio non ce la faccio ad ascoltarlo..veramente..l'ho messo ovunque (pc, auto, telefono,Nas) ma proprio non riesco!!!
Steelminded
Giovedì 14 Aprile 2016, 21.03.47
176
invece di "per le critiche", volevo dire "nonostante le critiche"...
Steelminded
Giovedì 14 Aprile 2016, 20.57.01
175
Quinto ascolto. Alzo il voto a 72, per le critiche evidenziate qui sotto che comunque restano assolutamente rilevanti nel mio modo di vedere. Ho deciso di comprarlo, d'altro canto possiedo tutta la discografia studio, live e video, per cui... P.S. Questa è la terza volta quest'anno che giudica malissimo (Iron Maiden e Dream Theater) o male (Megadeth) un album e che devo ricredermi agli ascolti successivi. Beh, i miei timpani si stanno arruginendo Evviva!
Steelminded
Giovedì 14 Aprile 2016, 16.29.47
174
Io ce la sto mettendo tutta, da buon integralista dream theatheriano, e devo dire che al qurto ascolto qualcosa di positivo comincia ad affiorare... Alcuni pezzi, probabilmente una dozzina sono davvero belli, Labrie canta alla grande, e apprezzo il coraggio dimostrato nell'addentrarsi in un'opera così ambiziosa e rischiosa... Purtroppo, almeno per ora, non mi convince nella sua interezza, troppe ballad, troppi riempitivi e troppo poche vere e proprie perle. Il secondo CD, dalla terza in poi mi sembra davvero poco ispirato. Non posso ancora dare un voto definitivo, ma direi che per ora siamo sul 65. P.S. La recensione, molto condivisibile per quanto mi riguarda, salvo nel voto un po' tropo alto e nel dire che è il migliore lavoro da Black Clouds, ha molto da condividere col disco quanto a lunghezza e pesantezza. Sicuramente molto ben fatta, ma dura arrivare alla fine.
Charleston11
Domenica 3 Aprile 2016, 21.44.09
173
Non è un album eccelso, troppo lungo e con qualche momento vuoto ma ha anche molti buoni spunti e una decina di canzoni che meritano, voto 75. Spettacolare dal vivo.
Rocker_99
Venerdì 1 Aprile 2016, 13.48.30
172
Album a mio parere spettacolare. Manca un po' di energia, e a volte annoia. Tanti pregi e tanti difetti, ma io lo ascolto moltissimo e ogni volta mi piace di più
UpLoad
Venerdì 25 Marzo 2016, 22.05.46
171
Ohhhhhhhhhhhhhhhh cavolo era l'ora!!!!!!!!!! Finalmente dopo quindici anni di autocover si sono decisi a fare qualcosa di originale! E se non lo è nelle musiche lo è sicuramente nel concept e nella narrazione! Bravi Bravi dai tempi di train of thoughts un album ( intero dei dt ) merita l'acquisto.
Steelminded
Venerdì 25 Marzo 2016, 12.35.59
170
Centesimo ascolto...
Flavio
Venerdì 25 Marzo 2016, 10.59.23
169
Dopo il centesimo ( più o meno ) ascolto posso tranquillamente affermare, per quanto mi riguarda, che a livello emozionale ( che poi è quello che ricerco nella musica ) si tratta di un capolavoro. Ne sono diventato dipendente.
Metal 88
Mercoledì 23 Marzo 2016, 22.02.06
168
Di grandi band e' l'unica che mi fa ancora venire i brividi .lunica che osa e questo disco è' meraviglioso. Pelle d'oca durante tutto il live . Magia pura. Geni
gianluca 7
Domenica 20 Marzo 2016, 17.11.43
167
In effetti l'effetto calmante dell'album e' abbastanza evidente.. Consigliero' di metterlo come sottofondo alla lezione di yoga che si tiene 2 volte la settimana nella palestra dove vado
Testamatta ride
Venerdì 18 Marzo 2016, 22.42.35
166
Condivido il pensiero di Gabriele per quanto riguarda il tour. L'album alla fine non mi è dispiaciuto; ho la fortuna di ascoltare i Dream Theater con imparzialità, non eiaculo al loro ascolto come per alcuni e non li getto merda prevenuta addosso come per altri. Detto ciò per il momento li ringrazio di aver inciso quest'album visto che l'unico modo per calmare la mia bambina di un mese e mezzo quando piange è farle ascoltare A Life left behind (introduzione strumentale inclusa)....e vi garantisco che non è un merito da poco considerata la potenza acuta delle sue corde vocali! Ma come parte la canzone...la calma si impadronisce di lei.
Gabriele
Giovedì 17 Marzo 2016, 20.03.39
165
Non capisco di cosa vi stupiate. Questo non è un Tour dei Dream Theater, ma di The Astonishing. Stiamo praticamente parlando di un musical, viene portato nei teatri e immagino che solo per problemi logistici non venga accompagnato da un'orchestra e da un coro. Non mi meraviglierei se per alcune date limitate (o per la registrazione di un Blu Ray/Dvd) non organizzassero addirittura un vero e proprio spettacolo con tanto di scenografie, coreografie ed attori. Occasioni per ascoltare dal vivo il repertorio classico della band ne abbiamo avute e ne avremo a volontà, bene venga ua proposta diversa. Lasciatemi dire poi che chi, nel 2016, con le molteplici possibilità che ci offre il web, acquista un biglietto a scatola chiusa senza neanche informarsi prima, deve solo prendersela con se stesso.
Gianluca7
Giovedì 17 Marzo 2016, 19.07.53
164
Non capisco questa scelta oltretutto un album che per durata non lascia spazio al altro. io vidi il tour di SFAM, che fu eseguito tutto (era + corto chiaro) e dopo hanno estratto brani da altri album. Aggiungo che anche al concerto alla Cavea di Roma "celebrativo" proposero scaletta che anche se varia, mi ha lasciato amaro in bocca Per me scelte sempre piu incomprensibili da parte di DT. Cmq credo che al prox album, torneranno al metal
Metal Shock
Mercoledì 16 Marzo 2016, 18.15.42
163
Certo che i concerti oggi hanno prezzi insostenibili. Da una parte è meglio che non ci vado più, sono solo un salasso.
Third Eye
Mercoledì 16 Marzo 2016, 15.40.17
162
Battute a parte, io intendevo dire che se anche suonassero brani tratti dai primi albums il costo del biglietto rimarrebbe comunque esorbitante. Ad ogni modo, ho letto alcune dichiarazioni di Petrucci e Rudess che mi hanno fatto pensare ad una band che sembra, in un certo senso, distaccata dalla realtà e incapace di porre un freno alla propria megalomania.
Steelminded
Mercoledì 16 Marzo 2016, 13.31.11
161
Infatti, non se mai visto 80 euro per farsi una pennica...
Third Eye
Mercoledì 16 Marzo 2016, 12.58.53
160
Premesso che ognuno spende i propri soldi come vuole ma secondo me 80 euro sono tanti a prescindere dalla setlist che viene proposta.
Gianluca7
Mercoledì 16 Marzo 2016, 12.28.44
159
Verginella, purtroppo si sapeva, ed io sono stato critico in questo senso (infatti c'e' un mio vecchio commento su questa rubrica), perche' in un concerto mi piace sentire piu estratti.. ma cosi non e'... Ti informo inoltre che I Dream Theater hanno anche proposto di andare al loro concerto travestiti come i personaggi di “The Astonishing”. Ad ogni fase del tour, i Dream Theater selezioneranno il vincitore del premio per il Miglior Costume... e mi fermo qui, magari tu potrai darci maggiori dettagli..... Tutto molto triste per me........ Cmq buon divertimento
Steelminded
Mercoledì 16 Marzo 2016, 12.14.31
158
Andrea, solo a chi non piacciono i DT e la fortunata formula di prog metal da loro proposto può apprezzare The somniphering e ddfinire barocchismi prolissi e tecnicismi obsoleti i lavori pre-somniphering...
verginella superporcella
Mercoledì 16 Marzo 2016, 11.43.41
157
domenica ho il concerto a trieste...80 euro di biglietto...ho appena saputo che faranno SOLO canzoni di quest album, TUTTO. cristo santo, che puttanata, che merdata colossale. un insulto per chi come me fatica a guadagnarseli i soldi: l avessi saputo prima...
andrea
Domenica 13 Marzo 2016, 12.53.09
156
aggiungo solo che evidentemente e innegabilmente il rapporto con la musica è del tutto personale. Io ho 'sentito' questo album da subito, in una sorta di imprinting empatico che me lo fa amare nonostante difetti e imperfezioni che ci si può divertire a sottolineare. that's all, folks.
andrea
Domenica 13 Marzo 2016, 12.33.01
155
continuo ad ascoltarlo, continua a piacermi il suo tono naif, continua a sembrarmi vario e appassionante, continuo a ritenere che non vi siano grandi picchi di originalità ma che le composizioni siano piacevolemte varie e ben amalgamate fra loro, continua a soddisfarmi la sua coincisione, continuo ad apprezzare che almeno a questo giro abbiamo abbandonato i barocchismi prolissi e i tecnicismi obsoleti che troppo hanno caratterizzato i lavori più recenti. Metal ? In questo album semplicemente non ce n'è, mi sembra evidente. Non ce n'è perché non ce l'hanno voluto mettere, e quindi che senso ha cercarlo vanamente e poi lamentarne l'assenza ? Personalmente , ribadisco che lo considero il loro miglior risultato da Six Degrees in poi. Certo, questa valutazione è condizionata dalla mia ormai quarantennale passione per il prog dei 70' , di cui THE ASTONISHING riprende l'innocente e innocua pretenziosità e l'andamento drammatico e favolistico. No country for the old men....
Luca
Venerdì 11 Marzo 2016, 19.16.47
154
Volevo commentarlo, ma sono morto di noia durante il primo ascolto... E sono 30 anni che ascolto musica... E seguo i DT sin dagli albori... E sono stato iscritto al Fan CLub ufficale per decenni... Mi ha ricordato Cloud Atlas... lungo, pretenzioso, palloso...
Gianluca7
Lunedì 7 Marzo 2016, 9.14.56
153
Ho riletto l'articolo de "il processo" sui DM datato anno 2013 in cui ci si interrogava su cosa potessero fare ancora I DM dopo Dramatic turn of event. Bene questo e' il punto in cui sono arrivati. Per me delusion totale
Pink Christ
Sabato 5 Marzo 2016, 12.20.47
152
Ascoltato Riascoltao Ririascoltato almeno una decina di volte Meraviglioso, un opera rock stupenda, il The Wall del nuovo millennio Tecnica, arrangiamenti,melodie, voce, cori, ritmica...Tutto al posto giusto, tutto amalgamato per il meglio in un opera di due ore che non annoia mai nemmeno un secondo. Alcune canzoni prese singolarmente sono banali ma nell'insieme è un album pazzesco. AMO i dream theater, ho iniziato ad amarli qualche anno fa. Prima mi annoiavano ma adesso sono uno dei miei gruppi preferiti anche perchè non sai mai cosa aspettarti dal prossimo album. 90 ci sta tutto...100 alla band e al percorso fatto fin desso DEI
Testamatta ride
Venerdì 4 Marzo 2016, 21.34.10
151
Risparmio la mia disamina che probabilmente non aggiungerebbe granché a quanto riportato nei 150 commenti precedenti. Piuttosto ho letto che nel tour in corso stanno riproponendo per intero l'album senza estratti da lavori precedenti, praticamente come fecero i Pink Floyd con The Wall, direi scelta apprezzabile a prescindere. Una cosa, che esula dall'aspetto musicale, la vorrei dire: la confezione del CD è stata molto deludente. Il doppio dorso non si puo' vedere, la plastica trasparente men che meno, pochissima grafica interna in proporzione alla storia (anche se la storia stessa è decisamente trascurabile e molto poco coinvolgente) e poi, soprattutto, il libretto attaccato, a maggior ragione su un album come questo che in teoria andrebbe ascoltato e "letto", è da bocciare in pieno.
Steelminded
Mercoledì 2 Marzo 2016, 21.17.12
150
Io i Symphony X li ho visto, appunto in questo tour con i Myrath. Grande concerto, anche se incentrato tutto sull'ultimo ottimo album. Pochi classici insomma, ma comunque un grande concerto. I Myrath, li vedevo per la seconda volta e mi hanno piuttosto deluso dal vivo questa volta...
terzo menati
Mercoledì 2 Marzo 2016, 18.36.19
149
Chi ci va si dovrebbe beccare come supporto i myrath che sono pazzeschi
Kr0n0
Mercoledì 2 Marzo 2016, 18.26.43
148
Ah ah...grande !.Siamo coetanei (quasi)...comunque x tirarci su il morale domani all'Alcatraz di Milano (x ki può) concerto dei Symphony X...almeno in questi ragazzi scorre ancora un po' di metal
Il cardinale
Mercoledì 2 Marzo 2016, 18.06.30
147
Più lo ascolto e più mi convinco che è un grande Album.....ah dimenticavo ho 36 anni e non sono "un romantico adolescente o post adolescente ke si trova nella fase del credo "Dreamtheateriano" ....
Nedioca
Mercoledì 2 Marzo 2016, 16.37.56
146
Bho, a me è piaciuto.
Steelminded
Mercoledì 2 Marzo 2016, 8.12.21
145
Sono d'accordo con Alessandro... a me sembra quasi che questo album lo abbia subito il grande petrucci... non posso credere che lui abbia sponsorizzato un'opera in cui il suo contributo è fortemente limitato, se non marginalizzato. Che peccato.
Alessandro Piria
Martedì 1 Marzo 2016, 22.31.29
144
Paradossalmente proprio Petrucci è forse l'unico che si salva da questo album, album non certo degno dei migliori. Più che altro, essendo un'opera scritta e programmata si è dovuto ritagliare solo piccoli spazi per recitare in song non del tutto movimentate alla quale è solito partecipare..! Non stiamo parlando di un'atleta agonista che finisce il suo ciclo per problemi di età e/o fisici perché con la chitarra si può essere tecnici e originali anche a 90 anni; e lui secondo me non è mai cambiato per bravura tecnica e melodica e difficilmente tramonterà perché è un assoluto genio di una completezza musicale devastante come pochi ce ne sono al mondo!
Gianluca7
Lunedì 29 Febbraio 2016, 14.11.45
143
Grande Kr0n0, ottimo commento, ma il metal o prog o come cavolo lo si voglia chiamare dove sta????? Troppo contorno, troppo di tutto a discapito della musica. Poi e' vero che I DM vengono in italia spessissimo, ma fare un concerto x un solo album alla modica cifra di 70 euri, mi fa anche incavolare, perche piacerebbe ascoltare anche qualche altro estratto..... Certo non wither come hanno fatto a Roma alla Cavea.... Cmq credo che e' l'album che meglio di adatta al J.LaBrie di oggi, ma nonostante cio' credo che Petrucci possa ancora fare cose buone per questo gruppo, o almeno spero....
Steelminded
Domenica 28 Febbraio 2016, 17.14.46
142
Tra l'altro pare che stanno proprio menandola di brutto a livello extramusicale. Pare che ai concerti ci saranno dei nomacs dove si potrà scattare una foto (la butto lì, immagino a pagamento), che verrà postata in giro non so dove per un concorso a premi... Ma il bello è che ad Aprile uscira The Astonishing il videogame... Evviva!
Steelminded
Domenica 28 Febbraio 2016, 13.17.02
141
Come fare a non condividere il pensiero di Kr0n0? Io condivido il tutto purtroppo, eccetto che secondo me qui fino all'ultimo album hanno offerto delle grandi prove -- o ragazzi poi è ovvio che siamo al 13o disco, cali d'ispirazione sono consueti a questi livelli. Poi evidentemente per sentire le critiche di qualche buontempone online secondo cui non sperimentavano, non "progredivano" abbastanza ecco che hanno partorito questo obbrobrio di cui ha detto bene Kr0n0 e non aggiungo altro... Evviva!
Kr0n0
Domenica 28 Febbraio 2016, 9.39.27
140
A dare 70-80€ a Petrucci &Co x andare a "dormire" in un teatro in cui andrà in scena una operetta fantasy di scarsi contenuti e scarsa originalità (..a quanto pare ho scoperto ke molti ascoltano i DT x i loro testi e nn xké suonano da paura..mah..) nn ci penso proprio...lascio il piacere a qualche romantico adolescente o post adolescente ke si trova nella fase del credo "Dreamtheateriano".. in cui si loda a prescindere tutto ciò ke sfornano i nostri adorati DT (peccato di gioventù ke ho commesso anke io ).Un opera rock è "The Wall" (x citarne una)..nn questa ciofeca.Vi prego basta con scuse tipo..."no ma sai,se nn segui i testi mentre ascolti nn apprezzi"..."ci vogliono molti ascolti"'..."hanno fatto una cosa diversa,hanno avuto coraggio".."é un opera rock ,nn è il solito album dei DT".."Petrucci s'è rincoglionito,c'ha una età..bisogna capirlo"...l'album è piatto ed infarcito di deja vu...si prendessero qualke anno di riflessione anziché sfornare ogni 2 anni roba come questa.Se questa è e sarà la loro "svolta" artistica personalmente a me cadono le palle x terra (...ke erano già quasi cadute con l'album precedente)...C'è comunque da dire ke all'orizzonte di valide alternative c'è ben poco...o cloni dei DT o band estremamente tecniche senza un briciolo di cuore...bisogna aspettare con fiducia tempi migliori.
Andrew Lloyd
Venerdì 26 Febbraio 2016, 14.24.43
139
A parte la parentesi e il "ritorno di fiamma" di "Scenes from a Memory" li persi di vista già con Falling Into Infinity prima di riavvicinarmi - senza troppa convinzione - con Octavarium, nel 2005. Questo è il primo album che ascolto della band con un po' di continutià e convinzione da 10 anni a questa parte. Decisamente troppo lungo per chi ha poco tempo e, a naso, forse pretenzioso MA decisamente BUONO; non il mero esercizio stilistico assemblato in fretta e furia, a cui la band si era un po' lasciata andare e ci aveva abituati praticamente ogni due anni tra un disco e l'altro. Se "Scenes from a Memory" era la seconda parte di Metropolis, questo "Asthonishing" mi sembra, a sua volta, nelle citazioni - volute - e nelle atmosfere il secondo capitolo del capopolavoro del 1999. Così è ( se vi pare). Per Kevin Moore ancora non ve ne siete fatti una ragioene?
fan deluso
Venerdì 26 Febbraio 2016, 12.44.05
138
Disco (doppio) del quale si salva un solo pezzo ("The Gift Of Music") e poco altro. Un lavoro pieno di tantissime ballate tutte uguali (e tutte anonime), ma quello che stupisce di più è la pochezza dei ritornelli (dove i Dream Theater sono sempre stati maestri): canzoni che è partono bene (" A Life Left Behind") ma che poi si perdono in cori banalissimi e irritati ("Our World"), con in più un mix pessimo e un suono di chitarra terribile. Un album probabilmente scritto durante il tour, pubblicato solo per contratto. In confronto, il precedente album omonimo è un capolavoro. Una grandissima delusione.
Oudeis
Giovedì 25 Febbraio 2016, 15.20.35
137
Third Eye: È un concetto ovviamente applicabile ad ogni grande nome, no?
Third Eye
Giovedì 25 Febbraio 2016, 12.45.22
136
Pur non avendo ascoltato il disco, vorrei però esprimere un apprezzamento per la recensione citata da Joker (n. 112) perché evidenzia in maniera netta quelli che, da tantissimi anni, sono i limiti di questa band e lo fa con quello spirito critico e quel distacco che dovrebbero caratterizzare l’operato di ciascun recensore. Al di là del fatto che si parla giustamente di una band “a corto di idee”, attenta ”a tutti gli aspetti extra musicali” e rinchiusa nel proprio “micro-mondo”, la frase che meglio descrive i newyorkesi è quella in cui si fa riferimento ad un “marchio/brand da esportare in giro per il mondo” che “non può e non deve stupire” ma “deve solo far contenti i suoi milioni di fan”.
Alessandro Piria
Mercoledì 24 Febbraio 2016, 21.00.18
135
Purtroppo è dura da accettare ma è cosi...!..Il tempo non torna più...Siamo tutti consapevoli che dalla defezione del grande estro di Kevin Moore sia iniziata una lunga ,inesorabile e costante discesa del gruppo verso uno stile che non ha pù nulla che vedere con quei tempi ricchi di melodia ,fantasia e bellezza infinita di pezzi chitarra/keyboard a non finire...! Vero anche che Rudess ha completato in capo(Non)lavoro, tastierista immerso nei suoi pezzi virtuosi e scale fini a se stesse (e talvolta di una palla infinita) che nulla hanno a che vedere con quello che sciorinava l'ottimo Moore dalle sue dita fatate(pensate a Learning to live o alla maestosa Wait for sleep)...!..A chiudere bottega è stata poi l'ultima defezione di Portnoy che ha ceduto il posto al 'metronomo scontato' di Mangini (d'accordo con chi lo definisce cosi..)...Anche io li ascolto da una vita e ogni volta spero in qualcosa di buono ma il Teatro dei Sogni penso che non abbia più nulla da dire e sia chiaramente arrivato al capolinea tra qualche alto e basso...
Max
Mercoledì 24 Febbraio 2016, 20.19.34
134
Il commento 132 esprime esattamente quello che penso io, concordo al 100%! Già con i primi capolavori si intuiva il pericolo a cui sarebbero andati incontro e alla fine.... L'ego spropositato di Petrucci e Portnoy, il deleterio arrivo di Rudess (lontano anni luce dalla classe, raffinatezza e discrezione di Moore) e la mediocritâ di LaBrie e il nullo contributo di Myung hanno rotto definitamente il giocattolo. Bravi, bravissimi ma.. altezzosamente llontani nella loro vacuità! Tutto sommato gli esperimenti simil trash almeno hanno avuto il pregio di qualcosa di nuovo e diverso per loro, cavolo avevano almeno osato qualcosa!
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Mercoledì 24 Febbraio 2016, 19.58.35
133
Nost: Bravo, allora scrivi che per te non ha gusto. Anch'io pensavo che si dovesse leggere tra le righe del mio commento. Nel mio caso trattavasi di un bonario sfottò... Saluti.
marmar
Mercoledì 24 Febbraio 2016, 19.31.30
132
Ho cominciato a seguire i D.T. sin dal primo lavoro, sono rimasto all'epoca estasiato dalle uscite di "I. & W." e "Awake", nonchè per i live più o meno ufficiali del periodo, ma storia e/o leggenda vuole che ad un certo punto tale sig. Moore se ne sia uscito dal gruppo e dal quel momento per il sottoscritto s'è spenta la luce (e ne ebbi conferma dopo averli visti nel tour di inizio '95) . Questo disco, che mi è stato regalato e che in questi giorni di" infortunio" ho cercato di ascoltare più di qualche volta, non fa che confermarmelo; bravissimi musicisti (nel senso di esecutori), con cantante insopportabile (almeno per me), tanto di tutto (anche troppo sto giro...), ma pochissime emozioni; in sintesi, la stessa minestra riscaldata degli ultimi 20 anni a questa parte. Giudizio finale, per quel che mi riguarda: può fare da sottofondo alla lettura e nulla più o se volete "only for fans" (e per chi ha pazienza...).
Andrea
Mercoledì 24 Febbraio 2016, 17.35.47
131
non so se comprarlo o no...
Nost
Mercoledì 24 Febbraio 2016, 12.57.33
130
@ 124 Adoratore di belle cose. Pensavo fosse chiaro che si dovesse leggere tra le righe la mia definizione. Per favore spiegami tu il valore aggiunto del drumming di Mangini su questi pezzi oppure dimmi se ti ricordi qualche break particolare di questo album. Io non parlo di tecnica ma di gusto che, a mio avviso, lui non ha.
Il Cinico
Mercoledì 24 Febbraio 2016, 10.20.06
129
Anch'io trovo il fatto di fare solo il concept una cosa discutibile, non sarebbe male a fine concerto mettere almeno 2/3 classici del gruppo, così la trovo una scelta un po troppo inquadrata, tanto se il concept dura due ore e venti e loro non sono certo insoliti a suonare tre ore, qualche pezzo in più lo potrebbero fare...
d.r.i.
Mercoledì 24 Febbraio 2016, 10.14.46
128
Dico la mia sulla lunghezza di un cd: per me non sarebbe un problema, anzi potrebbe essere un valore aggiunto. Faccio un esempio: se i Vanden Plas avessero rilasciato i due Chronicles Of The Immortals: Netherworld in un unico doppio cd avrebbero fatto una cosa spettacolare; divisa in due è bellissima lo stesso ma avrei apprezzato il doppio in un colpo solo. Qui io trovo solo gran noia, saranno belle dal vivo (mah per me no) ma se così fosse potevano prima proporre nei teatri questo concept e poi sull'onda del successo farne i cd. Per me così si sono rovinati una parte di pubblico, io stavo per andare con un mio amico e prendere i posti "deluze" ma dopo aver ascoltato il disco ho declinato l'invito.
Deliverance
Mercoledì 24 Febbraio 2016, 1.28.46
127
@Alessandro Piria: ma stai scherzando spero. Cioè dai, no vabè io me ne vado a piangere nel bosco. Non credo sarebbe mai stato possibile scrivere una cosa del genere, scommetto che ci hai aggiunto anche un pizzico di sale.
Alessandro Piria
Martedì 23 Febbraio 2016, 21.21.01
126
Un consiglio, per chi ha poco tempo e, per aggirare con successo le 2 interminabili ore di musica ,fate come me: Ho ascoltato l'intero full in 2 sere(1 ora per sera) ; nel frattempo scegliete le canzoni che vi piacciono, quelle che vi potrebbero piacere e eliminate quelle che proprio sin dal 1° ascolto non vi trasmettono nulla e mai ve ne potranno trasmettere; Da qui mi son fatto 1 cd di poco più di un'ora di sana musica con 20 canzoni belle e altre sufficienti . Canzoni eliminate :14. Ovviamente ho cambiato pure l'ordine originale delle stesse song. Vi assicuro che da quel momento prenderete in mano quel cd con molta più frequenza rispetto a quanto avreste fatto con il full lenght...Buon ascolto....
Max
Martedì 23 Febbraio 2016, 11.24.03
125
errata corrige , Max e non Maz
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Martedì 23 Febbraio 2016, 10.59.06
124
Nost: 116 "Mangini è un semplice metronomo" se la gioca con "inaugureremo la Salerno - Reggio Calabria il 22 dicembre" come puttanata dell'anno.
Gianluca7
Martedì 23 Febbraio 2016, 9.03.02
123
La musica e' bella per le sensazioni che puo' dare nel momento in cui l'ascolti. A me con questo album non e' successo.... Magari in sede live sara' migliore, Es: una hollow years che originale a me non diceva nulla, vista come Petrucci l'ha eseguita a Budokan, e' una cosa da paura... Sono daccordo con MaZ, qui piu che cantare si agitano gli accendini....
Maz
Martedì 23 Febbraio 2016, 8.36.28
122
Io non oso pensare a quella palla di concerto destinato ad autocelebrare questa noiosissima sequela di vuoti!! E' già un impresa ascoltare il disco, ancor di più assimilare i vari brani ( io odio andare ad un concerto e non conoscere a fondo le canzoni :mi piace viverle e cantarle..ma dimenticavo...con i DT "si subisce" un concerto, da sempre) e mi immagino la fatica !
Punto Omega
Martedì 23 Febbraio 2016, 1.02.23
121
Sottoscrivo in toto il commento 117 di J.C.
mario
Lunedì 22 Febbraio 2016, 23.13.13
120
Vabbe' ariscusate gli errori da cellulare, e' da vedere come la interpreteranno live, su disco sono in minoranza, forse ripeto mi sono rincoglionito io ma ripeto se robs del genere l'avesse fatta qualche italiano, spietatezza assai avremmo visto.Vedremo se questa opera reggerà' nel tempo.
mario
Lunedì 22 Febbraio 2016, 22.56.12
119
Se un opera del genere l'avesse fatta un gruppo prog italiano, non Se la sarebbe filata nessuno ne nazionalmente ne internazionslmrnte, anzi probabilmente giù' con le critiche spietate.@JC speriamo che tra qualche mese la penso come te , in molti che ho sentito la pensano come te, molto Pensò fiprndera' anche da come sara' proposta e interpretata in sede livello, vedremo SR don rise fioriranno, SARS' che mi dto rincoglionenfo io boh.
mario
Lunedì 22 Febbraio 2016, 22.46.45
118
Concordo con @Nost, per carità' non volevo offendere nessuno con quelle frasi, vorrei solo capire come mai Petrucci che pure e' una persona assennata e di esperienza a volersi cimenta re in una cosa cosi' ambiziosa come una lunga opera rock, eppure tutti i musicisti anche i più' sprovveduti, sanno che se il cantante vuoi per un motivo o per un altro incide profondamente nella stesura di un album, il cantante con la sua voce e' uno strumento egli stesso, anzi uno strumento "umano", incide in una bella fetta percentuale per scegliere sezione ritmiche, abbellimenti, elementi sorpresa ms soprattutto le tonalità' adatte alle condizioni che un cantante ha attualmente, le condizioni dell'ugola influiscono sulle composizioni e sulle esecuzioni strumentali, si programma la musica in funzione delle condizioni di voce e tonalita' e vocal range, non il contrario.Un opera rock per me e' affascinante anche con le variazioni canore che vanno di pari passo con wuelke degli strumentisti tutti.Ormai Labrie non puo'essere più' tonalmente quello di un tempo, per questo questa opera e' stato un azzardo troppo grosso, allora potevano fsrls negli anni passati, oppure accorciarla un po mettendoci anche una voce femminile.Mah!.Comunque a molti e' piaciuto, forse sato' troppo severi, non lo so, ma a 15 tracce mi sono arreso.Provero' ad ascoltarnelo con la dovuta "rilassatezza",ma per quello che ho inteso non mi hsblasciato quasi niente dentro.
J.C.
Lunedì 22 Febbraio 2016, 22.41.21
117
A mio parere il disco va ascoltato e giudicato nel suo ambito: non é un doppio CD prog metal di 34 canzoni. É invece una rock opera, la colonna sonora di una storia. In questo senso i continui reprise dei temi diventano comprensibili, giustificabili e sensati, come in un'opera lirica. Così come diventa comprensibile la durata, legata alle esigenze narrative. Se non si comprende e non si accetta questo, non ha senso dare alcun giudizio. Dopo di che: é una rock opera meravigliosa? A mio avviso no. Però la trovo piacevole e scorrevole da ascoltare. É un album molto melodico e "facile", di barocchismi non ce ne sono proprio. Buon disco che probabilmente darà il meglio nello spettacolo teatrale. E infatti ci andrò
Nost
Lunedì 22 Febbraio 2016, 21.56.17
116
Disco per i fans duri e puri. Solo loro possono ascoltare due ore e dieci senza un picco fatta forse eccezione per "Moment of Betrayal". Ascoltato nel complesso è un disco 'rilassante'. Andando nel dettaglio si potrebbero dire altre cose tipo che LaBrie ormai canta su un'ottava e mezza, che Mangini è un semplice metronomo e Myung è scomparso. Poi però sembra sempre che uno vuole parlare male. Se vi piace il genere un po' melenso è fantastico, agli altri consiglio di guardare altrove. P.S.: mi sembra più fresco un album del 1976 come 2112.
mario
Lunedì 22 Febbraio 2016, 21.25.02
115
#esibizionistico.E tanto tanto sonno.Buonanotte e Dream d'oro.
mario
Lunedì 22 Febbraio 2016, 21.17.53
114
MS stronzate de che!?.E' appunto il "rilsssante" che non mi va giù', poi fosse solo quello sonniferante, catalettico, sburreggiante, noioso, prolisso, edibixionistivo , onanistico e lungo( non sono riuscito s finirlo) una quaresima(e' periodo), una parola per me ovviamente e senza voler offendere i devoti fan.Inutile.Ma non vi preoccupate venderà' molto e riempirà' i teatri.Non sono piu' i DT che una volta mi piacevono.
Daveg68
Lunedì 22 Febbraio 2016, 20.56.28
113
Quante stronzate, ma godetevi un po' di buona musica, rilassante a stó giro. Il prossimo sarà completamente diverso.... Come sempre.
Joker
Lunedì 22 Febbraio 2016, 20.33.57
112
Sottoscrivo la pur non simpaticissima Ondarock... "The Astonishing" è stato una grande scommessa che probabimente non poteva essere vinta. L'ambizione di Petrucci stavolta ha superato le sue capacità. Creare un Lp tanto lungo, con trentaquattro brani (davvero troppi), richiede da parte dell'ascoltatore una fatica che non è giustificata dalla piattezza dell'album. Probabilmente un gruppo cosi a corto di idee avrebbe fatto meglio a puntare su un album molto più breve, con poche idee ma meno disperse in questo infinito mare di riempitivi. C'è da chiedersi se i Dream Theater fossero stati meno attenti a tutti gli aspetti extra musicali - merchandising, edizioni "deluxe" - e meno rinchiusi nel loro micro-mondo in cui sembrano incapaci di uscire, forse oggi avremmo di fronte un prodotto meno pomposo ma di maggiore qualità. Ma con i se e con i ma non si fa la storia; quello che è certo è che se non ci saranno veri cambiamenti, forse sarebbe meglio calare il sipario su questo stanco mega-carrozzone che ormai non sembra avere più nulla da dire.
Gabriele
Lunedì 22 Febbraio 2016, 13.31.34
111
Li seguo da sempre, dall'ormai lontano 1992, li ho visto una ventina di volte live e credo che questo ultimo lavoro non sia certamente uno dei loro picchi e non penso nemmeno che li raggiungeranno mai più ma sono anche convinto che mai come questa volta sarà la dimensione live a esaltare la loro ultima fatica. Non sono la persona più obbiettiva nel giudicarli perché per me sono sempre stati un riferimento ma da quello che percepisco la produzione che stanno preparando per la tournée sia di assoluto livello, è forse live la loro dimensione migliore…certo che avrei preferito di gran lunga un altro I&W………mah...
Il Cinico
Lunedì 22 Febbraio 2016, 8.57.28
110
Ora che me lo son sentito un totale di tre volte, confermo la mia buona impressione, diciamo che come ha già scritto qualcuno non esistono veri e propri capolavori o pezzi che spiccano in particolar modo, ma nel complesso mi piace abbastanza.E' tutto nella norma ma la media è cmq buona. Direi 65.
marco
Domenica 21 Febbraio 2016, 23.21.16
109
Io nn faccio testo , qualunque cosa facciano è una figata .
Alessandro Piria
Domenica 21 Febbraio 2016, 21.26.35
108
Il problema è che, in 2 ore e 10 minuti, si gira a ripetizione continua sui soliti temi che vanno a incontrarsi sempre sullo stesso binario , e infatti il disco non è per nulla complesso anzi..., e per questo dico e aggiungo che sarebbe stato meglio fare 1 solo Cd che probabilmente avrebbe fatto più vendite dell'attuale doppio(o doppione)..P.s. ovviamente non sto asserendo che è un brutto disco però.....
freedom
Domenica 21 Febbraio 2016, 20.27.49
107
Secondo me non è complesso per niente.
ciccio bariccio
Domenica 21 Febbraio 2016, 20.08.11
106
A me sta piacendo moltissimo...........è di una complessità mostruosa .........sia da suonare sia da strutturare che anche da assimilare..........sto notando tanti commenti sulla durata dell album.....due ore e 10......un po tantine.....ma io rincrazio questo gruppo xchè volendo potevano far uscire questa loro nuova fatica suddividendola in due cd ovvero atto 1 oggi e atto 2 fra due anni .......cosi sarebbero stati 18€ oggi e 20 € dopo e loro avrebbero avuto più tempo da passare magari con le loro famiglie e con il doppio dei soldi in tasca........ma noi siamo fatti cosi......critichiamo se li fanno uscire insieme avreste criticato se lo facevano uscire in due volte....non vi accontentate mai!!!!!!!!
LordTristan
Domenica 21 Febbraio 2016, 2.51.51
105
Complimenti al recensore e al disco. Impaziente ora di vederli live!
Alessandro Piria
Sabato 20 Febbraio 2016, 21.15.11
104
Disco ben suonato per carità, però mi auguro che la prossima volta ne facciano uno da 50-60 minuti ma con 7-8 canzoni belle ca..ute e degne di quel nome che 20 anni fa incantava tutto il mondo e lanciava un nuovo modo di suonare !
Testamatta ride
Sabato 20 Febbraio 2016, 20.54.10
103
Non ho ascoltato l'album e per ora non ho intenzione di comprarlo, però il commento 100 di Vitadathrasher mi è piaciuto moltissimo a prescindere.
Steelminded
Sabato 20 Febbraio 2016, 18.57.18
102
The astonishing è astonishing: dopo che l'ho sentito so stato male due settimane...
Problem Child
Sabato 20 Febbraio 2016, 15.21.03
101
Sono solo al secondo ascolto quindi è ancora presto per dare giudizi. Tuttavia la tensione narrativa finisce troppo presto: metà del secondo atto è praticamente il finale della vicenda che risulta così eccessivo. Però per il resto non mi dispiace, sembra migliore rispetto alle ultime pubblicazioni
Vitadathrasher
Sabato 20 Febbraio 2016, 9.54.56
100
L'ho ascoltato ieri, con tanta volontà. Nel complesso non lo reputo un lavoro da evitare. Ma bisogna essere proprio fan, per apprezzarlo in pieno, ovvero bisogna adorare tutto ciò che di loro per me è difetto: troppo barocchi, troppo logorroici. Un album così lungo avrei preferito scorresse davvero, invece, come al solito tutto è infarcito fino all'eccesso Per arrivare ad un punto devono sempre prendere mille strade, inutili e di dubbio gusto. Direi un album che è specchio della band: un po troppo di tutto.
Ra's al Ghul
Sabato 20 Febbraio 2016, 8.59.40
99
Avete dato 7 e mezzo a questo cesso? Rush, yes, sono da quanto?
MeniK 65
Sabato 20 Febbraio 2016, 7.20.44
98
Fiacco fiacco..niente di niente....e pure 34 canzoni!!!!
Punto Omega
Venerdì 19 Febbraio 2016, 18.13.52
97
Il disco va valutato come rock opera, ambito nel quale funziona, sebbene - a dire il vero - bisognerebbe vedere la sua trasposizione dal vivo.
Drummer Furio
Venerdì 19 Febbraio 2016, 15.19.34
96
C'è più inutilità in questo disco che in Salvini
Max
Venerdì 19 Febbraio 2016, 14.16.25
95
Sotto qualcuno disquisiva sul fatto se siano o meno musicisti e/o esibizionisti: lo sono entrambi e alla grande. Qualcun 'altro si chiedeva perché tutta sta mole di dischi "poco convincenti"? Semplice , mettici una casa discografica + una base di fan testardi e acritici ed è spiegato il motivo. E i DT erano cos' anche agli inizi, solo che erano in grado di sfornare ben altra roba!!
freedom
Venerdì 19 Febbraio 2016, 14.13.19
94
Quoto commento 89. Però mi è capitato spesso di prendere quest'argomento e cadere nel baratro del "soggettivo-oggettivo", e da lì non si esce più. Ho avuto discussioni chilometriche con gente che insiste nel dire che Master of Puppets o Rust in Peace non sono meglio di St. Anger o Risk solo perché lo dice la maggioranza, e che anzi, probabilmente in futuro i gusti delle masse cambieranno radicalmente finendo per privilegiare questi ultimi invece che i primi. Secondo me sono tutte stronzate. L'oggettività in musica esiste, è data da diversi fattori, e personalmente mi sono convinto che tra i principali ci sia l'armonia delle composizioni. Un orecchio attento si accorge immediatamente se qualcosa non quadra, se due passaggi in un brano sono attaccati alla meglio, se la musica non fluisce in modo ottimale, se nell'atto dello scrivere il pezzo ci si è messo più cervello che anima o viceversa. Ecco, i DT degli ultimi anni mi danno quest'impressione. Sento che qualcosa non funziona come funzionava in passato. Lo stesso potrei dire per decine di altre band. Poi i gusti e tutto il resto ok...ma credo che ridurre tutto a tale questione sia sbagliato.
Janji
Venerdì 19 Febbraio 2016, 14.11.40
93
@Max giuro che inseguirei gli autori di quet' "opera" alla Lucci come ha fatto con Rosemary Altea chiedendogli se se ne rendono conto.....
Max
Venerdì 19 Febbraio 2016, 14.06.04
92
@Janji, mi hai tolto le parole di bocca. A tratti sfiorano il ridicolo, ad un certo punto c'è un passaggio che sembra un jingle da pubblicità di Natale!!
Jfrusc
Venerdì 19 Febbraio 2016, 13.20.41
91
I commenti 87 e 89 dicono esattamente quello che intendevo dire io e che forse non ho saputo esprimere
J.C.
Venerdì 19 Febbraio 2016, 12.55.04
90
Il concept non mi é piaciuto molto, però é ben scritto e lineare. Musicalmente é un buon disco, senza picchi e senza cadute, come giustamente é stato osservato più vicino al musical che al prog metal. Per chi già conosce i DT, questo é un viaggio senza sorprese nella loro tendenza più melodica e sinfonica. Sulla questione prolissità: é vero che il disco dura oltre due ore (pur scorrevoli) e che questo é un inconveniente per tutti coloro che non hanno tanto tempo da dedicargli. É altrettanto vero che tale lunghezza é funzionale alla sua struttura di musical. Tirando le somme credo sia un disco più che buono che, lontanissimo dall'essere fondamentale nella discografia dei DT, comunque la completa con un tassello interessante.
Janji
Venerdì 19 Febbraio 2016, 12.06.05
89
State cercando di costruire alibi che non reggono. Sembra quasi che interpretiate la durata elevata di un disco come sinonimo di fighezza ed erudizione. Il punto è che indipendentemente dal concept e della lunghezza sul quale è costruito contano i contenuti che, piaccia o no, sono poveri, e per mascherarne appunto la povertà vengono arricchiti di barocchismi che tra l'altro rendono il tutto veramente grottesco ed infantile. Non è questione di dedizioni temporali, nemmeno di tipologia di ascoltatore perché se la musica proposta è valida viene naturale ripetere altri ascolti e dedicargli più attenzione, e non il contrario ovvero dedicare più tempo per farselo piacere per forza. Inoltre credo che un feedback sincero da parte dei fruitori sia un messaggio forte e chiaro per i gruppi anche per far capire che qualcosa non va e per stimolarli a fare di meglio.
mikmar
Venerdì 19 Febbraio 2016, 11.24.34
88
Riquoto l'intenditore di funghi qui sotto, che mi sembra si intenda anche di musica . Riesco ad apprezzare comunque questo album, e il mio giudizio è positivo, da 70, ma noto gli stessi difetti che nota lui, anche se non mi danno così fastidio.
entropy
Venerdì 19 Febbraio 2016, 11.21.57
87
Io credo che il discorso durata non sia centrato posto così. Penso che il metallaro medio (e vero) non possa avere alcun problema con al durata di un pezzo o di un album, con la presenza di brani strumentali e cose di questo tipo. Perchè il metallaro medio ( e vero) secondo me non fa ascolti superficiali. Quindi quando nel caso di quest'album si parla di "eccessiva durata" non lo si fa perchè non c'e tempo, non c'e voglia etc. ma (sicuramente così e per me) perchè l'eccessiva durata non è accompagnata ad una qualità media costante, è ,proprio perchè "il mettallaro" di solito non ascolta pezzi da 3 minuti o solo i singoli ma i dischi interi e li valuta nella propria complessità, tutti questi momenti di stanca finsicono per pesare e rendere l'album troppo lungo. Per dire, ascoltare i due chronicles dei Vanden plas non mi crea alcun tipo di problema anzi!
Micologo
Venerdì 19 Febbraio 2016, 10.11.40
86
Hanno ragione quelli che dicono che da decenni - in generale - la fruizione della musica è relegata al puro sottofondo o ai 3 minuti di attenzione della musichetta da 4 accordi, per carità, ma su questo non mi dilungo, spero che tutti quelli che ascoltano i DT li vedano come eredi, anche, della tradizione progressive che ha cercato proprio di andare contro quella semplificazione compositiva...ma sta proprio qui, a mio parere, il difetto più grande di questo ultimo cd dei DT....la semplificazione in primis ritmica, ma anche melodica e degli arrangiamenti....secondo me i DT non sono stati in grado di evolversi per quanto riguarda il loro linguaggio musicale, hanno dato il meglio che potevano dare e non sono stati capaci di integrare altri linguaggi, cosa che ha da sempre alimentato il progressive, restando troppo legati agli stilemi dell'hard rock americano, evitando (per vari motivi) di confrontarsi con altri linguaggi più 'ricercati' (jazz, la musica classica contemporanea, il progressive più ricercato ecc...)....insomma, io la vedo così: il loro problema negli ultimi 15 anni è stato quello di non essere cresciuti culturalmente dal punto di vista prettamente musicale, restando invece schiavi di un'esigenza più narrativa (il che non gli ha impedito di scrivere capolavori come Octavarium o altri....) Ad esempio: assieme a The Astonishing, ho ascoltato anche il nuovo di Steven Wilson, e beh...dal confronto emerge proprio questa differenza fra "l'inglese" Wilson che, anche paraculescamente, ha saputo reinventare molti stili e trovate musicali più ricercate in una proposta abbastanza coerente ed efficace, e gli "americani" DT che si sono orientati invece verso il country, il musical disneyano o una presunta musica 'classica' però monodimensionale...non dico che avrebbero dovuto fare come i Thinking Plague (dei quali non riesco ad ascoltare più di 10 minuti....ahimé, mio limite) ma almeno integrare elementi diversi.....e invece....hanno abbandonato anche le soluzioni ritmiche, melodiche ed armoniche che li ha resi famosi per andare verso un hard rock sinfonico, ma senza la classe....sfociando, ahimè, nella pacchianeria....
freedom
Venerdì 19 Febbraio 2016, 8.42.52
85
Concordo sul discorso durata. Non è assolutamente un problema per me, e non capisco come per alcuni possa rappresentare un ostacolo insormontabile. Comunque, per quanto mi riguarda qui il problema è la musica: moscia, non ispiratissima e di conseguenza inutilmente allungata in termini di minutaggio. Anche SFAM era un concept album, ma quello scorre via che nemmeno te ne accorgi, e anzi vorresti pure durasse di più tanto è bello. Con quest'album ho provato solo tanta noia.
Il Cinico
Venerdì 19 Febbraio 2016, 8.09.22
84
Quoto il commento 75...si vede che molti ascoltatori, alcuni probabilmente diventati adolescenti in piena epoca youtubiana/facebookiana non riescono a capacitarsi che un opera musicale possa anche avere una durata considerevole, abituati a mandare avanti il pezzo col cursore del mouse. Non mi stupisce affatto che i dream abbian fatto un concept di due ore, l'avessero fatto i Ramones magari potevo capire lo stupore...
deris
Venerdì 19 Febbraio 2016, 5.59.02
83
io solitamente ascolto un disco al giorno....questo penso di suddividerlo in tre, ed ascoltarlo per tre giorni...faro' cosi' per tre quattro volte di seguito ed allora capirò se mi piaccia o no....
Screamforme77
Venerdì 19 Febbraio 2016, 2.23.05
82
Raramente su questo sito ho letto una recensione tanto bene fatta e tanto vicina ai miei pensieri. Ha avuto persino il pregio di rivelarmi quei pochi dettagli che mi erano sfuggiti, sia in termini di storia sia sia di somiglianze con altri loro lavori del passato. Aggiungo solo che bisogna solo togliersi il cappello di fronte ad una band che oltre essere munita di una tecnica fuori dal comune(ma questo gia lo sapevamo) riesce ancora una volta a sorprendere(ed in questo il titolo dell'album è alquanto azzeccato) nonostante una lunga carriera alle spalle. Come ha dice la recensione e molti di voi nei commenti, questo album non presenterà certo una traccia che andrà incastronata nella storia, ma è pieno di passaggi musicali e atmosfere davvero emozionanti ecco perché va ascoltato tutto insieme come se fosse un intera opera classica e andando a conoscere la trama narrata, quest'ultima cosa è molto importante per dare dei connotati emotivi all'ascolto del disco.
Deliverance
Giovedì 18 Febbraio 2016, 22.48.21
81
@rebrovo: complimenti per l'analisi, probabilmente la più condivisibile tra quelle lette nei commenti e forse anche più azzeccata della recensione, che comunque è ottima al di là del responso
Jfrusc
Giovedì 18 Febbraio 2016, 21.43.58
80
Ciao Paolo. Mi sono spiegato male. ascolto dischi e canzoni, guardo film e leggo libri che sono lunghi, prolissi e impegnativi. Non critico l eccessiva durata di un disco, ma la non necessaria prolissità. Come ho scritto precedentemente è un disco logorroico quindi fastidioso. Se fosse stato un musical lo avrei apprezzato perché aveva ragione di essere così mi pare tutto eccessivamente pompato
Darius
Giovedì 18 Febbraio 2016, 21.38.50
79
Ad ogni modo, con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti, sto ascoltando questo disco dal giorno stesso in cui è uscito e continuerò per un altro bel po' di tempo. Perchè anche se non è il miglior disco dei Dream Theater, anche se ""non è all' altezza dei capolavori del passato"", anche se non è quello che il fan medio dei DT vorrebbe (cioè Metropolis part 3) è un disco dei Dream Theater, quindi è comunque un signor disco e sono felice che dopo 30 anni di carriera mi diano ancora un lavoro su cui riflettere, in cui investire il mio tempo, sia che mi piaccia che non mi piaccia.
paolo
Giovedì 18 Febbraio 2016, 21.19.51
78
Jfrusc, neanche a me il disco è piaciuto, meno di zero, ma non continuerei ad insistere sul fatto che ti fa cagare. Chi vuole se lo ascolta. Riguardo al fatto del sacrificare la vita sociale per ascoltare un disco trovo che non abbia senso come discorso...bisognerebbe allora ascoltare solo canzoni della durata massima di 3 minuti e che non siano troppo elaborate altrimenti ci si deve concentrare troppo per apprezzarle a fondo? Quindi meglio anche un film di Vanzina che non uno di Kubrick? Close to the edge la canzone, durava 18 minuti, i Deathspell Omega hanno fatto brani da più di 20 minuti, non bisogna ascoltarli quindi perché necessitano di troppa concentrazione? Meglio uscire la sera che stare a casa ad ascoltare un album di 170 minuti? Per me no (anche se ripeto l'ultimo dream theater non mi è piaciuto).
terzo menati
Giovedì 18 Febbraio 2016, 20.59.52
77
Bel commento avant. Sono d'accordo con te...ma quant'è bello l'ultimo capolavoro di quel matto di sammett
Jfrusc
Giovedì 18 Febbraio 2016, 20.57.08
76
Il tipo di musica che fanno i dream theater, i king crimson, i pink floyd, i tool non può essere ascoltato durante il cambio di pannolino ( non per me almeno). sono dischi che meritano determinate attenzioni. un disco di 170 minuti non pretende attenzioni ma l'annullamento della propria vita sociale a sacrificio di Quell ascolto. Se poi avete ore ed ore di tempo libero da poter assimilare ed apprezzare un disco di 170 minuti vi invidio vuol dire che nella vita ascoltate solo musica. Ma poi 170 minuti o 10... Fa proprio cagare
Avantasia
Giovedì 18 Febbraio 2016, 19.51.15
75
Ho visto il gruppo a Barletta lo scorso Giugno ed è stato un trauma. Per la prima volta ho odiato i DT e le manie dei loro nuovi fans che chiedevano a Petrucci un assolo spaccatimpani alla velocità della luce ogni santo brano, come se John sapesse fare solo quello. Da quel giorno mi rifiutai di spendere ulteriori soldi (tanti) per la band, visto che le uscite da Octavarium a Dream Theater sono un insieme di note senza senso e povere di musicalità (tranne un paio di pezzi davvero belli ma con testi ridicoli e Sacrificed Sons). Dove è finita la musica? mi chiedevo. Sono contento abbiano smorzato il proprio sound arricchendolo di dinamiche, melodie e atmosfere. Sono contento che abbiano tentato, con buon successo direi, di ritrovare una vena artistica che è mancata per circa 10 anni. Il disco è ottimo, con belle musiche, un LaBrie emozionante, un Petrucci old style che si sacrifica negli arrangiamenti ed un Rudess finalmente pianista (visto che è un maestro in quello che fa). Se il disco dura due ore, è perchè vincolato ad una storia lunga e originale (peccato solo per il finale scontato) che meritava di esser raccontata senza fretta dai musicisti. Perchè, se ve ne foste dimenticati, i DT sono un gruppo di musicisti e non di esibizionisti le cui doti tecniche sono indiscutibili come la bellezza di Liv Tyler ne "Il signore degli anelli". Ho dunque cambiato idea davanti a questa opera ed ho speso 12 euro da Mediaworld grazie ad una clamorosa offerta. Sono contento di averlo fatto ed invidio coloro che presenzieranno ad una delle date del tour in Italia e fuori, visto che suoneranno più di 3 ore curando anche le scenografie. Inoltre, vista la calma dei brani, LaBrie non sarà costretto ad utilizzare la bombola d'ossigeno a metà show. Mi permetto, inoltre, di aggiungere che il gruppo in questione, essendo ancora nel pieno della sua attività, non merita di essere trattato come uno alla frutta o già sciolto, dove i paragoni con le opere passate si sprecano come il cibo al ristorante. I DT sono nati come un gruppo rock che si burla del generi musicali (un po' come i Queen) e che si è ripreso l'identità rubatagli dal business che loro stessi avevano giustamente cercato dopo una dura lotta durata 8 album (credo) con lo sbarco in una major. Ora sono abbastanza ricchi da poter tornare a scrivere musica e abbastanza bravi da poterla suonare. Io do loro il BENTORNATI! P.s: non necessariamente occorre avere due ore libere per ascoltarlo. Il disco si divide in due atti e due cd proprio per agevolare l'ascoltatore. Ma ormai viviamo nell'epoca del "tutto già pronto" o del "devo uscire e spendere soldi se no sono fuori dal mondo". I miei genitori, quando avevo appena 1 anno, ascoltavano The Wall mentre vivevano la loro vita comunque infernale. Il mondo è rimasto lo stesso, sono le persone che sono più sciocche. La musica non è un dovere ma un intrattenimento spensierato. Non è che non riesco a cambiare il pannolino al bimbo se ascolto la musica.
Metal4ever
Giovedì 18 Febbraio 2016, 19.04.21
74
Parto col dire che non si tratta certamente di uno dei loro migliori dischi e che non è il disco del miracolo o della recuperata ispirazione. Tuttavia ammetto che mi è piaciuto questo cambio e il ritorno alla forma concept album, la quale presenta una nutrita schiera di capolavori. Giustamente in recensione è stato scritto che questo è un album che va ascoltato più volte e non deve essere sentito come un classico disco, ma va anche letto per entrare più nella storia e vivere in altro modo le musiche di cui è composta; perciò, voi che avete fatto un mezzo ascolto e lo avete subito spento per noia o perché volete a tutti costi sparare a zero sui Dream Theater siete invitati a non perdere tempo a commentare. Il disco presenta molte tracce validissime, e anche se non ha il brano capolavoro che diverrà classico la cosa non mi turba. L'atto I è quello in cui c'è il meglio e devo dire che lo trovo azzeccato e ben composto: "Lord Nafaryus","A Savior In The Square", "Three Days", "A Life Left Behinf" e "New Beginng" tracce che trasudano dramma teatrale e melodie bellissime da tutte i pori; complimenti vivissimi a James LaBrie e a Jordan Rudess, che offrono una prestazione maiuscola, ma bene o male anche Petrucci si sa difendere bene; Myung e Mangini un po' in ombra, ma fanno il loro. Purtroppo i difetti si vedono di più nel secondo atto, stiracchiato un po' troppo nel finale con tracce ininfluenti, musicalmente parlando, e che cominciano a farti sbadigliare. In ogni caso anche lì ci stanno dei signori pezzi come "The Path That Divides" e "My Last Farewell", il primo in particolare fa molto Shakespeare e (la cosa mi piace) ed esprime una vera e propria tensione drammatica espressa alla grande dalla musica. Insomma, non sarà un capolavoro, ma è un lavoro riuscito e più che apprezzabile in cui riscontro una vena emotiva molto forte che mi ha colpito. Magari con un po' più di tempo per lavorarci potevano anche fare qualcosa di meglio, ma tutto sommato, visto al punto della carriera in cui stanno, va bene così.
Darius
Giovedì 18 Febbraio 2016, 17.31.28
73
Ottima recensione, concordo in pieno. Anche se resto sempre dell' idea che ogni disco dei DT sia a modo suo un capolavoro, compresi gli ultimi 6 così tanto criticati. Ravenskill tra le canzoni più belle che abbiano mai scritto, perlomeno tra le migliori 20.
Janji
Giovedì 18 Febbraio 2016, 16.59.41
72
Un solo aggettivo: grottesco
Metallycra
Giovedì 18 Febbraio 2016, 15.24.05
71
Con questo disco potevano partecipare a SanRemo per quanto è noioso e prolisso. Non ce la faccio proprio. Tutto vostro...
Il Cinico
Giovedì 18 Febbraio 2016, 15.20.45
70
Primo cd andato, e devo dire che mi piace assai, data la novità di questa proposta all'interno della loro discografia eviterei inutili paragoni con il loro glorioso passato, non grido per ora al miracolo(anche se per l'appunto devo sentire il cd 2) ma di certo per ora ho sentito ottime melodie e la loro solita grande perizia strumentale. Riguardo alla durata non capisco il problema...se non lo puoi sentire tutto d'un fiato (perchè giustamente nella vita chi è vecchiotto come me deve pure far la spesa e andar a pranzo dalla suocera) te lo senti un po alla volta, non credo che succeda chissà cosa! Allora a questo punto bisognerebbe impedire di pubblicare i cd di opera classica perchè li si parla anche di 4-5 ore di musica
Jfrusc
Giovedì 18 Febbraio 2016, 14.46.14
69
Ottima osservazione quella del commento 54. Ora non vorrei farmi i fatti altrui ma io lavoro 10 ore al giorno, convivo con la mia ragazza e sono un tipo collaborativo a casa, ho una vita sociale abbastanza movimentata e ovviamente ascolto tanta tanta musica: ma due ore per ascoltare questo disco dove le troverei? Secondo me anche a longevità è parecchio scarso sfido chiunque ad ascoltarlo più di una decina di volte ma soprattutto (e ripeto le mie scuse se mi faccio i fatti altrui) dove trovate il tempo per assimilare e farvi piacere un disco di due ore? Vi svegliate all alba? Non uscite per mesi interi? Io per assimilare un disco impiego anche mesi (a distanza di anni e centinaia di ascolti scopro ancora cose nuove ascoltando i motorpsycho) ma un disco di due ore non è un disco da ascoltare in cuffia, in macchina o in camera. Dovevano fare un musical e avrebbe avuto senso. È un album mediocre e soprattutto inutilmente logorroico
d.r.i.
Giovedì 18 Febbraio 2016, 11.33.04
68
@deris: lasciamo stare questo argomento, mi trovi d'accordo, c'è chi critica a priori tante band ma certi commenti infondati che trovi ovunque su internet non fanno testo. Come non fanno testo i commenti estasiati per ogni uscita del gruppo x solo perchè obbligatoriamente va dato un giudizio positivo. Tornando alla recensioe io ho tutti i cd, dvd e ove esistano i bluray e tutto sommato mi era piaciuto il precedente. Questo per me è e credo resterà il peggior disco dei DT e del 2016. La noia e la banalità sono in ogni singola nota, lo trovo così urtante che non lo posso nemmeno usare per dormire perchè mi fa incazzare che i miei DT che adoro abbiano fatto sta robaccia....si capisce che non mi è piaciuto?
Max
Giovedì 18 Febbraio 2016, 11.21.49
67
A mio parere il meno dei mali sarebbe quello dei paragonare questa vuota noia mortale con la precedente discografia: io trovo l'album POVERO in assoluto. A scanso di equivoci, ho tutta la loro discografia, li seguo da quando sono nati (c'ero al loro primo concerto in Italia) e quindi non faccio la guerra a priori!!
deris
Giovedì 18 Febbraio 2016, 9.43.32
66
io non capisco perché la gente critica i dischi di questa band....ad ogni uscita, si dice.. non sono quelli di tre quattro dischi fa.....quando usci' awake,o scene from a memory si disse fanno schifo,non sono piu' loro....finiti...ora leggo che sono capolavori....fra tre quattro dischi si dira' lo stesso di questo tha astonishing
Metal Shock
Giovedì 18 Febbraio 2016, 7.56.19
65
Gia` reggo a fatica un album sopra i 50 minuti di musica, figurati piu` di due ore. Per me non e` una questione di tempo ma di addormentarsi!!!!!
Simone
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 22.30.12
64
A prescindere dalla qualità di un album ma chi riesce o ha la voglia di ascoltare album di simile durata in un'unica sessione? Il cervello dopo un po' non ce la fa...
Rapture
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 21.28.51
63
Commento 50; già detto tutto. Non che sia un brutto disco, mi sembra solo un po' banalotto per essere dei DT... insomma, sembra sia stato fatto un po' frettolosamente ed inoltre lo trovo davvero poco progressive. Per i miei gusti personali è il punto più basso della carriera dei Dream Theater. Voto 65, ma lo rivaluterei con la messa in scena a teatro, forse.
Kr0n0
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 21.06.58
62
Vi ricordate quando c'erano i DT!?....ke gruppo ke era...
Kr0n0
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 21.06.57
61
Vi ricordate quando c'erano i DT!?....ke gruppo ke era...
Master
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 20.28.56
60
Anche per me l'album che mancava dal 2002. Mi è piaciuto parecchio, forte candidato per album dell'anno. Voto 85-90.
andrea
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 19.07.53
59
per me , il loro miglior album dal 2002. ho ascoltato i due atti separatamente, il prmo iniziando solo con un po' di curiosità, poi mi ha preso al punto che non l'ho lasciato che all'ultimo brano, e trovandomi emozionato e soddisfatto. Il secondo atto mi ha colpito di meno, ma l'ho trovato perfettamente funzionale allo sviluppo complessivo. Ci sono difetti ? certo, ma almeno alle mie orecchie sono arrivati ovattati e ininfluenti, perchè la percezione complessiva è stata di entusiasmo. Opera forse un po' ingenua, ma assolutamente ispirata, a mio avviso, e anni-luce lontana dalle ultime 4-5 realizzazione dei DT , globalmente prolisse e ripetitive in modo fastidioso. A parere mio, avere una storia da raccontare ( benché non originalissima ) ha incoraggiato la vena prog del gruppo, e questo mi è sembrato un bene. A conti fatti, quello che per me conta è che per una intera settimana ho ascoltato l'intero album numerose volte senza mai stancarmene, e provando anche qualche momento di commozione in occasione delle ballads più intense. Il voto ? Almeno 85
Vitadathrasher
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 18.16.13
58
già storgo il naso per album sopra i 10 pezzi.......Premetto che non l'ho ascoltato, ma tutte queste immaginette qua sopra mi fanno pensare ad un videogame, ad un cd interattivo o cosa????
Riccardo
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 17.40.51
57
Sicuramente un disco di grande tecnica e di prestazione perfetta, ma questi Dream Theater non mi piacciono perché sinceamente, mancano non tanto di creatività, ma di anima. Io non ci vedo nulla di Metal in questo Concept, e intendiamoci, non sono certo il tipo che é fissato solo con i gruppi puramente Heavy Metal, anzi, sono sempre aperto a nuovi sottogeneri. Ma tralasciando questo, reputo questo disco non tanto "poco creativo", ma "senza la giusta cattiveria". Voto: 55
jo-lunch
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 17.27.31
56
Questo disco dei DT non è assolutamente un capolavoro ma non è neanche un lavoro mediocre, come scritto da qualcuno. È un'opera prog di ampio respiro, ben suonata e ben interpretata. Certo è un album prolisso e bisogna ascoltarlo più e più volte prima di dare un giudizio definitivo. A mio parere il voto dato da Michele mi sembra equo. Comprendo la delusione di tanti ma ci andrei cauto con una bocciatura che sarebbe assolutamente immeritata. Comunque sia questo disco è da approfondire, ci va tempo e anche pazienza. Ciao.
entropy
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 17.07.25
55
Troppo lungo, troppi momenti di stanca. Non mi fa venire voglia di ascoltarlo. Mi sono arreso. Una decina di ascolti in tutto. I momenti piacevoli non mancano ma sono diluiti in una marea di musica/narrazione /effetti sonori mediocre. Peccato, ne poteva uscire un buon album. Voto 60
Rob Fleming
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 17.06.16
54
Posto che, come detto in precedenza, ai primi faticosi ascolti mi sembra buono, quella che sto per fare è proprio una domanda e non una provocazione. Ma voi avete due ore e mezza di tempo consecutive per poter seguire concept, musica e liriche? Per me i cd/dischi devono stare in un lato di una C90 (per chi capisce cosa intendo); se mi vedo 25 anni fa non avrei avuto modo di sdoppiarlo: due cassette da 60 ed una da 45? Mah... Continuerò ad ascoltarlo, ma so che alla fine, anche laddove mi piacesse, non mi resterà molto di questo album.
Fra
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 17.04.05
53
N O I A
ayreon
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 17.02.01
52
bel disco,ma alla fine il troppo stroppia.niente di nuovo,tutto già visto e sentito,solo che stavolta è stato troppo dilatato a dismisura,e non invidio chi se lo sorbirà tutto dal vivo,per quel che mi riguarda,meglio i vanden plas
mikmar
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 16.37.18
51
Quoto al 100% il micologo qui sotto. Però non boccio il disco perchè ci trovo molte cose buone, anche se diluite un pò troppo.
Micologo
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 16.28.49
50
Sono tre settimane che lo ascolto, in estrema sintesi questo il mio giudizio da fan di vecchia data (1994): iniziamo dai (pochi) pregi: 1. Un bel po' di canzoni sono ben strutturate e ben arrangiate; 2. La prestazione di La Brie è buona; 3. Petrucci, anche nelle canzoni più sdolcinate, è autore di assoli molto belli; 3. Hanno provato a fare qualcosa di nuovo...I difetti: 1. Eccessiva semplificazione ritmica ed anche melodica che li allontana dal progressive più ricercato e li avvicina ad un onesto hard rock sinfonico, ma senza la classe dei Savatage (ad esempio); 2. La musica è troppo soffocata da esigenze narrative: se ho voglia di leggere una bella storia mi leggo un romanzo, dai DT voglio musica; 3. I testi sono puerili; 4. Troppo prolisso: avessero tolto una buona mezz'ora di parti narrative avrebbero fatto un bel disco; 5. Infine, come per i cd degli ultimi 15 anni....tanta troppa FRETTA....ma cavolo, volete prendervi un po' già di tempo per scrivere un cavolo di bel disco? I soldi ce li avete....quindi...dopo 3 settimane già non ho più voglia di ascoltarlo....il voto non lo metto....
mikmar
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 16.11.26
49
Premetto che il mio giudizio è quello di un fan accanito. Lo reputo un disco discreto (da 70), che va visto più come un musical che come semplice prodotto discografico. Se si fa così si può apprezzare maggiormente, altrimenti si potrebbe rimanere spiazzati. Comunque ammetto che preferivo i DT più metallari, sboroni, pipparoli, ridondanti e con tutte quelle parti complesse e quelle caratteristiche per cui erano presi in giro. Nel dopo Portnoy gli preferisco A Dramatic Turn Of Events e questi ultimi due album, l'omonimo e questo The Astonishing.
InvictuSteele
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 15.54.10
48
Non saprei come giudicarlo. Per ora quello che mi trasmette è una noia assurda!
mario
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 15.22.52
47
almeno Petrucci e company, potevano metterci una voce ospite femminile, in alcune tracce, con dei duetti vocali maschio-femmina,o a tratti distaccati, avrebbero pure potuto pensarci, penso sarebbe venuto molto meglio, troppo lungo veramente.
mario
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 15.14.49
46
Ho provato ad ascoltarlo sti giorni, niente da fare, mi sono fermato alla undicesima traccia, digerisco più (anche se di altro genere), il disco di Luca Turilli che sta roba qua, troppi sbadigli, troppo lungo, fossero stati più cantanti oltre a Labrie pure pure,però quando starò in pensione, con paio di coperte sopra le ginocchia, un ascolto con calma glielo darò di sicuro, e solo allora darò il mio giudizio, sempre se ci sarò ancora ovviamente, gli auguro però i teatri pieni, questo si , sono pur sempre i D.T. , o No !?
Sabbracadabra
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 14.26.07
45
Dopo il primo ascolto il primo commento che che mi veniva era uguale a quello di Fantozzi con la famosa corazzata...dopo un po' di ascolti il giudizio migliora ma il disco x me è troppo moscio, lungo, cantato (anche se LaBrie va a nozze con sti lenti),manca proprio quello che ha reso famosi i DT: le parti strumentali, assoli, virtuosismi, insomma la parte METAL. Sembra + un disco da sottofondo x il tè delle cinque. Per disintossicarmi vado a sentirmi Images and Words x la millesima volta, solo 8 canzoni e 59 minuti che si mangia The Astonishing solo con l'attacco di Pull me under.
Gianluca7
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 14.21.57
44
la prestazione LaBrie (monumantale mi sembra troppo) e' buona per il fatto che secondo me lui e' piu un cantante melodico che uno metal o prog metal ... (un genere che una volta I DT suonavano e che ora non suonano piu)... Da qui la svolta stilistica dell'Opera Rock unita alla voglia di sperimentare cose nuove da parte del gruppo..
freedom
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 13.55.27
43
Non sto riuscendo a farmelo piacere...troppo palloso. Sarà pure bello il concept ma musicalmente lo trovo moscio e senza particolari picchi qualitativi. Proverò ad ascoltarlo meglio prima di dare un voto.
Francesco
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 13.43.03
42
Siamo seri: è una cagata atomica. 2 ore buttate nel cesso.
Lo Struzzo
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 13.40.39
41
Grande Mike, come sempre Parlando del disco, concordo quasi in tutto. Forse avrei toccato 80 come voto ma alla fine quest'ultimo è secondario davanti ad una simile opera così difficile da assimilare. Da grande amante dei DT nella loro essenza (secondo me non classificabile nel solo metal), ritengo sia la loro miglior pubblicazione dai tempi di TOT. Ottimi James LaBrie e Jordan Rudess e molto più efficace John Petrucci, finalmente libero da inutili tecnicismi fine a se stessi. La prima parte dell'album è deliziosa, così perfetta nel rappresentare la storia. La seconda, invece, scema un po' per via dei riff pompati troppo scontati, come a voler dare un contentino a fans più forzuti. Probabilmente il vero punto debole di The Astonishing, così come scritto da Axoras, è la trama. Musiche da brivido in perfetto stile DT. Una sola spledida canzone di oltre due ore. Miglior album prog dell'anno, vedrete. Sono finalmente soddisfatto.
Malleus
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 13.28.07
40
Quindi se uno ama Rush e Pink Floyd deve per forza amare sta cagata di due ore e mezza altrimenti non capisce una mazza di musica no? ok
Markus
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 13.17.40
39
Beh, il loro migliore dal 2002. Qualche metallaro cattivone che voleva riffoni roboanti e virtuosismi a non finire rimarrà deluso, mentre chi cerca musica di qualità sarà soddisfatto da un album che raramente un gruppo riesce a fare dopo 30 anni di carriera. Concept ben architettato con LaBrie al top per interpretazione: a proposito, splendida la recensione, a dare il giusto peso e spiegazione ai testi (non concordo solo sul suono della batteria, per me ottimo e "orchestrale" a differenza che nei 2 dischi precedenti dove era davvero plasticosa e irreale...). Voto 80.
Il cardinale
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 13.01.42
38
Bella recensione...dopo innumerevoli ascolti ritengo che sia un opera rock notevole per contenuti e durata, ma se inizialmente non mi aveva colpito adesso affermo che è un album da 8, per coraggio e per la prestazione monumentale di LaBrie che da solo regge il peso del concept....il problema è trovare due ore libere per ascoltarlo tutto in un fiato.... Grande Album!
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 12.54.04
37
Come qualcuno ha detto, la recensione è meglio del disco. Veramente eccellente, complimenti. Per il resto, lo storybook è molto banale (molto meglio la storia del seguito di Felona & Sorona della Maschera di Cera, più originale) e la musica è un pacco decisamente difficile da digerire. Au revoir.
d.r.i.
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 12.22.37
36
Ah, dimenticavo voto: 40
d.r.i.
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 12.20.53
35
Per me il peggior disco dei DT ma a mani basse, distante anni luce dai loro peggiori dischi. Una palata sulle balle totale!
Arrraya
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 12.17.53
34
i DT mi creano sempre un pò di difficoltà. Da una parte sono propenso ad premiare la loro scelta coraggiosa e anche generosa. A me son sempre piaciuti i concept e, soprattutto, l'impegno di una band nel voler regalare una storia che possa stimolare la fantasia o semplicemente creare uno spunto di ricerca e discussione, ma dall'altra penso: Chi cazzo se le ascolta queste due ore in quest'epoca che ci da (vi da) fin troppo distrazioni, quest'epoca di ascolto fast food. Forse i fans piu oltranzisti. Da questo punto di vista vedo la scelta della band come una sfida contro la pigrizia mentale odierna, e quindi va premiata. Musicalmente però siamo alle solite. Condivido chi dice che La Brie ha fatto un ottimo lavoro (strano, a me stava facendo cacare e invece...) ma sono uno di quelli che li stimava fino ad Awake con il grande (e mai troppo rimpianto) Kevin Moore, meno egomaniaco e musicale di Rudess, meno pipparolo, meno sborratore rovinatore di cose buone. Boh, giudizio sospeso e diviso a metà come sempre, tra cose buone e buonissime e schizzate di sperma inutili e pedanti, come sempre.
gianluca7
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 12.16.46
33
Ho ascoltato solo il primo CD, e sono tra quelli a cui non piace. Ho letti decine di recensioni piu o meno positive ma in fine dei conti a me non dice nulla. L'atto I ci vuole molto per assimilarlo solo per convincersi di cosa e' buono considerate che spiccano solo 3 pezzi su 20 (mia opinione).... Come diavolo puo' essere accostato a SFAM , visto che il primio uno e' un concept metal, questa e' opera rock... piu differente di cosi si muore, Mike torna per piacere ............
Malleus
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 12.06.44
32
Possiedo quasi tutti gli album dei DT, ho apprezzato anche l'omonimo del 2013 aspramente criticato da moltissimi. Eppure questo Astonishing mi fa letteralmente vomitare, una delusione pazzesca, un abominio. E pensare che il primo singolo mi era piaciuto abbastanza...ho provato e riprovato ad ascoltarlo, prima disco I poi disco II.. nada, non ce la faccio, è di gran lunga la cosa peggiore che abbiano mai fatto.
paolo
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 11.52.59
31
Il classico album che adori o non sopporti senza mezze misure. Loro come musicisti, senza considerare labrie che purtroppo da anni è di una piattezza disarmante, sono sempre al top, ma quando viene dato troppo spazio a rudess i risultati sono questi...tipo il secondo disco di six degrees. Sono contento per chi ancora riesce ad apprezzarli, per me sono semplicemente noiosi. Come qualcuno ha scritto sotto, la pausa di 5 anni sarebbe stata la cosa più intelligente da fare per ritrovare un po' di creatività.
Aske
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 11.48.02
30
Questa moda di fare dischi interminabili (qualcuno ha detto Iron Maiden?) mi sembra un modo per nascondere la pochezza di idee.
Jimi The Ghost
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 11.34.33
29
Appena ne ho avuta la possibilità ho tentato di ascoltarlo....ovviamente online. Mi ha lasciato frastornato per la sua reiterata ed eccessiva ripartizione tra suoni e testi, ovviamente coesi e ben strutturati tra le diverse tracce. L'opera, così come fu definita dai francesi in “la tragédie lyrique” o nella declinazione di “grand-opéra”, deve necessariamente possedere diversi canoni metrici, lirici, di pause tra le frasi musicali e di testo, nonché la descrizione dell'intera opera. I DT hanno soddisfatto, più o meno, a tutto. A mio modesto e soggettivo giudizio questa opera orchestrale dei DT è eccessivamente prolisso sia nella metrica degli intermezzi che non sono proprio definibili concertistici d'opera, ma che rendono il quadro armonico poco fruibile, a tratti estremamente complesso da seguire per un unico ascolto trascinando l'uditore inevitabilmente in un abisso di profonda, profondissima noia. Piacevoli i suoni di chitarra,.ineccepibile la tecnica esecutiva dei singoli, ottima la resa sonora generale, l'equilibrio e la dinamica dei suoni in relazione agli arrangiamenti e al timbro della voce, ma molto finalistico proprio per la scarsa fruibilità. I DT in queste avventure operistiche dovrebbero ricordare quello che Bach affermava: “...è facile suonare qualsiasi strumento musicale: tutto ciò che devi fare è toccare il tasto giusto al momento giusto e lo strumento suonerà da sé.” La recensione è curata nel dettaglio come solo la penna di Michele sa regalare. Un caro saluto Jimi TG
Dream Floyd
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 11.26.18
28
P.S., me lo sto ascoltando continuamente da settimane e, non essendo ironico come qualcun altro, dico EVVIVA!
Dream Floyd
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 11.24.40
27
Questo album è il migliore dai tempi di SFAM. 85, recensione brillante, mi trovo in disaccordo solo su un punto. Our new world è un pezzk che fomenta da matti e petrucci fa miracoli. Questa band ha 30 anni di attività, come giustamente ha ricordato il recensore e ha avuto il coraggio di creare un'opera di questa portata. RAVENSKILL, A BETTER LIFE E MOMENT OF BETRAYAL valgono da soli il prezzo del biglietto, ma ci sono una quindicina di canzoni che riascolto senza sorbirmi l'intero album. Non annoia mai (tralasciando le ballad, davvero stucchevoli), cosa che invece il penultimo omonimo dopo qualche ascolto faceva. Illumination Theory poi era una palla abissale. Qui abbiamo creatività, le overture colpiscono, i singoli sono ottimi e le "hit" sono ds brivido. Ripeto, 85.
zorro61
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 11.04.17
26
Arrivare alla fine è una fatica, ma a me è piaciuto e la recensione rispecchia perfettamente il mio giudizio. Il voto poteva essere più alto se la scelta dei suoni della batteria di Mangini fosse stata più rivolta al naturale, ovvero una batteria reale perchè il dubbio che sia artificiale è grande.
papi
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 11.04.13
25
Complimenti Michele, hai fatto un ottimo lavoro inquadrando in modo più che oggettivo il disco e non era un compito semplice. Concordo su quasi tutto quello che hai detto e soprattutto sul discorso della produzione, che ha ovattato fin troppo Petrucci e Mangini e quasi ignorato Myung. Nel complesso è un disco che, in termini qualitativi, mantiene il livello altalenante delle scorse uscite, alternando momenti ottimi ad altri abbastanza scontati e sorvolabili. In ultimo direi che al gruppo ha fatto bene scrivere brani brevi, anche se a volte le idee, sebbene buone non riescono a brillare in mancanza di uno sviluppo più naturale, che per esempio giustificava le vecchie suite. Complessivamente per me l'album vale 75 e niente di più
Galilee
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 11.03.57
24
Comprerei il disco per la recensione, ma il disco non vale affatto lo scritto. Non l'ho ascoltato tutto, non sono nemmeno più un gran ascoltatore di questo genere, ma ascoltare questa musica è da suicidio. Io mi rompo le palle dopo 20 minuti. Per apprezzare un lavoro cosi deve proprio piacerti da matti il gruppo in questione sennò Addio. Comunque, voto altissimo secondo me.
Jfrusc
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 10.59.47
23
La recensione vale molto più del disco
Metalraw
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 10.53.27
22
Piaccia o meno, la recensione di Michele riesce nell'arduo compito di far capire come deve essere affrontato l'ascolto di quest'album, descrivendolo alla perfezione.
Markus
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 9.21.21
21
che palle!
AL
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 9.07.49
20
dopo questa recensione sono ancora più incuriosito. da quanto ho letto in giro secondo me è un capitolo al di fuori della loro discografia. un esperimento. e lo conferma il fatto che loro stessi dicono che questa è un'opera rock. Lo suoneranno nei teatri, mi sembra un pò tutto diverso dal solito.
Andrrr
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 8.51.45
19
Ottimo,come avevo già detto precedentemente in altri articoli volevo avere altre motivazioni per non comprarlo e nemmeno provare a perderci 2 ore nell'ascolto su youtube et simila...il disco precedente a questo mi ha fatto schifo e ci ho buttato pure 18 euro...questa volta l'errore non lo ripeto.
Steelminded
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 8.44.22
18
A me fa schifo, punto. Sapevo che molti incluso i recensori lo avrebbero valutato diversamente. D'altronde, tutti a dare contro i Dream Theater quando secondo me sfornavano dischi validi. Sembra tutto coerente. Secondo me sono arrivati alla frutta con questo. Urge la famosa pausa di cinque anni chiesta da Mike Portnoy. Evviva!
Max
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 8.37.14
17
L'ho ascoltato - con enorme fatica - per intero e poi a pezzi e il risultato è sempre lo stesso:noia e vuoto. Di originale non vi trovo nullaei testi poco mi importa, qui stiamo parlando di musica e in questo CD di roba che cattura l'attenzione ne vedo proprio poca. Tra i peggiori dei DT, ne sono convinto.
P2K!
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 8.30.25
16
Disco coraggioso si, ma che fatica arrivare alla fine... 70 lo prende ma non di più
Rob Fleming
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 8.30.18
15
Molto lungo. Ci vorrà tempo per assimilarlo e quindi dare un giudizio obiettivo. Dai primi ascolti mi sembra buono, ma mi sa che prima di essermene fatta un'idea più o meno definitiva mi ci vorranno un paio di mesi
tino ebe
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 8.21.46
14
acquistato al volo alla mediaworld, compulsivamente come quando vuoi comprare qualcosa ma non hai bisogno di niente. Ben venga quindi l’ultima novità cd anche se le scelte sono poche e praticamente indirizzate dal business, rispetto a quando c’era il negozietto di fiducia. Il problema sta trovarsi poi almeno una mezz’ora di tranquillità dove spegnere il cervello dalla frenesia e concedersi un ascolto rilassato e soprattutto concentrato. Ho parlato di mezz’ora perché due ore e passa per ascoltarselo tutto d’un fiato è praticamente impossibile. Per ora lo sto ascoltando a pezzi e spero di finirlo entro le prossime politiche, comunque musicalmente è come al solito ottimo e ben suonato, e quando parte non ti viene voglia di passare ad altro, la brie è convincente ed ispirato, insomma niente male. Sarà contento Claudio Simonetti visto che nella parte strumentale iniziale c’è praticamente un plagio grosso come una casa alla colonna sonora di profondo rosso. Per ora un disco da 70, poi vedremo
Franco 73
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 7.10.49
13
Piacevole lavoro con una decina (forse anche meno) di brani che ricorderai, ed il resto avente funzione puramente narrativa. Disco coraggioso, in tempi di zapping musicale compulsivo, comunque ben lontano dal poter essere considerato un capolavoro.
rebrovo
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 2.02.18
12
Sono abbastanza sorpreso dalla recensione e dal punteggio relativi all'album in questione. A mio avviso bisogna distinguere se a giudicare il disco lo si faccia considerando che si tratta dei Dream Theater, rispetto a un giudizio neutro, rivolto unicamente al presente e a ciò che si trova in giro di questi tempi. In questo secondo caso sì: si tratta di un lavoro degno di nota e con diversi spunti interessanti; se fosse il prodotto di una band nuova o comunque poco nota lo riterrei senza dubbio un gruppo da approfondire. Il problema è che stiamo parlando dell'ennesimo disco trita e ritrita che i DT sono soliti sfornarci dai tempi dello sbarco in Roadrunner. Non sto parlando a vanvera: ho effettuato molti ascolti e vi posso assicurare che sono un sincero e maniacale appassionato. Questa volta potevano fare davvero qualcosa di nuovo, o comunque (visto il tracking così numeroso) avrebbero potuto - e dovuto - osare molto di più. Invece niente, siamo sempre lì: è impossibile non riconoscere in questi brani la stessa band che negli ultimi 10 anni si è limitata al compitino di partorire qualcosa ogni due, spesso assistiti da un'ispirazione tutt'altro che qualitativa, e che ormai sembra essere a senso unico. Pensate, ad esempio, a The Count of Tuscany o alla bellissima Ilumination Theory dello scorso album. Arrangiamenti e melodie eccezionali, accompagnate a testi al limite del ridicolo oltre che a momenti poco funzionali inseriti soltanto per allungarne la durata complessiva. E stiamo parlando dei brani migliori degli ultimi tempi. Pensate adesso ad Outcry e a Behind the Veil, pezzi a cui tecnicamente è impossibile fare il minimo appunto, ma che per tutto il resto, ragazzi, lasciamo stare. Ecco: in quest'ultimo album ritrovo troppo spesso le noie (e le note!) di alcune delle loro canzoni meno riuscite. Suoni e melodie spesso pesanti e pacchiane, portati a un livello di epicità troppo pomposo e anche poco adatto al tipo di concept. Non c'è nulla di nuovo in questo disco, nulla. E' la naturale continuazione di quanto fatto ultimamente con tutti i pro (non molti, direi) e tutti i contro. E oltretutto, cosa non da poco, per quanto si tratti di oltre due ore di musica, a me pare un lavoro incompleto e ripetitivo. Oltre alla mancanza di pezzi semplici (in stile The Silent Man) o evocativi come Trial of Tears, non trovo nemmeno una traccia che possa definirsi propriamente rock and roll e che abbia un tiro lontanamente vicino a quella di una Strange Deja Vu o una The Glass Prison. Ok, non chiedevo un secondo SFAM o un altro SDOIT, ma alcuni brani di questo The Astonishing rasentano l'insulso (uno su tutti, quello di chiusura). E mi stupisce anche il fatto che nessuno abbia posto l'accento sul fatto che molte melodie tornano a ripetersi in un continuo richiamarsi da un pezzo all'altro. Siamo alle prese con un concept, va bene, ma a volte si resta persino disorientati da certi rimandi. L'eccessiva presenza di ballads, poi, rende il tutto noioso, a volte ai limiti dell'irritante. Detto questo non posso comunque esimermi dall'apprezzare i punti più alti del disco che ritrovo, nell'ordine, in Three Days, A Life Left Behind, A New Beginning e nella potentissima The Path That Divides. Queste le note migliori che valgono, forse, il prezzo dell'acquisto. Non comprendo cosa ci troviate di bello in tracce come Moment Of Betrayal (un ritornello a dir poco mediocre e un intro lontana dall'essere elegante) o in Brother, Can You Hear Me?, ma cosa devo dirvi di più? Il problema, a conti fatti, è che il Petrucci di 20 anni fa è venuto naturalmente ad esaurirsi e che le idee prodotte da dieci anni a questa parte peccano spesso di banalità e mancanza di qualità. Sì, di QUALITA'. Perchè spero non sarà certo la forma di rock opera a far sentire dei luminari dell'ascolto i nuovi adepti, e spero non sarà una storia, sì di senso compiuto, ma di certo non originale a far credere che questo sia lo stato dell'arte della musica moderna. In conclusione posso affermare con una certa tranquillità che questo lavoro non è minimamente paragonabile a nessun'altra fatica dei nostri DT da Octavarium fino a When Dream And Day Unite, mentre per quello che riguarda l'ultimo periodo della loro carriera (avendo sempre presente che si tratta di un prodotto sui generis) è forse uno dei migliori. Il migliore dei peggiori, insomma. Ben al di sotto dei 70 punti, per me.
Theo
Mercoledì 17 Febbraio 2016, 1.13.15
11
@hard'N'heavy: Ma te sei un troll dai, ammettilo
hard`N`heavy
Martedì 16 Febbraio 2016, 23.44.20
10
Attenzione! Attenzione! non sto scherzando per me ''The Astonishing'' sfiora il capolavoro, VOTO: 89/100. Da quando è uscito su you tube l'ho ascoltato per bene e ininterrottamente almeno una 40ina di volte (durata 2 ore e 11 minuti) album intero, be che dire tirando le conclusioni: dopo averlo assimilato per bene sono partito per mediaworld e lo comprato originale a prezzo pieno senza l'offerta a €17,99 soldi spesi bene per il sottoscritto e ho detto tutto. L'album va preso e ascoltato dall'inizio alla fine come se fosse UN’UNICA traccia perché l'emozioni che regala questo concept sono PAZZESCHE credetemi, ascoltatelo con calma e senza distrazioni sarete ripagati da 2 ore e 11 minuti di grandissima musica.
Michele "Axoras"
Martedì 16 Febbraio 2016, 23.42.59
9
@MetalHeart: Ciao ! La documentazione citata è reperibile interamente sul sito dei Dream Theater ... è esaustiva e molto ben fatta. Ovviamente anche i testi all'interno del disco sono molto comodi ! @Roby: Grazie per le belle parole e buon ascolto, spero ti piaccia !
roby
Martedì 16 Febbraio 2016, 23.37.07
8
Questa è una recensione coi controcazzi. Non come quella scritta da quelle pippette al sugo di metalitalia, sbrigativa e raffazzonata. Bravissimo Michele, mi hai fatto venire voglia di ascoltarlo. Nonostante io sia un fan abbastanza accanito, l'eccessiva durata mi aveva un po' scoraggiato.
Jfrusc
Martedì 16 Febbraio 2016, 23.35.06
7
È la prima volta che sento parlare di un disco che ha bisogno del libretto di istruzioni per essere ascoltato. È più forte di me questo gruppo mi fa cagare
MetalHeart
Martedì 16 Febbraio 2016, 23.23.44
6
Ma sono io l'unico pistola che ha il libretto con unicamenti i testi delle canzoni e non la "documentazione adatta" citata dal recensore?! In più è appiccicato alla custodia cartonata del disco...
ricco96
Martedì 16 Febbraio 2016, 23.10.56
5
*Così come, non Xiao ahahaha
ricco96
Martedì 16 Febbraio 2016, 23.09.31
4
Decisamente buona a recensione, Xiao come il disco. Sono fondamentalmente d'accordo su tutto, solo con un paio di difetti in meno Voto 85
rocklife
Martedì 16 Febbraio 2016, 23.08.18
3
troppo lungo e troppa carne sul fuoco...alla fine non si ricorda nulla e stanca....infatti mi ricordo solo our new world la piu' semplice e new beginning........comunque bravo la brie..sottotono petrucci...molto lontani i tempi di awake e metropolis............
Rejection
Martedì 16 Febbraio 2016, 22.53.11
2
Complimenti per la recensione, molto dettagliata ma scorrevole. Sul disco non mi esprimo, non essendo ancora riuscito ad ascoltarlo.
sundaybsundey
Martedì 16 Febbraio 2016, 22.41.35
1
Nuovo neppure scartato regalato per il compleanno lo vendo a 10 €
INFORMAZIONI
2016
Roadrunner Records
Prog Metal
Tracklist
Act I
1. Descent of the NOMACS
2. Dystopian Overture
3. The Gift of Music
4. The Answer
5. A Better Life
6. Lord Nafaryus
7. A Savior in the Square
8. When Your Time Has Come
9. Act of Faythe
10. Three Days
11. The Hovering Sojourn
12. Brother, Can You Hear Me?
13. A Life Left Behind
14. Ravenskill
15. Chosen
16. A Tempting Offer
17. Digital Discord
18. The X Aspect
19. A New Beginning
20. The Road to Revolution

Act II
1. 2285 Entr'acte
2. Moment of Betrayal
3. Heaven’s Cove
4. Begin Again
5. The Path that Divides
6. Machine Chatter
7. The Walking Shadow
8. My Last Farewell
9. Losing Faythe
10. Whispers in the Wind
11. Hymn of a Thousand Voices
12. Our New World
13. Power Down
14. Astonishing
Line Up
James LaBrie (Voce)
John Petrucci (Chitarra)
Jordan Rudess (Tastiere, Synth e Pianoforte)
John Myung (Basso)
Mike Mangini (Batteria)

Musicisti Ospiti:
David Campbell (Arrangiamenti Orchestra e Coro)
City of Prague Philharmonic Orchestra (Orchestra)
 
RECENSIONI
77
70
65
70
65
71
93
s.v.
82
70
83
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72
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99
88
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