Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Nile
Vile Nilotic Rites
Demo

Prysma
Closer To Utopia
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

17/12/19
HAXANDRAOK
KI SI KIL UD DA KAR RA

19/12/19
DAEMONIAC
Dwellers of Apocalypse

20/12/19
SUN OF THE ENDLESS NIGHT
Symbols of Hate and Deceitful Faith

20/12/19
EMBRYO
Misguided Legacy

20/12/19
NEUROSPHERE
Anthem of the Lost - part I Nightwars

24/12/19
THE BASTARD WITHIN
Better Dead Than Friends

27/12/19
CIANIDE
Unhumanized (EP)

09/01/20
WAR DOGS
Die By My Sword

10/01/20
APOCALYPTICA
Cell-0

10/01/20
OCEANS
The Sun and The Cold

CONCERTI

15/12/19
LEAVES` EYES + SIRENIA + FOREVER STILL + GUESTS
DAGDA LIVE CLUB - RETORBIDO (PV)

15/12/19
FOLKSTONE
DRUSO - RANICA (BG)

17/12/19
THE TREAD MANICS + GUESTS
KILLJOY - ROMA

18/12/19
SPECTRAL VOICE + EKPYROSIS
CIRCOLO SVOLTA - MILANO

19/12/19
BENEDICTION + DISTRUZIONE + BLOODSHED + NECROFILI
TRAFFIC CLUB - ROMA

20/12/19
DARK FUNERAL + GUESTS
ORION CLUB - CIAMPINO (RM)

20/12/19
BENEDICTION + DISTRUZIONE + TOL MORWEN
CIRCUS CLUB - SCANDICCI (FI)

20/12/19
RAIN + GUESTS
UFO ROCK PUB - MOZZO (BG)

20/12/19
EGOSYSTEMA + TREWA
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

21/12/19
DARK FUNERAL
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

Crowbar - Time Heals Nothing
27/02/2016
( 1606 letture )
Too hard
Giving myself the power
to make it all end
Take it, take it
Be my own man
stand up and never look back
Never
Through my suffering
indulging in all that I could
No lie
Keep myself clean
a fight that I know I can't quit
I said
I know that time will be
The only factor


Benedette siano le distorsioni, i tempi lenti e le liriche oppressive.
Benedetto sia colui che riesce a guardare in fondo all'abisso, senza paura di tuffarcisi né di non riuscire più a risalirne le forti correnti.
Gloria alla musica capace di incanalare tutto questo in un massiccio composto metallico di riff ed urla graffiate, gloria agli inossidabili Crowbar.

La band di Kirk Windstein, corpulento chitarrista conosciuto dai più per la sua militanza nel supergruppo sludge Down (con cui i nostri condividono ideali, riff e provenienza geografica), è sempre stata portatrice sana di ansia e degenerazione sensoriale, vomitata senza troppe cerimonie in faccia a chiunque osi avvicinarcisi.
Ascoltare un album dei piedi di porco è un'esperienza che distorce lo stomaco e annebbia il cervello, tanta è la potenza - in termini di watt e carisma - sprigionata dal quartetto di New Orleans. Nel disco in esame, terzo capitolo sulla breve distanza per Kirk e soci, non troveremo nulla di innovativo o complesso, non inutili orpelli o funamboliche fughe strumentali, ma soltanto puro e semplice odio distillato in musica e testi che non lasciano spazio alcuno a speranza o fiducia nel futuro a noi prossimo.
L'effetto provocato da tracce come l'efficace opener The Only Factor, impreziosita da un rallentamento sul finale, o dai nervosi riff di Lack of Tolerance (da segnalare l'ottimo lavoro dietro le pelli di Craig Nunenmacher, ad inizio millennio diventato poi onesto mestierante dietro le tamarre file dei Black Label Society), piuttosto che dalla "viscida" e doomy title-track, è quello di un T-34 sovietico sopra le vostre incolpevoli coscienze, ridotte in polvere dopo l'opprimente lavoro chitarristico di Windstein.
Il musicista del Middlesex, vero e proprio mastermind di tutto ciò che si cela dietro il moniker Crowbar, non si limita però a sciorinare indefessamente cemento a presa rapida travestito da corde e pickup; l'ex Down dona infatti ad ogni brano un'atmosfera sulfurea grazie alla sua voce abrasiva e gutturale, perfetta amplificazione naturale per i racconti orrorifici contenuti in Time Heals Nothing. Il significato definitivo è infatti semplice da intuire: non esiste nessuno spiraglio di luce, solo profondo ed inscalfibile buio emotivo. L'unica via per sopravvivere è l'abitudine, il lasciarsi scivolare il fango addosso - inutile è combattere, tempo sprecato sono i tentativi di risalire il corso di un fiume tanto nero e scomodo quanto incontrovertibilmente destinato a farci da casa per l'eternità.

Non il mio personale favorito della discografia, non sicuramente il loro lavoro più ispirato od emozionante (il titolo iridato spetta forse all'eponimo secondo disco, piuttosto che a Odd Fellows Rest, anno domini 1997), ma è comunque tutto grasso che cola, nessun dubbio. È impossibile rimanere impassibili dinanzi al sincero grido di rabbia lancinante che la musica ivi contenuta rappresenta. Lasciatevi investire dai cingoli di questo carro-armato in tracce, ne uscirete diversi e più forti, garantito.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
84.66 su 3 voti [ VOTA]
Ubik
Mercoledì 2 Marzo 2016, 16.20.37
3
Mastodontici. Disco granitico e molto valido, un gran "bel" sentire. 75
MiltonKeef
Martedì 1 Marzo 2016, 12.42.45
2
@alekos: parole sante, assolutamente condivisibili!
.:alekos:.
Martedì 1 Marzo 2016, 10.35.52
1
Monumento alla disillusione e alla miseria sub-urbana che oggi, ancora più che nel 1995, suona dannatamente attuale... Dopo il 9/11, dopo Katrina, dopo lo scandalo dei mutui subprime e il continuo impoverimento del cosiddetto "ceto medio", il messaggio dei Crowbar suona ancor più condivisibile e forte, proprio come un piede di porco dritto sul muso.
INFORMAZIONI
1995
Pavement Music
Sludge
Tracklist
1. The Only Factor
2. No More Can We Crawl
3. Time Heals Nothing
4. Leave It Behind
5. Through a Wall of Tears
6. Lack of Tolerance
7. Still I Reach
8. Embracing Emptiness
9. A Perpetual Need
10. Numb Sensitive
Line Up
Kirk Windstein (Voce, Chitarra)
Matt Thomas (Chitarra)
Todd Strange (Basso)
Craig Nunenmacher (Batteria)
 
RECENSIONI
62
78
91
89
75
89
ARTICOLI
20/10/2016
Intervista
CROWBAR
Parla Kirk Windstein
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]