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Hesperia - Metallum Italicum (Aeneidos Metalli Apotheosis Pars IV)
28/02/2016
( 1718 letture )
Quinto capitolo della discografia di Hesperia, creatura del poliedrico polistrumentista marchigiano Hesperus, questo Metallum Italicum (Aeneidos Metalli Apotheosis Pars IV) si configura, come già il titolo stesso suggerisce, come l’atteso, finale capitolo di una quadrilogia musicale incentrata sulla nascita della città di Roma, così come descritta da quell’Eneide di Virgilio che più di qualcuno certo si ricorderà, perlomeno da quanto studiato sui banchi di scuola. Per gli smemorati, un breve riassunto: il poema, pubblicato postumo nonostante l’opposizione di Virgilio stesso che non ne aveva concluso la revisione, narra le vicende del leggendario Enea, figlio di Anchise, scappato via mare dopo la caduta della città di Troia il quale, dopo aver a lungo viaggiato nel mar Mediterraneo, approda in Lazio, diventando a tutti gli effetti il progenitore del popolo romano. L’analisi e la narrazione presentata in quest’album si ricollega al precedente Spiritvs Italicvs - Aeneidos Metalli Apotheosis pars III che ci aveva lasciato al nono libro del poema epico, ripartendo dunque dal decimo e giungendo fino al dodicesimo e conclusivo libro. A coadiuvare l’ascoltatore nel suo viaggio lungo le dieci tracce della release (divise in tre, eguali parti da due interludi, ma nei fatti prive di alcuna pausa tra l’una e l’altra, dando il senso di un fluente continuum quasi da suite) è ancora una volta un dettagliato e considerevole booklet, capace di fornire pressoché qualsiasi informazione di cui il fruitore più curioso possa necessitare.

Arricchito da contenuti in italiano e in latino, nonché da numerosi ospiti dietro al microfono (soprattutto in De Bello Italico II) provenienti dai più diversi background metal, italico e non (volendone citare qualcuno, si passa dai Nokturnal Mortum ai The Black, dai The True Endless ai Ecnephias), Metallum Italicum (Aeneidos Metalli Apotheosis Pars IV) appare fin da un primo ascolto aver guadagnato in maturità rispetto ai suoi predecessori, evidenziando una sempre più crescente difficoltà nell’etichettatura canonica di quello che è, come più volte evidenziato dallo stesso Hesperus, espressione piena del “metal italico”. Se, infatti, gli elementi black metal rimangono presenti, anche se spesso declinati in chiave classica e non ‘nordica’ come ci si potrebbe ingenuamente aspettare, non mancano elementi heavy fin dall’opener De Bello Italico I, soprattutto nel riffing di chitarra, così come risulta caleidoscopico l’assortimento di strumenti tradizionali, alcuni tipici della tradizione romana ed italica quali sistro, lira e cetra, a rafforzare la componente pagan della produzione. Alla voce, oltre alla citata varietà di artisti impiegati, e all’alternarsi tra narrazione e screaming del frontman già noto a chi avesse ascoltato almeno uno dei capitoli precedenti della serie, non mancano elementi sorprendenti, il cui migliore è sicuramente il passaggio operistico e lirico della sinfonica Metallum Italicum II, dove fa la sua comparsa il carismatico tenore Christian Bartolacci.

Un album che certamente si conferma di buon livello, con un concept solido ed elaborato in davvero molti dei suoi minimi particolari (si pensi che, per esempio, parte delle tracce contenute in questa release sono state registrate tra le rovine del teatro romano dell’antica città di Helvia Recina, vicino Macerata), che di certo non fa rimpiangere i più noti e popolari gruppi nordico/scandinavi che narrano di saghe ed eroi pagani di un tempo. Un full-length da cui forse ci si poteva aspettare qualcosa di più a livello di qualità della produzione, e che chiaramente non risulta essere di facile assimilazione (se non indigesto) per alcuni, ma le cui molteplici anime, fluentemente legate dall’esperto mastermind Hesperus, rendono giustizia al grande impegno che si è reso necessario alla sua creazione. Sicuramente una realtà alquanto peculiare, che certo si distingue per unicità e originalità e che certamente merita più di un ascolto, in quanto quanto di più lontano dai soliti, banali progetti solisti senza arte né parte. Fermata obbligata per tutti coloro che sono alla ricerca di sonorità e contenuti inusuali.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
76.72 su 11 voti [ VOTA]
Alcor81
Lunedì 16 Gennaio 2017, 21.52.47
40
@Falkenbach d'accordissimo
Falkenbach
Giovedì 3 Marzo 2016, 15.35.28
39
Certamente Akaah, la disamina ho avuto modo di leggerla e fra le righe viene scritto chiaramente che l'artista propone un mix di vari generi. Comprendo perfettamente la difficoltà ad usare un'unica etichetta per un disco che mescola insieme vari generi. Io personalmente avrei usato l'etichetta heavy/epic perchè a naso mi sembra che di black ce ne sia molto meno rispetto alle parti heavy, o al massimo avrei usato un vigliacco nonchè generico "pagan-metal", che vuol dire tutto ed allo stesso tempo niente. Chiusa la parentesi etichetta, ieri sera sono andato ad ascoltare il lavoro precedente ed il gruppo mi sembra davvero interessante! Ben vengano artisti con un'identità che propongono un proprio sound anzichè proporre per la ventordicesima volta sempre la stessa solfa. Inoltre, considerate le tematiche trattate, ben vengano due volte!
Alcor81
Giovedì 3 Marzo 2016, 10.49.26
38
@mario, si quello prima lo potevamo chiamarle black pagano forse con qualche sprazzo di prog made in italy, ma questo è dura da catalogare, è molto personale. che sia il titolo un tentativo di autoetichettagggio????!11 bahhhahahha
mario
Mercoledì 2 Marzo 2016, 21.48.43
37
@ Matocc, don't warry, avevo capito il senso della tua battuta, la mia era solo una generale simpatica punzecchiatura sull'argomento .Per quello che ho sentito sull'album concordo con Akaa per la recensione e al commento #34.E' in effetti un po difficile decifrare lo stile di Esperus, ha elementi black pagan, ma anche forti connotati heavy-epic, venature narrative-rock,il tutto condito da una forte componente teatrale da rock opera.@ Alcor grazie per aver citato Ianua, non conoscevo.
Alcor81
Mercoledì 2 Marzo 2016, 16.54.18
36
bene sono riuscito ad ascoltare l'album per intero, e devo dire che fa tutto un altro effetto che sentirlo a brani o a pezzi, come dice il recensore è un continuo, una specie di viaggio. ascoltato a stralci preferivo il precedente, ma ora probalmente preferisco questo, mi concedo ancora ascolti per decidere. come dice akaah@ effettivamente di black pagano ce n'è dentro, incrociato con dell' heavy epic vecchio e del rock, misto con un po' di Ianua, di vecchi litfiba (non vorrei aver bestemmiato!!), e rac anni 70 tipo amici del vento, compagnia dell'anello. ho visto tra le notizie di anteprima dell'album in questo sito è spiegato parecchio
Doomale
Mercoledì 2 Marzo 2016, 16.24.08
35
@Akaah, ok si diciamo che lontano anni luce si sente qualche eco...Ma in generale io a questo punto l'avrei ascritto più come un pagan-metal per rimanere sui generis, dato che non è niente di definito...Ma è una mia opinione e non una critica, solo un osservazione da appassionato di questi generi pagan...Pagan Black anche voi di solito lo utilizzate per altri tipi di sonorità e band..anche piu toste. Comunque sono etichette e alla fine non contano nulla. Per il resto la rece l'ho letta e la ritengo anche abbastanza chiara ed esaustiva! Ho anche riascoltato qualche brano sia di questo che del precedente e tutto sommato è interessante.
Akaah
Mercoledì 2 Marzo 2016, 14.23.39
34
@Falkenbach e altri utenti in precedenza: il disco è stato così catalogato, in quanto presenta, così come elementi heavy ed epici (segnalati per altro nella recensione), anche una chiara componente black e, ovviamente, è pagan. Il genere dell'album in oggetto, come in molti altri casi e come evidenziato qui sopra, difficilmente potrebbe essere descritto con una o due mere parole, che sono invece quanto, per esigenze di spazio, ci viene richiesto nella etichettatura in homepage. Certo che, come redattori, noi ovviamente auspichiamo che il lettore medio non si fermi solo al titolo, ma che legga quanto viene pubblicato.
Matocc
Mercoledì 2 Marzo 2016, 9.17.17
33
@ mario : guarda che intendevo proprio il contrario, con la mia battuta intendevo difenderlo nel senso che il costume fa parte dello spettacolo e quindi trovo normale che a un concerto lui si vesta così. Sono andato a vedere i Kiss e se non fossero stati truccati ci sarei rimasto male, quindi
Falkenbach
Mercoledì 2 Marzo 2016, 9.06.02
32
Inspiegabilmente si è mangiato una parte del commento. Rimedio subito: Se tutto il disco si mantiene su quei livelli andrò presto a recuperare i lavori precendenti perchè a questo punto mi incuriosisce il progetto.
Falkenbach
Mercoledì 2 Marzo 2016, 9.03.44
31
Ieri sera spinto dalla curiosità ho ascoltato la cut version che si trova sul tubo. Se tutto il disco si mantiene su quei lavori precendenti perchè a questo punto mi incuriosisce il progetto. Un solo appunto: come già sottolineato da altri, catalogare il disco come pagan/black è fuorviante per chi legge. Magari qualcuno apprezza queste sonorità heavy/epic, vede scritto nel genere "black" e tira dritto... e sarebbe un peccato, perchè il disco merita senza dubbio.
Doomale
Martedì 1 Marzo 2016, 18.28.22
30
@Alcor81, e' vero hai ragione anche io ho pensato ad un heavy rock epico ascoltando questo...Cmq ok daro' un ascolto anche all'altro!😉
Alcor81
Martedì 1 Marzo 2016, 18.02.27
29
Samba@ si si come no, ex deo, però musicalmente un po troppo death d'oltreoceano per me e per come mi aspetto da quei temi. però come si presentano e le tematiche mi piacciono
Sambalzalzal
Martedì 1 Marzo 2016, 17.58.35
28
Alcor81@ si anche a me piace parecchio l'epic scuola americana tipo VS e Manowar, infatti ben vengano gruppi più estremi che si ispirano a quelli. Che sappia io oggi l'unica band che è monotematica su argomento Antica Roma sono i canadesi Ex Deo, progetto secondario del cantante dei Kataklysm, li conosci?
mario
Martedì 1 Marzo 2016, 17.36.17
27
Concordo con @Alcor anche questa volta, per quanto riguarda ispirazione teatral-scenica ai Virgin Steel, lo sto ascoltando sul tubo , versione cut, e anche a me non sembra pagan black puro cui sembrava più orientato il penultimo, è più un heavy rock- epic metal narrativo e teatralizzato al massimo, quindi per gusti può più o meno piacere, mancano un po di stacchi imperiosi , e strofe veramente rimarchevoli, che valorizzino il clou del cantato-narrato, e avrei preferito una produzione più potente, che valorizzasse un po più le sezioni ritmiche, credo poi per ora per quello che sto ascoltando che la recensione per il resto abbia colto nel segno, sicuramente non è facile da capire al primo ascolto, che va seguita di pari passo con la tematica-concept e le frasi cantate in ogni brano, penso lo collocherò tra 74-76.Devo ascoltarlo meglio.
Alcor81
Martedì 1 Marzo 2016, 17.16.47
26
doomdal@ da quel poco ho sentito di quest'ultimo, di black c'è poco, è più rock e metal epico, e Rac, quindi se segui il black credo che dovresti più orientarti più sul penultimo che era in maggior parte black. samba@ a me piace anche l'epic quindi apprezzo anche quel tipo di materiale
Sambalzalzal
Martedì 1 Marzo 2016, 16.56.51
25
Alcor81@ si credo anche io che si sia ispirato parecchio ai VS periodo House Of Atreus visivamente ma pure concettualmente, alla fine gli argomenti trattati sono molto confinanti...
Doomale
Martedì 1 Marzo 2016, 16.52.16
24
Musicalmente parlando ho ascoltato qualcosa sul tubo di questo album. Da estimatore del movimento pagan Black devo dire che io qui di questo genere ne sento ben poco, se non nulla. Ma a parte questa diciamo etichetta devo dire che non mi ha impressionato...non mi ha detto granche'....magari ho ascoltato frettolosamente pero'.
Alcor81
Martedì 1 Marzo 2016, 16.42.48
23
Se devo essere sincero oltre al black pagano, l'approccio scenico di esperus mi ricorda molto il trucco simile a statue antiche dei virgin steele nei dischi su omero, però qui in versione romana. magari mi sbaglio e nemmeno sono tra le influenze della band. mario@ ah ahaha mi sa che hai colto nel segno
mario
Martedì 1 Marzo 2016, 15.53.25
22
Certo va bene le battute, più o meno sarcastiche, Lui no sicuramente, non gira cosi', sono costumi che riguardano la teatralià dell'opera.Comunque non mi sembra per es. che ad Abbath a Londra sia arrivato a prenderlo la neuro con la camicia di forza, cosa ne pensa @Matocc di Abbath!?. Battuta su lui no!?.ah! Se solo lo avesse fatto Esperus.......APTITI CIELO.
Falkenbach
Martedì 1 Marzo 2016, 15.20.42
21
Non ho ascoltato il disco recensito in questa sede nè conosco la band quindi non mi esprimo sul disco e nemmeno sul gruppo. Fatta questa necessaria premessa, se mi è permesso dire la mia io credo che il black-metal sia un genere in cui l'elemento scenico è sempre stato in prima linea. Quindi, nel 2016, trovare un componente di un gruppo black-metal "che fa scena" non credo sia una novità tale da restarci secchi per la sorpresa, ormai è storia vecchia. E poi, come diceva Matocc con una battuta, sicuramente non gira così per le strade, anche perchè se non è carnevale tempo due minuti e arriva a prenderti la neuro con una camicia di forza.
Alcor81
Martedì 1 Marzo 2016, 14.33.39
20
d.r.i.@ potrebbe darsi, effettivamente non è un ipotesi da scartare, certo che non mi sembra questo il caso, anche perchè immagino che sviscerare l'Eneide e musicarla in 4 dischi richieda un impegno di dimensioni astronomiche, assai più impegnativo che parlare di alcune leggende vichinghe, e anche una certa passione o convinzione. anche perchè solitamente l'italiano medio non sa nemmeno dove sta di casa il libro d Virgilio, o se ne ricorda qualche vago sprazzo dai banchi di scuola, tanto per riprendere il discorso del recensore
d.r.i.
Martedì 1 Marzo 2016, 14.31.20
19
@Samba: dimentichi che puzziamo
Sambalzalzal
Martedì 1 Marzo 2016, 14.22.42
18
d.r.i.@ probabilmente potrebbe essere la spiegazione giusta. un conto è mascherarsi senza impegno un altro e farlo con coscienza, è quello a spaventare gli italiani, prendere posizione. Non a caso ora la massima imperante è "ascolto metal ma non mi ritengo un metallaro" Ehhh che scherziamo, i metallari sono delle merde, dei drogati, mangiano i bambini e sono rozzi ti pare che uno può andare fiero di esserlo!?!? tutto quadra e il cerchio si chiude
d.r.i.
Martedì 1 Marzo 2016, 14.17.08
17
Confermo l'esterofilia ma faccio un'affermazione provocatoria. All'estero sono nazionalisti e noi no quindi penso che se si vestono da vichingi ci credono veramente mentre i nostri (esterofili in quanto italiani) lo fanno senza convinzione ma perchè è una moda. Non potrebbe essere una buona interpretazione sebbene provocatoria?
Sambalzalzal
Martedì 1 Marzo 2016, 13.55.04
16
Mario@ probabilmente ti riferisci ai Ghost e quello è l'esempio più lampante di tutto questo discorso che stiamo facendo. I Death SS tra l'altro all'estero ce li invidiano, così come ci hanno invidiato specialmente negli US Negazione e Raw Power ma guai a parlarne in Italia altrimenti ti becchi pure di quello che non capisce nulla di musica. Gli altri apprendono da ciò che c'è di buono artisticamente in Italia e in casa nostra ci pisciamo sopra. Lele12@ ovviamente impero romano a parte io credo che a livello di simbolistica/storia passata/contemporanea i tedeschi ci siano pressoché gemelli. noi abbiamo avuto il fascismo con mussolini e la ripresa di certe simbologie dalla fase imperiale. Loro Hitler e nazismo con la ripresa della simbologia nordica. alla fine ci abbiamo scagliato entrambi e come popoli siamo indubbiamente rimasti segnati ma se i tedeschi e nordici parlano di vichinghi o sassoni è ok ed è figo, se noi parliamo degli antichi romani siamo delle merdacce ed il brutto e ridicolo è che siamo noi stessi a dircelo da soli, questo mi pare che sia molto evidente e certo. ma tu prendi pure un personaggio come Lemmy che post mortem ancora è apprezzato a livello mondiale, scriveva testi sulla guerra, girava con la croce di ferro, la sua passione per le militaria del terzo reich ecc ecc. In Italia quel personaggio andava bene perché non era italiano, se lo fosse stato sarebbero fioccate bastonate a secchiate. E' una battaglia persa comunque sia, tanti gruppi interessanti o idee condannati al silenzio o all'insulto perché le persone hanno una testa piccola così e hanno paura di essere giudicate. Alcor81@ ancora neanche io ho ascoltato nulla devo prenderlo presto!
Alcor81
Martedì 1 Marzo 2016, 13.03.41
15
mario@ ho dimenticato nell'elenco, hai ragione. Lele@ secondo me molti italiani si vergognano di aspetti storici e culturali che gli appartengono, e che tutti all'estero ci invidiano, comprendendo anche aspetti simbolici, estetici e via dicendo. Passando alla musica, l'album precedente mi era piaciuto davvero molto, di questo ho ascoltato solo alcuni brani e anche se diverso mi è piaciuto, mi riservo il voto quando lo avrò ascoltato per bene
mario
Martedì 1 Marzo 2016, 12.49.04
14
Concordo con Alcor81 e Sambal, altro es. lampante sono i nostrani Pionieristici Death ss , CRITICHE su critiche, poi arrivano quei 4 ammascararati(gli hanno copiato pure la morte ai death ss) scoglionati, nessuna critica, tutti ad applaudirli, quanta ipocrisia ultraesterofila.
Lele 12 *DiAnno
Martedì 1 Marzo 2016, 12.44.03
13
@Sambalzalzal: sarà, ma il paragone credo regga fino ad un certo punto, perché parliamo di due popoli con storie molto diverse, soprattutto se guardiamo alla storia antica ... e poi un conto è dire le cose chiare, un altro è mascherarle da discorsi culturali o "metapolitici" (eh eh).
Alcor81
Martedì 1 Marzo 2016, 12.40.00
12
Con la mentalità esterofila italiana abbiamo perso e perderemo sempre tutte le guerre.Politica a parte il genere metal è pieno di esempi di teatralità forzata, senza dover scomodare il black metal: grandi nomi e grande musica come twisted sister, wasp, king diamond, ghost, cloven hoof, eccetera, eccetera, eccetera ma se viene da casa nostra non diciamo evviva, ma ci mettiamo a ridere
Sambalzalzal
Martedì 1 Marzo 2016, 12.18.08
11
Mah Lele 12@ i tedeschi avrebbero più ragioni di noi per rabbrividire davanti a certe esternazioni ma li pure è pieno di gruppi che schiaffano bandiere e inni alla grandezza germanica e nessuno fa una piega, né tedeschi e né italiani dico. Siamo noi che siamo storti c'è poco da fare
Lele 12 *DiAnno
Martedì 1 Marzo 2016, 12.12.18
10
Per me uno conciato così, sia scandinavo o italiano, è ridicolo uguale. Però se nostrano in più c'è un pregiudizio politico, e direi a ragion veduta ...
Vitadathrasher
Martedì 1 Marzo 2016, 12.06.33
9
Si chiama esterofilia, inoltre noi italiani siamo esterofili e paradossalmente ultra campanilisti.
Sambalzalzal
Martedì 1 Marzo 2016, 11.56.24
8
Alcor81@ è esattamente pure il mio punto di vista e per questo mi è sempre sfuggito perché ciò che va bene a livello visivo o musicale con i gruppi stranieri poi con gli italiani viene percepito come infantile o semplicemente non funziona. Matocc@ ahahahah
Il Cinico
Martedì 1 Marzo 2016, 11.53.00
7
Con il nostro background culturale, possiamo tranquillamnete pisciare in testa a tutti se parliamo di storia e tradizioni, senza sia chiaro nulla togliere ai vichinghi e a tutto l'immaginario mitico norreno. Poi va beh si sa, fatto da un norvegese ohhhh che fico....lo fa uno di Bovisio Masciago è un pirla...
Matocc
Martedì 1 Marzo 2016, 11.30.50
6
Non credo Hesperus vada vestito così a fare la spesa all'esselunga...
Alcor81
Martedì 1 Marzo 2016, 11.24.35
5
Samba@ In effetti credo sia proprio quello il punto. Poi penso che parlare di ridicolo e pacchiano nel metal e nel black non abbia senso perchè è alla base, un elemento difficilmente separabile. Maschere, teatro, grand guignòl, gente mascherata tipo i kiss, sulla neve, con chiodi da mezzo metro nei bracciali, con spadoni, asce e allo stesso tempo cartuccere da mitragliatrice? Se stiamo a guardare questo tipo di cose allora meglio scordarsi il genere
Sambalzalzal
Martedì 1 Marzo 2016, 10.44.31
4
Alcor81@ purtroppo sembra essere una costante e infatti siamo una delle ultime ruote del carro. Se Hesperus fosse stato Norvegese avrebbe avuto (in Italia) ben altro seguito, sono più che certo
Alcor81
Martedì 1 Marzo 2016, 10.02.21
3
Per noi italiani non è ridicola la gente scandinava che si veste da vichingo, o con abiti black ed qualche armamentario stile viking, però se vediamo tricolori o elementi italiani o romani subito gridiamo al ridicolo, forse ci vergognamo di noi stessi, o della provenienza
Le Marquis de Fremont
Martedì 1 Marzo 2016, 9.41.06
2
Non ho sentito la musica ma il tipo mi sembra alquanto eccentrico. Per fare pagan black, bisogna avere una mise così ridicola? Au revoir.
Straisand
Lunedì 29 Febbraio 2016, 15.14.18
1
Voglio sottilneare una cosa. La denominata Dusk, non che voce nella traccia N.8 non è che Chiara Malvestiti, cantante dei Crysalys e nuova voce dei Therion!
INFORMAZIONI
2015
Sleaszy Rider Records
Pagan Black
Tracklist
1. Incipit: Aeneidos Apotheosis
2. De Bello Italico I
3. De Bello Italico II
4. Interludium I: Ave Metallum Italicum
5. Metallum Italicum I
6. Metallum Italicum II
7. Interludium II: Ave Hesperia
8. Hesperia
9. Hesperias Triumphator
10. Apotheosis: Roma Incipit
Line Up
Hesperus (Voce, tutti gli strumenti)

Musicisti Ospiti
Figlia della Tempesta (Voce nelle tracce 1,8)
M. (Voce nella traccia 3)
Fervs (Voce nella traccia 3)
Lord Inferos (Voce nella traccia 3)
Flagellum (Voce nella traccia 3)
Adranor (Voce nella traccia 3)
Mario Di Donato (Voce nelle tracce 3,4)
Christian Bartolacci (Voce nella traccia 6)
Knjaz Varggoth (Voce nella traccia 6)
Dusk (Voce nella traccia 8)
Marco Vitali (Voce nella traccia 8, Chitarra)
Mancan (Voce nella traccia 8)
Gianluca Mandolesi (Voce nella traccia 9, Basso)
 
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