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P.O.D. - Snuff the Punk
05/03/2016
( 2429 letture )
Prima di assurgere al successo planetario con The Fundamental Elements of Southtown e soprattutto Satellite al cui interno trova posto Youth Of the Nation traccia diventata una vera e propria hit da classifica, i P.O.D. sono partiti dalla classica gavetta. La band viene formata a inizio anni novanta dal chitarrista Marcos Curiel e dal drummer Wuv Bernardo a cui si unisce il cugino Sonny Sandoval dietro al microfono; la formazione si stabilizza quindi con l’ingresso di Traa Daniels al basso, poco dopo. Il nome del gruppo è l’acronimo di Payable On Death che indica un tipo di conto concorrente che alla morte dell’intestatario prevede la donazione in beneficenza della somma contenuta, ma si riferisce anche alla crocifissione di Gesù Cristo per “pagare” i peccati dell’umanità.
Nel caso di questi ragazzi americani la seconda interpretazione è decisamente quella corretta poiché in questo disco, come in tutti quelli successivi, il 95% delle lyrics è imbevuta fino al midollo di una fede fervente e inviti a seguire la religione cristiana. Indipendentemente dalle proprie convinzioni personali, il tutto è talmente esagerato e ostentato da sembrare francamente fuori luogo, esattamente come il celebre lancio di Bibbie sul pubblico di ottantiana memoria da parte dei mitici Stryper.

Lasciamo da parte le ideologie per parlare di questo Snuff the Punk, esordio discografico per i P.O.D., pubblicato nel 1994 dalla misconosciuta Rescue Records etichetta fondata dal padre del batterista che si è anche occupato del lavoro di produzione. La copertina originariamente raffigurava un uomo armato di pistola che quando l’album è stato ristampato è stato sostituito da un angelo un po’ meno minaccioso. Insieme alla pistola nella reissue è sparita dalla tracklist “ufficiale” anche Abortion is Murder che in realtà è ancora presente in chiusura come hidden-track.
Le tracce, nascoste e non, che si possono ascoltare su Snuff the Punk sono inquadrabili nel sound legato al momento storico in cui il mondo del metal, dopo la sbornia (in tutti i sensi) di capelli cotonati e glitter degli eighties, stava prendendo direzioni tutte nuove fatte di contaminazioni con altri generi musicali. Una di queste portò all’incontro fra la musica dura, suonata con chitarra, basso e batteria e il rap: dalla pionieristica versione di Walk this Way rivista dai Run DMC, ai Public Enemy che fecero compagnia agli Anthrax, questo matrimonio prese vigore anche dal punto di vista commerciale portando alla nascita di numerosissime band che andarono ad includere strofe hip-hop su strutture musicali fatte di riff duri, una metrica vicina al funk caratterizzata da frequenti stop & go che portano a ritornelli in stile più tradizionale. Essendo un esordio ed un album pubblicato agli albori di questo genere, Snuff the Punk vede i P.O.D. ancora alla ricerca di una identità: nel disco ci sono alcune buone idee, ma decisamente confuse, tante tracce soffrono per la presenza di elementi molto diversi fra loro, che mancano della necessaria coerenza che le dovrebbe trasformare in un unicum invece di una mera somma di parti. A farla da padrone è la la chitarra di Marcos Curiel con un riffing distorto al punto giusto, dotato di una vena alternative; buona anche la prova per il basso plastico e gommoso in pieno stile funk di Traa Daniels che in alcuni momenti fa la sua ingombrante apparizione nel mix. A questo proposito la produzione del disco è abbastanza grezza e amatoriale con suoni confusi e poco equilibrate e ad essere penalizzata è soprattutto la voce di Sonny Sandoval.

Questo punto di partenza non eccelso sarà il primo gradino di una innarestabile ascesa al successo per i P.O.D. che arriveranno a toccare il cielo con un dito non troppi anni più tardi. In Snuff the Punk c’è molto di inespresso, le potenzialità si intravedono anche, ma tutto è ancora troppo acerbo per essere apprezzato e le lyrics non contribuiscono di certo a migliorare una situazione già non troppo rosea. Essendo un esordio molto si potrebbe perdonare, ma d’altro canto è innegabile che le prime fatiche di altre band assimilabili a questo filone Nu/alternative della stessa epoca, e parliamo di Korn e Deftones, ad esempio, si attestavano su un livello qualitativo francamente sconosciuto a questa release.



VOTO RECENSORE
48
VOTO LETTORI
65.8 su 5 voti [ VOTA]
Nu Metal Head
Mercoledì 30 Maggio 2018, 0.13.36
16
lo spero anch'io Silvia... un disco forse non perfetto in tutte le sue tracce, da parte di una band non epocale, ma c'erano alcuni pezzi da scapocciamento puro! anch'io lo ascolto ancora ora nel 2018!
Silvia
Martedì 29 Maggio 2018, 23.14.22
15
Io non lo trovo cosi’ osceno, darei un s.v. perche’ secondo me le parti veloci sono molto interessanti mentre gli stop non hanno ne’ capo ne’ coda ma denotano comunque una voglia di sperimentare. Comunque gruppo che mi piace molto, Satellite lo riprendo spessissimo e spero che lo possiate recensire
Tommaso calvino
Mercoledì 28 Dicembre 2016, 20.37.46
14
Band che non mi ha mai interessato. Il disco non mi piace per niente.
thrasher
Venerdì 11 Marzo 2016, 14.58.26
13
mah io penso che se uno non voglia leggere la recensione di un disco o di una band che non piace puo' fare a meno di cliccarci sopra per leggerla.... in questo sito ci sono migliaia di band e album.... ognuno puo' leggere quello che vuole... io commento solo i gruppi che preferisco dopo se volete recensire anche gigi d alessio per me va bene
Nu Metal Head
Venerdì 11 Marzo 2016, 13.35.20
12
io ho sempre detto che di ciò che dicono i gruppi me ne sbatto altamente le palle, perché a sentir loro quel filone non sarebbe mai esistito e l'unico gruppo nu metal sulla faccia della terra sarebbero stati i korn, e come cosa non mi pare proprio possibile... chiusa parentesi, sul fatto che alcuni gruppi hanno un voto esagerato hai ragione, ma ce ne sono molti altri invece che il voto ce l'hanno troppo basso...
Black Mamba
Venerdì 11 Marzo 2016, 11.53.19
11
Quoto gli interventi 5-6, i gruppi di quel filone (o meglio dire di quel periodo dato che gli stessi Deftones hanno sempre ripudiato l'etichetta di nu metal,nonostante fino a white pony l'influenza crossover era marcata) veramente creativi e originali si contano sulle dita di una mano, anzi direi che vedere i vari Linkin Park,Papa Roach,Drowning Pool o Disturbed con punteggi di 80 se non addirittura vicino a 90 sia veramente esagerato
el Ciosso
Sabato 5 Marzo 2016, 21.41.58
10
ahahahahahah questa storia che metallized ha recensito questo disco per screditare il numetal mi ha letteralmente fatto piegare dalle risata ahahahahah adesso adam kadmon dovrà dedicare un servizio su questo complotto del secolo ahahahaha
hsb
Sabato 5 Marzo 2016, 16.23.32
9
una m...a di proporzioni epocali
Lizard
Sabato 5 Marzo 2016, 16.16.16
8
Beh... prima o poi arriverà tutto. Questo è comunque un disco completo, uscito per una etichetta indipendente. Quanto ai voti più alti o più bassi, è capitato spesso e capiterà sempre che nostre valutazioni non incontrino il consenso di uno o di tanti... noi diciamo la nostra, a voi dire la vostra.
Nu Metal Head
Sabato 5 Marzo 2016, 15.43.01
7
@lizard: no, non è così grave, ma almeno a partire dal primo album ufficiale... allora secondo questo ragionamento perché non mettete anche "mental aquaducts" degli allora limp biscut (che voto si può dare ad un disco che dura 3 minuti e 34 secondi?), "neidermeyer's mind" dei korn e i 4 ep dei papa roach prima di "infest"? non so, saranno anche importanti per capire l'inizio della storia di una band, ma mi pare logico che non siano di un livello qualitativo eccelso, essendo poco più che alla stregua di delle demo, come lo è questo dei p.o.d., nonostante la durata da album ufficiale... per farti capire, io non ho molto compreso nemmeno la scelta di aver messo "MFKR" degli slipknot, ma più che la scelta dell'album (che ha una certa notorietà) è il voto a far discutere un po', in quel caso al contrario esageratamente alto (e qualche frase del recensore, che se non erro lo definisce più fresco di "iowa")... poi quando parlavo di album sottovalutati mi riferivo proprio a band tipo limp bizkit e coal chamber... i loro "three dollar bill y'all $" e "coal chamber" valgono di più di un 76 e di un 75, sempre secondo me... comunque vabbè, polemica chiusa, amici come prima.
VomitSelf
Sabato 5 Marzo 2016, 15.16.23
6
ps. sui Korn mi son già espresso. Trittico iniziale da paura. Poi, lasciamo stare...sono diventati una band da gadget per 14enni incazzati.
VomitSelf
Sabato 5 Marzo 2016, 15.14.45
5
Band a mio avviso insulsa. Come tante di quel periodo. Periodo giustamente dimenticato. Le uniche band valide erano quelle che alla fine avevano poco o nulla a che spartire con il cosiddetto NuMrtal (Deftones e Dredg su tutte)...
Lizard
Sabato 5 Marzo 2016, 14.20.49
4
A me invece riesce difficile capire perché si debba fare polemica per ogni cosa, adombrando poi anche dietrologie allucinanti su eventuali macchinazioni nei confronti di un genere (ma i voti dati a Korn, Deftones, Linkin Park, Limp Bizkit, Coal Chamber e quant'altro li avete visti o cosa?). Dei P.O.D. non avevamo niente in database, è così grave iniziare dal primo album? Abbiamo forse detto che non parleremo degli altri? Ormai sembra che si debbano schierare giurie e plotoni di esecuzione per ogni cosa. Non vi piace questa scelta? Magari settimana prossima andrà meglio, ok?
Nu Metal Head
Sabato 5 Marzo 2016, 14.12.18
3
anch'io purtroppo non posso che unirmi ai commenti dei due utenti qui sotto... in questo caso da parte di voi di metallized, sempre ottimi, vedo una brutta manovra di far passare in cattiva luce il nu metal... già molti dei dischi recensiti hanno un voto al ribasso quando avrebbero meritato di più, ma poca roba in confronto al fondo toccato in questa recensione... la domanda sorge sì spontanea: perché fare la recensione di un disco fondamentalmente inutile e nemmeno ufficiale quando la band ha pubblicato due signori dischi (questi sì ufficiali) come "the fundamental elements of southtown" e soprattutto "satellite"? io sarò maligno ma ci vedo da parte vostra una gran voglia di dare a tutti i costi un brutto voto ad un disco appartenente al famigerato genere "nu metal", così tanto per... con ciò non voglio fare nessuna polemica, continuerò sempre a seguirvi, ma in questo caso non vi siete comportati granchè bene...
Metal Shock
Sabato 5 Marzo 2016, 12.56.54
2
Anch'io continuo a chiedermi perchè con tutti i grandi album del presente e del passato si continuino a recensire album inutili. Bah!!!!
Metal He art
Sabato 5 Marzo 2016, 12.38.00
1
Benissimo, continuiamo con la politica di "rispolverare" dischi di merda, indispensabili nella collezione di ogni amante del rock e che hanno lasciato un'impronta indelebile nel mondo musicale...
INFORMAZIONI
1994
Rescue Records
NuMetal
Tracklist
1. Coming Back
2. Let the Music Do the Talking
3. Draw the Line
4. Who Is Right?
5. Get It Straight
6. Run
7. Snuff the Punk
8. Can You Feel It?
9. Three in the Power of One
10. Every Knee
11. Who is in the Hous
12. Abortion is Murder
Line Up
Sonny Sandoval (Voce)
Marcos Curiel (Chitarra, Voce)
Traa Daniels (Basso, Voce)
Wuv Bernardo (Batteria)
 
RECENSIONI
48
 
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