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The New Roses - Dead`s Man Voice
06/03/2016
( 2163 letture )
Fremiti al filo spinato, ugola cartavetrosa e botte deflagranti fin dal primo ascolto. Ohibò, quindi sti tedesconi ci sanno fare? Ebbene sì, questo è un album che sorprende sin dalla prima nota per impatto terremotante e amalgama, e non accade spesso. Ma chi sono questi quasi sconosciuti che giungono da una città non certamente rock come Wiesbaden, citata nelle loro note autobiografiche? Solita trafila come mille altre realtà, poi i The New Roses esordiscono tre anni fa (2013) con il loro primo full length titolato Without A Trace, suonano un’ottantina di concerti in giro per il vecchio continente e ottengono buonissime recensioni da vari magazine con appellativi altisonanti, una su tutte quella francese di Rock Hard che li definisce come “la miglior band della scena odierna del hard”. Condividono il palco con Accept e Molly Hatchet e suonano all'Hamburg Harley Days davanti a centinaia di migliaia di persone, e anche grazie a questi eventi ottengono un contratto di diffusione mondiale con la Napalm Records, che fa firmare il quartetto per questo nuovo, secondo capitolo lussureggiante. Le loro influenze sono molteplici e variegate, si va da B.B. King e Chuck Berry, passando attraverso le decadi con Ac/Dc, Kid Rock, Bruce Springsteen, Rose Tattoo, Aerosmith, Metallica e Black Crowes, insomma un roster di ascendenti mica male.

Questo nuovo ellepì, Dead Man's Voice, ricalca a grandi linee gli echi stilistici del esordio, ma si percepisce un netto scatto in avanti e una miglioria palese del far musica, d’altronde incidere per un’etichetta sostanziosa possiede, da sempre, una sua chiara valenza, mi pare indubbio. Tempo a disposizione, budget superiore, uomini di esperienza, studi migliori. E lo si percepisce rapidamente anche grazie al apporto del produttore veterano Markus Teske (Vanden Plas, Mob Rules) che ha registrato il tutto ai Bazement Studios di Stinz-Trinitatis. La band vale tutto questo impiego di forze, sia chiaro, e sfoggia un tiro di livello, con il cantante-chitarrista Timmy Rough a fare da pigmalione e a rimorchiare il gruppo, in virtù di presenza scenica ma soprattutto perché dotato di una voce pazzesca che sghiaccia i marciapiedi in Groenlandia: tono roco, tagliente, estensione ampia e vetriolica, colore delle tonalità da applausi. Il genere è un hard/street, e mettiamoci anche dello sleaze, di matrice americana datato eighties, ma con un sound grezzo e abbagliante, che ripesca la genesi del genere, irrorato di idee ed esecuzioni che rasentano uno splendore cronometrico. Dalla prima stoccata si dipanano sentieri acuminati da calpestare, Heads Or Tails plana su tutto ciò con chitarre affilate di riff ipnotici, una vocalità deraglia-treni e un senso per le melodie acide che deturpa, Thirsty sbocca su una bella slide-guitar, ritornello carichissimo e coralità anthemiche con le asce che spezzettano e ricostruiscono la muraglia cinese, Partner In Crime erutta in maniera cantilenante solidificandosi su una batteria che mena dritto di pacca e un lavoro instancabile dei due guitar-men. Deriva di note quasi dark per la title-track che pesca nella fuliggine, ricordando un po’ gli Audioslave in questo frangente, per poi partorire un inciso metallico, segnato a sangue dalla forza della natura che scaturisce dalle corde vocali del singer, un vero portento e uomo simbolo di queste “Nuove Rose di Germania”. I Believe assalta alla baionetta l’ascoltatore, forte di chitarre asfaltanti e cori penetranti con un ritornello che abbassa i regimi ma fora ugualmente le casse, Ride With Me è uno scampolo di assoluta bellezza con saliscendi diffusi; successivamente il blues elettrizzato si impadronisce di Hurt Me Once (Love Me Twice) che sputa fuori un chorus molto americano, con la voce che nebulizza goccioline di Tesla per tutta la stanza e ha una resa mastodontica: ottimo il gioco sui canali stereofonici delle due asce e il pathos che ricorda Slash e soci al loro debutto “affamato di distruzione”. Alieni ed UFO su Not From This World, song colorata di varie sfumature che colpiscono e stendono, lo slow di What If It Was You scoppia di salute alcolica e implementa ulteriormente l’idea positiva fattaci su di loro: track mai banale o derivativa, dove la voce lancia petali di acciaio infuocato e gli strumenti edificano valli incantate di fiori brulli e aridamente hard impreziositi dal solismo della sei corde, veloce ma intenso. Siamo quasi al epilogo e Try (And You Know Why) sbotta di sleaze metal nella L.A. infestata di band con bandana, jeans sdruciti, mascara sbavato e rioni depredati, voce che raschia il cielo e un solismo delle due guitar molto suggestivo; in questa porzione di album metteteci tutte le band del genere che conoscete, ma questi ragazzi ne escono comunque vincenti e a testa alta. Chiude il platter la fumigante From Guns & Shovels, pezzo fantastico in tutto e per tutto ma quella voce che fresa gli strumenti, uno ad uno, merita un elogio particolare, scartavetrando un tessuto strumentale a dir poco pregevole e notevole.

Ma dove troveranno tutta questa energia codesti ragazzi amanti della birra germanica? Non ne abbiamo idea, ma il CD è davvero molto molto bello, a partire da una copertina in tipica salsa hard rock, con teschi e altri riferimenti, ma tremendamente invitante, per poi passare a 11 tracce di spessore e maturità sorprendente, con 4 musicisti che non hanno nulla da invidiare a nessuno, vista la loro esplosività, le coralità mai usate come fotocopia del passato, arrangiamenti bruschi e fortemente convincenti e un cantante capace di dragare il mar di Sardegna con il solo uso della propria gola. I The New Roses hanno tutte le carte in regola per diventare una grande band negli anni, e intanto arano i palchi di mezza Europa proprio in queste settimane, sarebbe bello goderseli live. Nel frattempo beccatevi questa sassata eclatante e spinosa: non sia mai che ve la possiate perdere per distrazione! Uber Alles…



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
80 su 1 voti [ VOTA]
VISIONAIRE
Domenica 13 Marzo 2016, 12.44.30
12
Lo sto ascoltando ora. Confermo di sentirci molto Street 80/90, qualcosa di Cinderella, forse Damn Yankees, forse Guns e qualche altra suggestione dell'epoca che però non riesco a definire. Voce forse alla Eric Martin (Mr. Big) ma un bel pò più ruvida. Ma anch'io posso sbagliarmi.
angus71
Giovedì 10 Marzo 2016, 23.29.05
11
Appena sentito. Qualcosa di interessante l'ho trovato. A me hanno ricordato per certi versi i love/hate
Frankiss
Lunedì 7 Marzo 2016, 17.39.46
10
hihihiihih...ok!!
Galilee
Lunedì 7 Marzo 2016, 16.21.02
9
Va tranchi Frankiss, sto a scherza..
Galilee
Lunedì 7 Marzo 2016, 16.15.18
8
Io non scrivo recensioni però... eh eh..
Frankiss
Lunedì 7 Marzo 2016, 16.06.11
7
@Galilee....tranquillo la cosa è reciproca...
jek
Domenica 6 Marzo 2016, 20.47.04
6
Per quello che ho ascoltato sul tubo la recensione di @Frankiss è azzeccata, gruppo coi controcazzi. Dovro sicuramente approfondire. P.S. per quanto mi riguarda e per quel poco che ho sentito sto Rough Bon Jovi se lo beve.
rik bay area thrash
Domenica 6 Marzo 2016, 19.10.30
5
@ metal shock : infatti ho scritto : posso anche sbagliarmi; in certi frangenti, per me, il cantante usa la stessa intonazione di bon jovi. Ma se così non fosse per altri ascoltatori, vorrà dire che resta una convinzione solo mia. Che volete farci ? Sarò fatto male io.
Metal Shock
Domenica 6 Marzo 2016, 18.53.00
4
Voce alla BonJovi? Per quello che ho sentito non c'è neanche l'ombra di BonJovi.
mario
Domenica 6 Marzo 2016, 15.36.36
3
La recensione sembra invitante, e sembra mostrare un gruppo valido, poi adoro l'hard rock hard/street ottantiano, non li conosco mi informero' e vedro' di approfondirli sicuramente.
Galilee
Domenica 6 Marzo 2016, 15.23.02
2
Di Frankiss non mi fido per un cazzo, però non si può dire che non sappia scrivere, e a leggere sembra che il disco meriti. Approfondirò sicuramente.
rik bay area thrash
Domenica 6 Marzo 2016, 15.20.25
1
Nel suono ruvido delle chitarre mi sembra di sentire qualcosa dei cinderella (che di per sé non è una brutta cosa, anzi ) e nella voce qualcosa di bon jovi (ma posso anche sbagliarmi). Comunque un' album tipico per le soleggiate highway losangelene. La produzione fortunatamente mi sembra più old school che moderna (finta). L' ascolto ti fa ripiombare nei fantastici metà 80, quando lo Street e lo sleazy imperversano, ( con il thrash ovviamente ). È vero, era tanto che non aveva occasione di ascoltare un disco di ruvido hard de luxe così.
INFORMAZIONI
2016
Napalm Records
Hard Rock
Tracklist
1. Heads Or Tails
2. Thirsty
3. Partner In Crime
4. Dead Man's Voice
5. I Believe
6. Ride With Me
7. Hurt Me Once (Love Me Twice)
8. Not From This World
9. What If It Was You
10 Try (And You Know Why)
11. From Guns & Shovels
Line Up
Timmy Rough (Voce, Chitarra)
Norman Bites (Chitarra)
Hardy (Basso)
Urban Berz (Batteria)
 
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