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Corners of Sanctuary - Metal Machine
16/03/2016
( 1037 letture )
I membri dei Corners of Sanctuary sono musicisti navigati (e stagionati), presenti sulla scena americana da decenni, ma unitisi sotto il banner CoS nel 2011. Questo Metal Machine è il loro quarto disco e si tratta di un lavoro fortemente derivativo: figlio, nipote e pronipote della NWOBHM e dell'heavy classico in genere.

Analizzandolo più nel dettaglio, possiamo notare come i brani puntino sulla semplicità dei riff e sulla genuinità dell'interpretazione, ma paiano da subito poco arrembanti e aggressivi. I CoS mancano di capacità compositive di spicco e, pur se il lavoro chitarristico-bassistico è di discreto livello, i difetti di voce e batteria non possono essere trascurati. Il cantante Frankie Cross a volte si avvicina all'indecenza: voce fuori controllo, vocalizzi a sproposito, falsetti oltre il limite dell'ascoltabilità (Like It Matters, in alcuni frangenti, è oggettivamente dolorosa), imperfezioni tecniche a fiume. Per non parlare della qualità, scadente, delle linee vocali. Il batterista Sean Nelligan, dal canto suo, farebbe anche il compitino; peccato per una produzione in pieno stile “drumset della Chicco”. La spinta, come accennato, è tutta su chitarra e basso: Mick Michaels sforna alcuni buoni riff e non si perde in troppe gratuità da assolo, il basso di James Pera (molto pompato in fase di produzione) si rifà alle linee di Steve Harris, senza averne la rapidità di esecuzione o l'estro. I suoni, l'artwork e la tracklist non convincono. La produzione è piatta e vecchio stile nel senso negativo del termine, la copertina è di difficile comprensione, le canzoni hanno più difetti che pregi. I CoS scrivono brani privi di ogni barlume di originalità e anche piuttosto scollati dal punto di vista strutturale. In alcuni casi le tracce si chiudono pure in modo spiacevolmente imprevisto (The Return, Souls Will Shout, Monster), come se i CoS non fossero in grado di dare respiro e circolarità alle proprie visioni musicali. Qualche riferimento più preciso: la titletrack si perde in ripetizioni infinite del chorus; Like It Matters è da schoolband; Left Scarred con il suo sapore maideniano è tra i pochi brani salvabili; The Return ha un buon riff portante; di una sbrodolata come Tomorrow Never Comes non si sentiva la mancanza; Wrecking Ball, invece, ha il tiro giusto.

Metal Machine è la musica heavy nella sua accezione più scolastica. Un calderone di fascinazioni eighties e di brani elementari che manca di classe e coesione. I Corners of Sanctuary hanno fallito, la loro Metal Machine è in panne.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2015
Metalizer Records
Heavy
Tracklist
1. Turn It On
2. Metal Machine
3. Like It Matters
4. Left Scarred
5. In Blood We Shall Fight
6. The Return
7. Souls Will Shout
8. Monster
9. Tomorrow Never Comes
10. Wrecking Ball
11. Killswitch
Line Up
Frankie Cross (Voce)
Mick Michaels (Chitarra, Tastiere)
James Pera (Basso)
Sean Nelligan (Batteria)
 
RECENSIONI
s.v.
 
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