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In Extremo - Sünder ohne Zügel
26/03/2016
( 1185 letture )
Giunti al proprio quinto album, gli In Extremo tornarono sulle scene con questo Sünder ohne Zügel che, come il precedente full-length Verehrt und angespien, apparve fin da subito in grado di costruire ed ampliare quella solida base di fan e quella crescente popolarità che andava formandosi intorno al gruppo teutonico, anche grazie al loro peculiarissimo stile. Marchio di fabbrica del combo berlinese è infatti un folk metal che, se da un lato spazia in maniera fluente e pienamente cosciente nell’ambito degli strumenti tradizionali d’ispirazione medievale (d’altronde, il nucleo originario degli In Extremo rimane pur sempre una band di musica legata a quel periodo), dall’altro approfondisce sempre di più il proprio sound metal, lasciando sempre più indietro i propri albori rock, ibridandosi con naturalezza all’industrial (che verrà in parte perso già nel successivo 7) e facendo l’occhiolino, come già in passato, anche alla Neue Deutsche Härte.

Eccoli quindi all’opera, questi “Peccatori senza freni” (come suggerito dal serpente in copertina), che di certo lungo l’oretta scarsa di questa interessante produzione non si tirano indietro davanti a nulla: già ad un primo sguardo lungo il booklet, per esempio, si può notare come, ancora una volta, la varietà di lingue usati e materiali interpretati dalla band tedesca spazi davvero molto. Ecco quindi, affianco ai brani in lingua teutonica, un pezzo in ebraico (Le 'or Chiyuchech, “Nella luce del tuo sorriso”, affascinante versione metal della canzone tradizionale scritta dal noto compositore israeliano Amitai Ne'eman), due in islandese (Krummavísur e Óskasteinar, anch’essi pezzi folk piuttosto noti della tradizione isolana), alcuni altri estratti direttamente dai Carmina Burana (Omnia Sol Temperat, Stetit Puella e Lebensbeichte, l’unico non in latino), finendo perfino a scomodare poeti e scrittori del calibro di François Villon (Vollmond) e Johann Wolfgang von Goethe (Der Rattenfänger). Tale assortimento di testi, unità alla grande professionalità e precisione che gli In Extremo dimostrano ancora una volta -se mai ce ne fosse bisogno- nell’utilizzo della varietà di strumenti tradizionali a loro disposizione (si veda per esempio la cornamusa quasi onnipresente, come nelle già citate Der Rattenfänger e Krummavísur), ma che non deludono anche quando le atmosfere si fanno più aggressive (come nell’opener Wind oppure nell’altra track islandese, Óskasteinar). Pur mantenendo le ritmiche sul un ritmo medio-basso (fino ad arrivare alle lente ballate, quali Die Gier e la conclusiva Unter dem Meer) e astenendosi da particolari tecnicismi o virtuosismi, il metal proposto dagli In Extremo è convincente quanto la propria controparte folk: eccoci dunque di fronte a riffing solidi e non privi di groove, ad un drumming sempre sul pezzo, semplice ma efficace, e ad intrecci di elettronica ed industrial (Wind, Stetit Puella e Vollmond, per sceglierne alcuni) che, seppur inaspettati per molti, risultano calzare piuttosto bene all’interno di una tale release. Filo conduttore all’interno di questo Sünder ohne Zügel è infine certamente anche la voce del mastermind Das Letzte Einhorn, in grado di offrire ancora una volta un’ottima e possente prova delle proprie capacità, soprattutto nel parlato/clean vocals.

Tirando le somme di questa ulteriore fatica degli In Extremo, si può certo notare una notevole e chiara maturità, che ha stabilizzato lo stile proposto dai sette berlinesi, offrendo un folk metal molto originale e ponderato, nel quale la componente più medievale e tradizionale è stata ben soppesata e bilanciata con un’anima sempre più metal e industrial, portando alle stampe un album solido, vario e mai eccessivamente banale. La buona produzione offre un ulteriore contributo alla buona riuscita di questa release che, pur non raggiungendo il successo di pubblico dei successivi 7 e Mein Rasend Herz, appare certamente come un album piacevole e pressoché privo di passi falsi, al cui stile, se neofiti, bisogna solo gradualmente abituarsi. Da non perdere.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Metal Shock
Domenica 27 Marzo 2016, 8.29.17
4
Uno dei loro migliori album e una delle mie band preferite, peccato che gli ultimi due album non siano granchè. Ebbi modo di vederli dal vivo nel 2008, ultimo mio concerto visto dal vivo, in quel di Trier e fu uno spettacolo incredibile, uno dei migliori concerti della mia vita.
Beta
Sabato 26 Marzo 2016, 21.19.41
3
A me sta band piace parecchio, un po' per le sonorità folk, un po' per le molte lingue usate. In ogni caso bel disco. Vollmond è anche una delle mie canzoni preferite di questa band, quindi non posso che apprezzare appieno il prodotto
Lizard
Sabato 26 Marzo 2016, 12.19.37
2
Ho il promo originale regalato sul pullman di Metal Hammer che ci portava a Wacken... bei ricordi
Tevildo75
Sabato 26 Marzo 2016, 11.47.02
1
Ottimo album, la rilettura di Omnia Sol Temperat è spettacolare e la cosa migliore è che il bello doveva ancora venire!
INFORMAZIONI
2001
Island Records
Folk Metal
Tracklist
1. Wind
2. Krummavísur
3. Lebensbeichte
4. Merseburger Zaubersprüche II
5. Stetit Puella
6. Vollmond
7. Die Gier
8. Omnia Sol Temperat
9. Le 'or Chiyuchech
10. Der Rattenfänger
11. Óskasteinar
12. Nature nous semont
13. Unter dem Meer
Line Up
Das Letzte Einhorn (Voce, Cornamusa, Cittern)
Sebastian "Der Lange" van Lange (Chitarra)
Andre "Dr. Pymonte" Strugala (Cornamusa, Arpa, Bombarda)
Flex der Biegsame (Cornamusa, Bombarda, Ghironda)
Yellow Pfeiffer (Cornamusa, Bombarda, Nyckelharpa)
Die Lutter (Basso)
Der Morgenstern (Batteria)
 
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