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Y&T - Contagious
30/03/2016
( 565 letture )
Le band che hanno raggiunto la gloria, all’interno del rock, si possono sommariamente dividere in due grandi fasce. Da una parte vi sono i grandissimi nomi, quelli che hanno fatto la storia, i cui brani sono e rimangono celeberrimi, e la cui fama ha valicato i confini del genere, per raggiungere miliardi di persone in tutto il mondo; superfluo citarli, sono conosciuti da tutti. All’opposto, troviamo quel gruppo di band e artisti, molto numeroso, che con la gloria e la fama hanno avuto la più classica delle “toccate e fughe”: ossia, hanno realizzato un solo album, o addirittura un solo pezzo, che ha avuto un successo improvviso e planetario, per poi tornare immediatamente nell’oblio da cui erano giunti, e lì rimanervi. Per fare due esempi: se dico The Dandy Warhols, vi viene in mente altro oltre al tormentone Bohemian Like You di circa quindici anni fa? Oppure, per restare più nel genere, se vi cito i Quiet Riot pensate alla prima band di Randy Rhoads, oppure non vi ricordate altro se non la sguaiatissima cover di Cum On Feel The Noize, ed il relativo grezzissimo album Metal Health? Nel secondo caso, ci siamo capiti.

In mezzo a queste due fasce, e per buona parte schiacciata da questi, ve ne è una terza: quella composta da tutti quei musicisti che, pur realizzando brani e album di livello, ed essendo riusciti a acquisire importanza e considerazione all’interno di un genere ben specifico, non sono mai riusciti a fare l’ultimo salto verso la gloria e la fama mondiale, e hanno finito per tramontare nell’anonimato, o quasi, una volta che il loro genere è passato di moda o è uscito dai gusti musicali dominanti. Di questi gruppi, o artisti, pochi ormai ne ricordano persino l’esistenza: destino paradossale, se si pensa che alla loro epoca d’oro sono arrivati veramente ad un passo dal “fare il botto” definitivo. Gli Y&T, abbreviazione del nome completo Yesterday & Today, sono l’esempio perfetto della categoria sopra citata. La creatura di Dave Meniketti, voce, chitarra solista e principale compositore, è stata attiva sin dalla metà degli anni 70: ma è attorno alla metà degli anni ’80 che è arrivata al grande successo, e sembrava pronta per entrare nel carrozzone variopinto del hair metal americano, che, nel giro di pochi anni, avrebbe consegnato alla gloria e alla fama diversi suoi componenti, ancora oggi superstar adorate da milioni di fans. Invece, come nelle più classiche storie mancanti del lieto fine, qualcosa va storto: dopo il successo dell’album Mean Streak (1983), e malgrado la partecipazione di Meniketti al progetto Hear n’Aid, sotto la supervisione di Ronnie James Dio, i dischi successivi non riescono a replicare i risultati, e a consolidare gli Y&T nelle posizioni dominanti del genere, sulle quali negli stessi anni si stanno comodamente sedendo i Bon Jovi, i Motley Crue, i Def Leppard, unitamente al ritorno in pompa magna dei rinati Aerosmith, cui si aggiungeranno di lì a breve i giovani ed agguerriti Guns N’ Roses. Da lì in avanti, il copione degli Y&T seguirà lo schema, tristemente noto, e similare per molti gruppi accomunati dal medesimo destino: cambi di formazione sempre più frequenti, abbandoni da parte delle etichette più importanti, temporanei scioglimenti, reunion utili giusto per poter riprogrammare qualche concerto a spot, in arene ben differenti da quelle calcate nel periodo di gloria. Ad oggi, dopo un ultimo prodotto discografico risalente al 2010, non saprei nemmeno dire se gli Y&T possano considerarsi ancora attivi oppure no.

Il disco di cui ci occupiamo oggi, Contagious, uscì proprio nel periodo in cui la band fallì la scalata finale alla gloria e alla fama mondiale; anzi, con questo prodotto, datato 1987, e successivo a due dischi non particolarmente apprezzati dal pubblico, quali In Rock We Trust (1984) e Down for The Count (1985), il gruppo si giocava probabilmente l’ultima cartuccia ancora disponibile. E fallì di nuovo. Fallì, sia chiaro, solamente dal punto di vista del risultato commerciale: se lo si analizza dal punto di vista artistico, stiamo infatti parlando di un gran bel prodotto. Nelle dieci canzoni che lo compongono, ci sono tutti gli ingredienti migliori del classico stile hard n’ heavy americano di quegli anni: riff chitarristici ficcanti e ben riusciti, suoni cromati e avvolgenti, cori trascinanti tipici da “arena rock”, voce ruvida ma melodicissima, assoli pirotecnici ma funzionali alla struttura dei pezzi. E non manca la power ballad, seppure in maniera diversa dal solito. Gli esempi migliori possiamo facilmente ritrovarli nella title track di apertura, uno di quei mid-tempo da cantare a squarciagola dopo trenta secondi, tanto è immediata e facile da apprezzare, nell’oscura Rhythm Or Not, caratterizzata da improvvisi “stop and go”, nell’ultramelodica Armed and Dangerous, dotata di cori e armonizzazioni vocali assolutamente degne di nota, e nella riuscita Fight For Your Life, costruita secondo uno schema tipico degli ’80 (intro e prima strofa con chitarra acustica, seconda strofa in crescendo con l’entrata di entrambe le chitarre elettriche, ritornello a cori ripetuti, assolo al fulmicotone). Per quanto concerne le ballad, menzione d’obbligo per la strumentale conclusiva I’ll Cry For You, dove Meniketti riprende lo stile del migliore Gary Moore.

Cosa è mancato quindi a questo disco? Forse le canzoni favolose presenti in uno Slippery When Wet (Bon Jovi), forse l’inarrivabile talento per le melodie ed i cori di Hysteria (Def Leppard), forse l’irruenza e la velocità di un Appetite For Destruction (Guns N’ Roses); forse, semplicemente, i nostri si sono trovati a competere su un mercato che proprio in quegli anni stava vivendo un’età d’oro, per numero e qualità delle uscite, mai più raggiunta né prima né dopo. Non per nulla, ritengo che un disco, e una band, del genere, se uscisse ora, debitamente aggiornato ai gusti e agli stili attuali, sarebbe probabilmente fra i dischi dell’anno. È quindi un lavoro che mi sento di consigliare a tutti gli amanti del genere hard rock anni 80, e, più in generale, a tutti gli amanti del buon rock e delle belle melodie; non è un disco che ha fatto la storia, e non è neanche né il più famoso né, probabilmente, il più riuscito della discografia degli Y&T; ma se volete riscoprire musicisti in grado di dare ancora parecchie lezioni a buona parte dei rocker moderni, andate pure sul sicuro: qui di sostanza ce n’è senza dubbio.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
92.66 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
1987
Geffen Records
Hard Rock
Tracklist
1. Contagious
2. L.A. Rocks
3. Temptation
4. The Kid Goes Crazy
5. Fight for Your Life
6. Armed and Dangerous
7. Rhythm or Not
8. Bodily Harm
9. Eyes of a Stranger
10. I'll Cry for You [instrumental]
Line Up
Dave Meniketti (Voce, Chitarra)
Joey Alves (Chitarra, Cori)
Phil Kennemore (Basso, Cori)
Jimmy DeGrasso (Batteria, Cori)
 
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