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Metamorfosi - Inferno
( 7617 letture )
Dopo esserci occupati di due dei più importanti e famosi gruppi di questo settore, che rispondono ai nomi di PFM e Banco, ritorniamo adesso a parlare dell’epopea del Progressive Italico con qualcosa di meno noto ai più, ma non per questo meno importante. Per riprendere il filo del discorso voglio infatti cominciare ad occuparmi di alcune realtà che non ebbero lo stesso clamoroso successo, pur raggiungendo spesso punte di eccellenza, ed una di queste fu, (è) , rappresentata dai Metamorfosi.
Dopo un primo album intitolato E Fu Il Sesto Giorno, non particolarmente rilevante ai fini del racconto della storia del Progressive, intriso com’era di beat ed ingenuità, la band Capitolina con cantante Siculo, (Jimmy Spitaleri), fece un passo avanti decisamente consistente col successivo Inferno, primo capitolo di una trilogia che, ispirata alla Divina Commedia, avrebbe dovuto avere un seguito che invece non ebbe pienamente se non con enorme ritardo. Salutato a suo tempo da illuminati critici come Kitsch, (il corrispondente di allora di Trash), come per altro parecchi album di quel periodo, (in realtà molti dei suddetti critici semplicemente erano impreparati nei confronti dell'intero genere), Inferno era caratterizzato da un lato dalla grande voce del già citato Jimmy Spitaleri, impostata in maniera quasi attoriale, tanto da risultare ad alcuni a tratti un po’ forzata, e dall’altro dai virtuosismi all’Hammond ed al Mellotron di Enrico Olivieri, il quale spesso -con le debite proporzioni, sia chiaro- è stato accostato a Keith Emerson. Da citare anche la precisa sezione ritmica del duo italo/congolese Turbitosi/Herygers.

Tutto giocato su tastiere e voce, il concept Inferno non rappresentava affatto una pedissequa rilettura di Dante, ma un aggiornamento ai tempi moderni delle figure di vari dannati con una precisa valenza da inquadrare in quel preciso contesto storico, che, almeno in parte, è purtroppo valida ancora oggi. Anzi, forse lo è oggi più di allora, dato che alcune categorie considerate “evergreen”, sono state mantenute per quelle che erano ai tempi della Divina Commedia, (lussuriosi, avari, etc.), ma alcune figure moderne inserite nell'album perchè considerate ugualmente degne di essere dannate, (spacciatori, politicanti, sfruttatori), non solo continuano ad essere ben presenti sempre più in negativo nella nostra società, ma si sono via via insinuate sempre più profondamente nei gangli essenziali del nostro vivere quotidiano, rendendo pertanto Inferno un disco ancora moderno, almeno dal punto di vista delle tematiche affrontate. Come accadeva quasi sempre all'epoca, da citare la spledida cover di sapore surrealista.

Musicalmente il tipico prog magmatico dell’epoca si miscela a parecchie fughe di impostazione simil-Jazzistica, (come in Terremoto), tracce di beat, rock con Hammond in primo piano, (Caronte, Sfruttatori) ed alcune efficaci incursioni del flauto traverso di Spitaleri. Il tutto sempre all'insegna di una certa spiritualità di fondo che si estrinseca anche attraverso testi non privi di una certa pietas di fondo, forse eredità del periodo da messa beat dell'album precedente. Nonostante il titolo, le atmosfere non sono affatto plumbee, ma all’interno di fughe non particolarmente lunghe, si sviluppano ricordando a volte i Nice, a volte Emerson, Lake and Palmer, con Emerson a fare da denominatore comune ad un album complessivamente solido e di grandissima sostanza.

Dopo lo scioglimento ed alcuni episodi solistici da parte di Spitaleri, nel 2004 i redivivi Metamorfosi hanno dato alle stampe Paradiso, degno sequel di questo disco e del quale forse parleremo in seguito. Inoltre, in base a recentissime notizie, ulteriori sviluppi che dovrebero finalmente portare al completamento della trilogia sono attesi a breve.
Sicuramente da conoscere se si vuole avere una panoramica completa del mondo progressive di quell'inizio degli anni 70, che tante eredità musicali ci ha lasciato, spesso così insospettabili e sottili da non essere più notate, ma sempre presenti, per fortuna.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
81.20 su 115 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Domenica 10 Gennaio 2021, 19.39.01
17
Ciao @Skull, se riuscirai a leggere la pagina delle recensioni, ti segnalo questo - che è nettamente un capolavoro del prog nostrano. Ma i Metamorfosi hanno fatto pure Paradiso e Purgatorio. Direi che Dante è servito
Alessio
Lunedì 24 Dicembre 2018, 17.03.19
16
Eppure...io qualche punticino in piu a questo piccolo ( si fà per dire ) capolavoro l'avrei dato. Oggi sono in spolvero di Prog italiano d'annata, loro, Quella Vecchia Locanda e Il Museo...Insomma 88.
Silvano
Sabato 23 Aprile 2016, 13.55.19
15
Un disco che ho sempre amato fin dal primo ascolto. Aggiungo solo una piccola osservazione, essendo un suonatore di flauto traverso direi che Jimmy usasse un flauto dolce o diritto, il suono sembra quello. Grazie, ottima recensione!
Rob Fleming
Domenica 31 Gennaio 2016, 15.43.47
14
Capolavoro vero del prog nostrano grazie anche ad un cantante di razza
Raven
Martedì 10 Dicembre 2013, 15.07.36
13
non definirei un 78 come "alquanto basso".
Detonation
Martedì 10 Dicembre 2013, 15.05.57
12
78 mi pare un giudizio alquanto basso... ma alla fine una recensione è sempre un qualcosa di soggettivo anche se si cerca sempre l'oggettività
Raven
Mercoledì 17 Aprile 2013, 12.56.43
11
No, vuol dire solo che certa gente ha molto tempo da perdere e si diverte così. Piccola gente in una piccola Italia.
LazzaLazza
Mercoledì 17 Aprile 2013, 11.59.04
10
mi stupisco a leggere un 52.5 come voto dei lettori. vuol dire che questo disco è sottovalutato anche oggi!
hm is the law
Lunedì 14 Marzo 2011, 13.51.34
9
Un gruppo da riscoprire assolutamente. Ora Spitaleri è il nuovo singer delle Orme dopo l'abbandono di Tagliapietra.
umberto
Giovedì 29 Luglio 2010, 21.40.11
8
il regista Dante Alighieri l'avrebbe scelta come colonna sonora
Lyrk
Martedì 24 Novembre 2009, 16.24.18
7
Album leggendario, un capolavoro sensa tempo!!
Rubino
Mercoledì 20 Maggio 2009, 13.35.37
6
Uno dei capolavori del prog in generale! Grandissima band.
notagus
Mercoledì 11 Aprile 2007, 20.44.14
5
meritavano davvero molto di più! le composizioni sono semplici eppure riescono ad avere qualcosa in più rispetto a blasonati gruppi prog del periodo. grandiosi
Red Templar
Martedì 21 Novembre 2006, 16.41.10
4
Inferno è e resterà sempre uno dei capisaldi del prog Italiano, " e non solo", e il nuovo Paradiso è bellissimo. Grandi Metamorfosi! Li ho sentiti dal vivo quest'anno alla stazione birra ,un locale di Roma, c'era tanta gente,almeno seicento persone, un concerto vibrante, Jimmy Spitaleri grande carisma e voce da brivido, Enrico Olivieri un genio delle tastiere, lo stile di Metamorfosi è inconfondibile, due ore di grande musica. P.S. I critici "Sapientoni" citati nella recensione erano degl'imbecilli e purtroppo anche oggi alcuni critici non hanno nulla da invidiare ai loro predecessori.
Broken Dream
Giovedì 9 Novembre 2006, 22.49.17
3
Sicuramente non hanno avuto il successo che avrebbero meritato.
francesco gallina
Sabato 4 Novembre 2006, 14.06.30
2
grazie, ma le relazioni tra i generi sono molto più profonde di quello che appare.
Vincenzo
Sabato 4 Novembre 2006, 11.35.31
1
Francè, detto tra noi, quando parli di prog mi piaci molto di più di quando scrivi di gruppetti power. Ogni volta che leggo una tua recensione prog rimango sempre colpito. Complimenti.
INFORMAZIONI
1972
Vedette Records
Prog Rock
Tracklist
Introduzione
Selva Oscura
Porta dell' Inferno
Caronte
Spacciatore di Droga
Terremoto
Limbo
Lussuriosi
Avari
Violenti
Malebolge
Sfruttatori
Razzisti
Fossa dei Giganti
Lucifero (Politicanti)
Conclusione
Line Up
Davide "Jimmy" Spitaleri – voce, flauto
Enrico Olivieri – tastiere, sintetizzatori, voce
Roberto Turbitosi – chitarre, basso, voce
Gianluca Herygers – batteria, percussioni
 
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