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Bustum - Demonolosophy
12/04/2016
( 841 letture )
I Bustum rappresentano la tipica band facente parte del sottobosco underground della scena black metal, quel tipo di formazione che produce demo, split o EP fino a quando non riesce a guadagnarsi un contratto per un full-length, tramite il quale cercare di emergere ed acquistare notorietà. Spesso progetti di questo tipo hanno risonanza prevalentemente locale (nel caso specifico, la Croazia), e non hanno certo la pretenziosità di rinnovare il genere: si limitano a svolgere il compitino, utilizzando le strutture tipiche del black ideate dai pionieri ormai quasi 30 anni fa e descrivendo la propria musica come raw black metal.

La band qui trattata -il cui nome fa riferimento alle fosse crematorie presenti nei cimiteri dell’antica Roma- è un gruppo ruotante attorno alla figura del frontman Demoniac, che si occupa di tutti gli strumenti a corda e della voce. Il progetto risulta attivo sin dal 2001 ed ha alle spalle vari cambi di formazione e tre demo, dai quali si evince un fatto quantomeno singolare: la tracklist proposta dal combo è rimasta praticamente invariata lungo tutta la sua discografia, in quanto tutte le tracce del primo demo Demo MMII (risalente, non sorprendentemente, al 2002) sono state riutilizzate nelle successive release, semplicemente invertendone l'ordine e/o accompagnandole a tracce più nuove.
Il fatto che i Bustum utilizzino sempre gli stessi brani in ogni loro pubblicazione è la conferma della staticità che affligge buona parte della scena black più underground, la quale non sembra subire alcun tipo di influenza dalle band che anno dopo anno riescono in modo geniale a ridare vita al genere: Demonolosophy risulta essere un insulto alla sperimentazione e allo sforzo fatto da tutti quei progetti black metal che fanno in modo che il genere si evolva anno dopo anno, restando al passo con i tempi. Come se non bastasse, le doti compositive dei nostri sono davvero limitate: le canzoni hanno tutte la stessa struttura, le melodie sono di una semplicità e banalità disarmante (basti sentire l’intro di Inquisitor Deum), le vocals sono oltremodo piatte e monotone e gli assoli, vero tallone d’Achille del gruppo, sono privi di qualsiasi tipo di pathos e di espressione. Inutile dire che lo sforzo nel creare delle liriche interessanti è stato praticamente nullo: come nella migliore (o peggiore?) tradizione del genere, i testi sono incentrati su demoni, riti satanici ed evocazioni di antiche divinità malvagie.
Mantenere la concentrazione alta per tutta la durata del disco risulta dunque essere una sfida alquanto complessa, nonostante il minutaggio totale superi a malapena i 32 minuti. Le tracce hanno infatti una durata media non superiore ai tre minuti e mezzo, aspetto certamente insolito per gli standard di un genere come il black metal, ma che in questo caso non stupisce, data la verve compositiva del combo croato.

In ultimo è doveroso citare la scelta intrapresa dai Bustum dal punto di vista marketing: Demonolosophy (rilasciato originariamente nel 2012), è stato distribuito sia come CD per Regimental Records, sia come cassetta (lo scorso mese, per Iron County Records), decisione che sottolinea ulteriormente la volontà della band di restare ancorata al passato, ferma negli anni Novanta anche dal punto di vista concettuale. È chiaro che una release del genere, che sarebbe suonata poco originale anche nel 1994, è totalmente superflua in quella che è la scena black dei giorni nostri.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Iron County Records
Black
Tracklist
1. Intro
2. Arrival of Serpent God
3. Nightrealm
4. Inquisitor Deum
5. Marauders Call
6. Mists of Solitude
7. Plijesan gori vjekovima
8. Zaplakalo nebo suzama od krvi
9. Hladan kamen
10. Outro
11. The Sun Has Fallen
Line Up
Demoniac (Voce, Chitarra)

Musicisti Ospiti
Dario Turčan (Basso)
Eldar Ibrahimović (Batteria)
 
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