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Varg - Das Ende Aller Lügen
13/04/2016
( 1210 letture )
Cercando in diversi dizionari il significato della parola “inutile”, riferendosi ad un oggetto, è possibile riscontrare due diverse principali definizioni: inutile è ciò che non dà alcun vantaggio, oppure ciò che non è necessario. Ovviamente, tale aspetto va perfezionandosi una volta analizzato il campo di utilizzo dell’oggetto preso in considerazione, in quanto è risaputo che delle pinne non servano a molto in casa, mentre abbiano la loro importante utilità a mare. Questa introduzione, forse non poco superflua, può servire al lettore per farsi un’idea iniziale, ancor prima di iniziare l’analisi di questo ultimo lavoro dei tedeschi Varg.

Das Ende Aller Lügen (traducibile in italiano con “La fine di tutte le bugie”), pubblicato sia in versione in lingua tedesca che in inglese, si apre con il celebre e solenne discorso di Charlie Chaplin presente nel film “Il Grande Dittatore”, uscito in America nel 1940, che risulta -purtroppo- in breve l’unico pezzo del lotto che merita di essere ascoltato più volte. Già l’opener Das Ende Aller Lügen, infatti, parte ben carica di energia, che però tende a spegnersi come fuoco di paglia lungo i suoi appena tre minuti di durata, lasciando l’ascoltatore piuttosto indifferente e perplesso, mentre cede spazio alla successiva Revolition, traccia anch’essa tendente al superfluo, alla quale i Varg tentano in maniera chiara di imprimere uno stampo più cattivo e portante possibile, ma invano. Segue a ruota Streyfzug, che presenta invece un ottimo cantato soprattutto nel ritornello e riesce a destare, almeno in parte, l’interesse di un pubblico che rischiava altrimenti già di assopirsi. Ma la “magia” dura poco. Achtung è sicuramente la peggiore di tutto il platter, dato che la voce e gli strumenti (soprattutto le chitarre) risultano, senza troppi giri di parole, inascoltabili. Per fortuna la traccia seguente, Dunkelheit offre una breve boccata d’ossigeno, spiccando tra le altre per la sua ottima intro e un interessante riffing di chitarra ripetuto lungo tutto il brano leggermente orientato verso il black metal, anche se appare difficile definirlo come tale. Totentanz parte lenta, per poi alzare i ritmi in presenza dell’ospite Anna Murphy, attuale voce e ghirondista del gruppo folk metal svizzero Eluveitie, ma manca anch’essa di mordente, lasciando solo una scarna impressione di sé, anche dopo svariati ascolti.
I tre brani che seguono, invece, sono quelli che spiccano di più e che salvano, anche se per poco, quest’album da un destino di totale e indecoroso fallimento: Einherjer è caratterizzato da buoni riff (l’aggettivo “buoni” deve essere messo in relazione con la totalità dell’album e non in termini assoluti) e da cori che alzano il tiro della canzone. Wintersturm presenta anche essa riff black-oriented, con un assolo che in confronto a tutto ciò che si è sentito fino a ora risulta ottimo, mentre a chiudere la fatica dei Varg -per fortuna dopo appena 40 minuti- è la conclusiva Ascheregen, che risulta la traccia più rallentata ed evocativa di Das Ende Aller Lügen, come una sorta di vera e propria “fine di tutte le bugie”.

Tirando le somme e volendo riprendere l’introduzione, Das Ende Aller Lügen risulta una release alquanto inutile, sia nel panorama europeo che all’interno della discografia dei teutonici, in quanto anche quelle poche tracce che potrebbero risultare interessanti, non riescono nel loro intento e non attirano, se non nel finale, a dovere l’attenzione di un oramai annoiato ascoltatore. Per dirla con le parole di Seneca:

Non exiguum temporis habemus, sed multum perdidimus
(Non abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto)
)

Dunque… non perdiamone altro.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
73.75 su 4 voti [ VOTA]
Todbringer83
Venerdì 7 Luglio 2017, 0.11.05
1
Recensione sacrosanta. Album che suona molto swedish alla In Flames di oggi ( ci sono molte analogie con l'ultimo Battles degli svedesi). Banale, scontato ed indecoroso. Io non riesco a salvare nemmeno un brano, per non parlare dell'abominio in copertina. Davvero un lavoro pessimo. Da girarci più alla larga possibile. Voto: 45
INFORMAZIONI
2016
Napalm Records
Inclassificabile
Tracklist
1. Der Große Diktator
2. Das Ende Aller Lügen
3. Revolution
4. Streyfzug
5. Achtung
6. Dunkelheit
7. Totentanz
8. Einherjer
9. Wintersturm
10. Ascheregen
Line Up
Freki (Voce, Chitarra)
Hati (Chitarra)
Managarm (Basso, Voce, Chitarra)
Fenrier (Batteria)

Musicisti Ospiti
Anna Murphy (Voce in traccia 7)
 
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