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Magick Touch - Electrick Sorcery
02/05/2016
( 622 letture )
Bergen si trova in Norvegia, ossia nella terra dei vichinghi e del black metal, famosa anche per il clima rigido e di conseguenza per gli inverni particolarmente proibitivi. Tre musicisti cresciuti in questo contesto è facile immaginarseli con indosso abiti scuri come la notte, borchie appuntite per le quali servirebbe il porto d'armi ed espressioni cupe ed arrabbiate sul volto. Ebbene i Magick Touch non sono nulla di tutto ciò. Negli scatti fotografici riguardanti il nuovo progetto, i ragazzi appaiono sorridenti e fin da un primo ascolto colpisce la gioia che essi esprimono attaverso un hard rock adrenalinico, anche se dalla cover di Electrick Sorcery si potrebbe pensare ad un disco power metal, dato che vi è rappresentato uno stregone intento ad applicare una sorta d'incantesimo su una ragazza indifesa. Il percorso musicale intrapreso dai Magick Touch va ricercato nei favolosi dischi hard rock usciti negli anni '70 ed in minor misura nell'hair metal. Si tratta dunque di un sound che è stato accantonato dal grande pubblico negli ultimi anni, ma che fa sempre piacere riscoprire, magari proprio attraverso artisti belli carichi per la loro prima volta. Nel full length spiccano le capacità tecniche di HK Rein, cantante e chitarrista della band, il quale riesce ad esprimersi al meglio attraverso riff veloci ed assoli raffinati, prendendosi la scena più di una volta; buone la potenza e la precisione del basso dell'esperto Christer Ottesen, il quale regala una prova di mestiere avendo già suonato in diverse band norvegesi; si segnala infine la spensieratezza del batterista Bard Nordvik, che s'impegna dietro alle pelli per mantenere elevato il ritmo dei brani.
Questo primo album contiene dieci tracce, anche se Reprise è semplicemente un breve intermezzo in chiave acustica. Le altre nove canzoni sono di buon livello, nessuna risalta rispetto alle altre: questo può essere sia un punto a favore, dato che a pochi verrà in mente di saltare qualche track durante l'ascolto, sia una nota sfavorevole, visto e considerato che nel panorama discografico odierno sono ricercati, in maniera spasmodica, singoli e hits d'impatto.

Tenendo presente queste introduttive considerazioni vanno analizzati nel dettaglio i brani. L'iniziale Love Rocket rispecchia i classici canoni hard rock con riff intensi a supportare il pezzo, l'assolo di chitarra intriso di wah wah e la sezione ritmica che non si riposa neanche per un istante. Nella seguente Underwater Prison l'ascoltatore viene trasportato in uno stretto vicolo di periferia nel cuore della notte, sul retro di un pub malfamato; le tinte sono inquietanti ed il sound tetro, ma permane l'elemento ironico presente in tutto l'LP, per un brano street rock particolarmente riuscito. Trouble & Luck ricorda il sound dei Thin Lizzy, in particolare nel ritornello e sul bridge prima del finale, carico di virtuosismi e di pathos. Joker Vs Ace è il primo brano rilasciato dai norvegesi, nonostante non sia quello che rispecchia al meglio il sound della band, visto che spazia tra rock, punk ed acuti esagerati di stampo heavy/power. Con Wildfire finalmente si tira un po' il fiato, i ritmi rallentano e viene privilegiata la melodia. L'intensità rimane alta durante tutta la durata del brano, per raggiungere le punte massime sul finale. Dopo la già citata parentesi di Reprise si ricomincia con Dead Man in Chicago: i riff stoner duri e distorti s'imprimono nella mente e sono i veri protagonisti del brano, che non decolla mai, ma rimane di buon gradimento fino al bel solo sul finale. Out of Reality è il pezzo rock più debole del lotto, salvato solamente dai soliti buoni solo di HK Rein. Sul finale i Magick Touch decidono di dare spazio all'hard rock ottantiano: Swansong riprende lo stile dei gruppi hair metal di quella decade, proponendo il basso maggiormente in risalto e riff di chitarra più decisi del solito; Loose Cannon ricorda i Guns'n'Roses ed è la vera mina vagante dell'album, un brano che fa venire voglia di scatenarsi grazie alla velocità d'esecuzione ed al ritornello coinvolgente.

Electrick Sorcery , di primo acchito, ha il pregio di trascinare l'ascoltatore, di inglobarlo nei brani per farlo sentire a casa sua, dando la sensazione che il rock realizzato dai Magick Touch sia l'unico genere esistente sulla faccia della Terra, il che non è una cosa da poco. Il problema è che questa libidine iniziale viene meno dopo qualche ascolto, non essendo presente una hit significativa, in grado di sostenere l'attuale scena commerciale e soprattutto il peso del tempo. Inoltre è veramente un peccato che il disco termini prematuramente nel suo miglior momento: qualche traccia in più, ben confezionata, non avrebbe di certo guastato il meccanismo messo a punto dai tre di Bergen.



VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
99 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2016
Edged Circle Productions
Hard Rock
Tracklist
1. Love Rocket
2. Underwater Prison
3. Trouble & Luck
4. Joker Vs Ace
5. Wildfire
6. Reprise
7. Dead Man in Chicago
8. Out of Reality
9. Swansong
10. Loose Cannon
Line Up
HK Rein (Voce, Chitarra)
Christer Ottesen (Basso)
Bård "Heavy" Nordvik (Batteria)
 
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