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Darkend - The Canticle Of Shadows
04/05/2016
( 2250 letture )
Extreme Ritual Metal: questa è l’etichetta con cui i Darkend decidono di presentarsi e che appongono a suggello del proprio sound. Per quanto una tale definizione possa sembrarci pretestuosa o l’ennesimo tentativo di mascherare con l’ipertrofia della lingua una pochezza contenutistica sostanziale, avremmo modo di rilevare quanto in realtà sia calzante per indicare la proposta dei nostri. Sconosciuti ai più, i protagonisti di questa analisi sono una realtà emiliana il cui esordio sulla scena nostrana risale al 2007 e che, con The Canticle Of Shadows, licenziato dalla Non Serviam Records, giungono al terzo full-length. Essi sono dediti essenzialmente ad un black metal sinfonico in grado di fondere con raffinatezza tanto stilemi propri del caustico ed esoterico black mediteranneo quanto suggestioni nordiche (i migliori Cradle of Filth in primis, Limbonic Art).

Sebbene sia arduo oggigiorno dire -e dare- qualcosa in un ambito ormai saturo, vivente di un immaginario ampiamente abusato, i Darkend mostrano un talento inequivocabile nel dar vita ad un lavoro affascinante, oscuro, complesso nonché ricco di citazioni illustri e di varia provenienza, dipanantesi in sette capitoli. La formazione, comprendente attualmente cinque elementi, è inoltre qui rafforzata dall’apporto di quattro artisti di assoluto rilievo: Attila Csihar (Mayhem), Niklas Kvarforth (Shining), Sakis Tolis (Rotting Christ) e Labes C. Necrothytus (Abysmal Grief).

Cori, archi soffusi ed un pianoforte riverberante ci introducono a Clavicula Salomonis, impetuosa e serrata fin dall’inizio, ricca di passaggi in blast beats intessuti da elementi sinfonici. E dal trascinante refrain sin dall’intermezzo in spoken word di tale brano ci troviano dinanzi una delle componenti essenziali dell’esercizio creativo dei Darkend, ovvero l’uso di testi in latino -tratti, in questo caso, da un noto grimorio anonimo del Seicento, Lemegeton Clavicula Salomonis, per l’appunto. La chiusa in pianoforte ci conduce nelle dense tenebre di Of The Defunct. Un coro monastico e ieratico fa da sipario alla splendida performance di Attila che presta tutta la ricchezza del suo timbro maligno ad un brano ora potente e dominato da metriche veloci, ora dischiudentesi in un passaggio estremamente atmosferico -in cui si insinua un sinistro e conturbante fraseggio pianistico- e concludentesi con una delle prestazioni delle leads più efficace del platter. Il brano sfuma a sorpresa in un estratto filmico, tratto dal’horror Session 9, che ci porta per mano a saggiare A Precipice Towards Abyssal Caves (Inmost Chasm, I), arricchito dalla presenza di un elegante assolo di sax che si sposa alla perfezione con l’atmosfera crepuscolare della traccia.

Ne Il Velo Delle Ombre -unicum della tracklist per via della presenza di testi in lingua madre- vediamo avvicendarsi al microfono anche Labes C. Necrothytus, quasi officiante un rituale, il cui lento ed inesorabile incedere è punteggiato da un riffing tagliente ed incisivo sorretto nella sezione conclusiva da una melanconica melodia affidata agli archi. Anche in questo caso i nostri ci deliziano con una citazione -questa volta tratta dalla trasposizione in pellicola del celeberrimo romanzo Il Nome della Rosa- ed è il "Penitenziagite" dell’eretico dolciniano Salvatore a far da preludio a A Passage Towards Abysmal Caverns (Inmost Chasm, II) nella quale a prestare la propria ugola, assieme al vocalist Animæ, è invece Niklas Kvarforth degli Shining.

Ancora una volta mid tempos e dilatazioni atmosferiche, ora ritualistiche ora dominate dalle orchestrazioni si incastonano fluidamente e sapientemente con vorticose esplosioni black, vera e propria sintassi della lingua sanguinosa permeante anche Sealed In Black Moon And Saturn. Quest’ultimo, probabilmente uno dei brani meglio riusciti del disco, si presenta costellato da soluzioni sinfoniche dal grande impatto emotivo e seducenti linee melodiche, il tutto coronato da una nuovamente splendida prestazione di Attila. L’arcana litania dei nostri si conclude con Congressus Cum Dæmone: questa volta è Sakis Tolis dei Rotting Christ a rendersi protagonista della perversa cerimonia qui celebrata attraverso intriganti sezioni in chitarra acustica ed assoli di matrice quasi heavy.

Nonostante un minutaggio certamente corposo -sette tracce per quasi un’ora di musica- il lavoro dei Darkend è di tal caratura da non annoiare mai o mostrare allentamenti del proprio ritmo narrativo. Ciò resterebbe vero anche nel caso in cui sottoponessimo The Canticle Of Shadows alla prova di ascolti estenuanti: in ognuno di essi, difatti, il disco rivelerebbe nuovi elementi non notati precedentemente portandoci alla mente differenti chiavi di lettura.
Sebbene non ci troviamo al cospetto di un concept album, potremmo, prendendo a prestito una delle suggestioni suscitate dai ricchi testi, considerare ognuna delle tracce con un peana a Saturno, divinità della morte e della putrefazione nonché alchemico iniziatore della dissoluzione della prima materia, passo dunque irrinunciabile del ciclo tanto dell’esistenza quanto della Grande Opera:
My limbs are the branches of nature itself
with a touch of perdition, bathed in sorrow
Here I became Death, and Death is the seed from which I grow…



The Canticle Of Shadows è, in ultima analisi, un lavoro che chiunque ami le sonorità estreme dovrebbe far proprio, mostrante un songwriting elegante e consapevole. Tale lavoro contribuisce a consacrare i Darkend come una delle realtà nostrane che meriterebbero più rilievo in tale ambito, non avendo nulla da invidiare rispetto ad altre formazioni straniere ben più blasonate.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
93.78 su 38 voti [ VOTA]
Conan
Martedì 8 Agosto 2017, 16.55.52
9
Totale, album spettacolare!
doomale
Martedì 29 Novembre 2016, 14.05.48
8
L'album e' bello..anche se ci sono alcuni passaggi che mi sembrano un po' slegati tra di loro..quasi buttati a caso. Comunque un 7,5 glielo do'. E se giovedì mi dice bene me li vedo di spalla agli Absu.
Ragnar
Lunedì 9 Maggio 2016, 11.57.03
7
Sono cresciuti immensamente dall'album precedente (già comunque ottimo)... questo Canticle Of Shadows mangia in testa a buona parte della scena estera. Stupendo e intensissimo, già nella mia top ten 2016.
Ignis
Domenica 8 Maggio 2016, 23.56.51
6
Disco incredibile e senza pietà, arrangiamenti grandiosi e un sacco di guests che rendono ogni minuto una sorpresa, ottima anche la cover di Fearbringer
Morgana
Giovedì 5 Maggio 2016, 11.34.22
5
Assolutamente stupendo... cattivissimo, occulto, malinconico e commovente, melodico e al tempo stesso capace di prenderti a manate in faccia. Questi qua si che sanno come integrare le orchestrazioni in un tessuto metal che fa male per davvero... altro che altisonanti nomi sbandierati i 4 venti che tutti conosciamo. Sorpresa tutta da scoprire!
Dark Medieval Times
Mercoledì 4 Maggio 2016, 21.33.33
4
Albumone, per me il top del 2016 in ambito estremo. Un onore averli!!!
Doomale
Mercoledì 4 Maggio 2016, 21.16.19
3
Molto interessante...ne avevo gia sentito parlare molto bene, qui la conferma. A sto punto dovro' ascoltarlo...Oltretutto ospiti notevoli..soprattutto Sakis e Labes C. Necrothytus...gli altri due non mi sono pero' simpaticissimi. Poco importa...ottima realtà italica
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 4 Maggio 2016, 13.38.25
2
Questo album, lo avevo segnalato in un mio commento relativo ai marketing oriented amanti delle tutine spaziali. In Italia esistono delle realtà che sanno comporre ed eseguire musica assolutamente eccellente. Mi riferisco, per parlare di quest'anno, a Fleshgod Apocalypse, Novembre e a questi Darkend. Disco bellissimo, originale, con gradi idee e con anche testi profondi e molto evocativi. Già mi piacevano le uscite precedenti, ma qui sono cresciuti ulteriormente e le collaborazioni arricchiscono di molto il risultato complessivo. Complimenti! Il mio brano preferito è Congressus Cum Daemone e nella mia copia c'è anche un altro bellissimo pezzo in Italiano "Inno alla Stagione dell'Inverno". Strepitosi, altro che coilers, dai budget elevati, pompatissimi dal marketing ma spompati nella musica. Au revoir.
Malleus
Mercoledì 4 Maggio 2016, 10.48.00
1
Magnifico.
INFORMAZIONI
2016
Non Serviam Records
Black
Tracklist
1. Clavicula Salomonis
2. Of The Defunct
3. A Precipice Towards Abyssal Caves (Inmost Chasm, I)
4. Il Velo Delle Ombre
5. A Passage Through Abysmal Caverns (Inmost Chasm, II)
6. Sealed In Black Moon And Saturn
7. Congressus Cum Dæmone
Line Up
Animæ (Voce)
Ashes (Chitarra)
Nothingness (Chirarra)
Specter (Basso)
Valentz (Batteria)

Musicisti Ospiti
Attila Csihar (Voce)
Niklas Kvarforth (Voce)
Sakis Tolis (Voce)
Labes C. Necrothytus (Voce)
 
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