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Wisdom - Rise of the Wise
06/05/2016
( 1017 letture )
Lo abbiamo già detto numerose volte: nell’asfittico panorama attuale, sempre più avaro di vere novità (che però, a volerle davvero cercare, esistono), il genere probabilmente più in ambasce è il power metal. Lo stile è ormai troppo contaminato da cliché immutabili e così cristallizzato nel suo modo di comporre ed arrangiare, che la gran parte dei gruppi fatica enormemente a “staccare” dallo sfondo, anche se fa le cose per bene. I Wisdom, purtroppo per loro, non fanno eccezione. In pista dal 2001 e comprendenti solo due dei membri fondatori nella formazione attuale (Gabor Kovacs e Mate Molnar), i Wisdom giungono alla loro quarta fatica dopo una carriera fatta di dischi piacevoli, ben costruiti e ben suonati, senza però riuscire a dare una vera sterzata alla loro storia.

Rise of the Wise è presentato da una riuscita copertina di genere e da una produzione adatta allo stile, massiccia Q.B. e chiara quanto serve. I Wisdom mettono insieme dieci pezzi più un intro che, formalmente, non dovrebbero affatto scontentare nessuno degli appassionati. Buono il tiro dell’opener Ravens’ Night, non per nulla scelta per aprire le danze, piacevole My Heart Is Alive, ma già assolutamente di maniera Hunting the Night, col suo ritornello alla Running Wild, che scorre via uguale a migliaia di altri pezzi simili/uguali. In maniera anche piacevole, quindi, ma tragicamente scontata. Situazione che peggiora con Hero, pezzo scialbo che può contare solo sul solito “ritornellone” ad effetto. Tuttavia, piazzare due canzoni di seguito salvate solo da questo particolare, appiattisce notevolmente anche il suo modesto effetto salvifico, sul secondo brano in maniera più evidente. Più heavy-rock l’impianto di Through the Fire e non si può fare a meno di notare come, con un arrangiamento appena un po’ differente, il brano poteva facilmente essere fatto ricadere in campo AOR. Non è questo il problema principale, ma tre pezzi col solo ritornello a segnalarsi -e sempre in maniera molto contenuta- sono proprio troppi. Si ritorna in ambito prettamente power con Nightmare of the Seas, canzone un po’ involuta e pomposa che lascia poi spazio a Believe in Me, ballad senza infamia e senza lode dal sapore medievale. La parte finale dell’album comincia con Secret Life, canzone simile a milioni di altre presenti, passate e future. Quindi Welcome to My Story aumenta di nuovo il ritmo (senza molto costrutto) prima di terminare con Rise of the Wise, rocciosa title-track che, almeno, lascia l’impressione di avere avuto a che fare con un gruppo abbastanza deciso in rapporto al genere suonato.

La band ungherese è composta da ottimi professionisti, sicuramente capaci di suonare il loro strumento -belli gli assoli di chitarra e buona la prova della sezione ritmica- ed è completata da un buon cantante. Rise of the Wise, inoltre, è concepito in maniera professionale e, al tirar delle somme, non è inferiore a migliaia di album simili, ma è proprio questo il suo difetto. Ascoltando il disco, infatti, non si riesce a fare a meno di notare come sia troppo conforme a tanti altri e come i riferimenti agli HammerFall ed a decine e decine di altre band di primo piano, si sprechino letteralmente. Per emergere, anche solo parzialmente, ci vorrebbero almeno tre o quattro brani di qualità nettamente superiore a nobilitare il tutto, che invece qui mancano. Tanta convinzione, buoni mezzi, capacità di fare le cose per bene, ma tasso di originalità pari a zero. Il risultato di tutto ciò è un’altra sagra del copia-incolla ed ormai conosciamo a memoria tutto ciò che ha da proporre la manifestazione. Buono per i fan della band, ma lavoro che verrà dimenticato in fretta da tutti gli altri.



VOTO RECENSORE
59
VOTO LETTORI
65 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2016
NoiseArt Records
Power
Tracklist
1. Over the Wall
2. Ravens’ Night
3. My Heart Is Alive
4. Hunting the Night
5. Hero
6. Through the Fire
7. Nightmare of the Seas
8. Believe in Me
9. Secret Life
10. Welcome to My Story
11. Rise of the Wise
Line Up
Gábor Nagy (Voce)
Gábor Kovács (Chitarre, cori)
Máté Bodor (Chitarre)
Máté Molnár (Basso)
Tamás Tóth (Batteria)
 
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