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RanestRane - A Space Odyssey Part II: H.A.L.
08/05/2016
( 1711 letture )
Immaginate di prendere una serie di film ben noti ai più e una band musicale di cinemaniaci cui viene la brillante idea di comporre tutti i loro dischi in riferimento a queste immense opere della cinematografia internazionale, di inserirli in un frullatore e miscelare il tutto: ecco che avete dato vita ai RanestRane, una delle realtà più entusiasmanti del panorama progressive italiano.

Formatisi a Roma nel 1998, i RanestRane hanno all'attivo ben quattro album o, per usare una loro stessa definizione, delle "Cine-Concert Operas".
Ma perché quel prefisso, "cine-"?
È necessario sapere che i progger nostrani, dal 2007 a questa parte, sono stati i principali interpreti di un progetto originalissimo, ossia quello di dare alla luce concept-album composti partendo dallo spunto dalle vicende narrate da alcune tra le più famose pellicole cinematografiche d'autore.
Il tutto ha inizio con Nosferatu, doppio CD pubblicato nel 2007 che si ispira alla spaventosa figura del vampiro creato da Friedrich Wilhelm Murnau nel 1922 e riportato sul grande schermo nel 1978 da Werner Herzog. A questo primo lavoro è poi seguito nel 2011 Shining, album che dà il La alla mirabolante "collaborazione" tra i RanestRane e il maestro del cinema: Stanley Kubrick.
Ovviamente la collaborazione è del tutto fittizia e, se vogliamo, ossimoricamente unilaterale, ma è pur vero che la band romana è forse una delle principali tributarie dell'opera omnia del celebre regista americano: non è il solo film del 1980 che vide come protagonista Jack "Torrence" Nicholson ad aver attratto le attenzioni dei nostri, bensì anche 2001: A Space Odyssey, pellicola del 1968 dai più osannata come il migliore film di genere fantascientifico mai girato.
Infatti, dal 2012 a oggi, i RanestRane si sono dedicati alla registrazione di una Trilogia completamente incentrata sulle spaziali e pressoché mitologiche vicende mostrate in Odissea nello Spazio.
Il primo capitolo, A Space Odyssey Part I: Monolith (2013) è dedicato a quello che possiamo considerare, se non come un vero e proprio personaggio del film, una presenza costante: il maestoso Monolito Nero che dona la capacità di fabbricare e utilizzare utensili a una primigenia comunità di ominidi.
Ciò che più ci interessa in questo contesto è però il secondo album che i RanestRane hanno composto guardando al celebre 2001: A Space Odyssey Part II: H.A.L.

Registrato a Roma presso La Genesi Studio e The Shellseeker Studio e pubblicato nel 2015 sotto l'egida di Ma.Ra.Cash Records, H.A.L. ci si presenta con un artwork originale e decorato a tema spaziale (scelta pressoché obbligata). Sfogliando il booklet ci ritroviamo infatti completamente immersi nel mood di un vero e proprio viaggio fra le galassie a bordo di un'astronave con il nostro equipaggio, formato dai membri della band che, per l'occasione, troviamo rappresentati nelle vesti di astronauti. Ben riuscita la cover che correda tutto l'album, su cui troviamo un occhio indagatore che ha come pupilla il faro rosso del terribile computer ideato da Kubrick: H.A.L. 9000.
Già dal primo sguardo all'artwork compare in noi la scintilla che ci fa capire di non essere dinanzi al classico gruppo progressive italiano e le attese iniziano subito a crescere. E dai nostri non saranno mai tradite.

Struttura fragile, Libellula fragile,
Volo verso Giove


Dopo una breve introduzione elettronica, Jupiter Mission, che introduce l'ascoltatore alla sua ambiziosa missione, i RanestRane iniziano subito a darci un assaggio della loro idea di viaggio interplanetario descrivendo la claustrofobica abitazione di David Bowman, astronauta protagonista della vicenda, nel secondo brano della release: Discovery One. Inutile dirlo: è sufficiente questa composizione per conquistarci. Sia ben chiaro, ci troviamo dinanzi ad un brano che segue abbastanza pedissequamente la più classica forma della canzone italiana, però il coinvolgimento creato dai ritmi di batteria insistenti e dalle linee vocali di Daniele Pomo è totale, tanto che sarebbe simpatico sfidare chicchessia a non ricordare il tema principale dopo il solo primo ascolto.
Dopo questa bella Discovery One si passa al primo (escludiamo da questa categoria l'ouverture che ha un ruolo differente) passaggio interamente strumentale, Broadcast News. Si noti che in H.A.L. si troveranno numerosi momenti di transizione di questo tipo: voci narranti che si intersecano agli accenti di chitarra o synth. Se tecnicamente ci troviamo dinanzi a dei filler (o riempitivi), nei fatti, non avremo mai questa sensazione di stare ascoltando un "di più" o una sezione superflua ai fini dell'opera poiché i RanestRane sono maestri nel mantenere ugualmente viva l'attenzione, qualità che purtroppo non tutti i musicisti possiedono.
Per restare in tema di situazioni unicamente strumentali, è giusto focalizzare il nostro sguardo su Spacewalk, sesto capitolo del platter, in cui spicca una celebre collaborazione con Steve Rothery, storico chitarrista dei Marillion che ha sempre mostrato di tenere in grande considerazione il lavoro dei compositori romani. Rothery, che si esibisce anche in un assolo di chitarra in La Perfezione che si Cerca, è al secondo intervento personale all'interno di un album dei nostri: è da ricordare la sua apparizione, insieme con l'amico Hogarth, in A Space Odyssey Part I: Monolith.

Con la paura l'occhio osserva
da una prospettiva nuova e di umana logica […]
La perfezione che si cerca l'imperfetto giudica


Abbiamo citato proprio La Perfezione che si Cerca e non l'abbiamo fatto casualmente perché, oltre al valore indiscusso della collaborazione con il chitarrista dei Marillion, questa settima traccia è forse l'apice dell'intero album. Si hanno tutti gli ingredienti per la riuscita di un'ottima composizione musicale: melodie convincenti, interventi ritmici coerenti e più che azzeccati nel contesto generale, coesistenza e convivenza perfette di chitarra e tastiere.
A corredo di questo insieme di rock-elettronico troviamo però anche due ballad: Freddo al Cuore, avvalorata da una splendida sezione in cui la protagonista diviene la struggente sei corde di Massimo Pomo, e Buio Intorno, costruita quasi unicamente sul duetto pianoforte-voce.
Proprio a quest'ultima composizione segue l'ultima traccia dell'album, Computer Malfunction, in cui tornano a coprire il loro consueto ruolo tutti gli strumenti del lotto. È una chiusura coerente con il sound di tutto il platter.

Arriviamo alle conclusioni di una recensione ad un disco che, come si è capito, ha entusiasmato chi scrive e che -fatto ancor più importante- ha mosso grande curiosità nei confronti del terzo e ultimo capitolo di questa singolare Odissea nello Spazio di cui già è stato annunciato l'inizio dei lavori (si intitolerà Starchild).
Innanzitutto, è bene sottolineare come i RanestRane siano riusciti a svecchiare un'opera come quella di Kubrick che, al giorno d'oggi, pare molto lontana nel tempo: è come se i musicisti romani siano riusciti a donare alla pellicola del 1968 quegli effetti speciali che in quell'anno non erano alla portata del suo pur visionario regista.
Attenzione però che questo H.A.L. –e così l'intera trilogia in questione- non è consigliabile a tutti: i puristi del genere progressive probabilmente arricceranno il naso nel considerare l'assidua esplorazione elettronica che i RanestRane percorrono all'interno del loro modus componendi.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
90.75 su 4 voti [ VOTA]
Nemesi
Venerdì 5 Gennaio 2018, 21.06.00
4
Le registrazioni di "Starchild" si sono cocluse ieri. In attesa della sua uscita andrò a vederli dal 4 al 6 Maggio a Cervia nel RaneStraneWeekend. Conosciuti per caso, non li mollo più!
Micologo
Lunedì 9 Maggio 2016, 14.44.20
3
Conoscevo il tastiera quando eravamo bimbi, lieta riscoperta, corro subito ad ascoltarli!
The Phoenix Flies Again
Lunedì 9 Maggio 2016, 14.40.30
2
Davvero bravi. Per me sono una scoperta abbastanza recente quindi li ho conosciuti proprio con questo H.A.L., che mi ha comunque convinto a fare un passo indietro e ad ascoltare anche tutte le precedenti release. Insomma, non ho trovato un disco che mi abbia deluso per il momento: anzi, sono curiosissimo per "Starchild", che dovrebbe essere in lavorazione.
Lo Struzzo
Lunedì 9 Maggio 2016, 11.12.40
1
Gruppo mostruoso. Non bisogna aggiungere altro. Ho tutto delle Rane, ma Monolith e HAL sono dei capitoli strepitosi che li esaltano maggiormente.
INFORMAZIONI
2015
Ma.Ra.Cash Records
Prog Rock
Tracklist
1. Jupiter Mission
2. Discovery One
3. Broadcast News
4. Freddo al Cuore
5. AE-35-6
6. Spacewalk
7. La Perfezione che si Cerca
8. Sonno Come Morte
9. Buio Intorno
10. Computer Malfunction
Line Up
Daniele Pomo (Voce, Batteria)
Massimo Pomo (Chitarra)
Riccardo Romani (Tastiere)
Maurizio Meo (Basso)

Musicisti Ospiti:
Steve Rothery (Chitarra nelle tracce 6 e 7)
 
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